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Presentazion su Modena-l'età comunale, basso medioevo

annarella.caprio08

Created on January 3, 2024

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Transcript

Il comune di modena

L'età comunale, la storia del comune di Modena

Caprio anna iiiacas: 2023/24

Indice

1. Modena nell'alto medioevo

2. L'età comunale

3. Modena tra XI/XIII secolo

4. Istituzioni politiche-i comuni

5. L'economia nell'età comunale

6. Architetture e monummenti medievali a Modena

7. Fine età comunale

3. modena nell'alto medioevo

I primi secoli successivi alla morte di Cristo, furono un periodo buio per Modena come per molte altre città italiane. Verso la fine del IV secolo emerge la figura del vescovo Geminiano, oggi santo patrono della città , a cui sono attribuite molte vicende successive. Tra il VI e il VIII secolo Modena è un avamposto del regno longobardo, era funestata da periodiche inondazioni dei fiumi Secchia e Panaro e abbandonata dagli abitanti,

2. L'ETà COMUNALE

Nel XI secolo l'Italia (in particolare la zona centro- settentrionale) è soggetta a un importante cambiamento. Abbiamo il passaggio dall'età feudale all'età comunale.

LA NASCITA DEI COMUNIIn questo periodo nascono i borghi, abitati da uomini che avevano smesso di essere residenti all'interno di un feudo, che presto diverranno mercanti; contemporaneamente nascono anche le fiere, fulcri di scambi commerciali, che nel corso dei due secoli successivi, evolvendosi, daranno vita a centri abitati chiamati comuni; inizieranno ad assumere sempre più poteri politici che spettavano all'imperatore; questo scatenò grande disappunto e timpore nei feudatari e nell'imperatore del sacro romano impero, Federico Barbarossa.

3. tra xi e xiii secolo

La storia di Modena tra il 1100 e il 1300 è un susseguirsi incessante di guerre esterne ed interne.Il 9 giugno 1099 iniziarono i lavori per la costruzione della nuova cattedrale, proprio in quel periodo, all'inizio del XII, si possoo datare le notizie sulla nascita del libero comune A metà del XII secolo Modena ospitò l’Imperatore Federico Barbarossa, mentre, a seguito dell’ingresso nella Lega Lombarda. In quel torno di anni (1175), viene fondata l'università.

3. tra xi e xiii secolo

I conflitti a Modena iniziarono ad essere non solo ta le città, ma anche tra cittadini, a causa delle divisioni tra guelfi e ghibellini, e il potere che volevano esercitare le famiglie nobili del comune. Queste due fazioni presero il nome delle famiglie che le capitanavano: gli Aigoni erano guelfi, mentre i Grasolfi ghibellini.

Alla fase consolare seguì poi una fase detta podestarile: il podestà era funzionario di mestiere con compiti di amministrazione del territorio comunale. Furono soprattutto le grandi famiglie di nobili a studiare e a specializzarsi per divenire podestà in modo da acquisire maggiore potere nel quadro del territorio comunale.

4. le istituzioni politiche- i comuni

Il governo del Comune era basato su un Consiglio generale cittadino che eleggeva dei magistrati, detti consoli, incaricati della reggenza. All'interno di questo organo collegiale le deliberazioni erano considerate valide in virtù di un corretto sviluppo della procedura.

5. L'economia in età comunale

A differenza dell'economia feudale, basata sulle attività agricole interne al feudo e su un contatto quasi inesistente con il mondo e sterno, l'economia comunale fonda le sue attività sulla produzione di merci e sugli scambi. La rifioritura dei comuni dunque favorì una grande crescita economica.

Le città erano caratterizzate da una economia aperta e dinamica e da una struttura sociale nella quale il singolo individuo può, con le sue doti personali, muoversi tra le diverse classi.

6. Architetture e monumenti principali

ABBAZIA DI NONANTOLA

CHIESA DI SAN FRANCESCO

TORRE DELLA GHIRLANDINA

PIAZZA GRANDE

IL DUOMO

7. La fine dell'età comunale e la crisi dei comuni

L'istituzione comunale entrò in crisi tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo. All'origine della crisi si collocano i contrasti sociali interni, che finirono col logorare progressivamente la tenuta delle antiche magistrature comunali. Il tentativo di affermare i propri diritti, sottraendoli alle famiglie aristocratiche, portò a varare le legislazioni, che impedivano l'esercizio dei pubblici uffici a coloro che fossero dichiarati "magnate", comportando l'allontanamento dalla vita pubblica di tutte le famiglie di antica aristocrazia.

IL DUOMO

Capolavoro dello stile romanico, la cattedrale è stata edificata dall'architetto Lanfranco nel sito del sepolcro di san Geminiano, patrono di Modena, dove in precedenza, a partire dal V secolo, erano state già erette due chiese. Nella cripta del duomo si trovano le reliquie del santo.

L'abbazia di Nonantola è l'edificio monastico che fu sede di un'importante abbazia benedettina nel comune di Nonantola in provincia di Modena. Era una delle tappe della Via Romea Nonantolana, che deriva il nome proprio dall'abbazia modenese.Il luogo più affascinante è la sua cripta dove 64 colonne decorate con bellissimi capitelli, alcuni addirittura di epoca Longobarda, filtrano la luce in modo suggestivo. È qui che sono custodite le reliquie di Sant'Anselmo, il fondatore.

ABBAZIA DI NONANTOLA

PIAZZA GRANDE

La Piazza del Duomo, nata nel XII secolo, ha assunto l’appellativo di Grande dalla seconda metà del XVII secolo. È da sempre il luogo da cui si gestisce il potere politico dei rappresentanti dei cittadini, ma anche quello religioso.

TORRE DELLA GHIRLANDINA

L'originale Torre di San Geminiano, di pianta quadrata, fu innalzata su quattro piani insieme al duomo entro il 1130 circa, seguendo il progetto di Lanfranco. Incompleta e priva della cella campanaria, furono chiamati i maestri campionesi nel 1167 per il suo completamento. Questi aggiunsero il quinto piano entro il 1179 e quindi un sesto, sempre a base quadrata, a partire dal 1261. Nel secolo successivo fu introdotta la caratteristica punta ottagonale.

CHIESA DI SAN FRANCESCO

Già nel 1221 si ha notizia di una piccola chiesa e convento di frati minori realizzati fuori dalle mura, in direzione di Baggiovara, in una zona malsana e paludosa chiamata Lentesone. Per motivi di salubrità, il complesso venne spostato nel 1244 nel "campo dell'erba" all'interno delle mura cittadine, situato dove si trova oggi la chiesa, che venne intitolata a San Francesco d'Assisi poco dopo la sua morte.

Fibula ad S da una sepoltura femminile di epoca longobarda da Fiorano. Fine del VI secolo. Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena.