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MANTEGNA E MESSINA

Luciana Santantonio

Created on January 7, 2024

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Transcript

SAN SEBASTIANO

ANTONELLO DA MESSINA

ANDREA MANTEGNA

Antonello Da Messina

Antonio di Giovanni de Antonio, più conosciuto come Antonello da Messina, fu uno dei protagonisti della pittura rinascimentale italiana, nonché considerato il maggiore ritrattista del Quattrocento italiano. Antonello nacque a Messina, in Sicilia, in una famiglia benestante. Questo gli permise una formazione artistica tra Messina e Palermo. Antonello da Messina è ritenuto il primo pittore italiano che riuscì a proporre un'unione tra lo stile fiammingo e quello rinascimentale italiano, Antonello scrisse uno studio per la verosimiglianza fisica accompagnata da un’analisi psicologica del soggetto senza precedenti, è per questo che i suoi ritratti appaiono incredibilmente realistici. Ad impreziosire ancor di più la sperimentazione pittorica di Antonello è il suo studio sulla prospettiva, realizzando soluzioni illusionistiche, tipicamente del trompe-l’oeil, in linea con le ricerche artistiche coeve sulla rappresentazione della profondità spaziale.

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La commissione dell’opera era stata fatta nel 1478 dalla Scuola di San Rocco a Venezia, fondata proprio quell’anno, quando la città fu colpita da una forte epidemia di peste. L’autore lo dipinge in tempi brevissimi, nei mesi che vanno dalla fondazione della Scuola fino alla sua morte, avvenuta nel 1479.Antonello rappresenta il martirio del santo in una giornata qualunque, in una piazza del suo tempo, riponendo una particolare attenzione ai dettagli di vita quotidiana.

San Sebastiano

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Andrea Mantegna

Andrea Mantegna è stato un pittore del Rinascimento italiano, noto per i suoi esperimenti sulla prospettiva e l'illusione spaziale. È noto per aver influenzato i grandi pittori del tempo. Gran parte della sua vita artistica si sviluppò dopo che lasciò la sua città natale, Padova. In precedenza si formò, a partire dagli undici anni, sotto la tutela di un altro pittore padovano, Francesco Squarcione che gli trasmise l'amore per l'arte dell'antica Roma. Nel 1488 lavorò a Roma, in Vaticano, a degli affreschi per papa Innocenzo VIII.

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Il dipinto viene di solito messo in relazione con le nozze di Chiara Gonzaga, con Gilbert de Bourbon. La tela sarebbe così giunta in Francia tramite la dote della principessa mantovana e poi ha raggunto Louvre.San Sebastiano di Andrea Mantegna è un dipinto votivo nel quale la passione dell’artista per il mondo classico è messa in evidenza dalle rovine alle spalle del Santo.

San Sebastiano

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Lavoro di: Gabriele Benemerito, Giovanni Lamanna, Marinotti Fabio e Santantonio Luciana

L’ombelico è posto in una posizione laterale rispetto all’asse mediano del corpo di San Sebastiano.

l'asse mediano verticale è messo in evidenza da un'ombra e passa attraverso la freccia costeggiando l'ombellico
Le figure sono i prospettiva con gli elementi architettonici.
La linea dell'orrizzonte è bassa

Il punto di fuga si trova dietro il polpaccio sinistro

Il pavimento è decorato con forme geometriche che aumentano il senso di profondità
La rappresentazione dal basso evidenzia la superiorità del Santo
il volto guarda verso l'alto (Dio) e non prova dolore
Il cielo diventa sempre più chiaro avvicinandosi agli edifici.Nel dipinto vengono ben alternati i colori caldi e freddi.
Il rocchio di colonna rende più facile l'dentificazione del punto di fuga ed è un rimando al Cristo in colonna durante il suo sacrificio.

Rimanda a Policleto, infatti le proporzioni seguono le regole classiche. Il bacino infatti scende e le spalle salgono. il busto ha una rotazione contraria rispetto alla testa e alla gamba.

Alle spalle del Santo vi sono imponenti rovine architettoniche. Si nota, una colonna con capitello corinzio con un frammento di architrave. Inoltre, a sinistra rimane traccia di un arco. Nel dipinto compaiono importanti citazioni classiche come le architetture alle spalle di San Sebastiano. Mantegna è, infatti, considerato il primo pittore classicista. La scena è ambientata all’esterno, tra rovine classiche. Sullo sfondo è rappresentato un borgo arroccato. Mantegna utilizza una rigorosa prospettiva geometrica per costruire lo spazio in primo piano e nello sfondo. Lo spazio è organizzato attraverso alcuni indicatori spaziali come la sovrapposizione delle figure e delle architetture. Inoltre la grandezza del martire evidenzia la distanza tra la scena del martirio e il borgo lontano.

La vegetazione, accuratamente disegnata, assume una consistenza scultorea quasi decorativa

Sullo sfondo si nota un paesaggio montuoso. In basso la strada si insinua tra le rupi scavate.

A destra, in basso, sono dipinte due figure umane. Si intravede l’arciere e un altro uomo. I due personaggi ricordano fisionomie fiamminghe.La veste rossa e il giallo sulla manica dell’arciere sono i colori più saturi del dipinto. San Sebastiano rispetto ai due risulta rialzato.

In basso, a sinistra tra alcuni frammenti si scorge anche il piede di una statua. È evidente, quindi, la somiglianza tra il piede della statua e quello sinistro di San Sebastiano.

Nel cielo stazionano grandi nubi bianche. Nel San Sebastiano di Mantegna sono usati molti contrasti di luminosità. Sono presenti soprattutto nella parte sinistra dove le architetture in ombra e il paesaggio assumono toni molto scuri. La luce illumina e rivela anche le architetture dello sfondo, a destra. Mantegna nel dipinto riproduce la luce esterna, diffusa dalle grandi nuvole bianche. Il Santo è illuminato da destra e dall’alto ed è posto in grande evidenza dall’ombra che si crea a sinistra.

San Sebastiano è in piedi con le braccia legate dietro la schiena, una corda stringe anche le caviglie. Il corpo nudo è trafitto da alcune frecce. L’anatomia del Santo è il pretesto per rappresentare un nudo artistico di ispirazione classica.Il Santo è posto in alto su di una base in pietra classica. Alcuni dettagli sono estremamente realistici e rappresentano virtuosismi tecnici come la pelle del Santo stretta dalle corde. L’inquadratura progettata da Mantegna pone al centro il Santo e permette la rappresentazione dell’intera altezza.

La suddivisione più evidente è quella rispetto all’asse centrale verticale. Considerando al centro il Santo e le rovine, a sinistra si trova il paesaggio in ombra. A destra, invece, il borgo in piena luce.L’opera, quindi, si può suddividere in tre fasce che si succedono in verticale creando un ritmo tripartito.
A sua volta la parte centrale si può, ulteriormente suddividere in altre tre parti rappresentate dal frammento di arco, dal Santo e dalla colonna.

Nell’opera prevalgono le linee verticali. Sono, però, bilanciate da alcune orizzontali in basso, nel paesaggio e nelle nuvole.