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Presentazione Agenda 2030

cristian colasante

Created on January 3, 2024

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Transcript

Agenda 2030

obiettivo 7

Tutti uniti per salvare la Terra!

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introduzione

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile, OSS, sono una serie di 17 obiettivi interconnessi, definiti dall' Organizzazione delle Nazioni Unite come strategia "per ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti. Sono conosciuti anche come AGENDA 2030, dal nome del documento che porta per titolo "TRASFORMARE IL NOSTRO MONDO". L'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, riconosce lo stretto legame tra il benessere umano, la salute dei sistemi naturali e la presenza di sfide comuni per tutti i paesi.

Una tendenza incoraggiante

Energia rinnovabile e accessibile a tutti

L 'accesso all'energia è un presupposto imprescindibile per la realizzazione di molti obiettivi di svilippo sostenibile che esulano dal settore energetico. Ad oggi 1,6 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all' elettricità e 2,5 miliardi di persone dipendono dalla biomassa tradizionale come fonte di energia. L'obiettivo 7 sostiene l' accesso di tutti a servizi di approvigionamento energetico affidabili, moderni ed economicamente accessibili. Dal momento che uno sviluppo sostenibile si fonda su presupposti di sviluppo economico rispettosi dell' ambiente, la quota di energie rinnovabili nel mix energetico globle dovrà essere nettamente aumentata e il tasso di incremento dell' efficienza energetica a livello mondiale dovrà essere radoppiato.

L' obiettivo 7 punta a:

  • Garantire entro il 2030 accesso a servizi energetici che siano convenienti,affidabili e moderni.
  • Aumentare considerevolmente entro il 2030 la quota di energie rinnovabili nel consumo totale di energia.
  • Raddoppiare entro il 2030 il tasso globale di miglioramento dell'efficienza energetica.
  • Accrescere entro il 2030 la cooperazione internazionale per facilitare l'accesso alla ricerca e alle tecnologie legate all'energia pulita.

FOnti di energia rinnovabili

Le energie rinnovabili sono fonti di energia che si rigenerano naturalmente nel tempo e non si esauriscono. Sono la parte più importante della transizione verso un sistema energetico che abbandoni i combustibili fossili, contrastando così il riscaldamento globale. E sono energie pulite, che salvaguardano la salute umana e l’ambiente.

Produrre sempre più energia rinnovabile e abbandonare le fonti convenzionali è una necessità condivisa da tutti i Paesi del mondo. Secondo i dati dell’ultimo report dell’International Renewable Energy Agency (IRENA), nel 2022 ben l’83% di tutta la capacità elettrica aggiunta lo è stata ottenuta da fonti rinnovabili. Mentre nel 2021, in base a un rapporto pubblicato dal think tank indipendente sul clima Ember, le rinnovabili hanno generato il 38% dell'elettricità mondiale.

Il destino delle rinnovabili è di diventare la fonte di energia elettrica più vantaggiosa per il Pianeta e lo sviluppo economico. Perché l’energia rinnovabile, quando viene prodotta grazie a una visione integrata in grado di attraversare tutta la catena del valore - dal sito di produzione sino ai fornitori - e in un’ottica di mitigazione degli impatti sul territorio e sulle comunità, risulta essere realmente e totalmente sostenibile.

GLI ANTICHI ACQUEDOTTI ROMANI

I Romani hanno costruito numerosi acquedotti per far fluire acqua da sorgenti distanti nelle loro città, rifornendo terme, latrine, fontane e abitazioni private. Le acque di scarico venivano eliminate con complessi sistemi fognari e scaricate in pendenza verso il basso all'interno di condotti di pietra, mattoni o cemento. La maggior parte di questi erano sepolti nel terreno e ne seguivano i contorni; i picchi che ostruivano il passaggio venivano aggirati o, più raramente, forati con un tunnel. Dove c'erano valli o pianure il condotto era sostenuto da strutture con arcate, o il suo contenuto era immesso a pressione in tubi di piombo, ceramica o pietra, e sifonati. La maggior parte delle acque riforniva i molti bagni pubblici dell'urbe. Città e province in tutto l'Impero romano emulavano questo modello e finanziavano acquedotti come oggetti di interesse pubblico e di orgoglio civico: «un lusso costoso ma necessario, a cui tutti potrebbero, e lo hanno fatto, aspirare». La maggior parte degli acquedotti romani si sono dimostrati affidabili e duraturi, alcuni si sono mantenuti fino alla prima età moderna e alcuni sono ancora parzialmente in uso. I metodi di manutenzione e di costruzione degli acquedotti sono indicati da Vitruvio nel suo lavoro De architectura (I secolo a.C.). Frontino fornisce più dettagli nel suo De Aquaeducto Urbis Romae, un rapporto ufficiale sui problemi, usi e abusi della rete idrica pubblica della Roma imperiale. Esempi notevoli di architettura degli acquedotti comprendono i piloni di sostegno dell'acquedotto di Segovia e le cisterne alimentate dall'acquedotto di Costantinopoli.

Sottotitolo

ARTICLE OF HYDROELECTRIC ENERGY

The National Trust have had the turbine, decked out in the organisation's familiar green, fitted upstream of their 18th-century east mill waterwheel on the River Wandle. Once operational, the 8.5KW turbine will generate enough power for 18 average-sized houses in the UK, and will be used to run the stable yard visitor centre and Snuff Mill on the estate. The turbine has been installed as part of Morden's £2.6m Livinggreen sustainability programme begun in 2009, with the hydroelectric element costing £350,000. The turbine has an Archimedes screw design with a "low head", which works well for watercourses with low drops, like Morden's 1.2m difference between water levels. Hydropower has previously been confined to the heady drops of Scotland and Wales, but the screw design should enable rivers in the south of England to generate electricity. The Queen has recently taken advantage of it, having an Archimedes screw installed on her Windsor Castle.

(The article of "The Guardian")

I PARCHI EOLICI

Un parco eolico è un impianto di generazione di energia che sfrutta la forza del vento. Si tratta di un insieme di pale eoliche, disposte in particolari zone geografiche, capaci di convertire l'energia del vento in elettricità. Al pari dell'energia geotermica e di quella idroelettrica, l'energia eolica è una delle fonti rinnovabili conosciute e sfruttate come alternativa alle risorse fossili (carbone e petrolio). Un parco eolico è un insieme di aerogeneratori (le famose pale eoliche) connesse tra di loro. In un parco eolico, le pale eoliche catturano la forza del vento e, grazie al lavoro di un rotore racchiuso in una navicella e a quello di un alternatore, la convertono in energia elettrica a bassa tensione. L'utilizzo di un trasformatore permette poi di convertire l'energia prodotta a bassa tensione in elettricità ad alta tensione che è quindi pronta per essere distribuita e utilizzata. La potenza complessiva del parco eolico dipende sia dal numero che dalla potenza nominale dei generatori che lo formano.

Le direttrici dello sviluppo energetico egiziano

Se esaminata nello specifico, due sono le direttrici di sviluppo e implementazione che caratterizzano la strategia egiziana per l’energia: lo sfruttamento e la valorizzazione del gas naturale e l’implementazione di un ambizioso programma di transizione energetica incentrato sull’utilizzo di risorse rinnovabili, entrambe con il duplice obiettivo di assicurare l’autosufficienza all’Egitto e trasformarlo in uno dei maggiori esportatori di energia nella regione, garantendo così al Cairo un ruolo di primo piano nel complesso scacchiere geopolitico che vede nella gestione preferenziale delle risorse energetiche una delle sue principali partite.

La prima direttrice ha le sue fondamenta nella scoperta di estesi giacimenti di gas naturale al largo delle coste egiziane negli ultimi anni, in primis quella dell’ormai noto bacino di Zohr ad opera di ENI nell’estate del 2015 a cui si aggiungono quelle più recenti nella “Grande Area di Noros” e in quella di North El Hammad, nelle acque convenzionali egiziane del Delta del Nilo. Il potenziale produttivo di Zohr, considerato il più grande giacimento finora scoperto nel Mediterraneo, è stimato in circa 850 miliardi metri cubi, mentre le riserve di Noros ammonterebbero a poco meno di 120 miliardi di metri cubi[1]. Operativo già dal 2017, il mega giacimento di Zohr fornisce attualmente 85 milioni di metri cubi al giorno, equivalenti al 40% della produzione giornaliera di gas di tutto il Paese.

DATI ISTAT RELATIVI ALLA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA

Nell’ultimo ventennio, l’industria delle energie rinnovabili ha riscontrato una forte crescita, grazie ai volumi di investimenti, sempre maggiori, con l’obiettivo di promuovere l’installazione di nuovi impianti.

Attraverso tale rappresentazione grafica dei dati è possibile esplorare la produzione di energia rinnovabile da diverse fonti.

La produzione di energia idroelettrica risulta essere la protagonista della transizione verde in Italia grazie alle caratteristiche e alla conformazione del territorio presente in determinate regioni, ciò conferma la presenza di tali impianti, lungo le Alpi e sulla dorsale Appenninica. In effetti esaminando il set dei dati è possibile notare come la Puglia ospiti la maggior parte degli impianti, seguita da Sicilia, Campania, Calabria e Sardegna, in effetti la loro posizione geografica, consente, infatti, un elevato flusso di venti e correnti. Tutti gli impianti eolici presenti in Italia, sono di tipologia on-shore, non esistono attualmente parchi eolici off-shore, a causa di pareri contrastanti sulla tutela del paesaggio costiero. L’Italia, inoltre, si colloca tra i principali produttori di energia geotermica a livello europeo, dal grafico possiamo notare un incremento degli impianti (Centro e Centro Nord) mentre nessuna presenza e crescita di tali impianti nel (Mezzogiorno ed Nord Italia). La maggior parte degli impianti, si concentrano in Toscana. Viceversa, l’energia proveniente dalle biomasse, mediante impianti a biogas, si caratterizza per una crescita omogenea. Tali bioenergie, risultano avere un utilizzo molto efficiente per il riscaldamento e la produzione di biocarburanti “Green”.

L'architettura sostenibile.

Architettura: un’immobilità che dà movimento allo spazio. (Fabrizio Caramagna)

Architettura sostenibile vuol dire progettare gli edifici in grado di minimizzare il loro impatto sull’ambiente, sia in termini di materiali e tecniche di costruzione utilizzate, sia in termini estetici, sia in termini di prestazioni energetiche. L’architettura sostenibile non può essere identificata con una tecnologia o con uno specifico ambito disciplinare, ma deve essere considerata come un approccio culturale il più possibile ampio verso la materia. L’origine dell’architettura sostenibile viene convenzionalmente indicata nella nascita della bioedilizia in Germanian negli anni 70 del 1900, con la cosiddetta Baubiologie, ma è tornata in auge negli ultimi anni come uno degli ambiti su cui si misura il rating Esg di un’azienda, e come uno dei settori di investimenti in ambito Environmental, social e governance.

LE PALESTRE GREEN

Le palestre sostenibili sono strutture in cui stepper, cyclette e tapis roulant sono capaci di convertire l’energia cinetica, quindi il movimento, in energia pulita. Oggi, The Green Microgym è una realtà consolidata che aiuta altre palestre a diventare ecologiche fornendo le attrezzature adatte.

I macchinari green sono oggetto di crescente investimento da parte di aziende leader nella fornitura sportiva come Technogym, mentre altre, come SportsArt, ne hanno fatto il proprio core business. Per darvi un’idea dell’impatto positivo che il passaggio al green porterebbe, considerate che un semplice allenamento di 1 ora si converte in più di 200 watt di elettricità, e che un corso di spinning di 20 persone si traduce in una quantità di energia tale da poter ricaricare un paio di cellulari per il periodo di un intero anno. In più, i benefici si estendono anche ai costi di gestione: è stato stimato che gli attrezzi ecosostenibili possano arrivare a coprire ben l’80% delle necessità energetiche di una palestra, garantendo il fabbisogno per illuminazione, funzionamento dei macchinari e riscaldamento.

LAUDATE DEUM

Anche papa Francesco ha parlato del grave impatto della crisi climatica globale sul nostro pianeta nell'esortazione apostolica Laudate Deum,riportando testuali parole:

per quanto si cerchi di negarli, nasconderli, dissimularli o relativizzarli, i segni del cambiamento climatico sono lì, sempre più evidenti. Nessuno può ignorare che negli ultimi anni abbiamo assistito a fenomeni estremi, frequenti periodi di caldo anomalo, siccità e altri lamenti della terra che sono solo alcune espressioni tangibili di una malattia silenziosa che colpisce tutti noi. È vero che non tutte le catastrofi possono essere attribuite al cambiamento climatico globale. Tuttavia, è verificabile che alcuni cambiamenti climatici indotti dall’uomo aumentano significativamente la probabilità di eventi estremi più frequenti e più intensi. Sappiamo quindi che ogni volta che la temperatura globale aumenta di 0,5 gradi centigradi, aumentano anche l’intensità e la frequenza di forti piogge e inondazioni in alcune aree, di gravi siccità in altre, di caldo estremo in alcune regioni e di forti nevicate in altre ancora. Se fino ad ora potevamo avere ondate di calore alcune volte all’anno, cosa accadrebbe con un aumento della temperatura globale di 1,5 gradi centigradi, a cui siamo vicini? Tali ondate di calore saranno molto più frequenti e più intense. Se si superano i 2 gradi, le calotte glaciali della Groenlandia e di gran parte dell’Antartide si scioglieranno completamente, con conseguenze enormi e molto gravi per tutti.

Da esortazione apostolica "Laudate Deum"

(papa Francesco)

Grazie per l'attenzione!

Colasante Cristian Grimaldi Chiara Silvestri Francesca De Maio Francesco Fioretto Gaia

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