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Letteratura per l'infanzia

Clelia Sicignano

Created on January 5, 2024

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Transcript

La scuola nella letteratura dell'infanzia da ieri ad oggi

Letteratura per l'infanzia

A.A.2023/24Clelia Sicignano matricola 4534026

La letteratura per l’infanzia ha frequentato e continua a frequentare spesso le aule scolastiche con racconti, romanzi, poesie ricchi di rimandi al mondo della scuola.

"I libri le aprivano mondi nuovi e le facevano conoscere persone straordinarie che vivevano una vita piena di avventure. Viaggiava su antichi velieri con Joseph Conrad. Andava in Africa con Ernest Hemingway e in India con Kipling. Girava il mondo restando seduta nella sua stanza, in un villaggio inglese". (Matilde - Roald Dahl)

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GLI ESORDI DEL NOVECENTO

RISORGIMENTO

L'ETÀ DELLA RICOSTRUZIONE E GLI ANNI CINQUANTA

GUERRA E DOPO GUERRA

DOPO L'UNITÀ

ANNI SESSANTA

L'ITALIA UMBERTINA

DA UN SECOLO ALL'ALTRO

IL VENTENNIO FASCISTA

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GLI ESORDI DEL NOVECENTO

L'ETÀ DELLA RICOSTRUZIONE E GLI ANNI CINQUANTA

RISORGIMENTO

GUERRA E DOPO GUERRA

DOPO L'UNITÀ

ANNI SESSANTA

DA UN SECOLO ALL'ALTRO

L'ITALIA UMBERTINA

IL VENTENNIO FASCISTA

LINEA DEL TEMPO

Età della ricostruzione Anni cinquanta

Da un secolo all'altro

Guerra e dopo guerra

Italia Umbertina

Risorgimento

Dopo l'unità

Anni sessanta

Esordi del novecento

Ventennio fascista

IL VENTENNIO FASCISTA (1923-1943)

L'età della ricostruzione e gli anni cinquanta (1943-1960)

La ricostruzione e gli anni cinquanta

Per i libri di lettura usati nelle scuole elementari, informazioni preziose ce le fornisce nel 1947 all'apertura dell'anno scolastico, Gianni Rodari: ai tempi giornalista, esamina molte pagine di testi scolastici e ne comunica un panorama sconsolante, un'Italia bacchettona e timorosa del nuovo, che blocca sulnascere ogni tentativo di rinnovamento dell'editoria scolastica, fa di tutto per tenereall'oscuro le nuove generazioni dei recenti avvenimenti storici. Poco è cambiato rispetto ai libri di lettura degli anni del fascismo.

Durante gli anni della ricostruzione postbellica, la letteratura per l'infanzia svolse un ruolo importante nel contribuire a ripristinare un senso di normalità e speranza. Molti autori si concentrarono su storie che trasmettessero valori positivi e insegnamenti morali, riflettendo l'aspirazione a un futuro migliore. Le fiabe e i racconti per bambini diventarono veicoli per esprimere valori di solidarietà e resilienza, offrendo un rifugio emotivo per i giovani lettori in un periodo di transizione e ripresa.

L'età della ricostruzione e gli anni cinquanta (1943-1960)

La ricostruzione e gli anni cinquanta

Per i libri di lettura usati nelle scuole elementari, informazioni preziose ce le fornisce nel 1947 all'apertura dell'anno scolastico, Gianni Rodari: ai tempi era giornalista ed esamina molte pagine di testi scolastici, ne comunica un panorama sconsolante, un'Italia bacchettona e timorosa del nuovo che blocca sulnascere ogni tentativo di rinnovamento dell'editoria scolastica e fa di tutto per tenereall'oscuro le nuove generazioni dei recenti avvenimenti storici. Poco è cambiato rispetto ai libri di lettura degli anni del fascismo.

Durante gli anni della ricostruzione postbellica, la letteratura per l'infanzia svolse un ruolo importante nel contribuire a ripristinare un senso di normalità e speranza. Molti autori si concentrarono su storie che trasmettessero valori positivi e insegnamenti morali, riflettendo l'aspirazione a un futuro migliore. Le fiabe e i racconti per bambini diventarono veicoli per esprimere valori di solidarietà e resilienza, offrendo un rifugio emotivo per i giovani lettori in un periodo di transizione e ripresa.

Gli anni Sessanta (1960-1970)

Negli anni Sessanta, si sviluppa una particolare area di diffusione dei libri per l'infanzia determinata, poi, dai rapporti che la produzione editoriale istituisce con la scuola. Dopo la legge che introduce nella seconda e terza media la lettura obbligatoria di un'opera di narrativa moderna,italiana o straniera. La scuola promuove esperienze di insegnamento che sfociano nella produzione di testi che, una volta pubblicati, hanno grande successo. Il caso più celebre è quello del maestro elementare Mario Lodi. Distinguiamo due filoni, uno progressivo,libertario, democratico, e un altro conservato e moralista. Quest'ultimo coincide con la produzionecattolica ed è sostenuto dalle correnti conservatrici della pedagogia. L'altro filone non solo riescea svincolarsi dal tradizionale patetismo ottocentesco ma è alimentato dalla volontà di confrontarsicon i problemi più cocenti dell’attualità per presentarli, senza mascheramenti ai ragazzi.

DOPO L'UNITÀ (1870-1878)

In questo periodo il grande sviluppo dell'editoria educativa si concentra in poche aree regionali del nord. Il campo della produzione per l'infanzia conosce alcune significative manifestazioni: un'aumentata presenza di testate di letture educative e il rafforzamento di collane per l'infanzia e di progetti editoriali specifici. Negli anni successivi all'Unità d'Italia la questione della lingua diventa un problema di natura sociale e nazionale. Il sistema scolastico si estende all'intero territorio nazionale, vengono elaborati programmi scolastici la cui finalità era quella di lottare contro l'analfabetismo.

La letteratura dell'infanzia si muove tra divieti e diffidenza, i contenuti dei libri per la scuola sono soggetti a un’estrema rigidità di struttura e di linguaggio. È difficile che un manuale scolastico osi una sorta di innovazione rompendo le regole del rispetto ai valori dominanti. Un libro che tenta di vivacizzare il rapporto con i giovani lettori, destinato alla «bocciatura» è il Giannettino di Collodi pubblicatodall'editore Paggi di Firenze nel 1876.

DA UN SECOLO ALL'ALTRO (1970-2009)

Una serie di cambiamenti strutturali quali lo sviluppo della televisione, diffusione di computer e Internet, l’esplosione di videogiochi, ha inciso fortemente sui cambiamenti che hanno interessato la produzione dei libri di infanzia dagli anni ’70 ad oggi. Dagli anni ’80 la produzione dei libri per ragazzi procede a doppio senso: cresce il numero complessivo di titoli prodotti e diminuisce la quantità delle tirature medie. Se fino alla metà degli anni ’90 prevale un modello produttivo basato sulla ricerca, sulla narrativa d’autore, sull’innovazione dei temi e dei linguaggi, dalla fine del secolo scorso il quadro è cambiato, la letteratura si integra ad una vasta serie di strumenti di comunicazione e intrattenimento.

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IL RISORGIMENTO (1848-1871)

Quando si parla di storia della letteratura per l’infanziaè fondamentale sottolineare l’impossibilità di identificare qualsiasi sviluppo unitario nel contesto delle realtà politiche che caratterizzano l’Italia prima dell’Unità. Iin questa epoca, la maggior parte dei testi nasce in funzione educativa e il loro successo è valutato in base alla diffusione scolastica. In Italia si diffonde l'idea di un sistema scolastico unico, per il quale è necessario l'insegnamento dell'italiano. La lingua italiana è del tutto sconosciuta e l'unico idioma della comunicazione nazionale è il dialetto. Al sistema nazionale viene richiesto di porre rimedio al problema dell'analfabetismo. Sulla scia dell'importanza che programmi ministeriali elaborati dal 1860 affidano al libro scolastico, primo ed a volte unico strumento di alfabetizzazione e mezzo di trasmissione dei messaggi educativi, alcune case editrici perfezionano la propria produzione con volumi e collane specificamente studiati per bambini e ragazzi, dove esplicite finalità pedagogiche sovrastano nettamente quelle di intrattenimento e dievasione. Ad influenzare le tendenze prevalenti dopo il 1861 è la traduzione di testi stranieri come quelli dello scrittore Arnaud Berquin, di Johann Christoph von Schmid, o ancora di Daniel Defoe

L'ITALIA UMBERTINA (1978-1900)

Nei programmi del 1888 lo spazio riservato all'insegnamento linguistico è minore rispetto a quello di altre discipline,La scuola deve servire a tre fini: dar vigore alcorpo, penetrare l'intelligenza e portare rettitudine all' animo.Tuttavia alcune indicazioni dei programmi di lingua italiana hanno un carattere innovativo e contengono elementi di didattica che ancora oggi si sottoscriverebbero. Ruota però, ancora tutto intorno a patria, religione e famiglia;nonostante vengano messe in crisi, le tradizioni, sono dure a morire.

Il ritardo nell'alfabetizzazione, le arretrate condizioni nel campo del lavoro e delle conoscenze scientifiche e tecnologiche, la frattura tra nord e sud, lo sfruttamento del lavoro minorile, la crescente protesta popolare sono le questioni alle quali gli educatori positivisti pensano che la scuola possa dare un qualche contributo utile.

GLI ESORDI DEL NOVECENTO (1900-1914)

ci sono due tendenze:

VS

Rinnovamenti rispetto alla letteratura didascalica dell'Ottocento.

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La creazione di una letteratura basata sull'infanzia;

Prima guerra mondiale
Dopo guerra
Le cifre di analfabeti nel paese si riducono, la scolarizzazione ottiene un piccolo risultato e l'editoria passa da un'organizzazione di tipo artigianalealla dimensione industriale. Il paese, in parte, intraprende la strada di una moderna industrializzazione. Restano tuttavia ampi i margini di analfabetismo. Ancora nel 1911 quasi quattro italiani su dieci sono del tutto estranei alla conoscenza e all'uso della lingua nazionale e, nella metà dell'Italia, tutta la parte meridionale, il tasso di analfabetismo supera il 50%. Preoccupante è il grande divario tra nord e sud.
Negli anni di guerra e dopoguerra la scuola italiana resta in una posizione di stallo. È diffusa nella classe dirigente la consapevolezza che siano necessari interventi di riforma e che i programmi della scuola elementare del 1905 siano inadeguati ai tempi, ma l'impegno di tutte le forze delconflitto mondiale sposta l'attenzione politica verso più urgenti problemi e rinvia ogniprovvedimento in fatto d’istruzione.

I libri e la letteratura a cui i bambini e i giovani dell'epoca hanno accesso sono pieni di sentimenti, dove i protagonisti (spesso coetanei dei lettori) sono soggetti a eventi estremamente traumatici. Rimangono dall'epoca precedente gli ideali di Dio Patria e Famiglia. Da questo periodo esce comunque qualcosa di particolare... Un volume del "Corriere dei Piccoli" Dal 1908 viene pubblicato in Italia il primo periodico settimanale a fumetti, che continuerà fino al 1995. E' un progetto molto interessante, perché nasce con l'idea di unire alle vignette colorate anche articoli scientifici e di divulgazione, come voluto dalla sua ideatrice, Paola Lombroso Carrara, che si era posta come obiettivo la formazione e l'educazione dei giovani. E' innovativo anche perché italiano, quindi non locale, aperto all'estero e alle innovazioni. Tutto molto diverso dal Giornalino della Domenica di Vamba, che da molti è stato accusato di essere un precursore delle modalità del fascismo.

Angelo e Enrica Josia "Ascendere"

Nel 1922 un libro di lettura per la quinta elementare, Ascendere, di Angelo e Enrica Josia, propone ai bambini un testo di Maria Bartolini in cui si affermano idee avanzate e progressive. E'un testo rivoluzionario perchè tratta argomenti come guerra, morte, "diritti", cercando di stimolare i bambini a porsi domande, fornendo strumenti di riflessione.

Mario Lodi

Insegnante, pedagogista e scrittore italiano.Le sue metodologie educative furono inizialmente ispirate da quelle di Célestin Freinet, seguendo un indirizzo che lo fece diventare esponente del Movimento di cooperazione educativa.La vita di Mario Lodi ha interpretato culturalmente la ricostruzione dell'Italia sulla pedagogia e sul mondo della scuola e dei bambini attraverso un impegno concreto e quotidiano. In questo contatto quotidiano con i bambini, con la loro osservazione partecipe, Lodi ha ridisegnato il valore educativo della scuola, cambiandone aspetti e metodologie. matica della fantasia

«Il maestro è lì per tener viva la vita: per aiutarla a incanalarsi nelle direzioni più utili, per salvarla dalle dispersioni, per arricchirne il senso, per stimolarne il moto. Non ci sono momenti morti, la noia è bandita. Nessuna curiosità è soffocata. Dalla ‘distrazione’ di un bambino, o da una domanda buttata là quasi per caso, può nascere una fervida attività di settimane e di mesi. Tutte cose documentate, pagina per pagina, nel diario del maestro Lodi».
Giuseppe Fanciulli

La sua idea di pedagogia, struttura e natura della narrativa per ragazzi è quella di essere “educativa” e nell’ambito della quale al fantastico viene attribuito un valore sostanzialmente spirituale chr viene riassorbito in una dimensione inquadrabile all’interno dei valori della fede cristiana. Non stupisce che questa concezione abbia potuto collocarsi solidamente all’interno della pubblicistica fascista. Secondo l'autore, la realtà della chiara eroica vita al tempo fascista non può essere messa in crisi dall’avventura strampalata e truculenta; i giornali per ragazzi dovrebbero dare meno spazio a poesie e racconti e privilegiare invece «l’articolo divulgativo, l’informazione, la cronistoria.

Antonio Rubino

La vocazione antiretorica aiuta Rubino a evitare quelle intonazioni moralistiche checaratterizzano la letteratura patriottica e gli impedisce eccessivi atti di fede anche durante il fascismo. Rubino era apparentemente interessato solo al suo lavoro, aveva saputo guardarsi intorno, leggere la realtà del mondo contemporaneo e restituirne una sintesi movimentata, divertita, più ottimistica di quella prodotta agli inizi della sua lunga carriera.

Italo Calvino Fiabe Italiane

«Io credo questo: le fiabe sono vere. Sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna, soprattutto per la parte di vita che appunto è il farsi d’un destino: la giovinezza, dalla nascita che sovente porta in sé un auspicio o una condanna, al distacco dalla casa, alle prove per diventare adulto e poi maturo, per confermarsi come essere umano. E in questo sommario disegno, tutto.» Italo Calvino

UMBERTO I - RE D'ITALIA
Libro Cuore di Edmondo De Amicis

Fra i libri italiani del periodo, con intenti pedagogici, è quello che contiene il minor numero di riferimenti alla storia sacra. L'amore per la patria è un altro tema fondamentale, il sentimento è ben presente nell'esaltazione dei forti e sani affetti familiari: la famiglia è il nucleo essenziale della società. Quanto poi alle relazioni sociali, l'autore è favorevole alle relazioni affettuose fra ceti diversi, L'opera si caratterizza per gli aspetti di umanitarismo paternalista. Il modello negativo per eccellenza che è descritto con il fine moralistico di suscitare la condanna da parte del lettore.

Salvator Gotta

La sua fama è legata a un libro "Il piccolo alpino", narra la storia del ragazzo Giacomino Rasi, che durante un'escursione in montagna perde igenitori travolti con lui da una valanga e li crede morti; dopo diverse vicende, viene adottato comemascotte dagli Alpini, vive da eroico protagonista il primo conflitto mondiale. Il racconto non si ferma agli esiti vittoriosi del primo conflitto mondiale e infatti. nell'Altra Guerra. Giacomino vive da protagonista il caos del primo dopoguerra, entra nelle squadracce fasciste ed ha ripetuti scontri, sempre vittoriosi, con operai in sciopero, comunisti,anarchici. Il libro è una continua esaltazione della violenza.

il Giannetto di Luigi Alessandro Parravicini

Pubblicato nel 1837, è un prototipo del perfetto libro di testo. Narra dell'ascesa sociale. Oltre ad essere un romanzo di successo, si promuove come libro per la scuola a tutti gli effetti; è il principale, se non unico,strumento di alfabetizzazione e di formazione della coscienza morale e nazionale del popolo, ma anche guida didattica per gli insegnanti. La storia di Giannetto serve a ispirare i giovani lettori: il protagonista diventa agiato imprenditore da umile apprendista artigiano quale era, cercando di portare un'ottica di industrializzazione per il paese.

Il corriere dei piccoli

A Natale del 1908 entra nelle famiglie della buona borghesia italiana il primo numero del "Corriere dei Piccoli, geniale, appare da subito innovativo per l'impostazione grafica.Fin dall'inizio è un concentrato di novità perché se l'aspetto certo più appariscente è la pagina di apertura, non vanno trascurati i contenuti interni, le scelte dei collaboratori, l'attenzione alla produzione straniera.Sulle sue pagine si parla di scienza e narrativa, attualità e poesia in una sapiente combinazione.

Gianni Rodari

La scuola era per lui un luogo di apprendimento e conoscenza in cui qualsiasi bambina e bambino poteva concretamente riscattarsi da un punto di vista culturale e sociale. Prima degli anni ’60, gli istituti scolastici erano stati concepiti per i più abbienti e la maggior parte della popolazione non poteva accedervi. Il senso di riscatto, di emancipazione, secondo Rodari, poteva avvenire attraverso un uso corretto delle parole che “producono onde di superficie e di profondità, una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni”. Così scriveva in Grammatica della fantasia

L’incarico degli adulti (genitori e personale scolastico) consiste nell’incoraggiare proprio questa creatività provvedendo alla divulgazione di strumenti idonei,efficaci ed efficienti.
Memorie di un pulcino di Ida Baccini

Le Memorie di un pulcino appartengono alla letteratura dell'infanzia postunitaria, per le divagazioni sulla morte, gli inviti ad esercitare la carità, ad essere cauti nello «stringere le amicizie», a badare ai fatti propri. E'un r acconto autobiografico, un pulcino di campagna che cambia padroncino e diventa grande in città; indica una tendenza ad «assumere punti di vista in cui si pretende di collocarsi al livello degli animali e dei bambini per osservare e per descrivere il mondo»

Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi

La storia sembra una rilettura libera del romanzo di formazione (il monello che piano piano diventa ragazzo maturo), sebbene, anche a causa dell'ambientazione fantastica, non manchino interpretazioni alternative. La conoscenza amara, crudele e senza luce della realtà: la riduzione di ogni fantasia, di ogni sogno, di ogni favola, di ogni desiderio infantile, di ogni mostro leggendario entro limiti più familiari.

Sergio Tofano

Noto anche con lo pseudonimo di Sto, artista poliedrico, è il creatore del personaggio del Signor Bonaventura, pubblicato per la prima volta nel 1917 sul Corriere dei Piccoli. Nel Romanzo delle mie delusioni il protagonista Benvenuto non può vantare un curriculum scolastico ammirevole e l'autore sembra prendere subito le distanze da quei modelli esemplari di studenti di cui la letteratura per l'infanzia non poteva farne a meno.

La legge Casati, uno dei primi pilastri della scuola italiana.

La “Legge Casati” sanciva l’obbligo e articolava l'istruzione elementare, gratuita, in due gradi, inferiore e superiore, ciascuno della durata di due anni. La gestione delle scuole era delegata ai comuni. L'obbligo scolastico, tuttavia, riguardava soltanto il primo grado, quello in cui s'insegnava a leggere, scrivere, far di conto e religione.

Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino

Il libro forse più interessante di questo periodo è Il sentiero dei nidi di ragno perché la Resistenza è letta con gli occhi di un ragazzo. Pin è un bambino di bassa estrazione sociale, spesso maleducato, ribelle e menefreghista. I suoi genitori sono scomparsi quando lui era ancora piccolo, fin da allora ha cercato spazio nel mondo dei grandi pur non comprendendo il loro strano modo di ragionare. Pin nonostante la sua tenera età non gioca con i suoi coetanei, ha già vissuto esperienze da adulto. È un personaggio sospeso tra il mondo dei grandi, nel quale cerca di entrare, e il mondo al quale appartiene, ma nel quale non ha mai voluto identificarsi.

Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino

Il libro forse più interessante di questo periodo è Il sentiero dei nidi di ragno perché la Resistenza è letta con gli occhi di un ragazzo. Pin è un bambino di bassa estrazione sociale, spesso maleducato, ribelle, pagliaccio e menefreghista. I suoi genitori sono scomparsi quando lui era ancora piccolo. Fin da allora ha cercato spazio nel mondo dei grandi pur non comprendendo il loro strano modo di ragionare. Pin nonostante la sua tenera età non gioca con i suoi coetanei, ha già vissuto esperienze da adulto. È un personaggio sospeso tra il mondo dei grandi, nel quale cerca di entrare e il mondo al quale appartiene, ma nel quale non ha mai voluto identificarsi.

Alberto Manzi

Per Alberto Manzi fare scuola era educare a pensare, insegnare a saper guardare oltre, osservare, saper ascoltare e saper riflettere. Il suo metodo educativo prescinde dal principio di imparare attraverso regole e ordine rigorosi e, allo stesso tempo, contraddice i canoni consueti della didattica utilizzando modalità ludiche basate sui tempi del gioco e dell'avventura. Nel 1954 scrive Orzowei, la storia di Isa, un trovatello bianco che, dopo aver vissuto tra i neri come emarginato da tutti, muore implorando che bianchi e neri superino gli ostacoli del colore della pelle e dell'appartenenza a una tribù. La storia raccontata in questo libro per ragazzi, ma non solo per loro, contiene quello stesso spirito istruttivo che aveva portato il maestro Alberto Manzi a creare e presentare la trasmissione televisiva “Non è mai troppo tardi”.

Il desiderio dell’autore è insegnare qualcosa al lettore, trasmettendo un chiaro messaggio di uguaglianza e di rispetto tra i popoli il cui concetto cardine è la normalità della diversità.

Antonio Gramsci

Trova posto nelle letteratura giovanile per certe sue traduzioni di fiabe dei fratelli Grimm e per quel gruppo di lettere, scritte dal carcere ai familiari, nelle quali sono contenuti, in chiave educativa, apologhi, raccontini, favole. Nei Quaderni del carcere sono presenti cenni e riferimenti alla letteratura per l'infanzia che mostrano con quanta considerazione Gramsci fosse attento ai compiti educativi e politici delle pubblicazioni destinate ai giovanissimiPer la selezione dei testi impiega un criterio di adesione ai principi educativi , sceglie, i testi che ritiene più adatti allo sviluppo dellecapacità intellettive ed emotive del bambini.

Daniel Pennac

Pennac affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni, ex "somaro" lui stesso, studia questa figura popolare e ampiamente diffusa dandogli nobiltà, restituendogli anche il peso d’angoscia e di dolore che gli appartiene. - In verità dicendo ‟alunni” si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto di vista insomma di quelli che vanno male a scuola- Il libro Diario di scuola mescola ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, sulle universali disfunzioni dell’istituto scolastico, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla devastazione introdotta dal giovanilismo, sul ruolo della televisione e di tutte le declinazioni dei media contemporanei. Da questo rovistare nel ‟mal di scuola” vediamo spuntare una non mai sedata sete di sapere e d’imparare che anima i giovani di oggi come quelli di ieri.
L’autore della saga dei Malaussène movimenta riflessioni e affondi teorici con episodi buffi o toccanti e colloca la nozione di amore al centro della relazione pedagogica.
Laura Orvieto

Laura Cantoni Orvieto è stata una scrittrice italiana di grande successo. Inizia la sua attività di scrittrice collaborando in forma anonima alla rubrica Marginalia de "Il Marzocco", parteciperà poi, con lo pseudonimo di Mrs. El, al periodico con testi di maggiore spessore, inserendosi nei dibattiti "al femminile". Il suo primo volume per l'infanzia è Leo e Lia, storia di due bimbi italiani con una governante inglese, al quale seguirà Storie delle storia del mondo. Pubblica nel 1925" Beppe racconta la guerra", libro di maggiore impegno della Orvieto, costruito secondo un copione narrativo di particolare efficacia.

Giannettino di Carlo Collodi

Prima che Collodi desse i natali a Pinocchio, un altro personaggio aveva popolato le pagine dei suoi racconti. La prima edizione di Giannettino era uscita, anch’essa per Paggi, nel 1877. Le sue avventure offrono un quadro dettagliato del Paese in quel periodo di fermento e cambiamento. Il viaggio per l’Italia di Giannettino fu un volume in tre parti, ognuna dedicata a una zona dello Stivale: la parte prima al Nord (Italia superiore), la parte seconda all’Italia centrale e infine un volume dedicato alle avventure di Giannettino nel Mezzogiorno, tra le bellezze del Meridione.