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La nascita della Repubblica fino a Cesare

Emanuele Cuozzo

Created on January 4, 2024

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Transcript

La Repubblica

La nascita e l'evoluzione fino a Cesare

- La nascita e l'evoluzione della Repubblica fino a Cesare

Emanuele Cuozzo

Lorenzo Zagaria

- Roma alla conquista dell'Italia

- Roma, padrona del Mediterraneo

Emanuele Saggiomo

- Tensioni sociali e riforme

Davide Marchionni

- L'ascesa di Giulio Cesare e la fine della Repubblica.

Antonio Sarrubba

Nascita della Repubblica Romana

Il periodo che portò alla nascita della Repubblica Romana fu caratterizzato da tensioni interne e conflitti sociali. La monarchia romana raggiunse il suo apice con Tarquinio il Superbo, un sovrano accusato di arroganza e crudeltà.La storia narra che l'evento scatenante fu il brutale stupro di Lucrezia, la moglie di un nobile romano. L'indignazione e la ribellione contro Tarquinio portarono all'alleanza tra patrizi e plebei, le due classi sociali predominanti a Roma. I leader di entrambe le classi, noti come consoli, furono incaricati di governare la città. Questa rivolta, culminata nel 509 a.C., portò all'espulsione di Tarquinio il Superbo e alla fondazione della Repubblica Romana.

Nascita della Repubblica Romana

La nuova forma di governo incorporava elementi democratici, sebbene limitati principalmente alla classe aristocratica dei patrizi. I cittadini potevano eleggere annualmente due consoli, che agivano come capi dell'esecutivo e comandanti militari.Il Senato, composto principalmente da membri della nobiltà, divenne l'organo consultivo principale.

L'evolvere della Repubblica

Nella prima fase della Repubblica, Roma dovette affrontare minacce esterne, in particolare dalle tribù confinanti e dagli Etruschi.Le guerre furono condotte da consoli, comandanti militari eletti annualmente. Con il tempo, Roma consolidò il controllo sulla penisola italica attraverso le guerre sannitiche e la guerra latina. Durante le guerre puniche contro Cartagine, Roma emergente sotto il comando di figure come Scipione l'Africano, sconfisse il rivale cartaginese Annibale, affermandosi come potenza dominante nel Mediterraneo occidentale.

Scipione l'Africano, noto anche come Publio Cornelio Scipione, fu stato un comandante militare e politico romano del periodo della Repubblica Romana. Nato nel 236 a.C., Scipione ottenne il soprannome "l'Africano" in riconoscimento delle sue vittorie nelle campagne militari contro Cartagine in Africa.

Tensioni sociali e riforme

Il II secolo a.C. fu caratterizzato da crescenti tensioni sociali e disuguaglianze economiche. La popolazione urbana aumentò, portando a una maggiore competizione per risorse limitate. I Gracchi, in particolare Tiberio e Gaio (i nipoti di Scipione L'Africano), cercarono di affrontare questi problemi attraverso riforme agrarie. Le loro proposte incontrarono forte resistenza da parte della classe aristocratica, e entrambi i fratelli furono uccisi in circostanze violente. Questi eventi rivelarono le profonde divisioni all'interno della Repubblica e indebolirono il sistema politico tradizionale.

Ascesa di Giulio Cesare

Il I secolo a.C. fu testimone dell'ascesa straordinaria di Giulio Cesare, un generale brillante e politico astuto. Le sue campagne militari nella Gallia portarono a un vasto ampliamento del territorio romano, ma anche a una crescente preoccupazione tra gli aristocratici a Roma riguardo al suo desiderio di potere personale. Nel 49 a.C., attraversò il Rubicone in violazione delle leggi romane, dando inizio a una guerra civile contro Pompeo, uno dei più potenti generali romani dell'epoca. La vittoria di Cesare nella battaglia di Farsalo nel 48 a.C. pose fine alla Repubblica come la conoscevamo, portando Cesare a dittatore perpetuo.

Fine della Repubblica e nascita del Principato

Il 15 marzo del 44 a.C., Giulio Cesare fu assassinato dai congiurati senatoriali. Questo atto non portò al ripristino della Repubblica, ma piuttosto all'inizio di un periodo di caos politico.Marco Antonio, Ottaviano (successivamente conosciuto come Augusto) e Marco Emilio Lepido formarono un secondo triumvirato per vendicare Cesare. La loro alleanza portò all'eliminazione dei loro oppositori, tra cui i congiurati che avevano assassinato Cesare. La battaglia di Azio nel 31 a.C. vide la sconfitta di Antonio e Cleopatra contro Ottaviano, che divenne l'unico padrone di Roma. Nel 27 a.C., Ottaviano cedette ufficialmente i suoi poteri, pur mantenendo un controllo effettivo sul governo. Fu il momento in cui la Repubblica Romana terminò ufficialmente e nacque il Principato, con Ottaviano diventato il primo imperatore romano sotto il nome di Augusto.

Roma alla conquista dell'Italia

Lorenzo Zagaria

Roma si espande e conquista l'Italia

Le lotte interne tra patrizi e plebei non indebolirono Roma fino al punto di impedirle di espandersi. Come i patrizi, infatti, anche i plebei volevano una città aggressiva nei commerci ed erano avidi di nuove terre da coltivare.Per ottenere questi scopi, tutta la cittadinanza era concordemente pronta alla guerra. L’espansione di Roma si realizzò con una regolarità cronometrica. Nel 493 a.C. essa assunse il dominio del Lazio. Nel 396 a.C. conquistò la potente città etrusca di Veio. Nel 390 a.C. fu invasa e incendiata dai Galli, ma si risollevò rapidamente; fra il 343 e il 290 a.C. sconfisse i Sanniti, che dominavano l’Appennino centro-meridionale, e sottomise la Campania e parte della Puglia. Contro i Romani, la città greca di Taranto chiese l’aiuto di Pirro, re del regno ellenistico dell’Epiro, in Albania. Questi sbarcò in Italia con il suo esercito e mise in gravi 1 difficoltà le legioni di Roma tra il 280 e il 275 a.C., ma alla fine fu sconfitto e dovette riattraversare il Mar Adriatico. Dopo la ritirata di Pirro, i Romani divennero i padroni di tutta la Magna Grecia, Taranto compresa. Quindi marciarono sull’Italia centrale e occuparono anche l’Etruria e le Marche. Verso la metà del III secolo a.C. il loro dominio abbracciava tutto ciò che gli antichi chiamavano Italia, l’intera penisola fino alla linea che va da Rimini al fiume Magra, escludendo quindi le isole e la Pianura Padana (o Gallia cisalpina). Ormai erano universalmente riconosciuti come una delle grandi potenze del Mediterraneo.

Costruendo strade e fondando colonie Roma unifica l'Italia

Costruendo strade e fondando colonie Roma unifica l’Italia La conquista romana attenuò molte delle differenze che separavano le varie popolazioni italiche e la penisola si trovò unita nella comune cultura romana: il latino come lingua, l’alfabeto come scrittura, la religione romana come religione ufficiale, usi e costumi romani nelle cerimonie, nei mercati, negli scambi tra città e città. In quest’opera di unificazione ebbero grande importanza: • la costruzione di una rete stradale che collegò tutti i centri principali della penisola; • la fondazione di colonie romane e latine, i centri agricoli e commerciali che Roma fondava nei territori conquistati.

L'Italia viene governata con il sistema "scalare"

L’Italia viene governata con il “sistema scalare” In guerra i Romani furono spietati sia contro i nemici, sia contro gli alleati che li avevano traditi. Però, finché rimasero in Italia, dopo che avevano definitivamente conquistato e pacificato un territorio, lo amministrarono con saggezza e abilità. Questa abilità si manifestò nel cosiddetto “sistema scalare”, così chiamato perché creò tra le città italiche una serie di gerarchie simili ai gradini di una scala. • Il gradino più alto di tale sistema era occupato dai municipi, cioè dalle città che, dopo la conquista, erano sempre rimaste fedeli. Esse furono accolte a pieno diritto in seno alla comunità romana e i loro abitanti divennero in tutto e per tutto cittadini di Roma. Gli stessi diritti spettavano alle colonie romane, fondate in Italia da Roma stessa o dai suoi municipi. 3 I gradini sottostanti erano occupati da città federate i cui abitanti erano chiamati socii, cioè “alleati”, ed erano considerati popolazioni da tenere sotto stretto controllo. Tra le città federate esistevano forti disparità di trattamento.

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L'Italia viene governata con il sistema "scalare"

• Sul secondo gradino, infatti, si trovavano le città alleate latine e le colonie latine, i cui abitanti non avevano il pieno diritto di cittadinanza, però godevano di alcuni suoi privilegi (per esempio quello di sposare cittadini romani). • Sul terzo gradino, invece, stavano le città alleate italiche, che conservavano la libertà di amministrare i propri affari interni, ma erano escluse da tutti i diritti di cittadinanza. Tutti i membri del “sistema scalare”, tuttavia, godettero di due notevoli vantaggi: grandi vie di comunicazione e un impulso economico che l’Italia non aveva mai conosciuto prima. Con il “sistema scalare” i Romani applicarono un principio che chiamarono dìvide et ìmpera, “dividi e governa”. Esso consisteva nel dare a ciascun popolo o a ciascuna città diritti e privilegi diversi, assicurando però, anche a coloro che avevano avuto il trattamento più duro, una condizione dignitosa e una speranza di miglioramento. Non era escluso infatti che, anche tra i “federati” alcuni individui meritevoli ottenessero la cittadinanza.

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Roma Padrona del Mediterraneo

Emanuele Saggiomo

Roma, padrona del Mediterraneo

Durante il periodo dell'Impero Romano, Roma acquisì gradualmente una posizione dominante nel Mediterraneo, che può essere attribuita a diversi fattori. Inizialmente, le vittorie nelle Guerre Puniche contro Cartagine (264-146 a.C.) consentirono a Roma di estendere il suo controllo su gran parte della costa occidentale del Mediterraneo. La conquista di province come la Sicilia, la Corsica e la Sardegna ampliò notevolmente il dominio romano.

Roma, padrona del Mediterraneo

Successivamente, le campagne militari di generali come Pompeo, Cesare e Agrippa portarono alla sottomissione di territori orientali e contribuirono all'espansione dell'Impero verso l'Oriente. La conquista di Egitto sotto Ottaviano (in seguito noto come Augusto) nel 30 a.C. fu un passo cruciale, poiché Roma ottenne il controllo di una delle regioni più ricche e strategicamente importanti.

Roma, padrona del Mediterraneo

L'Impero Romano, nel I e II secolo d.C., raggiunse la sua massima estensione sotto gli imperatori come Traiano e Adriano. Questi governanti ampliarono ulteriormente i confini, incorporando nuove province nell'attuale Spagna, Gran Bretagna, Mesopotamia e altro ancora. La Pax Romana, un periodo di relativa pace all'interno dell'Impero, favorì lo sviluppo economico e la stabilità, consentendo a Roma di consolidare il suo controllo sul Mediterraneo. La padronanza di Roma sul Mediterraneo non si limitava solo all'aspetto militare. L'Impero Romano creò un sistema amministrativo efficace, incoraggiò lo scambio culturale e contribuì alla diffusione del latino come lingua predominante. Le reti commerciali si estendevano su vasti territori, facilitando il flusso di merci e idee.

Roma, padrona del Mediterraneo

Tuttavia, questa supremazia romana non durò per sempre. Con il declino dell'Impero, la frammentazione politica e le invasioni barbariche, il controllo su molte regioni del Mediterraneo si affievolì. Nonostante ciò, l'eredità di Roma come "padrona del Mediterraneo" continua a riflettersi nelle lingue, nella cultura e nei sistemi giuridici delle moderne nazioni europee che una volta facevano parte dell'Impero Romano.

Tensioni sociali e riforme

Davide Marchionni

Partito Democratico

Tiberio e Caio Gracco furono gli idealtoridel Partito Democratico. Essi credevano che la Republica potesse subire una scossa vincente grazie alla vicinanza del popolo romano, ma il periodo a Roma era molto delicato

Tiberio Gracco

Eletto "Tribuno della plebe" nel 133 a.C. Tiberio era a favore dei contadini per difendere i loro diritti dallo strapotere dei senatori. Egli propose di distribuire i territori conquistati dall'esercito, ai contdini e dare la cittadinanza romana ai popoli conquistati

Riforma Agraria

Tiberio propose una Riforma Agraria: I patrizi avrebbero dovuto restituire parte delle terre allo stato. Ogni famiglia avrebbe potuto possedere 250 ettari di terra Le terre in più sarebbero state gestite dallo stato

Voglia di giustizia

Dal 123 a.C. in poi Caio proseguì con la riforma agraria del fratello: promosse la legge frumentaria, e la fondazione di nuove colonie, che avrebero permesso l'assegnazione di nuove terre

La guerra civile

La politica romana rimase con 2 fazioni principali: gli OTTIMATI e i POPOLARI. La tensione culminò con la terribile guerra civile, vinta dagli Ottomati, che aprì la strada da Giulio Cesare e Ottaviano e così l'alba dell'impero.

L'ascesa di Giulio Cesare e la fine della Repubblica

Antonio Sarrubba

Età di Cesare

L'epoca che va dalla morte di Silla (78 a.C.) a quella di Giulio Cesare (44 a.C.) è detta età di Cesare e segna la fine dell'ordinamento republicano a Roma.

Pompeo, Crasso e Cesare

Dopo la morte di Silla il mondo romano fu sconvolto da guerre esterne e guerre civili, combattute e vinte da Gneo Pompeo e Marco Licinio Crasso.

La congiura di Catilina

La Gallia di Cesare

Giulio Cesare ottenne per 5 anni i poteri proconsolari sulla Gallia che nel giro di pochi anni conquistò e unificò.

Vercingetorige

Giulio Cesare ottenne per 5 anni i poteri proconsolari sulla Gallia che nel giro di pochi anni conquistò e unificò.

Vercingetorige

La guerra civile

Durante la permanenza di Cesare in Gallia, erano scoppiati gravi tumulti. Il senato aveva affidato pieni poteri a Pompeo, rifiutando la candidatura al consolato di Cesare che si rifiutò di sciogliere l'esercito e deporre i poteri preconsolari. Nel Gennaio del 49 a.C. Cesare passò il Rubicone.
L'anno successivo,Pompeo si rifugiò in Egitto dove fu ucciso dal faraone Tolomeo XIII fratello di Cleopatra

Giulio Cesare ottenne per 5 anni i poteri proconsolari sulla Gallia che nel giro di pochi anni conquistò e unificò.

Vercingetorige
Nello stesso tempo Cesare attuò una politica di riforme in favore delle classi popolari: promosse opere pubbliche,concesse la cittadinanza romana agli abitanti della Gallia cisalpina, fece distribuire le terre ai veterani, fece entrare nel senato molti ufficiali, contrastò la corruzione

La "Dittatura democratica" di Cesare

Cesare assunse poteri straordinari: fu proclamato dittatore a vita e gli fu conferito il titolo di imperator (comandante vittorioso).
Idi di Marzo-15 marzo 44 a.C

Giulio Cesare ottenne per 5 anni i poteri proconsolari sulla Gallia che nel giro di pochi anni conquistò e unificò.

Vercingetorige

Grazie per l'attenzione!