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Dario Triferò

Created on January 3, 2024

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Transcript

gli articoli

della

costituzone italiana

Indice

2. L'articolo 9

1. un po' di storia

4. L'articolo 11

3. L'articolo 10

la nascita della costituzione italiana

Con la fine della seconda guerra mondiale e dopo la liberazione del nostro paese dall’occupazione nazista, si aprì una nuova fase per l’Italia rappresentata dalla fine della monarchia e dalla nascita di un nuovo ordinamento giuridico-politico. Gli Italiani erano delusi del fascismo e della monarchia così decisero con un referendum istituzionale se tenere la monarchia o se invocare un nuovo ordinamento costituzionale.

la nascita della costituzione italiana

Sempre in questo periodo la gente votò per l’elezione dell’assemblea costituente e cioè l’elezione dei rappresentanti politici che avrebbero dovuto formare una nuova carta costituzionale. L’assemblea era rappresentata da 556 membri ma solo un gruppo di essi provvide per la nascita della nuova costituzione. Questo gruppo prese il nome di Commissione dei 75 i quali iniziarono i loro lavori nel 1947. Il 23 dicembre 1947, il testo della costituzione venne portata all’assemblea e fu molto votata. Il 27 dicembre del 1947 il testo venne firmato dal Capo provvisorio dello Stato ed entrò in vigore il 1 gennaio del 1948.

la nascita della costituzione italiana

Questo referendum si tenne il 2 giugno del 1946 e per la prima volta votarono anche le donne. Dopo la votazione, vinse la repubblica, e da quel giorno fu cancellata definitivamente la monarchia dall’Italia e, gli appartenenti alla casa reale, furono esiliati per il cattivo comportamento politico durante il fascismo.

cos'è la costituzione?

Per Costituzione si intende l’insieme delle norme fondamentali di un ordinamento giuridico, cioè le regole che disciplinano i trattati dell’organizzazione dello stato e le relazioni dello stesso con i cittadini.

-Costituzione scritta si ha quando le norme fondamentali sono generalmente costituite da documenti scritti. -Costituzione non scritta quando gli ordinamenti sono retti da un complesso di atti e norme consuetudinarie.

caratteristiche

È democratica in quanto, come abbiamo detto, essa è stata votata da un’Assemblea costituente, a sua volta eletta dai cittadini. Al contrario, la precedente costituzione, cioè lo Statuto albertino, era stata “concessa” da Carlo Alberto al popolo. È rigida in quanto non può essere modificata per mezzo di una legge ordinaria, ma richiede procedure più complesse e maggioranze più ampie. La rigidità ci indica dunque che la Costituzione è fatta per durare a lungo nel tempo. Lo Statuto albertino era invece una costituzione flessibile e fu pertanto modificata più volte durante il fascismo fino a perdere i suoi contenuti originari. E' lunga, in quanto non si limita a disciplinare l’organizzazione dello Stato e i diritti fondamentali dei cittadini, ma detta numerose norme che riguardano i compiti dello Stato e i rapporti sociali ed economici (per esempio, il diritto allo studio, il diritto alla salute, l’ambiente, i diritti dei lavoratori). Votata, in quanto è stata approvata dal corpo elettorale ed infine è laica.

perchè è importante?

La Costituzione è il fondamento della nostra vita collettiva, è il patto unitario che regola l'intera vita democratica e civile del paese. Per questo, non deve esser soggetta a continue oscillazioni, non deve dipendere dalla variabilità delle maggioranze di governo e delle contingenze della politica

costituzione:struttura

La Costituzione italiana è un documento formalmente scritto, adottato tramite approvazione popolare, e possiede una natura fortemente rigida, dato che le sue modifiche richiedono l'adozione di leggi costituzionali anziché di norme ordinarie. Include un meccanismo per assicurare che le leggi siano conformi ai suoi principi. È caratterizzata dalla sua ampiezza, poiché riconosce e tutela non solo i diritti civili e politici, ma anche quelli sociali ed economici. La Costituzione della Repubblica Italiana comprende 139 articoli e 18 disposizioni transitorie e finali, stabilite per facilitare la transizione dall'era precedente al nuovo sistema democratico

costituzione:struttura

I primi 12 articoli enunciano i principi fondamentali, che affermano i valori fondamentali di Libertà, Uguaglianza, Solidarietà che sono ancora oggi vitali. I principi fondamentali stabiliscono dei criteri di ordine generale a cui si devono attenere le leggi ordinarie nella elaborazione dell’ordinamento giuridico La prima parte della Costituzione, costituita dagli articoli dal 13 al 54 è dedicata ai diritti e ai doveri dei cittadini. Questa parte regola i rapporti civili, etico-sociali, politici, economici. Queste norma rappresentano un’innovazione rispetto alle costituzioni allora vigenti nei paesi democratici. La seconda parte, costituita dagli articoli dal 55 al 139, è dedicata all’ordinamento della Repubblica. Delinea il nostro ordinamento statale. Gli organi costituzionali sono: Parlamento, Presidente della Repubblica, Governo, Magistratura. Seguono le norme relative alle regioni, province e comuni e alle garanzie costituzionali.

come si deFInisce l'italia?

L'Italia si definisce una Repubblica Parlamentare, in quanto ha una forma di Governo in cui la volontà popolare è affidata alle elezioni politiche. Attraverso le elezioni il popolo elegge i suoi rappresentanti in Parlamento e questo, a sua volta, elegge il Governo e il Presidente della Repubblica.

In Italia abbiamo tre poteri statali: Potere legislativo, ossia il potere di fare le leggi, in capo al Parlamento; Potere esecutivo, cioè il potere di applicare le leggi, affidate al Governo; Potere giudiziario, ossia il potere di punire chi non rispetta le leggi, affidato alla Magistratura.

"LA COSTITUZIONE E' LEGATISSIMA CON L'ARTE, E' UN'OPERA D'ARTE CHE CANTA. CANTA LA DIGNITA' E LA LIBERTA' DELL'UOMO. OGNI PAROLA SPRIGIONA UNA FORZA EVOCATIVA E RIVOLUZIONARIA PROPRIO COME LE OPERE D'ARTE, PERCHE' E' UNO SCHIAFFO A TUTTO IL POTERE ." ROBERTO BININGNI.

LA COSTITUZIONE E' LEGATISSIMA CON L'ARTE

Nell'affermare che la costituzione è "legatissima con l'arte è un'opera d'arte che canta", si sottolinea il valore estetico e simbolico delle leggi fondamentali di uno Stato. Come un'opera d'arte, la costituzione non è semplicemente un insieme di regole giuridiche, ma una creazione che incarna ideali e valori, trasmettendo un messaggio profondo sulla dignità e la libertà umane. L'espressione "canta la dignità e la libertà dell'uomo" sottolinea il potere delle parole della costituzione nel celebrare e difendere i diritti fondamentali. Ogni articolo e paragrafo diventa una nota in un'armoniosa melodia che proclama l'importanza della dignità e della libertà di ogni individuo.

LA COSTITUZIONE è LEGATISSIMA CON L'ARTE

Il parallelo tra la costituzione e le opere d'arte evidenzia anche la natura rivoluzionaria di entrambe. Proprio come un'opera d'arte può sfidare le convenzioni e provocare riflessioni, la costituzione può rappresentare uno "schiaffo a tutto il potere", una dichiarazione audace contro gli abusi e la tirannia. Le parole della costituzione diventano strumenti di cambiamento e resistenza, richiamando a una riflessione critica sulla struttura di potere esistente.

L'ARTICOLO 9

"la repubblica promuove lo sviluppo dlla cultura e la ricerca scientifica e tecnica. tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione. Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell' interesse delle future generazioni. la legge dello stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali."

COS'è L'ARTICOLO 9 ?

L'articolo 9 della costituzione italiana è il risultato del dibattito costiuzionale del dopoguerra, evidenziando l' impegno dello stato nella tutela del patrimonio culturale e del paesaggio. La sua formulazione mira a garantire la presevazione e l' accessibilità dei beni storici e artistici per tutta la collettività, sottolineando l' importanza di vincoli misure concrete. In breve, rappresenta un fondamentale impegno per salvaguardare l' identità culturale e storica della nazione.

vINCOLO DI TUTELA

L' articolo 9 impone alla Repubblica di tutelare il patrimonio culturale attraverso vincoli specifici. Questi vincoli possono riguardare la classificazione di determinati beni come di interesse nazionale, limitando così le azioni che potrebbero comprometterne l' integrità.

Responsabilità dello stato

La menzione di ''Repubblica'' indica un impegno collettivo e una responsabilità diretta dello stato nel preservare il patrimoio. Questo potrebbe tradursi in programmi di finanziamento per la manutenzione di monumenti storici o nella creazione di istituzioni dedicate.

TUTELA DEL PAESAGGIO

Il riferimento al paesaggio sottolinea un approccio inclusivo alla conservazione. Non si tratta solo dei singoli monumenti, ma anche dell' ambiente circostante, cercando di preservare l'armonia tra natura e costruito. Per fare ciò lo stato potrebbe: - Pianificare e stabilire regolmenti che preservino l' integrità del territorio. - Coinvolgere attivamente le comunità locali per garantie che le decisioni sulla tutela rispettino le esigenze e le prospettive delle persone locali. -

fruizione collettiva

La tutela mira a garantire la fruizione collettiva, implicando la necessità di promuovere l'accesso pubblico di qualisiasi fascia sociale ai beni culturali. Ciò potrebbe tradursi in iniziative per l' educazione culturale e spazi aperti al pubblico per informare i cittadini dell' importanza storica, artistica e culturale di un bene invogliandoli a preservarlo.

Prevenzione della distruttività

L' articolo enfatizza la prevenzione, indicando la necessità di evitare danni piuttosto che intervenire dopo che si sono verificati ampliando i sistemi di monitoraggio contiuo per evitare eventuali minacce che devono essere costanti. inoltre è necessaria una stretta regolamentazione delle attività che potrebbero danneggiare il patrimonio e l'adozione di normtive rigorose con sanzioni significative per chiunque le violi.

Promozione della cultura

La tutela del patrimonio non è solo una questione di conservazione fisica ma anche di promozione culturale. Questo può coinvolgere programmi educativi, eventi culturali (mostre, spettacoli teatrali, conferenze e visite guidate) e l' uso delle nuove tecnologie per diffondere la conoscenza del patrimonio attraverso tour virtuali e applicazioni interattive per ampliare la portata della promozione culturale oltre i confini fisici

che cos'è un bene culturale?

Un bene culturale è un elemento che ha un valore artistico, storico, scientifico o sociale che rappresenta un' importante parte del patrimonio di una nazione o comunità. Questi beni possono includere opere d'arte, manufatti, siti archeologici, tradizioni e tanto altro. i beni si dividono in due categorie: beni tangibili e beni intangibili.

Beni Tangibili e Intagibili

-Bene tangibile: è un oggetto fisico che può essere toccato, viene valorizzato in base all' età, agli aspetti estetici e alle caratteristiche materiali. La sua durata nel tempo è limitata e speso richiede manutenzioni e restauri nel tempo. in base alle dimensioni può anche essere trasferito o spostato fisicamente.-Bene intangibile: è un ''oggetto'' astratto privo di dimensione e forma fisica e non può essere toccato; può essere una composizione musicale, un discorso, una lingua, una tradizione o una religione. la valorizzazione e la ''mnutenzione'' sta all' uomo: infatti spesso i beni intangibili sono trasmessi oralmente da persona a persona, motivo per il quale mutano costantemente e rischiano di andare persi.

l' agenda 2023 e la tutela del patrimonio

L' agenda 2030 si impegna a tutelare il paesaggio e i beni culturali attraverso diversi obiettivi. In particolare l' obiettivo 11 promuove città e comuità sostenibili, sottolineando la protezione del patrimonio culturale e l' accesso a spazi verdi incentivando così la manutenzione e la valorizzazione del paesaggio. L' obiettivo 12 incentiva la produzione e il consumo responsabile, regolando lo spreco di materie prime che spesso è la causa della distruzione di enormi distese verdi e foreste. Infine l' articolo 15 sottolinea l' importanza di una produzione responsabile e sostenibile che non coprometta la stabilità del paesaggio circostante. Per quanto riguarda i beni intangibili, l' articolo 4 promuove l' istruzione che consente di promuovere specialmente tra i giovani l' arte, la musica, la letteratura e la storia

L'ARTICOLO 10

"L'ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO SI CONFORMA ALLE NORME DEL DIRITTO INTERNAZIONALE GENERALMENTE RICONOSCIUTE. LA CONDIZIONE GIURIDICA DELLO STRANIERO E' REGOLATA DALLA LEGGE IN COMFORMITA' DELLE NORME E DEI TRATTATI INTERNAZIONALI. LO STRANIERO, AL QUALE SIA IMPEDITO NEL SUO PAESE L'EFFETTIVO ESERCIZIO DELLE LIBERTA' DEMOCRATICHE GARANTITE DALLA COSTITUZIONE ITALIANA, HA DIRITTO D'ASILO NEL TERRITORIO DELLA REPUBBLICA, SECONDO LE CONDIZIONI STTABILITE DALLA LEGGE. NON E' AMMESSA L'ESTRADIZIONE DELLO STRANIERO PER REATI POLITICI."

COS'E' L'ARTICOLO 10 DELLA COSTITUZIONE?

L'Articolo 10 della Costituzione Italiana riconosce che gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia godono dei medesimi diritti e libertà dei cittadini italiani, in conformità con i trattati internazionali. Tuttavia, nella pratica, la piena attuazione di questi diritti può essere soggetta a varie sfide.

COS'E' L'ARTICOLO 10 DELLA COSTITUZIONE?

Nel corso degli anni, ci sono stati miglioramenti nella legislazione e nell'attuazione dei diritti degli stranieri, ma esistono ancora situazioni in cui potrebbero esserci disparità o difficoltà nell'accesso a determinati diritti, specialmente per coloro che si trovano in condizioni di vulnerabilità o con uno status migratorio precario. La comprensione e l'affronto di tali questioni sono cruciali per garantire una piena e effettiva tutela dei diritti degli stranieri in Italia.

COS'E' L'IMMIGRAZIONE

L'immigrazione è il movimento di persone da un paese a un altro con l'intenzione di stabilirsi permanentemente nel nuovo paese. Questo movimento può essere motivato da diversi fattori, tra cui la ricerca di migliori opportunità economiche, rifugio da conflitti o persecuzioni, riunificazione familiare o altri motivi personali. L'immigrazione può avere impatti significativi sulla società, sull'economia e sulle dinamiche culturali dei paesi coinvolti.

LE CONSEGUENZE DELL'IMMIGRAZIONE

Le conseguenze dell'immigrazione possono essere varie e dipendono da diversi fattori, inclusi contesti economici, sociali e politici. Alcune delle conseguenze comuni includono: 1. *Impatto economico:* L'immigrazione può contribuire alla crescita economica attraverso la forza lavoro aggiuntiva e la diversificazione delle competenze. Tuttavia, può anche generare competizione per determinati lavori e risorse. 2. *Impatto sociale e culturale:* L'arrivo di nuove comunità può portare a una maggiore diversità culturale e contribuire alla ricchezza sociale. Tuttavia, può anche generare tensioni o sfide nella coesione sociale, richiedendo adattamenti da parte delle comunità ospitanti e dei migranti stessi.

3. *Sfide infrastrutturali:* L'immigrazione può mettere a dura prova le infrastrutture esistenti, come servizi sanitari, istruzione e alloggio, specialmente in aree con flussi migratori intensi . 4. *Questioni politiche:* Le questioni legate all'immigrazione possono diventare argomenti politicamente sensibili, influenzando dibattiti pubblici e decisioni politiche. È importante notare che gli impatti possono variare notevolmente in base al contesto specifico e alla gestione delle politiche da parte dei paesi coinvolti.

POPOLI IMMIGRATORI IN ITALIA

In Italia, ci sono diversi gruppi di persone che migrano, provenienti principalmente da paesi dell'Europa dell'Est, Africa, Asia e Medio Oriente. Ad esempio, si registrano flussi migratori da Paesi dell'Est europeo in cerca di opportunità economiche, e dall'Africa e dal Medio Oriente a causa di conflitti, instabilità politica e condizioni economiche difficili. La composizione dei migranti può variare nel tempo in risposta a cambiamenti geopolitici e economici.

anche gli italiani sono stati emigrati

Tra il 1861 e il 1985 gli italiani che hanno lasciato il proprio Paese sono stati circa 29 milioni: di questi, circa 10 275 000 sono successivamente tornati in Italia (35%), mentre circa 18 250 000 si sono definitivamente stabiliti all'estero (65%) senza farvi più ritorno. Nell'arco di poco più di un secolo è emigrato un numero consistente di italiani, soprattutto considerando la popolazione residente nella Penisola al momento della proclamazione del Regno d'Italia (1861) che era, considerando i confini attuali (cioè anche con Lazio e Triveneto), pari a circa 26 milioni di italiani(la popolazione italiana raggiunse poi, nel 1981, i 56 milioni di abitanti).

principali cause dell'emigrazione italiana

Cause dell'emigrazione: Povertà: Molte regioni italiane, in particolare nel Mezzogiorno, erano caratterizzate da una povertà diffusa a causa della mancanza di risorse economiche e della scarsa industrializzazione. Carestie e disastri naturali: Periodi di carestia e disastri naturali, come terremoti, colpirono alcune regioni, spingendo le persone a cercare condizioni di vita migliori altrove. Instabilità politica: Il periodo post-unitario in Italia fu segnato da instabilità politica e sociale, contribuendo al disagio economico.

destinazione e motivazioni

Destinazioni principali:Gli emigranti italiani si sono diretti principalmente verso le Americhe, con Stati Uniti, Argentina, Brasile e Canada tra le destinazioni più popolari. Alcuni si sono anche diretti verso l'Australia e altri paesi. Motivazioni per la scelta delle destinazioni: Gli Stati Uniti erano attraenti per la disponibilità di lavoro nelle industrie in rapida crescita, come l'edilizia, le miniere e le fabbriche. L'Argentina e il Brasile offrivano opportunità agricole e lavorative nelle città in crescita.

condizioni e impatto

Condizioni di vita e lavoro: Gli emigranti italiani spesso vivevano in condizioni difficili durante il viaggio e all'arrivo nei loro nuovi paesi. Molti trovavano lavoro nelle industrie pesanti, nelle miniere o nell'agricoltura. Impatto sulla società italiana: L'emigrazione ha avuto un impatto significativo sulla struttura sociale italiana, con intere comunità che si svuotavano e molte famiglie separate. L'invio di denaro da parte degli emigranti alle loro famiglie in Italia contribuiva all'economia locale.

DIRITTI E DOVERI DELL'INDIVIDUO

L’articolo 10 della Costituzione Italiana, parte integrante della Carta Fondamentale del nostro Paese, sancisce principi chiave che delineano il rapporto tra l'individuo e la società. Nato nel contesto del secondo dopoguerra, il 22 dicembre 1947, questo articolo riflette il favore dell'epoca, permeato dall'esigenza di costriuire una nuova Italia basata su valori democratici e rispetto dei diritti umani.

COSA STABILISCE?

In generale, l'Articolo 10 afferma che l'ordinamento giuridico italiano è fondato sulla legalità e sancisce il principio della dignità della persona, riconoscendo e tutelando i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo individuo che come membro della comunità sociale.

STESSI DIRITTI E STESSE LIBERTà!

Nel contesto della condizione dello straniero, l'articolo assume un ruolo cruciale. Essenzialmente, riconosce che lo straniero, regolarme soggiornate in Italia, gode dei diritti e delle libertà fondamentali in conformità con i trattati internazionali. Ciò sottolinea la prospettiva inclusiva della Costituzione, che mira a garantire i diritti anche a coloro che non sono cittadini italiani.

UNA VITA MIGLIORE IN ITALIA

Il motivo che spinge gli stranieri a cercare rifugio in Italia è multiforme. Oltre alle opportunità economiche, l'Italia attrae per il suo patrimonio culturale, la bellezza paesaggistica e. spesso, per la ricerca di una vita migliore. Tuttavia, alcuni sono spinti dalla necessità di sfuggire a conflitti, persecuzioni o condizioni avverse nei loro paesi d'origine.

ASILO POLITICO

L'asilo politico è una protezione offerta da uno Stato a individui che cercano rifugio a causa di persecuzioni politiche o di violenze in patria. Nell'ambito dell'immigrazione, le crisi come la guerra in Ucraina possono portare a un aumento delle richieste di asilo. In contesti come la guerra in Ucraina, dove la popolazione può essere soggetta a gravi difficoltà, si può verificare un aumento delle richieste di asilo politico.

GUERRA IN UCRAINA

Le persone sfuggite alla guerra in Ucraina sono state costrette a cercare rifugio a causa del conflitto armato che ha coinvolto il Paese. Molte di queste persone sono diventate sfollate interne, cercando rifugio in altre regioni del proprio paese. Altri, invece, hanno attraversato i confini in cerca di asilo in altri Stati.

GUERRA IN UCRAINA

Questi rifugiati affrontano sfide significative, inclusi problemi legati alla sicurezza, alla mancanza di risorse e all'accesso a servizi fondamentali. Le organizzazioni umanitarie e la comunità internazionale spesso forniscono assistenza per affrontare le necessità immediate di cibo, alloggio e cure mediche.

GUERRA IN UCRAINA

L'esperienza dei rifugiati dalla guerra in Ucraina sottolinea l'importanza di risposte umanitarie coordinate e di soluzioni a lungo termine per affrontare gli impatti devastanti dei conflitti armati sulla popolazione civile. Inoltre, evidenzia la necessità di meccanismi di asilo efficaci per coloro che cercano protezione in altri paesi a causa delle circostanze difficili nella loro terra d'origine.

"FALLING MEN"

A Kabul dove, dopo la vittoria dei talebani, alcune persone avevano compiuto un gesto disperato aggrappandosi agli aerei che stavano lasciando il Paese. Due persone infatti avevano tentato la fuga aggrappandosi alle ruote di un aereo in partenza per scappare da Kabul, ma sono poi scivolati schiantandosi al suolo poco dopo il decollo. Il fatto riguarda un aereo militare cargo Usa Boeing C-17, dal quale due persone in Afghanistan sarebbero precipitate a terra da centinaia di metri d’altezza dopo il decollo del pesante velivolo questa mattina. Le scene hanno fatto tornare alla memoria l’immagine del “falling man” dell’11 settembre 2001 ,quando dalle Torri Gemelle dopo l’attentato terroristico alcuni sono fuggiti dalle fiamme lanciandosi nel vuoto nel cielo di New York

INCLUSIVITA'

L'Articolo 10 è la pietra angolare di una società equa e inclusiva. La sua enfasi sulla dignità umana e sui diritti fondamentali indica un impegno profondo per creare un contesto dove ogni individuo sia rispettato e protetto.

INCLUSIVITA'

Tuttavia, il mondo è in costante evoluzione, e le istituzioni devono continuare a riflettere sul modo in cui questi principi possono essere applicati in modo più efficace, assicurando che la giustizia sociale diventi una realtà concreta per tutti i residenti, indipendentemente dalla loro provenienza. In un contesto globale, è imperativo promuovere una visione di solidarietà e cooperazione, affrontando le sfide della migrazione con compassione e saggezza.

L'ARTICOLO 11

"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."

analisi dell'articolo

Nell’articolo 11 della Costituzione italiana si afferma che il nostro paese, l'Italia, rifiuta la guerra “come strumento di offesa” o come mezzo per risolvere le controversie, quindi non consente che si possa attaccare un altro popolo, ma è ammessa solo per difesa. Quindi la nostra Costituzione rifiuta la guerra come mezzo di intervento ma consente al nostro esercito di intervenire, a scopi di pace e di giustizia, in situazioni che necessitano tale intervento a livello internazionale.

analisi dell'articolo

Inoltre l'Italia, acconsentendo di limitare la propria sovranità, si impegna a salvaguardare tutte le altre nazioni con pari volontà e a sostenere quelle organizzazioni internazionali che promuovono la pace e la giustizia. Si può considerare che, precedentemente, l’articolo 11 sia stato violato quando l’Italia subentrò nella situazione afgana in seguito a un mandato Onu e su richiesta del legittimo governo di Kabul per far fronte alle forze talebane, mentre recentemente con l’intervento dell’esercito italiano in Libia. Si parla così di "Costituzione violata" in quanto una missione di pace non dovrebbe prevedere combattimenti tanto frequenti e specialmente l’uso delle bombe.

L'articolo 11 e l'attualita'

“L’iItalia ripudia la guerra”. L’incisivo incipit dell’art. 11 della Costituzione italiana ricorre spesso nel dibattito pubblico, a proposito della decisione di inviare armi o istituire la no-fly zone per dare sostegno all’Ucraina. E come sempre più spesso avviene, la profonda riflessione che questi temi comporterebbero, scivola in semplificazione, il cui chiaro segnale è la spaccatura in due sole (sempre due) visioni contrapposte: da una parte quelli che credono che il sostegno mediante invio di armi all’Ucraina sia incostituzionale, e dall’altra quelli che al contrario invocano uno spazio di legittimità della guerra, perchè il ripudio avrebbe ad oggetto solo la guerra di aggressione. Per la verità, la questione non è semplice e non è nuova. Fu dibattuta ampiamente anche ai tempi della guerra in Iraq, in Kosovo, in Afghanistan, e quel “ripudio” dei Padri costituenti, ha fatto finora da pietra d’inciampo, almeno in Italia, per quanti cercavano di trovare ragioni ad una guerra “giusta”, sotto l’egida della difesa dei diritti umanitari.

ma perchè...?

Da anni l’Italia partecipa a missioni di pace internazionale, decise dall’O.N.U., mediante il proprio esercito, che è coinvolto anche in azioni di guerra. È legittimo chiedersi se tale partecipazione sia lecita, dato che l’Italia ripudia la guerra. L’invio di soldati sotto le bandiere dell’O.N.U., che implica l’uso della forza armata con modalità belliche, ha suscitato un forte dibattito: secondo una corrente di pensiero, questi interventi sono privi della necessaria legittimità costituzionale; altri studiosi, invece, ritengono ammissibile la partecipazione italiana sulla base di una consuetudine di diritto internazionale che impone la tutela dei diritti umani. Detto in altri termini, partecipare a missioni che contemplano l’uso delle armi sarebbe in questo caso uno strumento per affermare la pace e i diritti umani; di fatto, non si tratta di partecipare a una guerra per ampliare il territorio italiano, ma di inviare i propri soldati in missioni internazionali allo scopo di difendere valori ritenuti universali.

L'importanza dell'articolo 11

Questo articolo è importante per diversi motivi: 1. Partecipazione civica: Garantisce ai cittadini il diritto di formare liberamente associazioni, promuovendo la partecipazione attiva e consapevole nella vita sociale e politica del Paese. 2. Pluralismo: Favorisce la diversità di opinioni e la creazione di gruppi o organizzazioni che rappresentano una vasta gamma di interessi, contribuendo così al pluralismo e al dibattito democratico. 3. Diritti fondamentali: La libertà di associazione è un diritto fondamentale che sostiene e rafforza altri diritti, come la libertà di espressione e l'associazione in difesa di interessi specifici. 4. Controllo sul potere: Le associazioni possono agire come strumenti di controllo sulla sfera pubblica e privata, contribuendo a garantire la trasparenza e la tutela dei diritti dei cittadini.

"L'italia ripudia la guerra"

La scelta del termine “ripudia”, invece che “rinuncia”, racchiude in sé la condanna morale verso gli orrori e la distruzione causati dalla Seconda guerra mondiale e, soprattutto, il rifiuto di ogni propaganda militarista, di politiche e ideologie che giustifichino o nobilitino l’utilizzo della guerra – di aggressione e offesa, oltre che come alternativa legittima allo sforzo diplomatico e al dialogo in caso di controversie internazionali. I padri e le madri costituenti stabilirono una rottura netta col passato recente, dove nazionalismo e imperialismo avevano portato al vicolo cieco della guerra totale.

cos'e' l'onu?

L'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) è un'organizzazione internazionale universale nata nel 1945 per promuovere la pace e la sicurezza internazionale, attraverso un sistema di sicurezza collettivo. Dai 51 membri originari, il numero di Stati appartenenti alle Nazioni Unite è cresciuto progressivamente fino a raggiungere gli attuali 193 membri tra i restanti che non fanno parte dell'associazione abbiamo la Palestina e la Città del Vaticano che sono stati nominati come osservatori permanenti dell'associazione.

LA BASE GIURIDiCA DELL'ONU

La base giuridica dell'ONU è la Carta delle Nazioni Unite, firmata il 26 giugno 1945 a San Francisco, a conclusione della Conferenza delle Nazioni Unite sull'organizzazione internazionale, ed entrata in vigore il 24 ottobre 1945. La Carta è un trattato internazionale che vincola tutti gli Stati che l'hanno ratificata. Gli organi principali delle Nazioni Unite sono: l'Assemblea Generale, il Consiglio di Sicurezza, il Consiglio Economico e Sociale, il Consiglio di Amministrazione Fiduciaria, la Corte Internazionale di Giustizia e il Segretariato.

Grazie per L'ATTENZIONE!

DARIO TRIFERO' LUCREZIA PATTIMARCO VADALA' ANDREA CURCURUTOGIANCARMELO PORTALE

La Costituzione Italiana è definita innanzi tutto come la legge fondamentale del nostro Stato, che sancisce le regole della vita sociale e le norme dell’ordinamento dello Stato. La Costituzione Italiana è composta di 139 articoli, divisi in quattro sezioni: I Principi Fondamentali (art. 1-12), Diritti e doveri dei cittadini (13-54), Ordinamento della Repubblica (55-139), 18 Disposizioni transitorie e finali.

Cos'è un referendum?

La parola referendum deriva dal verbo latino refero, che significa riferisco, e nella traduzione allargata del termine vuol dire “convocazione per riferire”. I cittadini, infatti, vengono chiamati ad esprimere un parere attraverso il voto su questioni particolarmente importanti.