Architettura di periferia
Opere e pensiero degli architetti
Iniziamo
indice
01
03
02
Caratteristiche
Ruolo sociale
Introduzione
04
06
05
Il Bronx
Lo Zen
Le Vele
Introduzione
L'architettura di periferia, spesso oscurata dalla brillantezza dei centri urbani, costituisce una tela intrecciata di storie e significati unici. Le periferie rappresentano un terreno fertile dove tradizione, innovazione e bisogni quotidiani si fondono. In questo viaggio attraverso l'architettura periferica, ci immergeremo oltre la superficie, esplorando l'interplay tra costruzione e contesto. Le strutture architettoniche
raccontano le comunità riflettondo la storia, le influenze culturali e le esigenze pratiche dei loro abitanti. Intrigante e spesso sottovalutata, l'architettura di periferia ci invita a guardare oltre la superficie, a comprendere il modo in cui gli
edifici dialogano con la vita quotidiana delle persone. È un viaggio in cui esploreremo il cuore pulsante delle periferie, riconoscendo la loro importanza nella formazione del nostro ambiente costruito e nella definizione della nostra identità architettonica e sociale.
Caratteristiche generali
Le caratteristiche di questo contesto architettonico possono variare notevolmente, ma alcune tendenze e tratti distintivi emergono comunemente. L'architettura delle periferie spesso si manifesta come un collage di stili e tipologie edilizie. Diversi periodi di costruzione e vari livelli di sviluppo urbano si intrecciano, dando vita a un paesaggio eterogeneo. Molte periferie presentano un'architettura orientata alla residenza su vasta scala.
Ciò può portare a una certa standardizzazione e replicabilità di design, con abitazioni simili ripetute in diverse aree. La progettazione degli spazi pubblici assume un ruolo cruciale. Le periferie, in particolare quelle sviluppate nelle ultime decadi del XX secolo, cercano di integrare aree verdi, parchi e servizi comunitari per migliorare la qualità della vita dei residenti. L'architettura periferica si orienta sempre più
verso la sostenibilità ambientale, integrando principi eco-friendly e varie funzioni, come uffici e spazi ricreativi, per favorire la vitalità delle comunità.
l'architettura nel risanamento sociale
L'architettura ha un fortissimo ruolo sociale, in quanto espressione dell'organizzazione ed interpretazione del mondo della società; ha anche un valore culturale non indifferente, tanto che gli stili architettonici possono arrivare ad essere addirittura "ideologici". Viene quindi da interrogarsi su quale sia il reale compito che gli edifici svolgono nelle periferie, zone abbandonate all'incuria statale. Significativo è il contributo di
Renzo Piano in merito, che ha più volte ribadito l'impellenza di un'opera di rammendo a tutto tondo delle periferie, zone in cui risiede la maggior parte della
popolazione delle grandi città e sono per questo bacino di idee e potenzialità. Appare
evidente che il risanamento sociale debba passare anche per l'architettura, in un processo in continua crescita che abbia come prerogative il riuso degli spazi, dall'essere abbandonati a diventare centri vivi
e attivi, e l'integrazione degli edifici che, oltre a fornire soltanto servizi, sono luoghi aperti alla comunità e con essa si mescolano indistricabilmente.
Lo Zen di Palermo
Lo ZEN (acronimo di Zona Espansione Nord) è suddiviso in due aree abitative, con diverse caratteristiche, definite come "ZEN 1" e "ZEN 2".Il progetto della Zona Espansione Nord nacque nel 1966. A differenza dei quartieri popolari degli anni Cinquanta, vennero sviluppati come "quartieri satellite", chiusi, autosufficienti a livello metropolitano e isolati da larghe
strade perimetrali. A seguito del terremoto del 1966, per sopperire al grande numero di sfollati, venne promosso l'ampliamento dello ZEN sotto l'architetto Vittorio Gregotti ed altri quattro progettisti. Il progetto venne poi modificato e i suoi ideatori estromessi nella fase esecutiva del cantiere. La mafia siciliana favorì l'occupazione abusiva di gran parte delle abitazioni prima che fossero ultimate, bloccandone il completamento. La scarsa presenza delle istituzioni,l'immobilismo amministrativo nel
risolvere il problema delle occupazioni, nonché le condizioni di miseria diffuse tra i residenti hanno reso lo ZEN 2 simbolo di degrado e terreno fertile per le mafie.
Il bronx di Napoli
La Taverna del Ferro a Napoli, popolarmente nota come Bronx, dal quartiere povero di New York, è un quartiere residenziale composto da due grandi edifici a blocco ravvicinati tra loro diventati famosi poiché in facciata da 2 opere dello street artist Jorit. L'opera è stata eseguita per sostenere la rinascita popolare delle aree compromesse dal disagio sociale. Quello raffigurato sul blocco di destra è Diego
Armando Maradona che ha l’accezione di un Dio Umano per il popolo napoletano. Quello a sinistra è invece un giovane scugnizzo di nome Niccolò, la scritta ‘Essere Umani’ nei suoi occhi è un modo per omaggiare l’intero popolo
napoletano e per ricordare che Napoli basa la propria forza sui rappresentanti del popolo che mantengono sempre gli occhi aperti.
Attualmente
Le vele di scampia
Le Vele sono un complesso abitativo costruito a Scampia, quartiere del capoluogo campano, tra il 1962 e il 1975 ideati da Francesco Di Salvo, per dare risposta alla crescente domanda di abitazioni a basso costo per fasce economicamente svantaggiate. Massima espressione di quella che è l'architettura di periferia, vanno oggi a rappresentarne un simbolo negativo sia per la città di
Napoli ma anche per l'Italia intera. La loro storia inizia nei primi anni sessanta, dovevano comprendere sette palazzi residenziali dalla forma triangolare, a vela appunto. Un intervento di edilizia economica popolare che doveva favorire l’integrazione e la costruzione di una comunità di residenti ed essere collegato alla città da ampi spazi verdi con percorsi pedonali, aree giochi per i bambini, centri scolastici, commerciali e religiosi. Un’utopia che mostra il suo distaccamento dalla realtà fin dagli anni ’70, quando
le Vele diventarono un vero e proprio mercato della droga, con i garage come zone di spaccio, le scale come vie di fuga e i ballatoi come torri di controllo.
Grazie per l'attenzione
Lavoro di: Alessandro Peluso, Gianmarco Sorelli, Leonardo Pesci, Luca Tia, Oreste del Peschio, Tommaso Castiello
La notizia che sta circolando negli ultimi giorni è che le palazzine di via Taverna del Ferro saranno completamente abbattute per fare spazio a nuove abitazioni.Attualmente ci sono pareri discordanti del popolo napoletano, che da un lato apprezza la volontà di riportare splendore a un quartiere ormai abbandonato a se stesso, ma d’altro canto vede le opere di Jorit come un forte e potente simbolo della nostra città e chiede quindi che vengano preservate.
L'architettura di periferia
Leonardo P
Created on January 8, 2024
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Architettura di periferia
Opere e pensiero degli architetti
Iniziamo
indice
01
03
02
Caratteristiche
Ruolo sociale
Introduzione
04
06
05
Il Bronx
Lo Zen
Le Vele
Introduzione
L'architettura di periferia, spesso oscurata dalla brillantezza dei centri urbani, costituisce una tela intrecciata di storie e significati unici. Le periferie rappresentano un terreno fertile dove tradizione, innovazione e bisogni quotidiani si fondono. In questo viaggio attraverso l'architettura periferica, ci immergeremo oltre la superficie, esplorando l'interplay tra costruzione e contesto. Le strutture architettoniche
raccontano le comunità riflettondo la storia, le influenze culturali e le esigenze pratiche dei loro abitanti. Intrigante e spesso sottovalutata, l'architettura di periferia ci invita a guardare oltre la superficie, a comprendere il modo in cui gli
edifici dialogano con la vita quotidiana delle persone. È un viaggio in cui esploreremo il cuore pulsante delle periferie, riconoscendo la loro importanza nella formazione del nostro ambiente costruito e nella definizione della nostra identità architettonica e sociale.
Caratteristiche generali
Le caratteristiche di questo contesto architettonico possono variare notevolmente, ma alcune tendenze e tratti distintivi emergono comunemente. L'architettura delle periferie spesso si manifesta come un collage di stili e tipologie edilizie. Diversi periodi di costruzione e vari livelli di sviluppo urbano si intrecciano, dando vita a un paesaggio eterogeneo. Molte periferie presentano un'architettura orientata alla residenza su vasta scala.
Ciò può portare a una certa standardizzazione e replicabilità di design, con abitazioni simili ripetute in diverse aree. La progettazione degli spazi pubblici assume un ruolo cruciale. Le periferie, in particolare quelle sviluppate nelle ultime decadi del XX secolo, cercano di integrare aree verdi, parchi e servizi comunitari per migliorare la qualità della vita dei residenti. L'architettura periferica si orienta sempre più
verso la sostenibilità ambientale, integrando principi eco-friendly e varie funzioni, come uffici e spazi ricreativi, per favorire la vitalità delle comunità.
l'architettura nel risanamento sociale
L'architettura ha un fortissimo ruolo sociale, in quanto espressione dell'organizzazione ed interpretazione del mondo della società; ha anche un valore culturale non indifferente, tanto che gli stili architettonici possono arrivare ad essere addirittura "ideologici". Viene quindi da interrogarsi su quale sia il reale compito che gli edifici svolgono nelle periferie, zone abbandonate all'incuria statale. Significativo è il contributo di
Renzo Piano in merito, che ha più volte ribadito l'impellenza di un'opera di rammendo a tutto tondo delle periferie, zone in cui risiede la maggior parte della
popolazione delle grandi città e sono per questo bacino di idee e potenzialità. Appare
evidente che il risanamento sociale debba passare anche per l'architettura, in un processo in continua crescita che abbia come prerogative il riuso degli spazi, dall'essere abbandonati a diventare centri vivi
e attivi, e l'integrazione degli edifici che, oltre a fornire soltanto servizi, sono luoghi aperti alla comunità e con essa si mescolano indistricabilmente.
Lo Zen di Palermo
Lo ZEN (acronimo di Zona Espansione Nord) è suddiviso in due aree abitative, con diverse caratteristiche, definite come "ZEN 1" e "ZEN 2".Il progetto della Zona Espansione Nord nacque nel 1966. A differenza dei quartieri popolari degli anni Cinquanta, vennero sviluppati come "quartieri satellite", chiusi, autosufficienti a livello metropolitano e isolati da larghe
strade perimetrali. A seguito del terremoto del 1966, per sopperire al grande numero di sfollati, venne promosso l'ampliamento dello ZEN sotto l'architetto Vittorio Gregotti ed altri quattro progettisti. Il progetto venne poi modificato e i suoi ideatori estromessi nella fase esecutiva del cantiere. La mafia siciliana favorì l'occupazione abusiva di gran parte delle abitazioni prima che fossero ultimate, bloccandone il completamento. La scarsa presenza delle istituzioni,l'immobilismo amministrativo nel
risolvere il problema delle occupazioni, nonché le condizioni di miseria diffuse tra i residenti hanno reso lo ZEN 2 simbolo di degrado e terreno fertile per le mafie.
Il bronx di Napoli
La Taverna del Ferro a Napoli, popolarmente nota come Bronx, dal quartiere povero di New York, è un quartiere residenziale composto da due grandi edifici a blocco ravvicinati tra loro diventati famosi poiché in facciata da 2 opere dello street artist Jorit. L'opera è stata eseguita per sostenere la rinascita popolare delle aree compromesse dal disagio sociale. Quello raffigurato sul blocco di destra è Diego
Armando Maradona che ha l’accezione di un Dio Umano per il popolo napoletano. Quello a sinistra è invece un giovane scugnizzo di nome Niccolò, la scritta ‘Essere Umani’ nei suoi occhi è un modo per omaggiare l’intero popolo
napoletano e per ricordare che Napoli basa la propria forza sui rappresentanti del popolo che mantengono sempre gli occhi aperti.
Attualmente
Le vele di scampia
Le Vele sono un complesso abitativo costruito a Scampia, quartiere del capoluogo campano, tra il 1962 e il 1975 ideati da Francesco Di Salvo, per dare risposta alla crescente domanda di abitazioni a basso costo per fasce economicamente svantaggiate. Massima espressione di quella che è l'architettura di periferia, vanno oggi a rappresentarne un simbolo negativo sia per la città di
Napoli ma anche per l'Italia intera. La loro storia inizia nei primi anni sessanta, dovevano comprendere sette palazzi residenziali dalla forma triangolare, a vela appunto. Un intervento di edilizia economica popolare che doveva favorire l’integrazione e la costruzione di una comunità di residenti ed essere collegato alla città da ampi spazi verdi con percorsi pedonali, aree giochi per i bambini, centri scolastici, commerciali e religiosi. Un’utopia che mostra il suo distaccamento dalla realtà fin dagli anni ’70, quando
le Vele diventarono un vero e proprio mercato della droga, con i garage come zone di spaccio, le scale come vie di fuga e i ballatoi come torri di controllo.
Grazie per l'attenzione
Lavoro di: Alessandro Peluso, Gianmarco Sorelli, Leonardo Pesci, Luca Tia, Oreste del Peschio, Tommaso Castiello
La notizia che sta circolando negli ultimi giorni è che le palazzine di via Taverna del Ferro saranno completamente abbattute per fare spazio a nuove abitazioni.Attualmente ci sono pareri discordanti del popolo napoletano, che da un lato apprezza la volontà di riportare splendore a un quartiere ormai abbandonato a se stesso, ma d’altro canto vede le opere di Jorit come un forte e potente simbolo della nostra città e chiede quindi che vengano preservate.