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Evoluzione

SOFIA TODARO

Created on January 5, 2024

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Transcript

L'evoluzione dei viventi

Il mistero dei misteri

All'inizio dell'Ottocento, l'origine delle migliaia di specie presenti sulla Terra restava ancora per i naturalisti il "mistero dei misteri", nonostante esistessero molteplici teorie su di essa.

Teoria della fissità delle specie

Questa teoria venne avanzata dal filosofo greco Aristotele. Secondo questa teoria tutte le specie occupano un posto diverso nella scala della natura ed esistono così da sempre.

Ipotesi del creazionismo

Questa teoria nacque con la diffusione del Cristianesimo. Secondo questa ipotesi infatti tutte le specie vennero create nello stesso posto nel momento della Creazione e che già allora fossero come le conosciamo oggi. Anche Carlo Linneo, creatore del sistema di classificazione delle specie era un creazionista. Questa teoria fu però messa in dubbio dalla scoperta di specie nuove e dei fossili di specie antiche.

Ipotesi del catastrofismo

Questa ipotesi fu invece avanzata dal paleontologo francese Georges Cuvier, il quale sosteneva che le specie ebbero origine con la Creazione, ma che nel tempo, a causa di delle catastrofi, alcune di queste specie si estinsero e sostituite da altre specie venute da lontano.

JEAN BAPTISTE LAMARCK

Caratteri ereditari

"Uso" e "non uso"

Adattamento all'ambiente

Queste modifiche acquisite durante la vita di un individuo sono caratteri ereditari che vengono trasmessi ai propri figli.

L'uso e il non uso continuo di un organo contribuiscono a modificarlo.

In ogni essere vivente c'è un "bisogno interno" che lo spinge a modificare la propria struttura adattandola all'ambiente.

Charles Darwin

La grande svolta nella spiegazione dell'origine delle specie fu data da Charles Darwin. Egli nel 1831 si imbarcò sulla nave Beagle e partì per una lunga esplorazione delle coste dei continenti meridionali durata 5 anni. Venne così a conoscenza di numerose specie ancora sconosciute e di fossili di animali estinti molto simili a quelli attuali. Inoltre durante questo viaggio lesse il libro di Cjìharles Lyell "i principi della geologia" in cui i fenomeni terrestri venivano spiegati attraverso la teoria dell'attualismo. Secondo questa teoria la Terra è stata trasformata in un tempo lunghissimo dagli stesse forze che agiscono ancora oggi.Charles Darwin comprese che anche i fenomeni biologici potevano essere spiegati in modo analogo e dopo 20 anni di studio pubblicò "L'origine delle specie per selezione naturale.

La teoria di Darwin si basa su 3 osservazioni

Gli organismi di una specie sono in competizione tra loro nella lotta per la vita.

Gli individui della stessa specie, pur essendo simili, sono differenti gli uni dagli altri per variazioni anche piccole che sono ereditabili.

Gli esseri viventi mettono al mondo un numero di figli molto più grande rispetto a quanti possono sopravvivere.

Selezione naturale e adattamento all'ambiente

Secondo la teoria della selezione naturale, se gli individui di una stessa specie fossero identici, avrebbero la stessa probabilità di vincere la lotta per la vita, ma essendo diversi gli uni dagli altri, chi eredita le caratteristiche vantaggiose ed è perciò più adatto all'ambiente ha più possibilità di sopravvivere e riprodursi. Inoltre tali individui trasmettono i caratteri vantaggiosi ai figli facendo si che la maggioranza li possegga.

Evoluzione

Se in un ambiente avvengono grandi cambiamenti è possibile che si verifichi l'estinzione di un'intera specie. Ciò accade in quanto può succedere che nessun individuo riesca a sopravvivere e a riprodursi. Però è anche possibile che qualche individuo con caratteristiche vantaggiose riesca a trasmetterle ai figli giungendo in un tempo lunghissimo e attraverso altre modifiche graduali all'evoluzione della specie creandone una diversa.

La teoria dell'evoluzione per selezione naturale di Darwin afferma quindi che tutti gli organismi presenti oggi sulla Terra derivino dall'evoluzione delle specie più antiche tramite un'interrota catena di genitori e figli.

L'origine delle specie per selezione naturale

Durante il suo viaggio, Darwin, fu ebbe anche modo di osservare che una nuova specie si origina da una specie progenitrice quando:
  • Una barriera geografica separa alcuni individui dalla specie progenitrice eliminandone i contatti;
  • Nel nuovo ambiente ci sono disponibili fonti di cibo e posti dove vivere diversi da quelli originari e non ci sono competitori per esso.
  • Nella popolazione c'è una variabilità e alcuni individui con caratteristiche adatte al nuovo ambiente che si accumulano diventando la mggioranza.
  • Le differenze accumulatesi in un tempo lunghissimo rendono impossibile l'incrocio con la popolazione progenitrice. Nasce una nuova specie.

Le prove dell'evoluzione

somiglianze nel DNA

strutture vestigiali

fossili viventi

La selezione naturale sempre in atto

La coevoluzione

strutture omologhe

fossili

Il processo evolutivo dei primati

Circa 200 milioni di anni fa comparvero sulla Terra i primi mammiferi, ma solo dopo la scomparsa dei dinosauri (66 milioni di anni fa) si diffusero in gran numero e si svilupparono adattandosi a vivere sugli alberi. In particolare, intorno a 30 milioni di anni fa, un gruppo di mammiferi vienti sugli alberi conobbero un grande sviluppo dando origine ai primati, tra cui le proscimmie, le scimmie e gli ominidi.

Le caratteristiche vincenti dei primati

La vita sugli alberi richiedeva inoltre alcune abilità particolari e perciò degli adattamenti da sviluppare tra cui.- La mano prensile, dotata di pollice opponibile, che garantiva maggiore presa, spesso dotata di unghie piatte e polpastrelli sensibili. - Gli occhi in posizione frontale che permettono una visuale stereoscopica tripimensionale adatta per valutare le distanze - Visione nitida e visone dei colori.

Evoluzione del cervello e del cranio

Le nuove abilità però hanno richiesto un aumento di dimensione della corteccia cerebrale e perciò una maggiore intelligenza. Ad esempio nell'immagine accanto vediamo il confronto tra il cervello e il cranio di uno scimpanzé e di un umano.

vs

Andatura bipede

Gli ominidi hanno ereditato tutte queste caratteristiche e nel corso della storia hanno anche sviluppato l'andatura bipede che ha modificato ulteriormente la struttura umana: - Le braccia sono diventate più corte mentre le gambe più lunghe e robuste - I muscoli glutei si sono sviluppati maggiormente e la forma del bacino siè modificata. - La colonna vertebrale ha sviluppato le caratteristiche curve. - L'alluce è diventato più corto per fornire una buon base d'appoggio

I primi ominidi

L'ominazione, cioè la differenziazione della specie umana, è avvenuta circa 8 milioni di anni fa in Africa in seguito ad un cambiamento climatico. Fino a poco tempo fa gli studiosi concordavano nell'affermare che i primi ominidi fossero apparsi poco più di 4 milioni di anni fa ma secondo ritrovamenti più recenti pare che fossero apparsi già intorno a 7 milioni di anni fa, anche se i pareri sull'appartenenza di queste specie agli ominidi.

Gli australopiteci

La differenziazione della specie umana ebbe inizio con i primi ominidi bipedi e dotati di pollice opponibile. Come abbiamo visto queste caratteristiche portarono alcuni vantaggi tra cui la possibilità di camminare per lunghi tragitti trasportando contemporaneamente utensili negli arti superiori. I resti fosili che possedevano queste caratteristiche vennero riuniti nel genere Australopithecus che a sua volta era diviso in tre specie: Africanus, Robostus e Boisei. Gli australopiteci avevano ancora il cervello simile agli scimpanzé ma erano diversi nella dentatura e nella mano.

L'Homo Habilis

Nel 1959 sono stati rinvenuti i primi resti di un nuovo individuo dotato di un cervello e di un intelligenza maggiore degli australopiteci benchè i risalgano più o meno alla stessa epoca e allo stesso ambinete. Pare che questo nuovo genere avesse abilità nuove rispetto ai suoi predecessori.

L'Homo Erectus

Circa due milioni di anni fa, comparve un nuovo genere di ominide dotato di caratteristiche più simili a quelle umane, in quanto aveva un cervello più grande, una statura più robusta e una postura più dritta e simile alla nostra da cui deriva il suo niome. Questo ominide inoltre fu il primo a vivere nelle caverne, era dotato di capacità di proggettazione ed è a lui che viene attribuita la scoperta del fuoco.

Dall'Africa al resto del mondo

Il modo in cui gli ominidi si siano diffusi nel resto del mondo è ancora molto incerto, ma esistono alcune teorie. secondo una di queste intorno a 2 milioni di anni fa iniziarono delle migrazioni verso gli atri continenti da cui poi si sarebbero sviluppate altre specie tra cui l'Homo neanderthalensis.

L'Homo neanderthalensis

L'homo di Neanderthal visse in Europa e in Asia da 130 000 ai 30 000 anni fa. In questo periodo avvenne un radicale cambiamento climatico conosciuto come glaciazione ma la struttura di questo ominide era più tozza della nostra e quindi adatta alla rigidità del clima. Inoltre avea un cervello più grande del nostro, era dotato di linguaggio e struttura sociale. Ha lasciato anche alcuni oggetti d'ornamento. Aveva probabilmente anche un culto dei morti e una primitiva forma di religiosità. Scomparve in quanto la sua struttura adatta a condizioni estreme divenne poi sfavorevole rspetto a quellla dell'uomo moderno.

L'uomo moderno- Homo sapiens

Secondoalcuni studiosi l'uomo attuale, l'Homo Sapiens, discenderebbe dalle antiche specie europee di Homo, secondo altri sarebbe evoluta in Africa circa 200 000 anni fa per poi diffondersi in tutto il mondo. I primi uomini che abitarono l'Europa a partire da circa 35 000 anni fa vennero chiamati "uomini di Cro Magnon" dalla cittadina francese in cui nel 1868 furono trovati per la prima volta i loro resti fossili.

Gli Uomini di Cro Magnon

Gli uomini di Cro Magnon vivevano nelle caverne, e fabbricavano utensili con tecniche raffinate e materiali nuovi come l'avorio. Inoltre erano dotati di un'organizzazione sociale, di linguaggio articolato ed erano cacciatori-raccoglitori. Infatti mentre gli uomini si ocupavano della caccia, le donne badavano ai bambini e raccoglievano cibo. Di essi inoltre ci sono rimaste anche delle opere d'arte di significato rituale.

La nascita della civiltà

Circa 10 000 anni fa gli uomini, fino ad adesso cacciatori-raccoglitori, divvennero agricoltori e allevatori e per questo da nomadi divennero stanziali, cioè vivevano sempre nello stesso luogo, favorendo così la nascita di villaggi, e talvolta di città. Gli scambi tra villaggi favorirono la nascita di lingue comuni e la conseguente nascita della scrittura. Questo modo di vivere si diffuse in tutto il mondo determinando la nascita delle civiltà e con esse l'inizio della storia.

Grazie per l'attenzione!