I Promessi Sposi
L'Autore
Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni nasce a Milano il 7 marzo 1785, figlio del conte Pietro Manzoni e di Giulia Beccaria, figlia d Cesare Beccaria.Dopo la separazione dei genitori, compie i suoi studi presso alcuni prestigiosi istituti religiosi, dove acquisisce una solida cultura classica. Terminata la preparazione nel 1801, inizia a frequentare i salotti letterari milanesi. In questo periodo compone i suoi primi testi poetici, che risentono dell'influsso del neoclassiciscmo.Nel 1805 si reca dalla madre a Parigi, la quale vive insieme Carlo Imbonati, che però muore poco prima del suo arrivo. A Parigi entra in contatto con la poetica romantica.Nel 1807 incontra Enrichetta Blondel, con cui si sposerà l'anno successivo.Nel 1812 si stabilisce a Milano dedicandosi all'attività lettraria. In questi anni compone gli Inni Sacri, due tragedie di ambientazione storica: Il conte di Carmagnola e Adelchi, e due odi civili: Marzo 1821 e Il cinque maggio. Intanto inizia a lavorare alla stesura del romanza Fermo e Lucia, che pubblica nel 1827 con il titolo "I Promessi Sposi". In seguito sottopone l'opera a una riflessione linguistica prendendo il modello del fiorentino parlato. La terza edizione viene pubblicata nel 1840.Negli anni successivi vive un periodo di numerosi lutti famliari: perde la moglie, quattro figlie e la madre Giulia, ma si risposa con Teresa Borri.Manzoni segue con entusiasmo tutte le fasi del Risorgimento e nel 1861 riceve la nomina a senatore del Regno d'Italia e presiede la Commissione per l'unificazione della lingua. Muore a Milano il 22 maggio 1873, all'apice della sua fama.
L'Opera (1)
Manzoni lavora alla prima edizione dei Promessi sposi tra il 1821 e il 1823. In un primo momento dà al romanzo il titolo di Fermo e Lucia, ma decide di non pubblicarlo. Negli anni seguenti l'opera viene riscritta e nel 1827 esce con il titolo I Promessi Sposi.Non ancora soddisfatto Manzoni sottopone l'opera a una profonda revisione linguistica: egli ricerca infatti una lingua nazionale che possa essere compresa da maggior numero di persone; sceglie così come modello il fiorentino parlato dai borghesi e per farlo si reca a Firenze dove effettua la cosiddetta "risciacquatura in Arno". Nel 1840 viene pubblicata l'edizione definitiva del romanzo.Quando Manzoni inizia a scrivere i Promessi Sposi sceglie il genere "romanzo" poichè essendo un genere nuovo permette di sperimentare nuove soluzioni e scrivere in maniera più libera. Infatti intende realizzare un'opera che arrivi ad un pubblico ampio tramite uno stile più semplice e immediato. In particolare il genere è quello del romanzo storico, che trova una grande affermazione a livello europeo con l'Ivanohe, scritto da Walter Scott. L'opera di Manzoni è ambientata nella Lombardia del Seicento, durante la dominazione spagnola. I potagonisti, Renzo e Lucia, vorrebbero sposarsi ma non possono a causa di Don Rodrigo. Questi personaggi non sono realmente esistiti, ma vengono descritti in modo realistico tramite la verosimiglianza: i loro atteggiamenti e comportamenti si adattano all'ambientazione e spesso si trovano ad interagire con personaggi storici.
L'Opera (2)
Il narratore è interno ed onnisciente: sa tutto della storia e dei personaggi e racconta in terza persone ricorrendo spesso all'ironia per commentare la vicenda.Per Manzoni ogni opera letteraria deve avere lo scopo di educare i lettori. Nei Promessi Sposi riflette sulla storia umana, nella quale si fronteggiano continuamente il bene e il male. La storia è interpretata da un punto di vista religioso, quindi nonostante le sofferenze agisce sempre la Provvidenza divinia. Per l'autore la salvezza degli uomini dall'ingiustizia e dalla violenza sta nella fede in Dio.I Promessi Sposi viene considerato per certi aspetti un romanzo di formazione: diversi dei personaggi della storia durante il loro percorso sono versatili e gli ostacoli trovati durante il cammino permettono loro di crescere e maturare, come ad esempio Renzo e l'Innominato.
I personaggi (1)
Fra Cristoforo
Renzo Tramaglino
Protagonista innamorato di Lucia; coraggioso, impulsivo e perseverante;Filatore di seta, imprenditore alla fine del romanzo
Prima uomo ricco, poi frate cappuccinoGiusto, deciso, aiutante dei deboli;Aiutante dei protagonisti
Cardinal Federigo Borromeo
Lucia Mondella
Protagonista innamorata di Renzo;Mite, timida ma determinata, credenteFilatrice di seta
Arcivescovo di Milano;Giusto, intelligente e altruista;Fa convertire l'Innominato
I Personaggi (2)
Don Abbondio
Don Rodrigo
Parroco del paese;Debole, inluenzabile, pauroso, molto cautoAiutatante dell'antagonista a causa della sua vigliaccheria
Signorotto del paese;Arrogante, vile e violento;Antagonista, vuole Lucia per una scommessa
Innominato
Gertrude
Signorotto dedito alla malavita;Prima violento e autorevole, poi giusto e coraggioso;Prima oppositore e poi aiutante
Monaca del convento di Monza;Tormentata, inquieta, ingiusta;Aiutante degli antagonisti, collabora al rapimento di Lucia
Altri personaggi
Agnese (madre di lucia); Perpetua (domestica di Don Abbondio;Azzeccagarbugli (avvocato, collaboratore degli antagonisti);Tonio e Gervaso (cugini di Renzo); I bravi (delinquenti al servizio dei potenti); Griso (capo dei bravi di Don Rodrigo)
Sintesi (capitoli I-VI)
IL'opera dei Promessi Sposi si apre nel paesino dei protagonisti, il 7 Novembre 1628. Don Abbondio sta camminando verso casa leggendo il breviario quando incontra due bravi. Cerca di evitarli ma loro gli sbarrano la strada dicendogli di non celebrare il matrimonio tra Renzo e Lucia, per ordine di Don Rodrigo. Il curato, spaventato, non osa disobbedire e, tornato a casa, racconta tutto a Perpetua e va a dormire. Durante la notte pensa ad una scusa per non celebrare il matrimonio, ma il giorno seguente Renzo si reca a casa sua per discutere degli ultimi dettagli sulle nozze scoprendo, però, che Don Rodrigo aveva vietato il matrimonio. Arrabbiato, il giovane si reca a casa di Lucia e, attendendo l'arrivo della sua promessa sposa, racconta tutto ad Agnese. Quest'ultima gli consiglia di andare a Lecco dall' Azzeccagarbugli. Recatosi sul luogo Renzo racconta l'accaduto, ma l'avvocato si schiera dalla parte di Don Rodrigo e il giovane, deluso, torna al suo paese. Intanto Lucia, tornata a casa, chiede a fra Galdino, un frate che stava passando tra le case a raccogliere le offerte, di avvertire fra Cristoforo della situazione.A questo punto viene raccontata la storia di fra Cristoforo, il cui vero nome è Lodovico. Era figlio di un ricco mercante, ma non si era mai integrato con la nobiltà. Un giorno, in una disputa, un nobile uccise Cristoforo, servo di Lodovico, e quest'ultimo, per cercare di difenderlo, ferì il nobile a morte. Lodovico si recò quindi in un convento di cappuccini per non rischiare la vita ma maturò la decisione di diventare frate sotto il nome di Cristoforo.Tornati al presente fra Cristoforo arriva a casa di Lucia insieme a Renzo e si fa raccontare la vicenda. Il frate decide di recarsi al palazzo di Don Rodrigo per discutere, ma questi lo insulta e lo caccia dalla sua abitazione.
Sintesi (capitoli VII-XI)
Tornato a casa a mani vuote, fra Cristoforo propone l'organizzazione di un matrimonio clandestino. Lucia è prima riluttante, ma poi accetta. Renzo con i cugini Tonio e Gervaso si reca all'osteria per discutere del matrimonio. Intanto Don Rodrigo ordina al Griso di rapire Lucia. La notte dello stesso giorno Renzo e Lucia si recano a casa di Don Abbondio di nascosto, dietro i due cugini, che il curato fa entrare convinto volessero saldare il loro debito. All'improvviso Renzo si presenta davanti al parroco e pronuncia la formula nunziale, ma Lucia non riesce a pronunciare la sua perchè viene fatta cadere dal curato che poi scappa del buio mentre i protagonisti cadono nel panico. Per dare l'allarme Don Abbondio fa suonare le campane, ma questo fa scappare i bravi che erano appostati dietro casa di Lucia per rapirla, facendoli pensare di essere stati scoperti. Dopo che tutti sono tornati a casa fra Cristoforo fa avvertire i giovani del pericolo e li consiglia di separarsi in due conventi diversi per evitare il rapimento. Lucia e Agnese si dirigono a Monza con una barca. Arrivate vengono accolte dalla signora del convento, Gertrude. Manzoni racconta qui la sua storia. Fin da piccola era stata destinata alla vita monastica dal padre e viene cresciuta in un convento. In uno dei momenti a casa si invaghisce di uno dei servi al palazzo e gli lascia un biglietto affettuoso che però viene intercettato da una serva che lo consegna al padre di Gertrude. Questi richiude la figlia in una stanza e lei, per non trascorrere così la sua vita, acconsentisce alle scelte del padre e gli scrive una lettera in cui è pronta a prendere i voti.
Dopo essersi chiusa nel convento, Gertrude conosce un giovane, Egidio, e i due diventano amanti. Un giorno però vengono scoperti da una suora che li minaccia di rivelare tutto ai superiori. Egidio allora la uccide e seppellisce il cadavere vicino al convento.Nel presente, Don Rodrigo scopre che Lucia è a Monza e ci manda il Griso. Renzo arriva a Milano dove è in atto un tumulto popolare, l'assalto ai forni, e chiede informazioni su come raggiungere il convento, ma giunto sul luogo non viene fatto entrare e inizia a gironzolare per la città. Viene spiegata qui l'origine della carestia: a causa della mancanza di cibo sono aumentati i prezzi e il cancelliere di Milano ha ribassato il prezzo del pane scatenando le proteste dei fornai.
Sintesi (capitoli XI-XXI)
Il giorno di San Martino scoppiano diversi tumulti e la folla agguerrita attacca il forno delle grucce chiedendo il pane. Il capitano di giustizia cerca di sedare la folla ma quando viene preso a sassate interviene con la forza. Reanzo si trova per caso coinvolto nella vicenda e decide di seguire gli spostamenti della folla. Arrivata la sera Renzo incontra un gruppo di rivoltosi discutere e prende parte al dibattito, non sapendo che uno di loro è un poliziotto travestito. Questi lo accompagna in un osteria dove il protagonista si ubriaca e rivela nome e cognome all'oste cadendo nella trappola del poliziotto. L'oste porta quindi Renzo in una stanza e lo mette a letto, poi va al palazzo di giustizia per denunciarlo. La mattina seguente Renzo viene arrestato dal notaio criminale e viene condotto fuori dalla locanda. Qui il giovane cerca di attirare l'attenzione dei popolani dicendo di essere in quelle condizioni perchè aveva partecipato alla rivolta. La folla si riversa quindi sui poliziotti che scappano lasciando libero il il prigioniero. Renzo decide di lasciare Milano e raggiungere il confine con Bergamo, dove vive il cugino Bortolo. La mattina del 13 novembre arriva finalmente al fiume Adda e riesce ad attraversare il fiume grazie all'aiuto di un pescatore.Si ritrova finalmente al confine di Bergamo, anch'essa devastata dalla carestie e raggiunge il paese del cugino, che trova in un filatoio e il quale chiede al suo padrone di trovare una sistemazione per Renzo.
Intanto il Griso riferisce a Don Rodrigo che Lucia si trova al convento di Monza e il signorotto si mette in cammino con quattro bravi e il loro capo per andare a chiedere aiuto all'Innominato. Arrivato al suo castello gli fa sapere della scommessa e questi accetta di aiutarlo. Invia quindi il Nibbio a parlare con Egidio del rapimento, sapendo che così avrebbe avuto la complicità di Gertrude. Questa infatti con l'inganno fa uscire Lucia dal convento per andare a consegnare una lettera ad un frate ma viene presa dal Nibbio e chiusa in una carrozza diretta al castello dell'Innominato. Arrivatavi, Lucia viene accolta da una vecchia e portata in una stanza. L'Innominato le fa poi visita e lei invoca pietà nel nome di Dio chiedendo di essere uccisa. Lui, scosso, promette di liberarla l'indomani e se ne va. Durante la notte Lucia fa un voto di castità alla Madonna chiedendo di aver salva la vita, l'Innominato non riesce a dormire pensando a tutto il male che aveva commesso pentendosi e ripensando alle parole della ragazza. Quando è quasi giunta l'alba sente suonare delle campane e si affaccia alla finestra vedendo una grande folla.
Sintesi (capitoli XXI-XXIX)
L'Innominato viene a sapere che il fermento nel paese è dovuto all'arrivo del cardinale Borromeo, arcivescovo di Milano, e decide di andare a parlargli sperando di ricevere un po' di conforto. Giunto a casa del curato chiede di entrare e il cappellano Crocifero va ad avvisare il cardinale del suo arrivo. Entrato in casa i due iniziano a parlare e Borromeo invita l'Innominato a confessarsi e pentirsi per riconciliarssi con Dio. Il bandito scoppia a piangere e abbraccia il cardinale pronto a rimediare agli errori del presente confessando del rapimento di Lucia. Borromeo chiama quindi Don Abbondo, che si trova nella stanza accanto, ordinandogli di andare insieme all'Innominato a liberare la giovane. Arrivati al castello il curato bussa alla porta dove è rinchiusa dicendole che è libera e arriva subito dopo il pentito a confermare che può tornare a casa. A questo punto Lucia viene ospitata nella casa del sarto, che era giunto lì insieme a Don Abbondio, e poco dopo aver mangiato fa la sua comparsa Agnese seguita poi dal cardinale Borromeo che promette la sua protezione da Don Rodrigo. L'Innominato raduna i bravi nel suo castello e gli comunica che solo chi vivrà nella misericordia potrà rimanere nel castello. Alla casa del sarto arrivano donna Prassede e Don Ferrante, nobili milanesi che offrono ospitalità a Lucia e ad Agnese le quali, prima, tornano al loro paese dove si trova il cardinale per parlargli dell'accaduto e questi consiglia di traferirsi a Milano. Borromeo poi si reca a casa di Don Abbondio per interrogarlo sull'annullamento del matrimonio e lo rimprovera per essere stato agli ordini di Don Rodrigo. Donna Prassede
giunge al paese per portare con sè madre e figlia. L'Innominato fa avere al cardinale cento scudi d'oro da dare ad Agnese per il dolore provocato ma Lucia propone di dividerli con Renzo come risarcimento per le mancate nozze dopo il voto. Il giovane però è svanito nel nulla e ha assunto l'identità di Antonio Rivolta perchè ancora ricercato dalle guardie. Renzo fa scrivere una lettera da inviare ad un amico di Lecco per farla poi giungere da Agnese in cui spiega della sua fuga. La donna però gli invia i cinquanta scudi facendogli sapere che il matrimonio non è possibile a causa del voto. Intanto a Milano continuano i tumulti e riesplode una carestia che porta alla mancanza di igiene e alla diffusione di epidemie. I malati vengono portati nel lazzaretto, un posto fuori dalla città. Nel frattempo arrivano nel ducato di Milano i lanzichenecchi, che per otto giorni saccheggiano ogni villaggio e sono noti per avere appestati tra le loro fila. La notizia del passaggio dei soldati arriva pure nel paese di Renzo e Lucia e qui Agnese, Don Abbondio e Perpetua decidono di mettersi in viaggio per cercare ospitalità nel castello dell'Innominato fermandosi a pranzo alla casa del sarto. L'ex bandito fa sparger voce che chiunque avesse voluto si sarebbe potuto rifugiare nella sua fortezza.
Sintesi (capitoli XXX-XXXV)
Don Abbondio, Perpetua e Agnese rimangono nel castello dell'Innominato per 23/24 giorni vivendo in tranquillità. Quando il pericolo sembra essere passato tornano al loro paese e gli vengono donati dei soldi per riparare ai danni che potrebbero trovare nelle loro case che sono state perlopiù saccheggiate e devastate. L'epidemia di peste inizia a diffondersi nel territorio di Lecco dopo il passaggio dei Lanzichenecchi e continua a dilagare nel territorio di Milano e cominciano a serpeggiare idee false, come quella degli untori, persone che deliberatamente spargono il morbo della peste. Nel giugno del 1630 il cardinale Borromeo viene costretto ad organizzare una processione portando per la città il corpo di San Carlo, ma dal giorno successivo i malati iniziano ad aumentare a causa della confusione. I lazzaretti sono ormai pieni e i monatti (persone che si occupano di portare via i morti) sono sempre di meno. Gli ecclesiastici portano aiuto soccorrendo i malati, portando sostegno a chi è in lutto e organizzando sepolture. Tornato da una serata con gli amici Don Rodrigo si mette a letto e, dopo un incubo, si sveglia accorgendosi di un bubbone sotto l'ascella. Ordina al Griso di chiamare il Chiodo per farsi tornare. Il capo dei suoi bravi torna però a casa con due monatti che, dopo essersi divisi i beni del signore, lo portano al lazzaretto. Anche il Griso però contrae la peste dai panni del padrone e muore. Anche Renzo si ammala di peste ma guarisce rendendosi immune. Cercando Lucia torna al suo paese e trova Don Abbondio che gli comunica della sorte di Don Rodrigo, della morte di Perpetua e del fatto che Agnese sia da alcuni parenti. Il giovane si ferma a mangiare a casa di un amico il quale gli fa sapere che Lucia è ospite di donna Prassede a Milano
e il podestà che aveva inviato il mandato di cattura è morto. Il mattino seguente Renzo giunge al capoluogo lombardo dove chiede informazioni sulla casa di Don Ferrante. Sul suo cammino una scena lo commuove particolarmente: una donna tiene in mano una bambina ben vestita e pettinata e chiede ai monatti di lasciargliela posare sul carro chiedendo che la figlia, il cui nome è Cecilia, venga seppellita senza essere denudata, poi chiede di ripassare la sera a prendere il suo corpo e quello dell'altra figlia, su cui sono visibili i segni della peste. Renzo continua per la sua via e giunto a casa di Don Ferrante scopre che Lucia è al lazzaretto perchè ha contratto il morbo. Sale su un carro dei monatti, da cui è disgustato per il modo di trattare i cadaveri, e arriva al lazzaretto. Qui incontra fra Cristoforo e lo informa di tutto ciò che è accaduto, poi il frate lo invita a cercare Lucia tra i guariti che stanno per uscire dal lazzaretto, non prima però di averlo portato da Don Rodrigo invitandolo di avere pietà e compassione del nemico.
Sintesi (capitoli XXXVI-XXXVIII)
Renzo si reca alla processione dei guariti dove, però, non trova l'amata. Inizia quindi a cercarla nel quartiere delle donne dove sente la sua voce provenire da una capanna. Entrato scopre che Lucia è viva e in salute, ma lei lo manda via ricordandogli sel voto di castità fatto alla madonna. Renzo, disperato, chiede aiuto a fra Cristoforo il quale andando a parlare con la ragazza le dice che la promessa fatta il precedenza al suo amato contrasta il voto fatto alla madonna e che se i suoi sentimenti sono rimasti immutati lui può sciogliere il foto. Lucia chiede quindi di annullare la promessa fatta mentre era al castello dell'Innominato. Il frate invita poi i due amanti a perdonare Don Rodrigo per i mali fatti in passato e dona loro il pane del perdono. A questo punto Lucia rimane al lazzaretto per completare la guarigione e Renzo si dirige al suo paese. Una volta giuntovi ritrova l'amico che l'aveva ospitato il giorno prima e gli chiede di essere suo testimone di nozze. Poi si incammina verso Pasturo, dove si era rifugiata Agnese, e la informa di quanto accaduto al lazzaretto. Fatto ciò decide di tornare nel bergamasco dal cugino Bortolo, dicendogli che avrebbe intenzione di traferirsi lì dopo il matrimonio, avendo già un lavoro avviato. Infine Renzo si reca di nuovo al suo paese, dove riprende la vita di tutti i giorni. Lucia, guarita, fìfa la quarantena alla casa della mercatessa di Milano e viene a conoscenza delle sorti dei vari personaggi: Gertrude è stata arrestata sotto
ordine del cardinale Borromeo e fra Cristoforo è morto di peste, così come donna Prassede e don Ferrante. Lucia torna poi finalmente al suo paese dove si ricongiunge con la madre Agnese e l'amato Renzo e si reca a casa di Don Abbondio per fissare la data del matrimonio. Quest'ultimo, però , non è convinto della morte di Don Rodrigo e inizia ad accampare scuse. A convincerlo ci pensa un marchese che ha preso possesso del palazzotto del signorotto e conferma che il nobile è morto. Il giorno seguente compare a casa di Don Abbondio l'erede di Don Rodrigo, che si mostra dispiaciuto di quanto accaduto e pronto ad aiutare economicamente Renzo comprando le terre ce aveva messo in vendita. Il giorno dopo Renzo e Lucia diventano finalmente marito e moglie e, con i soldi ricavati, partono per il bergamasco dove trovano un affare d'oro: il padrone di un filatoio è morto e il figlio la vuole vendere ad ogni costo. Renzo quindi ne approfitta per acquistare la filanda. La vita degli sposi va al meglio, gli affari vanno alla grande e la famiglia si allarga: oltre alla primogenita, Maria, i due coniugi avranno altri figli a cui verrà insegnato a laggere e a scrivere.
Promessi Sposi
Mariano Santorelli
Created on January 4, 2024
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I Promessi Sposi
L'Autore
Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni nasce a Milano il 7 marzo 1785, figlio del conte Pietro Manzoni e di Giulia Beccaria, figlia d Cesare Beccaria.Dopo la separazione dei genitori, compie i suoi studi presso alcuni prestigiosi istituti religiosi, dove acquisisce una solida cultura classica. Terminata la preparazione nel 1801, inizia a frequentare i salotti letterari milanesi. In questo periodo compone i suoi primi testi poetici, che risentono dell'influsso del neoclassiciscmo.Nel 1805 si reca dalla madre a Parigi, la quale vive insieme Carlo Imbonati, che però muore poco prima del suo arrivo. A Parigi entra in contatto con la poetica romantica.Nel 1807 incontra Enrichetta Blondel, con cui si sposerà l'anno successivo.Nel 1812 si stabilisce a Milano dedicandosi all'attività lettraria. In questi anni compone gli Inni Sacri, due tragedie di ambientazione storica: Il conte di Carmagnola e Adelchi, e due odi civili: Marzo 1821 e Il cinque maggio. Intanto inizia a lavorare alla stesura del romanza Fermo e Lucia, che pubblica nel 1827 con il titolo "I Promessi Sposi". In seguito sottopone l'opera a una riflessione linguistica prendendo il modello del fiorentino parlato. La terza edizione viene pubblicata nel 1840.Negli anni successivi vive un periodo di numerosi lutti famliari: perde la moglie, quattro figlie e la madre Giulia, ma si risposa con Teresa Borri.Manzoni segue con entusiasmo tutte le fasi del Risorgimento e nel 1861 riceve la nomina a senatore del Regno d'Italia e presiede la Commissione per l'unificazione della lingua. Muore a Milano il 22 maggio 1873, all'apice della sua fama.
L'Opera (1)
Manzoni lavora alla prima edizione dei Promessi sposi tra il 1821 e il 1823. In un primo momento dà al romanzo il titolo di Fermo e Lucia, ma decide di non pubblicarlo. Negli anni seguenti l'opera viene riscritta e nel 1827 esce con il titolo I Promessi Sposi.Non ancora soddisfatto Manzoni sottopone l'opera a una profonda revisione linguistica: egli ricerca infatti una lingua nazionale che possa essere compresa da maggior numero di persone; sceglie così come modello il fiorentino parlato dai borghesi e per farlo si reca a Firenze dove effettua la cosiddetta "risciacquatura in Arno". Nel 1840 viene pubblicata l'edizione definitiva del romanzo.Quando Manzoni inizia a scrivere i Promessi Sposi sceglie il genere "romanzo" poichè essendo un genere nuovo permette di sperimentare nuove soluzioni e scrivere in maniera più libera. Infatti intende realizzare un'opera che arrivi ad un pubblico ampio tramite uno stile più semplice e immediato. In particolare il genere è quello del romanzo storico, che trova una grande affermazione a livello europeo con l'Ivanohe, scritto da Walter Scott. L'opera di Manzoni è ambientata nella Lombardia del Seicento, durante la dominazione spagnola. I potagonisti, Renzo e Lucia, vorrebbero sposarsi ma non possono a causa di Don Rodrigo. Questi personaggi non sono realmente esistiti, ma vengono descritti in modo realistico tramite la verosimiglianza: i loro atteggiamenti e comportamenti si adattano all'ambientazione e spesso si trovano ad interagire con personaggi storici.
L'Opera (2)
Il narratore è interno ed onnisciente: sa tutto della storia e dei personaggi e racconta in terza persone ricorrendo spesso all'ironia per commentare la vicenda.Per Manzoni ogni opera letteraria deve avere lo scopo di educare i lettori. Nei Promessi Sposi riflette sulla storia umana, nella quale si fronteggiano continuamente il bene e il male. La storia è interpretata da un punto di vista religioso, quindi nonostante le sofferenze agisce sempre la Provvidenza divinia. Per l'autore la salvezza degli uomini dall'ingiustizia e dalla violenza sta nella fede in Dio.I Promessi Sposi viene considerato per certi aspetti un romanzo di formazione: diversi dei personaggi della storia durante il loro percorso sono versatili e gli ostacoli trovati durante il cammino permettono loro di crescere e maturare, come ad esempio Renzo e l'Innominato.
I personaggi (1)
Fra Cristoforo
Renzo Tramaglino
Protagonista innamorato di Lucia; coraggioso, impulsivo e perseverante;Filatore di seta, imprenditore alla fine del romanzo
Prima uomo ricco, poi frate cappuccinoGiusto, deciso, aiutante dei deboli;Aiutante dei protagonisti
Cardinal Federigo Borromeo
Lucia Mondella
Protagonista innamorata di Renzo;Mite, timida ma determinata, credenteFilatrice di seta
Arcivescovo di Milano;Giusto, intelligente e altruista;Fa convertire l'Innominato
I Personaggi (2)
Don Abbondio
Don Rodrigo
Parroco del paese;Debole, inluenzabile, pauroso, molto cautoAiutatante dell'antagonista a causa della sua vigliaccheria
Signorotto del paese;Arrogante, vile e violento;Antagonista, vuole Lucia per una scommessa
Innominato
Gertrude
Signorotto dedito alla malavita;Prima violento e autorevole, poi giusto e coraggioso;Prima oppositore e poi aiutante
Monaca del convento di Monza;Tormentata, inquieta, ingiusta;Aiutante degli antagonisti, collabora al rapimento di Lucia
Altri personaggi
Agnese (madre di lucia); Perpetua (domestica di Don Abbondio;Azzeccagarbugli (avvocato, collaboratore degli antagonisti);Tonio e Gervaso (cugini di Renzo); I bravi (delinquenti al servizio dei potenti); Griso (capo dei bravi di Don Rodrigo)
Sintesi (capitoli I-VI)
IL'opera dei Promessi Sposi si apre nel paesino dei protagonisti, il 7 Novembre 1628. Don Abbondio sta camminando verso casa leggendo il breviario quando incontra due bravi. Cerca di evitarli ma loro gli sbarrano la strada dicendogli di non celebrare il matrimonio tra Renzo e Lucia, per ordine di Don Rodrigo. Il curato, spaventato, non osa disobbedire e, tornato a casa, racconta tutto a Perpetua e va a dormire. Durante la notte pensa ad una scusa per non celebrare il matrimonio, ma il giorno seguente Renzo si reca a casa sua per discutere degli ultimi dettagli sulle nozze scoprendo, però, che Don Rodrigo aveva vietato il matrimonio. Arrabbiato, il giovane si reca a casa di Lucia e, attendendo l'arrivo della sua promessa sposa, racconta tutto ad Agnese. Quest'ultima gli consiglia di andare a Lecco dall' Azzeccagarbugli. Recatosi sul luogo Renzo racconta l'accaduto, ma l'avvocato si schiera dalla parte di Don Rodrigo e il giovane, deluso, torna al suo paese. Intanto Lucia, tornata a casa, chiede a fra Galdino, un frate che stava passando tra le case a raccogliere le offerte, di avvertire fra Cristoforo della situazione.A questo punto viene raccontata la storia di fra Cristoforo, il cui vero nome è Lodovico. Era figlio di un ricco mercante, ma non si era mai integrato con la nobiltà. Un giorno, in una disputa, un nobile uccise Cristoforo, servo di Lodovico, e quest'ultimo, per cercare di difenderlo, ferì il nobile a morte. Lodovico si recò quindi in un convento di cappuccini per non rischiare la vita ma maturò la decisione di diventare frate sotto il nome di Cristoforo.Tornati al presente fra Cristoforo arriva a casa di Lucia insieme a Renzo e si fa raccontare la vicenda. Il frate decide di recarsi al palazzo di Don Rodrigo per discutere, ma questi lo insulta e lo caccia dalla sua abitazione.
Sintesi (capitoli VII-XI)
Tornato a casa a mani vuote, fra Cristoforo propone l'organizzazione di un matrimonio clandestino. Lucia è prima riluttante, ma poi accetta. Renzo con i cugini Tonio e Gervaso si reca all'osteria per discutere del matrimonio. Intanto Don Rodrigo ordina al Griso di rapire Lucia. La notte dello stesso giorno Renzo e Lucia si recano a casa di Don Abbondio di nascosto, dietro i due cugini, che il curato fa entrare convinto volessero saldare il loro debito. All'improvviso Renzo si presenta davanti al parroco e pronuncia la formula nunziale, ma Lucia non riesce a pronunciare la sua perchè viene fatta cadere dal curato che poi scappa del buio mentre i protagonisti cadono nel panico. Per dare l'allarme Don Abbondio fa suonare le campane, ma questo fa scappare i bravi che erano appostati dietro casa di Lucia per rapirla, facendoli pensare di essere stati scoperti. Dopo che tutti sono tornati a casa fra Cristoforo fa avvertire i giovani del pericolo e li consiglia di separarsi in due conventi diversi per evitare il rapimento. Lucia e Agnese si dirigono a Monza con una barca. Arrivate vengono accolte dalla signora del convento, Gertrude. Manzoni racconta qui la sua storia. Fin da piccola era stata destinata alla vita monastica dal padre e viene cresciuta in un convento. In uno dei momenti a casa si invaghisce di uno dei servi al palazzo e gli lascia un biglietto affettuoso che però viene intercettato da una serva che lo consegna al padre di Gertrude. Questi richiude la figlia in una stanza e lei, per non trascorrere così la sua vita, acconsentisce alle scelte del padre e gli scrive una lettera in cui è pronta a prendere i voti.
Dopo essersi chiusa nel convento, Gertrude conosce un giovane, Egidio, e i due diventano amanti. Un giorno però vengono scoperti da una suora che li minaccia di rivelare tutto ai superiori. Egidio allora la uccide e seppellisce il cadavere vicino al convento.Nel presente, Don Rodrigo scopre che Lucia è a Monza e ci manda il Griso. Renzo arriva a Milano dove è in atto un tumulto popolare, l'assalto ai forni, e chiede informazioni su come raggiungere il convento, ma giunto sul luogo non viene fatto entrare e inizia a gironzolare per la città. Viene spiegata qui l'origine della carestia: a causa della mancanza di cibo sono aumentati i prezzi e il cancelliere di Milano ha ribassato il prezzo del pane scatenando le proteste dei fornai.
Sintesi (capitoli XI-XXI)
Il giorno di San Martino scoppiano diversi tumulti e la folla agguerrita attacca il forno delle grucce chiedendo il pane. Il capitano di giustizia cerca di sedare la folla ma quando viene preso a sassate interviene con la forza. Reanzo si trova per caso coinvolto nella vicenda e decide di seguire gli spostamenti della folla. Arrivata la sera Renzo incontra un gruppo di rivoltosi discutere e prende parte al dibattito, non sapendo che uno di loro è un poliziotto travestito. Questi lo accompagna in un osteria dove il protagonista si ubriaca e rivela nome e cognome all'oste cadendo nella trappola del poliziotto. L'oste porta quindi Renzo in una stanza e lo mette a letto, poi va al palazzo di giustizia per denunciarlo. La mattina seguente Renzo viene arrestato dal notaio criminale e viene condotto fuori dalla locanda. Qui il giovane cerca di attirare l'attenzione dei popolani dicendo di essere in quelle condizioni perchè aveva partecipato alla rivolta. La folla si riversa quindi sui poliziotti che scappano lasciando libero il il prigioniero. Renzo decide di lasciare Milano e raggiungere il confine con Bergamo, dove vive il cugino Bortolo. La mattina del 13 novembre arriva finalmente al fiume Adda e riesce ad attraversare il fiume grazie all'aiuto di un pescatore.Si ritrova finalmente al confine di Bergamo, anch'essa devastata dalla carestie e raggiunge il paese del cugino, che trova in un filatoio e il quale chiede al suo padrone di trovare una sistemazione per Renzo.
Intanto il Griso riferisce a Don Rodrigo che Lucia si trova al convento di Monza e il signorotto si mette in cammino con quattro bravi e il loro capo per andare a chiedere aiuto all'Innominato. Arrivato al suo castello gli fa sapere della scommessa e questi accetta di aiutarlo. Invia quindi il Nibbio a parlare con Egidio del rapimento, sapendo che così avrebbe avuto la complicità di Gertrude. Questa infatti con l'inganno fa uscire Lucia dal convento per andare a consegnare una lettera ad un frate ma viene presa dal Nibbio e chiusa in una carrozza diretta al castello dell'Innominato. Arrivatavi, Lucia viene accolta da una vecchia e portata in una stanza. L'Innominato le fa poi visita e lei invoca pietà nel nome di Dio chiedendo di essere uccisa. Lui, scosso, promette di liberarla l'indomani e se ne va. Durante la notte Lucia fa un voto di castità alla Madonna chiedendo di aver salva la vita, l'Innominato non riesce a dormire pensando a tutto il male che aveva commesso pentendosi e ripensando alle parole della ragazza. Quando è quasi giunta l'alba sente suonare delle campane e si affaccia alla finestra vedendo una grande folla.
Sintesi (capitoli XXI-XXIX)
L'Innominato viene a sapere che il fermento nel paese è dovuto all'arrivo del cardinale Borromeo, arcivescovo di Milano, e decide di andare a parlargli sperando di ricevere un po' di conforto. Giunto a casa del curato chiede di entrare e il cappellano Crocifero va ad avvisare il cardinale del suo arrivo. Entrato in casa i due iniziano a parlare e Borromeo invita l'Innominato a confessarsi e pentirsi per riconciliarssi con Dio. Il bandito scoppia a piangere e abbraccia il cardinale pronto a rimediare agli errori del presente confessando del rapimento di Lucia. Borromeo chiama quindi Don Abbondo, che si trova nella stanza accanto, ordinandogli di andare insieme all'Innominato a liberare la giovane. Arrivati al castello il curato bussa alla porta dove è rinchiusa dicendole che è libera e arriva subito dopo il pentito a confermare che può tornare a casa. A questo punto Lucia viene ospitata nella casa del sarto, che era giunto lì insieme a Don Abbondio, e poco dopo aver mangiato fa la sua comparsa Agnese seguita poi dal cardinale Borromeo che promette la sua protezione da Don Rodrigo. L'Innominato raduna i bravi nel suo castello e gli comunica che solo chi vivrà nella misericordia potrà rimanere nel castello. Alla casa del sarto arrivano donna Prassede e Don Ferrante, nobili milanesi che offrono ospitalità a Lucia e ad Agnese le quali, prima, tornano al loro paese dove si trova il cardinale per parlargli dell'accaduto e questi consiglia di traferirsi a Milano. Borromeo poi si reca a casa di Don Abbondio per interrogarlo sull'annullamento del matrimonio e lo rimprovera per essere stato agli ordini di Don Rodrigo. Donna Prassede
giunge al paese per portare con sè madre e figlia. L'Innominato fa avere al cardinale cento scudi d'oro da dare ad Agnese per il dolore provocato ma Lucia propone di dividerli con Renzo come risarcimento per le mancate nozze dopo il voto. Il giovane però è svanito nel nulla e ha assunto l'identità di Antonio Rivolta perchè ancora ricercato dalle guardie. Renzo fa scrivere una lettera da inviare ad un amico di Lecco per farla poi giungere da Agnese in cui spiega della sua fuga. La donna però gli invia i cinquanta scudi facendogli sapere che il matrimonio non è possibile a causa del voto. Intanto a Milano continuano i tumulti e riesplode una carestia che porta alla mancanza di igiene e alla diffusione di epidemie. I malati vengono portati nel lazzaretto, un posto fuori dalla città. Nel frattempo arrivano nel ducato di Milano i lanzichenecchi, che per otto giorni saccheggiano ogni villaggio e sono noti per avere appestati tra le loro fila. La notizia del passaggio dei soldati arriva pure nel paese di Renzo e Lucia e qui Agnese, Don Abbondio e Perpetua decidono di mettersi in viaggio per cercare ospitalità nel castello dell'Innominato fermandosi a pranzo alla casa del sarto. L'ex bandito fa sparger voce che chiunque avesse voluto si sarebbe potuto rifugiare nella sua fortezza.
Sintesi (capitoli XXX-XXXV)
Don Abbondio, Perpetua e Agnese rimangono nel castello dell'Innominato per 23/24 giorni vivendo in tranquillità. Quando il pericolo sembra essere passato tornano al loro paese e gli vengono donati dei soldi per riparare ai danni che potrebbero trovare nelle loro case che sono state perlopiù saccheggiate e devastate. L'epidemia di peste inizia a diffondersi nel territorio di Lecco dopo il passaggio dei Lanzichenecchi e continua a dilagare nel territorio di Milano e cominciano a serpeggiare idee false, come quella degli untori, persone che deliberatamente spargono il morbo della peste. Nel giugno del 1630 il cardinale Borromeo viene costretto ad organizzare una processione portando per la città il corpo di San Carlo, ma dal giorno successivo i malati iniziano ad aumentare a causa della confusione. I lazzaretti sono ormai pieni e i monatti (persone che si occupano di portare via i morti) sono sempre di meno. Gli ecclesiastici portano aiuto soccorrendo i malati, portando sostegno a chi è in lutto e organizzando sepolture. Tornato da una serata con gli amici Don Rodrigo si mette a letto e, dopo un incubo, si sveglia accorgendosi di un bubbone sotto l'ascella. Ordina al Griso di chiamare il Chiodo per farsi tornare. Il capo dei suoi bravi torna però a casa con due monatti che, dopo essersi divisi i beni del signore, lo portano al lazzaretto. Anche il Griso però contrae la peste dai panni del padrone e muore. Anche Renzo si ammala di peste ma guarisce rendendosi immune. Cercando Lucia torna al suo paese e trova Don Abbondio che gli comunica della sorte di Don Rodrigo, della morte di Perpetua e del fatto che Agnese sia da alcuni parenti. Il giovane si ferma a mangiare a casa di un amico il quale gli fa sapere che Lucia è ospite di donna Prassede a Milano
e il podestà che aveva inviato il mandato di cattura è morto. Il mattino seguente Renzo giunge al capoluogo lombardo dove chiede informazioni sulla casa di Don Ferrante. Sul suo cammino una scena lo commuove particolarmente: una donna tiene in mano una bambina ben vestita e pettinata e chiede ai monatti di lasciargliela posare sul carro chiedendo che la figlia, il cui nome è Cecilia, venga seppellita senza essere denudata, poi chiede di ripassare la sera a prendere il suo corpo e quello dell'altra figlia, su cui sono visibili i segni della peste. Renzo continua per la sua via e giunto a casa di Don Ferrante scopre che Lucia è al lazzaretto perchè ha contratto il morbo. Sale su un carro dei monatti, da cui è disgustato per il modo di trattare i cadaveri, e arriva al lazzaretto. Qui incontra fra Cristoforo e lo informa di tutto ciò che è accaduto, poi il frate lo invita a cercare Lucia tra i guariti che stanno per uscire dal lazzaretto, non prima però di averlo portato da Don Rodrigo invitandolo di avere pietà e compassione del nemico.
Sintesi (capitoli XXXVI-XXXVIII)
Renzo si reca alla processione dei guariti dove, però, non trova l'amata. Inizia quindi a cercarla nel quartiere delle donne dove sente la sua voce provenire da una capanna. Entrato scopre che Lucia è viva e in salute, ma lei lo manda via ricordandogli sel voto di castità fatto alla madonna. Renzo, disperato, chiede aiuto a fra Cristoforo il quale andando a parlare con la ragazza le dice che la promessa fatta il precedenza al suo amato contrasta il voto fatto alla madonna e che se i suoi sentimenti sono rimasti immutati lui può sciogliere il foto. Lucia chiede quindi di annullare la promessa fatta mentre era al castello dell'Innominato. Il frate invita poi i due amanti a perdonare Don Rodrigo per i mali fatti in passato e dona loro il pane del perdono. A questo punto Lucia rimane al lazzaretto per completare la guarigione e Renzo si dirige al suo paese. Una volta giuntovi ritrova l'amico che l'aveva ospitato il giorno prima e gli chiede di essere suo testimone di nozze. Poi si incammina verso Pasturo, dove si era rifugiata Agnese, e la informa di quanto accaduto al lazzaretto. Fatto ciò decide di tornare nel bergamasco dal cugino Bortolo, dicendogli che avrebbe intenzione di traferirsi lì dopo il matrimonio, avendo già un lavoro avviato. Infine Renzo si reca di nuovo al suo paese, dove riprende la vita di tutti i giorni. Lucia, guarita, fìfa la quarantena alla casa della mercatessa di Milano e viene a conoscenza delle sorti dei vari personaggi: Gertrude è stata arrestata sotto
ordine del cardinale Borromeo e fra Cristoforo è morto di peste, così come donna Prassede e don Ferrante. Lucia torna poi finalmente al suo paese dove si ricongiunge con la madre Agnese e l'amato Renzo e si reca a casa di Don Abbondio per fissare la data del matrimonio. Quest'ultimo, però , non è convinto della morte di Don Rodrigo e inizia ad accampare scuse. A convincerlo ci pensa un marchese che ha preso possesso del palazzotto del signorotto e conferma che il nobile è morto. Il giorno seguente compare a casa di Don Abbondio l'erede di Don Rodrigo, che si mostra dispiaciuto di quanto accaduto e pronto ad aiutare economicamente Renzo comprando le terre ce aveva messo in vendita. Il giorno dopo Renzo e Lucia diventano finalmente marito e moglie e, con i soldi ricavati, partono per il bergamasco dove trovano un affare d'oro: il padrone di un filatoio è morto e il figlio la vuole vendere ad ogni costo. Renzo quindi ne approfitta per acquistare la filanda. La vita degli sposi va al meglio, gli affari vanno alla grande e la famiglia si allarga: oltre alla primogenita, Maria, i due coniugi avranno altri figli a cui verrà insegnato a laggere e a scrivere.