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le donne nella letteratura latina

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Created on January 8, 2024

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GIOVANI DONNE PARLANO
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L'ANTICA ROMA AL FEMMINILE

Sapevate che nell'antica Roma non era così scontato uscire dalla domus per noi donne? Ci pensate che le nostre giovani antenate non sempre godevano del lusso di passare semplicemente del tempo con le amiche? Assurdo, vero?

😲

Ma andiamo con ordine...
Ricorda che...

La società romana era sostanzialmente fondata sulla figura dell'uomo, nello specifico sull'autorità del pater familias. In età arcaica e repubblicana, il posto riservato alla donna era quello della domus, doveva quindi occuparsi prevalentemente delle mansioni domestiche e della formazione dei figli, educandoli al mos maiorum, il nucleo della morale tradizionale della civiltà romana. Nonostante la sua vita si svolgesse soprattutto tra le mura domestiche, la donna romana poteva partecipare ai banchetti (non le era concesso di bere vino). Educata ai valori del pudore, della modestia e della riservatezza, in genere la donna romana andava in sposa molto giovane, per lo più a un uomo scelto dalla famiglia.

Nella società romana esistevano certamente i matrimoni "d'amore", ma il più delle volte erano combinati. In genere le nozze erano precedute da un fidanzamento, in cui il promesso sposo donava un anello, detto anulus pronubus, alla sua futura consorte e del denaro al suo futuro suocero, come pegno del contratto matrimoniale.

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L'ANTICA ROMA AL FEMMINILE

La donna romana viveva dunque in condizione di inferiorità rispetto all'uomo, da cui finiva per dipendere. Dipendeva dal padre e dal marito, ma anche dal fratello o dal figlio maggiore se fosse rimasta vedova. In caso di adulterio, il marito poteva decidere della sua vita. Punizioni severe erano esercitate dal marito anche se la donna fosse stata sorpresa a bere vino. La sbronza, infatti, era considerata nella società romana come preludio di un possibile tradimento. D'altra parte, invece, il marito poteva tradire la moglie con una schiava, con una libertina o una prostituta.

“Se sorprendi tua moglie in adulterio puoi ucciderla senza esser punito in giudizio; se sei stato tu a commettere adulterio, che ella non osi toccarti con un dito, non ne ha diritto”

Marco Porcio Catone

Altra punizione adottata nei confronti dell'adultera dai Romani era quella dell'esilio su un'isola. La donna, in questo caso, perdeva metà della dote e un terzo del patrimonio, non poteva risposarsi, non poteva testimoniare in tribunale e non poteva indossare la stola delle matrone, bensì l'infamante toga delle prostitute.

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L'ANTICA ROMA AL FEMMINILE

Rispondiamo adesso ad una delle domande più richieste nei commenti del blog:

🤔

Ma le donne avevano dei diritti in quanto cittadine?

Solo l'uomo poteva votare, eleggere e farsi eleggere in politica. La donna ne era esclusa e per esercitare i suoi diritti civili (come ereditare, sposarsi e fare testamento) aveva bisogno del consenso di un uomo che esercitasse su di lei la tutela. Le limitazioni della donna nell'esercitare i suoi diritti civili e giuridici erano giustificati dall'ignoranza che ella aveva nella conoscenza della legge e dall'inferiorità della mente femminile rispetto a quella maschile.

La subordinazione giuridica e politica delle donne veniva giustificata in vari modi.Lo stesso Seneca afferma:

"I due sessi contribuiscono allo stesso modo alla vita comune, perché uno è fatto per ubbidire e l’altro per comandare"

Si sosteneva poi che la necessità di dedicarsi esclusivamente alla famiglia impedisse alla donna l’esercizio di cariche pubbliche. Altri facevano riferimento all’inferiorità naturale delle donne e più precisamente alla loro “debolezza di giudizio” o levitas animi.

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Nel corso dei secoli però, fortunatamente, la condizione di vita delle donne romane migliorò gradualmente. Infatti, le vediamo sempre più impegnate nel conquistare e migliorare i propri diritti, come ad esempio quando un gruppo nutrito di donne scese in piazza per protestare contro la Lex Oppia.

FOCUS SULLA LEX OPPIA

La Lex Oppia fu promulgata nel 215 a.C., durante la seconda guerra punica. Si trattava di una legge suntuaria, ossia che intendeva limitare il lusso, ma in questo caso femminile. Proposta dal tribuno della plebe Gaio Oppio, da cui prese il nome, prevedeva le seguenti limitazioni per le donne: non potevano possedere più di mezza oncia d'oro, né indossare un abito dai colori troppo vivaci, né andare in carrozza a Roma o in un'altra città, se non per partecipare a una cerimonia religiosa.

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Tra i contrari all'abrogazione vi erano altri due tribuni della plebe: Marco Giunio Bruto e Publio Giunio Bruto, nonché il console Marco Porcio Catone, il quale sostenne che la legge aveva avuto effetti positivi, dato che tutte le donne ora indossavano abiti simili e le povere non avevano ragione di vergognarsi incontrando le ricche. Durante la discussione in senato, le donne si riversarono in strada per chiedere ai loro uomini di discutere della proposta nel Foro, dove anche loro avrebbero potuto assistere alla discussione. Il giorno successivo alla discussione, un numero ancora maggiore di donne si recò a casa dei due tribuni contrari all'abrogazione e vi rimase finché i due accolsero le loro richieste.

La legge fu così abolita nel 195 a.C. e il console Lucio Valerio Flacco ebbe allora da commentare in maniera ironica:

“Roma comanda tutto il mondo ma Roma è comandata dalle donne.”

Le donne videro migliorate le proprie condizioni, potevano infatti finalmente disporre di propri beni e applicarsi alle lettere. In epoca imperiale vi fu un grande salto di qualità della vita per la donna, specie se era di classe sociale agiata.

E vissero tutti felici e contenti
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Ed è così che ottenemmo il nostro primo riscatto! 😍

Le donne appartenenti a ricche famiglie cominciarono a occuparsi sempre meno delle mansioni domestiche e dell'educazione dei figli (ora seguiti da precettori e schiavi), e sempre più a banchetti e feste. La donna romana in età imperiale cominciò anche a rifiutare l'idea di diventare madre, sia per non veder il proprio corpo "sformarsi" per la gravidanza, ma soprattutto per il rischio di morire, poiché il tasso di mortalità per il parto era all'epoca molto elevato.

Piccola curiosità

Augusto alla fine del I secolo, per far fronte alla diminuzione delle nascite romane rispetto a quelle straniere, dovette incentivare nozze e natalità promettendo alle donne sposate la liberazione dalla tutela alla morte del padre, purché vi fossero almeno tre gravidanze. Invece, per le donne tra i 18 e i 50 anni che risultavano ancora nubili non c'era la possibilità di ricevere alcuna eredità.

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Le donne seppero anche approfittare di alcuni vantaggi offerti dal sistema.

👏

E... un grande applauso lo merita Antonia. Clicca qui per leggere!

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Soprattutto in età imperiale cambiarono i diritti civili della donna romana. Il primo segnale di questo cambiamento riguardò il divorzio. Infatti, se in età arcaica il divorzio era deciso dagli uomini, dal I sec. a. C. divenne più libero, frequente e deciso anche dalla donna. Le donne divennero anche più istruite e colte: i Romani, infatti, non ritenevano negativo o inutile che la donna ricevesse un'istruzione, perché convinti che una donna istruita fosse una madre migliore. La donna romana, almeno quella appartenente ai ceti sociali elevati, riceveva perciò una formazione scolastica.

Ottavia
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Livia
Antonia
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VS
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L'ANTICA ROMA AL FEMMINILE

La concubina

La "meretrix"

La matrona

L'"anus"

Vi sono diversi tipi di donna designati nella letteratura latina

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Clodia è stata la moglie del proconsole per il territorio cisalpino Quinto Metello Celere e sorella del tribuno della plebe Publio Clodio Pulcro. Era una donna elegante, raffinata, colta, ma anche libera e disinibita nei suoi atteggiamenti e nel suo comportamento, tanto da riempire di sé le cronache del tempo, i pettegolezzi della Suburra, taverne del Foro ed in seguito le aule del tribunale. È infatti del 56 a.C. l’orazione Pro Caelio in cui Cicerone difese Marco Celio Rufo accusato da Clodia, sua amante, di aver tentato di avvelenarla. Cicerone la coprì di ingiurie, pronunciando contro di lei parole di fuoco. Inoltre, Clodia fu l’amante di personaggi che dominarono la politica, come Cesare e Pompeo, di giovani scavezzacolli come Marco Celio Rufo e di poeti come l’infelice Catullo.

LESBIA
In particolare Catullo...

Catullo ne rimase totalmente affascinato e la cantò nei suoi versi sotto lo pseudonimo di Lesbia, in omaggio alla poetessa Saffo. All’inizio la loro storia fu vissuta con grande intensità da entrambi, ma ben presto Clodia non volle o non seppe dedicarsi a un solo amore, così cominciarono i tradimenti di lei e la gelosia e l’angoscia di lui. Per Clodia, Catullo provò sempre una passione trascinante, che lo fece intensamente soffrire. La maggior parte dei suoi carmi è infatti incentrata sull’amore non corrisposto, sui tradimenti di cui Lesbia lo fa oggetto, sulle pene d’amore che non gli permettono di conoscere la felicità.

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Dalla descrizione di Sallustio, Sempronia appare una donna con delle caratteristiche sia positive che negative. In primo luogo, Sempronia è intelligente, audace quanto un uomo, colta, bella, con doti oratorie e di buona conversazione, intraprendente e determinata, in più poetessa e spiritosa. Ella sa sedurre con la sua bellezza e con il suo spirito. Per Sallustio però, non è la donna romana descritta nel mos maiorum, non è la madre dei Gracchi, non è la matrona pudicamente velata come un'araba, che non si trucca e non si ingioiella, preoccupata solo del marito, dei figli, della casa, della filatura e delle ancelle. Sempronia fa scandalo, ama la seduzione. Inoltre è colta, cosa giudicata inadatta per una romana, danza troppo bene secondo Sallustio, più di quanto si convenga a una donna onesta, perché le donne oneste non devono essere seducenti, non devono piacere.

SEMPRONIA

De Catilinae Conuriatione, 25

Sallustio dedica il capitolo 25 della sua famosa opera al ritratto di Sempronia in cui pone in evidenza che tutte le sue doti positive, in realtà, vacillano a causa delle sue caratteristiche negative. Di fatti, nel confronto tra Sempronia e suo figlio Catilina emergono dei tratti comuni. Ad esempio appaiono entrambi di indole malvagia e corrotta. Inoltre, sono due persone che si sanno imporre sia fisicamente che moralmente. Queste particolarità fanno collocare sia Sempronia che Catilina nello stesso ambito sociale cioè in quella collettività dove regna l'immortalità, la disonestà e la depravazione.

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Non mancano nemmeno in Petronio riferimenti a figure femminili come quelle di Quartilla, della cortigiana Trifena e di Fortunata, moglie di Trimalchione. In particolare, proprio quest’ultima è una donna ben lontana dall’immagine della mulier e della uxor romane, totalmente dedite alla conduzione della casa e della famiglia. Infatti, Fortunata è un esempio del ruolo di maggior importanza acquisito dalle donne, è una spregiudicata arricchita, dal carattere deciso e dalla lingua biforcuta ma anche braccio destro del marito, ed efficiente amministratrice del patrimonio familiare.

FORTUNATA

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La parola “diritti” indica un insieme di libertà e prerogative che dovrebbero essere riconosciute a qualunque individuo. Ma spesso non è così. Specialmente per le donne. Nei Paesi più poveri del mondo, alle donne vengono negati i loro diritti fondamentali:

non hanno alcun potere decisionale all’interno del nucleo familiare

non sono rappresentate a livello istituzionale

non possono esprimere la propria opinione

non possono avere denaro

non possono lavorare

Le donne hanno il 75% dei diritti in meno rispetto agli uomini.

In 20 Paesi del mondo fra cui la Russia sono ancora in vigore i matrimoni riparatori, con leggi che consentono agli stupratori di sposare la propria vittima per evitare procedimenti penali.

Dei circa 40 milioni di vittime di qualche forma di schiavitù come matrimoni forzati, traffico di esseri umani, lavoro sfruttato, più di 7 su 10 sono donne.

43 Paesi non hanno una legge per punire lo stupro commesso dal partner e più di 30 limitano il diritto delle donne a muoversi liberamente dalle proprie case.

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Gli ultimi rapporti internazionali dimostrano che l’avanzamento delle donne è stato drasticamente rallentato dalla pandemia. Come è sempre accaduto, nei momenti di emergenza sono le donne a pagare il prezzo più alto.

Perché sono costrette a lasciare il lavoro o, in condizioni di povertà, a raddoppiarlo

Perché le condizioni di salute peggiorano

Perché in generale il carico psicologico e sociale di una comunità fragile ricade in gran parte su di loro

È un arretramento che le donne subiscono in ogni guerra sanitaria o militare, inclusa l’ultima scoppiata in Ucraina. L’indice sulla sicurezza delle donne ucraine era già mediamente basso ma saranno esposte a stupri e violenze da parte dei militari russi. Le guerre faranno, insomma, riemergere tutti i passi avanti fatti in tema di diritti, e le donne, spesso, sono costrette a pagare anche con il corpo. La pandemia, come dicevamo, ha aggravato la situazione delle donne in tutto il mondo.

Secondo il report Woman, Peace and Security del 2021/2022, che monitora il benessere sociale ed economico delle donne, se dal 2017 al 2019 era cresciuto del 7%, nei due anni passati si è fermato al 3%.

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Quando le donne e le ragazze comprendono che hanno dei diritti, li rivendicano con forza nonostante tutti gli ostacoli che incontrano.

Ad esempio...

Nojoud Ali, otto anni, ha fissato un precedente legale nel 2008 quando è diventata la prima bambina sposa in Yemen a chiedere il divorzio legale. Nojoud è scappata in taxi e si è recata nell’ufficio del giudice da sola per pretendere il divorzio da suo marito trentenne, che abusava sessualmente di lei da due mesi. Inoltre ha intentato una causa contro suo padre che l’ha obbligata a sposarsi. Sebbene ci siano molte spose bambine in Yemen, questo caso è il primo arrivato in un’aula di tribunale. Nojoud ha avuto la fortuna di trovare un giudice comprensivo, che ha mandato il padre e il marito in prigione, ha annullato il matrimonio e l’ha protetta finché non è stata mandata a vivere con lo zio. Secondo la legge yemenita, né il padre né il marito hanno commesso alcun crimine; il codice civile stabilisce che l’età minima per il matrimonio è 15 anni ma i genitori possono stipulare un contratto matrimoniale anche per figli più giovani.

Cosa è cambiato quindi?

😲

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Ma le attiviste sono in pericolo?

“Ho ricevuto minacce di morte e hanno tentato di rapire mio figlio di nove anni… Le persone che mi minacciano mi hanno fatto chiaramente capire che avrei dovuto chiudere il mio rifugio per donne e che se non l’avessi fatto ne avrei pagato le conseguenze.”

Le attiviste per i diritti delle donne sono prese di mira dai membri della comunità, dalle organizzazioni politiche o da alcuni gruppi religiosi, perché sostengono posizioni diverse. Alcune volte sono minacciate dalle autorità stesse. In Zimbabwe, per esempio, le attiviste dell’organizzazione Women of Zimbabwe Arise sono state ripetutamente arrestate dal febbraio 2003 per aver dimostrato pacificamente contro il peggioramento della situazione sociale, economica e dei diritti umani. Questo perché alcune volte il governo è complice delle violenze subite dalle attiviste per i diritti delle donne non prendendo adeguate misure per proteggerle. Le attiviste vengono stigmatizzate e accusate di minacciare la cultura e i valori della società e sono soggette ad alcune specifiche forme di violenze e abusi, tra cui gli attacchi con l’acido, gli stupri e altre violenze sessuali.

Un esempio?

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Le donne seppero anche approfittare di alcuni vantaggi offerti dal sistema. Alcune si avvalsero, per esempio, della loro condizione di vedove per proteggere i propri diritti. Fu questo il caso di Antonia minore, nipote dell’imperatore Augusto e nuora dell’imperatrice Livia. Una volta compiuti i suoi doveri nei confronti dello stato partorendo tre figli decise di non risposarsi. Poté così accedere ai benefici legali di cui godevano le vedove: restando univira (moglie di un solo uomo) e fedele alla memoria del suo eroico marito, Antonia ottenne il rispetto e l’ammirazione di tutta Roma. Non solo, così evitò anche le critiche di cui, invece, non riuscirono a liberarsi né sua madre, Ottavia, né sua suocera, Livia, per aver avuto figli da differenti matrimoni. Ciononostante, il maggior vantaggio dell’essere rimasta vedova era che poteva gestire da sola, senza ingerenze maschili, il suo enorme patrimonio.

Sahar Hussain al-Haideri, quarantaquattrenne giornalista e attivista per i diritti umani, è stata fucilata il 7 giugno 2007 a Mosul, in Iraq. Aveva spesso documentato la situazione delle donne e criticato i gruppi armati islamici per i loro attacchi ai diritti delle donne. Era sopravvissuta a diversi tentativi di rapimento e aveva ricevuto diverse minacce di morte. Secondo quanto riportato, un gruppo armato islamico, Ansar al-Islam, ha rivendicato l’omicidio.

Vivere è amare

Nel Carme V Catullo invita Lesbia a sfidare le convenienze istituite nel mos maiorum in nome di un ideale nuovo che identifica la vita pienamente vissuta con l'amore. Qui la passione per Lesbia viene rappresentata come felice e appagante. L'ombra fatale è quella del tempo che scorre e della morte, sorte di ogni uomo, con il risultato di rendere ancor più intensa l'esortazione alla vita e all'amore.

Nel febbraio 2009, sotto la pressione di diverse Ong, il parlamento yemenita ha emanato un decreto legge per alzare l’età minima per sposarsi da 15 a 17 anni, richiedendo che il contratto matrimoniale sia sottoposto alla certificazione del giudice.

Petronio ne fornisce un ritratto nel Satyricon, 37. Essa è descritta attraverso le parole di uno dei commensali quando questi risponde alla domanda di Encolpio su chi sia la donna che vede correre qua e là. La donna non ha un ruolo di primo piano durante il banchetto ma, come nella vita, vive e si muove all'ombra del marito, al quale però è indispensabile come amministratrice delle enormi ricchezze che lui va accumulando. È una donna oculata e parca, perfettamente in sintonia con la volgarità del marito e dell' ambiente che la circonda. Petronio non ricorre ad una descrizione esauriente e puntuale, ma si limita ad evocarne le forme con un procedimento metonimico attraverso due nessi. Ne emerge una donna dalle forme pesanti e dal volto privo di grazia, perfettamente in sintonia con l'immagine di Trimalcione, descritto all'inizio dell' episodio come uomo dalle forme grossolane e dai modi rozzi.