L'omicidio di yara gambirasio
Inizio
Indice
01
Le persone coinvolte
02
La scomparsa
03
Il ritrovamento di Yara
04
Ignoto 1
05
Il processo
06
La rilevanza mediatica
07
Eventi successivi
08
Opere dedicate
09
Finale
Le persone coinvolte
01
Le persone coinvolte
- Yara Gambirasio, vittima, tredici anni.
- Massimo Bossetti, assassino, quarantaquattro anni, muratore.
La scomparsa
02
Alle 17:30 di venerdì 26 novembre 2010, Yara Gambirasio, una ragazzina tredicenne, si reca presso il centro sportivo del suo paese, dove è solita allenarsi in ginnastica ritmica. Lì rimane, secondo le testimonianze, almeno fino alle 18:40, dopodichè se ne perdono le tracce.
Il ritrovamento del corpo
Il corpo di Yara viene ritrovato in modo totalmente casuale il 26 febbraio 2011, esattamente tre mesi dopo la scomparsa, in un campo a Chignolo d'Isola, distante circa 10 chilometri dal centro sportivo. Sul cadavere, vengono rilevati numerosi colpi di spranga, un trauma cranico, una profonda ferita al collo e almeno sei ferite da arma da taglio.
Ignoto 1
Il 16 giugno 2014 viene arrestato Massimo Giuseppe Bossetti, 44enne, muratore di Mapello incensurato, il cui DNA nucleare è risultato sovrapponibile con quello dell' uomo definito "Ignoto 1", rilevato sugli indumenti intimi di Yara e nella zona colpita da arma da taglio.
Il processo
Processo di primo grado
Il 26 febbraio 2015 la procura di Bergamo chiude le indagini, indicando Massimo Bossetti come unico imputato. Gli avvocati di Bossetti contestano la presunta non ripetibilità del test del DNA, effettuato senza la presenza della difesa; tuttavia, nel momento della determinazione del profilo genetico di Ignoto 1, Bossetti era completamente incensurato, quindi non era nè noto alle forze dell'ordine nè tanto meno indagato.
Processo di Appello e Cassazione
Eventi successivi
Nel 2019, Bossetti accusa di esser stato preso di mira e aver subito pressioni, dichiarandosi innocente e chiedendo sostegno, tutto ciò scritto in una lettera a Vittorio Feltri, direttore di Libero. Inoltre, la difesa chiede la riesamina dei reperti, rifiutata dalla Corte d'Assise di Bergamo, in quanto l'estratto di DNA su di essi, sarebbe definitivamente esaurita.
La rilevanza mediatica
Il caso ha avuto una rilevanza mediatica notevole, soprattutto per la giovane età della vittima e la dinamica della sparizione, su cui, ancora oggi, non si ha alcuna informazione precisa.
Opere dedicate
L'impatto mediatico ha contribuito notevolmente, alla realizzazione di alcune opere dedicate o ispirate dalla vicenda: - Yara, film uscito nel 2021 - Caccia all'assassino ep. 17x8 di Law & Order (2015)
Grazie per l'attenzione!
Processo di primo grado
Il 27 aprile 2015 si apre con l'udienza preliminare davanti al GUP (giudice dell'udienza preliminare) del tribunale di Bergamo il processo di primo grado, con l'accusa di omicidio volontario aggravato e calunnia nei confronti di un collega. Il GUP decide l'apertura del processo davanti alla Corte d'Assise per il 3 luglio 2015. La difesa di Bossetti convoca ben 711 testimoni, sostenendo che Yara sia rimasta vittima di bullismo o collegando il fatto ad altri delitti avvenuti nella stessa zona. Il 1 luglio 2016 la Corte d'Assise di Bergamo condanna Bossetti all'ergastolo e lo assolve dall'accusa di calunnia. La Corte riconosce inoltre l'aggravante della crudeltà e revoca a Bossetti la responsabilità genitoriale sui suoi tre figli.
Processo d'appello e in Cassazione
Il processo d'appello incomincia il 30 giugno 2017. La difesa esibisce come nuova prova una foto satellitare, sostenendo che il corpo della vittima sarebbe stato spostato e il DNA depositato molto dopo il delitto, cosa negata dalla procura e dalla sentenza di primo grado. Il 17 luglio 2017 la Corte d'assise d'Appello di Brescia conferma la sentenza del primo grado di giudizio, giudicado Bossetti colpevole e condannandolo all'ergastolo. Il 12 ottobre 2018 la Corte di cassazione conferma la condanna all'ergastolo di Bossetti.
L'omicidio di Yara Gambirasio
Marco Franz
Created on January 4, 2024
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L'omicidio di yara gambirasio
Inizio
Indice
01
Le persone coinvolte
02
La scomparsa
03
Il ritrovamento di Yara
04
Ignoto 1
05
Il processo
06
La rilevanza mediatica
07
Eventi successivi
08
Opere dedicate
09
Finale
Le persone coinvolte
01
Le persone coinvolte
La scomparsa
02
Alle 17:30 di venerdì 26 novembre 2010, Yara Gambirasio, una ragazzina tredicenne, si reca presso il centro sportivo del suo paese, dove è solita allenarsi in ginnastica ritmica. Lì rimane, secondo le testimonianze, almeno fino alle 18:40, dopodichè se ne perdono le tracce.
Il ritrovamento del corpo
Il corpo di Yara viene ritrovato in modo totalmente casuale il 26 febbraio 2011, esattamente tre mesi dopo la scomparsa, in un campo a Chignolo d'Isola, distante circa 10 chilometri dal centro sportivo. Sul cadavere, vengono rilevati numerosi colpi di spranga, un trauma cranico, una profonda ferita al collo e almeno sei ferite da arma da taglio.
Ignoto 1
Il 16 giugno 2014 viene arrestato Massimo Giuseppe Bossetti, 44enne, muratore di Mapello incensurato, il cui DNA nucleare è risultato sovrapponibile con quello dell' uomo definito "Ignoto 1", rilevato sugli indumenti intimi di Yara e nella zona colpita da arma da taglio.
Il processo
Processo di primo grado
Il 26 febbraio 2015 la procura di Bergamo chiude le indagini, indicando Massimo Bossetti come unico imputato. Gli avvocati di Bossetti contestano la presunta non ripetibilità del test del DNA, effettuato senza la presenza della difesa; tuttavia, nel momento della determinazione del profilo genetico di Ignoto 1, Bossetti era completamente incensurato, quindi non era nè noto alle forze dell'ordine nè tanto meno indagato.
Processo di Appello e Cassazione
Eventi successivi
Nel 2019, Bossetti accusa di esser stato preso di mira e aver subito pressioni, dichiarandosi innocente e chiedendo sostegno, tutto ciò scritto in una lettera a Vittorio Feltri, direttore di Libero. Inoltre, la difesa chiede la riesamina dei reperti, rifiutata dalla Corte d'Assise di Bergamo, in quanto l'estratto di DNA su di essi, sarebbe definitivamente esaurita.
La rilevanza mediatica
Il caso ha avuto una rilevanza mediatica notevole, soprattutto per la giovane età della vittima e la dinamica della sparizione, su cui, ancora oggi, non si ha alcuna informazione precisa.
Opere dedicate
L'impatto mediatico ha contribuito notevolmente, alla realizzazione di alcune opere dedicate o ispirate dalla vicenda: - Yara, film uscito nel 2021 - Caccia all'assassino ep. 17x8 di Law & Order (2015)
Grazie per l'attenzione!
Processo di primo grado
Il 27 aprile 2015 si apre con l'udienza preliminare davanti al GUP (giudice dell'udienza preliminare) del tribunale di Bergamo il processo di primo grado, con l'accusa di omicidio volontario aggravato e calunnia nei confronti di un collega. Il GUP decide l'apertura del processo davanti alla Corte d'Assise per il 3 luglio 2015. La difesa di Bossetti convoca ben 711 testimoni, sostenendo che Yara sia rimasta vittima di bullismo o collegando il fatto ad altri delitti avvenuti nella stessa zona. Il 1 luglio 2016 la Corte d'Assise di Bergamo condanna Bossetti all'ergastolo e lo assolve dall'accusa di calunnia. La Corte riconosce inoltre l'aggravante della crudeltà e revoca a Bossetti la responsabilità genitoriale sui suoi tre figli.
Processo d'appello e in Cassazione
Il processo d'appello incomincia il 30 giugno 2017. La difesa esibisce come nuova prova una foto satellitare, sostenendo che il corpo della vittima sarebbe stato spostato e il DNA depositato molto dopo il delitto, cosa negata dalla procura e dalla sentenza di primo grado. Il 17 luglio 2017 la Corte d'assise d'Appello di Brescia conferma la sentenza del primo grado di giudizio, giudicado Bossetti colpevole e condannandolo all'ergastolo. Il 12 ottobre 2018 la Corte di cassazione conferma la condanna all'ergastolo di Bossetti.