l'esercito romano
presentazione
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indice
1. Caratteristiche
2. Riforme
3. Accampamenti
4. Limes nei secoli
5. Conquiste
CARATTERISTICHE
L’esercito romano era un’eccezionale macchina da combattimento. Le ragioni di tanta potenza vanno ricercate:-nella complessa organizzazione dell’esercito
-nella disciplina dei soldati romani
-nell’ottimo addestramento dei soldati.
Nel corso della sua lunga storia, l’organizzazione dell’esercito romano cambiò diversevolte. Secondo la tradizione fu Romolo stesso ad istituire la prima Legione romana, ma il numero delle Legioni aumentò in proporzione alle nuove conquiste e all’espansione di Roma. Solo per avere un’idea alla morte di Cesare c’erano 37 Legioni, mentre all’inizio del primo Impero di Augusto le legioni erano diventate 60.
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LE LEGIONI
LE PRINCIPALI RIFORME DELL'ESERCITO
-la riforma mariana dell'esercito
-la riforma augustea dell'esercito
-la riforma di Diocleziano
ACCAMPAMENTI
Un’altra caratteristica dell’esercito romano era la modalità di accamparsi tra uno
spostamento e l’altro. Quando una legione decideva di fermarsi più lungamente per
presidiare un territorio, i soldati non si limitavano a montare le tende, ma veniva
allestito un ACCAMPAMENTO FORTIFICATO, chiamato CASTRUM.
Il castrum era a pianta quadrata, era circondato da un fossato scavato dai soldati ed
era difeso da un’alta palizzata di legno. La tenda del comandante della legione era al
centro del castrum ben protetta.
C’erano 4 ingressi all’accampamento che disegnavano una croce che divideva
perfettamente a metà il castrum. La strada da nord a sud era detta CARDO, quella
che andava da est ad ovest era detta DECUMANO. La struttura degli accampamenti
fu poi trasferita alla costruzione delle città, tutte le città fondate dai romani infatti
partivano dalla squadratura delle due strade principali il CARDO e il DECUMANO.
LIMES NEI SECOLI
FRONTIERA SETTENTRIONALE
Limes Britannicus: il più a nord
Il limes (in latino, 'limite', 'confine') era la linea artificiale che segnava il confine dell'Impero romano.
FRONTIERA ORIENTALE
Limes dell'alto Eufrate
FRONTIERA MERIDIONALE
Limes occidentale africano
Il limes romano nel 117 d.C. sotto l'imperatore Traiano.
le grandi CONQUISTE di roma
Tra le battaglie più importanti che Roma affrontò per la conquista territoriale abbiamo:
- Cartagine (tre guerre, fra il 264 e il 146 a.C.);
- Illiria (229 - 219 a.C.);
- Gallia (tra il 222 e il 181 a.C.);
- Macedonia (tre guerre fra il 215 e il 168 a.C.);
- Siria (192 - 189 a.C.).
Il Mediterraneo diventa romano: la guerra contro Cartagine
Seconda Guerra Punica (218 a.C. - 202 a.C.): Roma contro Annibale
Altri fronti di guerra di Roma: i Galli e i Macedoni
CREDITI
- https://www.skuola.net/storia-antica/impero-romano.html
- https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_delle_campagne_dell%27esercito_romano_in_età_repubblicana
- https://it.wikipedia.org/wiki/Limes_(storia_romana)
- https://it.wikipedia.org/wiki/Esercito_romano#:~:text=L%27esercito%20consisteva%20di%20unità,romana%2C%20che%20erano%20chiamate%20auxilia.
- file:///C:/Users/gianl/OneDrive/Desktop/Storia-Lesercito-romano-legioni-e-accampamento.pdf
- https://www.skuola.net/storia-medie/riforma-esercito-romano.html
REALIZZATO DA GIANLUCA LA TEGOLA
La riforma augustea
La riforma augustea dell'esercito romano rappresentò uno dei momenti principali della storia dell'esercito romano, che vide nel primo Imperatore romano, Augusto, l'artefice della riorganizzazione della macchina da guerra romana, grazie ad una disciplina ferrea, che rimase in vigore almeno per i successivi tre secoli.
«In campo militare introdusse molte nuove riforme e ristabilì anche alcune antiche usanze. Mantenne la più severa disciplina: dove i suoi legati non ottennero, se non a fatica e solo durante i mesi invernali, il permesso di andare a trovare le loro mogli. Congedò con ignominia l'intera X legione, poiché ubbidiva con una certa aria di rivolta; allo stesso modo lasciò libere altre, che reclamavano il congedo con esagerata insistenza senza dare le dovute ricompense per il servizio prestato. Se alcune coorti risultava si fossero ritirate durante la battaglia, ordinava la loro decimazione e nutrire con orzo. Quando i centurioni abbandonavano il loro posto di comando erano messi a morte come semplici soldati, mentre per altre colpe faceva infliggere pene infamanti, come il rimanere tutto il giorno davanti alla tenda del proprio generale, vestito con una semplice tunica, senza cintura, tenendo in mano a volte una pertica lunga dieci piedi, oppure una zolla erbosa».
Gli storici contemporanei si sono spesso trovati d'accordo nel negare le qualità militari di Augusto, insistendo sul fatto che raramente egli andò personalmente sui campi di battaglia. Egli si dimostrò, invece un abilissimo uomo politico e geniale stratega. La stabilità, infatti, dell'ordinamento militare augusteo fino a Gallieno, dimostrò che l'imperatore aveva avuto ragione.
Limes Britannicus: il più a nord
La conquista della Britannia cominciò sotto l'imperatore Claudio nel 43 con 4 legioni e fu graduale. Dalla zona del Tamigi gli eserciti romani avanzarono in più direzioni verso ovest e nord, occupando alla morte dell'imperatore, avvenuta nel 54, tutti i territori ad est della cosiddetta Fosse way: la prima forma di limes della Britannia, una strada militare sorvegliata da torrette, forti e fortini per il pattugliamento della nuova zona di confine.
Negli anni che seguirono ebbe nuovi impulsi sia sotto Nerone sia sotto la dinastia dei Flavi, ma l'apice si ebbe sotto Domiziano con le campagne in Caledonia da parte di Giulio Agricola negli anni dal 77 all'83 e l'inizio di un primo sistema di fortificazioni in Scozia con il sistema difensivo del Gask Ridge. Di Antonino Pio è famoso il vallo che porta il suo nome e che fu fatto da lui costruire nel 142 tra i fiumi Forth e Clyde a difesa dalle invasioni scozzesi. Ancor più noto è il Vallo di Adriano, situato sempre nell'Inghilterra settentrionale, del quale molti resti sono ancor oggi visibili.
La riforma di Diocleziano
Quando Diocleziano (284 – 305 d. C.) prese il potere intraprese una serie di importanti riforme, di cui in questa sede è impossibile parlare. Quello che invece ci interessa è il rinnovamento che intraprese in ambito militare.Preoccupazione di Diocleziano è rendere stabile la legione, e soprattutto disinnescare quel pericoloso meccanismo di fedeltà personali che aveva portato alle guerre civili degli anni precedenti. I legionari non sarebbero più stati quindi dei soldati professionisti e volontari, ma anche il mestiere del legionario, come le altre professioni sotto le riforme di Diocleziano, divenne ereditario. A questo nucleo stabile di esercito, in caso di necessità, poteva accostarsi un certo numero di rinforzi ottenuti reclutando parte dei cittadini.
Limes dell'alto Eufrate
Il primo intervento in Asia Minore da parte dei Romani era avvenuto nel corso della guerra contro Antioco III degli anni 192-188 a.C. Oltre cinquant'anni più tardi veniva creata la prima provincia asiatica , in seguito alla morte di Attalo III di Pergamo , il quale aveva lasciato in eredità allo stato romano il suo regno, ampliato con i territori ceduti dai Seleucidi dopo la pace di Apamea .
Pochi anni più tardi , salì al trono del regno del Ponto, Mitridate VI, figlio dello scomparso omonimo V. Il nuovo sovrano mise subito in atto una politica espansionistica nell'area del Mar Nero, conquistando tutte le regioni da Sinope alle foci del Danubio. Morto Tiberio nel 37, i Parti costrinsero l'Armenia a sottomettersi , anche se sembra che i Romani nel 47 abbiano ottenuto nuovamente il controllo del regno, a cui offrirono lo status di cliente. La situazione era in continuo divenire. Nerone, preoccupato dal fatto che il re della Partia, Vologese I, avesse posto sul trono del regno d'Armenia il proprio fratello Tiridate, decise di inviare un suo valente generale, Gneo Domizio Corbulone, a capo delle operazioni orientali. Il governatore della Cappadocia, Severiano, si mosse allora con l'esercito in Armenia, ma fu sconfitto ad Elegeia poco ad est dell'Eufrate. Le campagne militari che seguirono, condotte dal fratello di Marco Aurelio, Lucio Vero, portarono però all'annessione del regno all'impero romano insieme alla Mesopotamia settentrionale .
Dal 230 al 260, la nuova dinastia dei Sasanidi, che si sostituì a quella dei Parti arsacidi, mise a dura prova la frontiera romana lungo l'alto Eufrate, tanto che il regno d'Armenia passò sotto l'influenza persiana.
Limes occidentale africano
Il primo limes africano ad essere costituito fu quando nel 146 a.C., al termine della terza guerra punica con la distruzione di Cartagine, Scipione Emiliano costruì la cosiddetta fossa Regia a protezione dei confini meridionali della provincia d'Africa appena costituita.
Alla morte di Micipsa, figlio di Massinissa, una disputa per la successione oppose i suoi figli Aderbale e Iempsale al nipote e figlio adottivo Giugurta. Questa disputa sfociò nelle guerre giugurtine in cui Roma intervenne schierandosi contro Giugurta, riuscendo a catturare quest'ultimo nel 105 a.C. Solo le zone orientali e meridionali della Numidia vennero annesse alla provincia.
Dopo aver domato una rivolta delle locali tribù berbere Claudio nel 42 istituì le due nuove province della Mauretania Caesariensis e della Mauretania Tingitana . La difesa delle due nuove province fu assicurata dagli auxilia, nell'ordine di diverse migliaia. Quando le tribù dell'interno creavano situazioni militari difficoltose per le forze romane in campo, giungevano dalla vicina Numidia distaccamenti della legio III Augusta, detti vexillationes.
A partire da Traiano i confini dell'Africa proconsolare si spinsero verso sud ed occidente occupando sempre più quei territori che erano appartenuti ai re di Numidia, fino alle alture dei monti dell'Aurès. Furono così costituite due linee fortificate, una a nord ed una a sud delle montagne dell'Aurès, presidiate da numerosi forti e fortini integrata da un fossatum lungo l'intero fronte, con avamposti nel deserto stesso.
Nel corso del III secolo l'intero fronte meridionale fu posto sotto la costante pressione delle popolazioni semi-nomadi africane, soprattutto a partire dalla sua metà. Il settore occidentale, sebbene protetto a sud dalla barriera naturale del deserto del Sahara, fu costretto a difendersi dalla crescente pressione delle genti berbere, per lo più indebolito dalle continue usurpazioni del periodo dell'anarchia militare.
Con l'avvento di Diocleziano al potere, l'impero subì una radicale trasformazione interna, soprattutto a livello militare. Diviso in quattro parti , fu a sua volta diviso in 12 diocesi, affidate ciascuna ad un pretore vicario o semplicemente vicario , sottoposto ad uno dei quattro prefetti del pretorio.
La riforma mariana
La riforma mariana dell'esercito romano rappresentò uno dei momenti principali della storia dell'esercito romano, che vide in Gaio Mario, per sette volte console romano, l'artefice della riorganizzazione della macchina da guerra romana, rimasta in vigore per oltre 70 anni, fino alla successiva riforma augustea. I soldati venivano adesso sottoposti ad un addestramento che non s'era mai visto in precedenza. Venivano addestrati a sopportare senza lamentarsi le fatiche delle lunghe marce di avvicinamento, ad allestire accampamenti e alla costruzione di macchine da guerra, tanto da meritarsi il soprannome di muli di Mario.
STRUTTURA DELLA LEGIONE IMPERIALE DOPO LA RIFORMA MARIANA
Tip:
Interactivity is the key to capturing the interest and attention of your students. A genially is interactive because your group explores and interacts with it.
L'ESERCITO ROMANO
GIANLUCA LA TEGOLA
Created on January 6, 2024
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l'esercito romano
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1. Caratteristiche
2. Riforme
3. Accampamenti
4. Limes nei secoli
5. Conquiste
CARATTERISTICHE
L’esercito romano era un’eccezionale macchina da combattimento. Le ragioni di tanta potenza vanno ricercate:-nella complessa organizzazione dell’esercito -nella disciplina dei soldati romani -nell’ottimo addestramento dei soldati. Nel corso della sua lunga storia, l’organizzazione dell’esercito romano cambiò diversevolte. Secondo la tradizione fu Romolo stesso ad istituire la prima Legione romana, ma il numero delle Legioni aumentò in proporzione alle nuove conquiste e all’espansione di Roma. Solo per avere un’idea alla morte di Cesare c’erano 37 Legioni, mentre all’inizio del primo Impero di Augusto le legioni erano diventate 60.
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LE LEGIONI
LE PRINCIPALI RIFORME DELL'ESERCITO
-la riforma mariana dell'esercito
-la riforma augustea dell'esercito
-la riforma di Diocleziano
ACCAMPAMENTI
Un’altra caratteristica dell’esercito romano era la modalità di accamparsi tra uno spostamento e l’altro. Quando una legione decideva di fermarsi più lungamente per presidiare un territorio, i soldati non si limitavano a montare le tende, ma veniva allestito un ACCAMPAMENTO FORTIFICATO, chiamato CASTRUM. Il castrum era a pianta quadrata, era circondato da un fossato scavato dai soldati ed era difeso da un’alta palizzata di legno. La tenda del comandante della legione era al centro del castrum ben protetta. C’erano 4 ingressi all’accampamento che disegnavano una croce che divideva perfettamente a metà il castrum. La strada da nord a sud era detta CARDO, quella che andava da est ad ovest era detta DECUMANO. La struttura degli accampamenti fu poi trasferita alla costruzione delle città, tutte le città fondate dai romani infatti partivano dalla squadratura delle due strade principali il CARDO e il DECUMANO.
LIMES NEI SECOLI
FRONTIERA SETTENTRIONALE
Limes Britannicus: il più a nord
Il limes (in latino, 'limite', 'confine') era la linea artificiale che segnava il confine dell'Impero romano.
FRONTIERA ORIENTALE
Limes dell'alto Eufrate
FRONTIERA MERIDIONALE
Limes occidentale africano
Il limes romano nel 117 d.C. sotto l'imperatore Traiano.
le grandi CONQUISTE di roma
Tra le battaglie più importanti che Roma affrontò per la conquista territoriale abbiamo:
Il Mediterraneo diventa romano: la guerra contro Cartagine
Seconda Guerra Punica (218 a.C. - 202 a.C.): Roma contro Annibale
Altri fronti di guerra di Roma: i Galli e i Macedoni
CREDITI
REALIZZATO DA GIANLUCA LA TEGOLA
La riforma augustea
La riforma augustea dell'esercito romano rappresentò uno dei momenti principali della storia dell'esercito romano, che vide nel primo Imperatore romano, Augusto, l'artefice della riorganizzazione della macchina da guerra romana, grazie ad una disciplina ferrea, che rimase in vigore almeno per i successivi tre secoli. «In campo militare introdusse molte nuove riforme e ristabilì anche alcune antiche usanze. Mantenne la più severa disciplina: dove i suoi legati non ottennero, se non a fatica e solo durante i mesi invernali, il permesso di andare a trovare le loro mogli. Congedò con ignominia l'intera X legione, poiché ubbidiva con una certa aria di rivolta; allo stesso modo lasciò libere altre, che reclamavano il congedo con esagerata insistenza senza dare le dovute ricompense per il servizio prestato. Se alcune coorti risultava si fossero ritirate durante la battaglia, ordinava la loro decimazione e nutrire con orzo. Quando i centurioni abbandonavano il loro posto di comando erano messi a morte come semplici soldati, mentre per altre colpe faceva infliggere pene infamanti, come il rimanere tutto il giorno davanti alla tenda del proprio generale, vestito con una semplice tunica, senza cintura, tenendo in mano a volte una pertica lunga dieci piedi, oppure una zolla erbosa». Gli storici contemporanei si sono spesso trovati d'accordo nel negare le qualità militari di Augusto, insistendo sul fatto che raramente egli andò personalmente sui campi di battaglia. Egli si dimostrò, invece un abilissimo uomo politico e geniale stratega. La stabilità, infatti, dell'ordinamento militare augusteo fino a Gallieno, dimostrò che l'imperatore aveva avuto ragione.
Limes Britannicus: il più a nord
La conquista della Britannia cominciò sotto l'imperatore Claudio nel 43 con 4 legioni e fu graduale. Dalla zona del Tamigi gli eserciti romani avanzarono in più direzioni verso ovest e nord, occupando alla morte dell'imperatore, avvenuta nel 54, tutti i territori ad est della cosiddetta Fosse way: la prima forma di limes della Britannia, una strada militare sorvegliata da torrette, forti e fortini per il pattugliamento della nuova zona di confine. Negli anni che seguirono ebbe nuovi impulsi sia sotto Nerone sia sotto la dinastia dei Flavi, ma l'apice si ebbe sotto Domiziano con le campagne in Caledonia da parte di Giulio Agricola negli anni dal 77 all'83 e l'inizio di un primo sistema di fortificazioni in Scozia con il sistema difensivo del Gask Ridge. Di Antonino Pio è famoso il vallo che porta il suo nome e che fu fatto da lui costruire nel 142 tra i fiumi Forth e Clyde a difesa dalle invasioni scozzesi. Ancor più noto è il Vallo di Adriano, situato sempre nell'Inghilterra settentrionale, del quale molti resti sono ancor oggi visibili.
La riforma di Diocleziano
Quando Diocleziano (284 – 305 d. C.) prese il potere intraprese una serie di importanti riforme, di cui in questa sede è impossibile parlare. Quello che invece ci interessa è il rinnovamento che intraprese in ambito militare.Preoccupazione di Diocleziano è rendere stabile la legione, e soprattutto disinnescare quel pericoloso meccanismo di fedeltà personali che aveva portato alle guerre civili degli anni precedenti. I legionari non sarebbero più stati quindi dei soldati professionisti e volontari, ma anche il mestiere del legionario, come le altre professioni sotto le riforme di Diocleziano, divenne ereditario. A questo nucleo stabile di esercito, in caso di necessità, poteva accostarsi un certo numero di rinforzi ottenuti reclutando parte dei cittadini.
Limes dell'alto Eufrate
Il primo intervento in Asia Minore da parte dei Romani era avvenuto nel corso della guerra contro Antioco III degli anni 192-188 a.C. Oltre cinquant'anni più tardi veniva creata la prima provincia asiatica , in seguito alla morte di Attalo III di Pergamo , il quale aveva lasciato in eredità allo stato romano il suo regno, ampliato con i territori ceduti dai Seleucidi dopo la pace di Apamea . Pochi anni più tardi , salì al trono del regno del Ponto, Mitridate VI, figlio dello scomparso omonimo V. Il nuovo sovrano mise subito in atto una politica espansionistica nell'area del Mar Nero, conquistando tutte le regioni da Sinope alle foci del Danubio. Morto Tiberio nel 37, i Parti costrinsero l'Armenia a sottomettersi , anche se sembra che i Romani nel 47 abbiano ottenuto nuovamente il controllo del regno, a cui offrirono lo status di cliente. La situazione era in continuo divenire. Nerone, preoccupato dal fatto che il re della Partia, Vologese I, avesse posto sul trono del regno d'Armenia il proprio fratello Tiridate, decise di inviare un suo valente generale, Gneo Domizio Corbulone, a capo delle operazioni orientali. Il governatore della Cappadocia, Severiano, si mosse allora con l'esercito in Armenia, ma fu sconfitto ad Elegeia poco ad est dell'Eufrate. Le campagne militari che seguirono, condotte dal fratello di Marco Aurelio, Lucio Vero, portarono però all'annessione del regno all'impero romano insieme alla Mesopotamia settentrionale . Dal 230 al 260, la nuova dinastia dei Sasanidi, che si sostituì a quella dei Parti arsacidi, mise a dura prova la frontiera romana lungo l'alto Eufrate, tanto che il regno d'Armenia passò sotto l'influenza persiana.
Limes occidentale africano
Il primo limes africano ad essere costituito fu quando nel 146 a.C., al termine della terza guerra punica con la distruzione di Cartagine, Scipione Emiliano costruì la cosiddetta fossa Regia a protezione dei confini meridionali della provincia d'Africa appena costituita. Alla morte di Micipsa, figlio di Massinissa, una disputa per la successione oppose i suoi figli Aderbale e Iempsale al nipote e figlio adottivo Giugurta. Questa disputa sfociò nelle guerre giugurtine in cui Roma intervenne schierandosi contro Giugurta, riuscendo a catturare quest'ultimo nel 105 a.C. Solo le zone orientali e meridionali della Numidia vennero annesse alla provincia. Dopo aver domato una rivolta delle locali tribù berbere Claudio nel 42 istituì le due nuove province della Mauretania Caesariensis e della Mauretania Tingitana . La difesa delle due nuove province fu assicurata dagli auxilia, nell'ordine di diverse migliaia. Quando le tribù dell'interno creavano situazioni militari difficoltose per le forze romane in campo, giungevano dalla vicina Numidia distaccamenti della legio III Augusta, detti vexillationes. A partire da Traiano i confini dell'Africa proconsolare si spinsero verso sud ed occidente occupando sempre più quei territori che erano appartenuti ai re di Numidia, fino alle alture dei monti dell'Aurès. Furono così costituite due linee fortificate, una a nord ed una a sud delle montagne dell'Aurès, presidiate da numerosi forti e fortini integrata da un fossatum lungo l'intero fronte, con avamposti nel deserto stesso. Nel corso del III secolo l'intero fronte meridionale fu posto sotto la costante pressione delle popolazioni semi-nomadi africane, soprattutto a partire dalla sua metà. Il settore occidentale, sebbene protetto a sud dalla barriera naturale del deserto del Sahara, fu costretto a difendersi dalla crescente pressione delle genti berbere, per lo più indebolito dalle continue usurpazioni del periodo dell'anarchia militare. Con l'avvento di Diocleziano al potere, l'impero subì una radicale trasformazione interna, soprattutto a livello militare. Diviso in quattro parti , fu a sua volta diviso in 12 diocesi, affidate ciascuna ad un pretore vicario o semplicemente vicario , sottoposto ad uno dei quattro prefetti del pretorio.
La riforma mariana
La riforma mariana dell'esercito romano rappresentò uno dei momenti principali della storia dell'esercito romano, che vide in Gaio Mario, per sette volte console romano, l'artefice della riorganizzazione della macchina da guerra romana, rimasta in vigore per oltre 70 anni, fino alla successiva riforma augustea. I soldati venivano adesso sottoposti ad un addestramento che non s'era mai visto in precedenza. Venivano addestrati a sopportare senza lamentarsi le fatiche delle lunghe marce di avvicinamento, ad allestire accampamenti e alla costruzione di macchine da guerra, tanto da meritarsi il soprannome di muli di Mario.
STRUTTURA DELLA LEGIONE IMPERIALE DOPO LA RIFORMA MARIANA
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