a cura di Giorgia Navarra, Silvia Papari e Alessandro Pizzuto
partito liberale italiano
IL RUOLO POLITICO SECONDO LA COSTITUZIONE
Il Partito Liberale Italiano è una libera associazione di cittadini che, ai sensi dell'art. 49 della Costituzione della Repubblica italiana, si propongono di concorrere con metodo democratico a determinare la politica Nazionale, facendo valere il principio di Libertà, quale supremo regolatore e ispiratore di ogni attività pubblica e privata.
Gli elementi centrali delle definizioni sono dunque:
Il partito è un'associazione;
Con tale requisito si esclude anzitutto l'utilizzo di qualsiasi forma di violenza atta ad imporre idee o scelte politiche. L'organizzazione interna deve essere democratica, trasparente e perseguire fini costituzionalmente rilevanti.
Che cosa significa metodo democratico?
Il fine del partito è indirizzare le decisioni pubbliche;
Gli scopi del partito sono ottenuti principalmente attraverso la partecipazione alle elezioni;
La strategia principale è l'occupazione di cariche elettive.
le origini
Venne fondato da Emilio Borzino, a Bologna, l'8 ottobre 1922, collaborò con il governo fascista fino al delitto Matteotti del 1924. Venne sciolto nel 1994, dopo aver partecipato a numerosi governi pentapartitici. .
Il Partito Liberale Italiano (PLI) è stato un partito politico italiano, fondato sull'impostazione liberale, liberista e laica dello Stato, che rappresentava idealmente la tradizione moderata del Risorgimento, erede dell'Unione Liberale, che aveva avuto in Camillo Benso di Cavour il massimo rappresentante.
Dal 1989 ...
resasi necessaria in seguito alla crisi del vecchio centro-sinistra ed alla maggioranza del Preambolo affermatasi nella DC nel congresso del 1980, favorevole ad un'apertura a sinistra che escludesse i comunisti.
Negli anni ottanta il PLI fu parte integrante del pentapartito, che metteva insieme la Democrazia Cristiana, all'epoca dominata
dalle correnti dorotee e quella di Carlo Donat-Cattin (di sinistra ma ostile al PCI), il Partito Socialista Italiano, il Partito Socialista Democratico Italiano ed il Partito Repubblicano Italiano,
La regione coi migliori risultati per il PLI fu il Piemonte, e in particolare la provincia di Cuneo, storico feudo elettorale di Giovanni Giolitti, Luigi Einaudi e, nell'ultimo terzo del XX secolo, Raffaele Costa. Nel 1985 dopo un arretramento elettorale, il vertice nazionale cambiò ancora. Alfredo Biondi e Raffaele Costa diedero vita alla "Costituente Liberale" che portò all'elezione di Alfredo Biondi alla segreteria nazionale.
In alcuni comuni pugliesi fu proposto un accordo con il PCI rompendo con la linea nazionale. La nuova alleanza nelle giunte pugliesi fu proposta dal segretario regionale Valentino Stola. Nel 1986 la componente di sinistra elesse segretario Renato Altissimo, che portò il partito all'incremento elettorale delle politiche del 1992. In seguito alle dimissioni di Altissimo, viene eletto segretario Raffaele Costa.
... Al 1992
Partendo da dati elettorali esigui, era inimmaginabile che il PLI potesse resistere al ciclone Tangentopoli.Pur semplicemente sfiorato dalle inchieste di Mani Pulite sul finanziamento illecito ai partiti, il PLI si sciolse nel 1994, così come molti partiti della Prima Repubblica. La situazione era ormai difficile e, dopo un dibattito furente, il XXII congresso sancì lo scioglimento del partito il 6 febbraio 1994. Già nel corso del 1993 alcuni esponenti liberali avevano tentato, pur mantenendo l'appartenenza al partito, di ricostituire una presenza liberale sotto nuovi simboli e nuove formule.
Il giorno dopo lo scioglimento, alcuni esponenti dell'ex PLI scelsero di dare vita a un coordinamento dei liberali ormai sparsi in diversi movimenti nella prospettiva di riunificare in futuro le diverse esperienze dei liberali.
Raffaello Morelli fondò la Federazione dei Liberali, in cui confluì l'Unione Liberaldemocratica di Zanone. In occasione delle elezioni politiche del 1994 la Federazione dei Liberali non si presentò unitariamente ma si limitò a stendere un documento di indirizzi politico-programmatici cui si invitavano ad aderire i diversi esponenti liberali candidati nei vari schieramenti. Essa ereditò il seggio del PLI nell'Internazionale Liberale e la stessa sede di via Frattina a Roma, rivendicando così di rappresentare la continuità del disciolto partito.
Dopo un'iniziale intesa con l'Unione Democratica per la Repubblica e il Patto Segni il Partito Liberale stipulò un accordo con Forza Italia alla vigilia delle elezioni europee del 1999.
Partito Liberale Italiano dal 1997...
Nel 1997 fu fondato il Partito Liberale dopo che l'anno precedente i partecipanti, ad un convegno a Chianciano Terme, avevano manifestato la necessità di ricostituirsi in soggetto strutturato per rilanciare la tradizione liberale italiana. Il nuovo soggetto politico si proponeva così di sostenere politiche di privatizzazione e liberalizzazione dei settori non strategici a favore della libera concorrenza, e promuovere la riduzione del debito pubblico attraverso il taglio della spesa corrente in un quadro di sostanziale apertura in materia di diritti civili.
I RISULTATI ELETTORALI
Alle politiche del 2006 il Partito Liberale aderì alla Casa delle Libertà. Due anni dopo, tuttavia, concorse alle elezioni politiche con liste autonome e raccolse lo 0,3% dei voti.
A gennaio 2011 il PLI aderì al Nuovo Polo per l'Italia insieme ad altre formazioni centriste e nel novembre successivo, con le dimissioni del governo Berlusconi IV, diede pieno sostegno all'ipotesi di un governo tecnico guidato da Mario Monti. La partecipazione alle successive elezioni politiche del 2013 avvenne con liste autonome, presenti in alcune circoscrizioni, che raccolsero meno dello 0,1% dei voti.
Nel febbraio 2014 diversi esponenti ed exesponenti del PLI costituirono "I Liberali". Alle europee del 2014 il PLI prese parte alla lista elettorale di area liberaldemocratica Scelta Europea, che ottenne lo 0,7% dei voti.
Attualmente uomini politici liberali si possono trovare in vari partiti italiani:
- nel 1997 è stato rifondato il Partito Liberale sotto la guida di Stefano De Luca, con vari esponenti tutti provenienti dal vecchio PLI, come Renato Altissimo eAlfredo Biondi.
- alcuni liberali hanno preso parte al Popolo della Libertà e a Forza Italia.
- alcuni liberali sono entrati nel movimento politico della Lega Nord.
partito liberale italiano
silvia papari
Created on December 31, 2023
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a cura di Giorgia Navarra, Silvia Papari e Alessandro Pizzuto
partito liberale italiano
IL RUOLO POLITICO SECONDO LA COSTITUZIONE
Il Partito Liberale Italiano è una libera associazione di cittadini che, ai sensi dell'art. 49 della Costituzione della Repubblica italiana, si propongono di concorrere con metodo democratico a determinare la politica Nazionale, facendo valere il principio di Libertà, quale supremo regolatore e ispiratore di ogni attività pubblica e privata.
Gli elementi centrali delle definizioni sono dunque:
Il partito è un'associazione;
Con tale requisito si esclude anzitutto l'utilizzo di qualsiasi forma di violenza atta ad imporre idee o scelte politiche. L'organizzazione interna deve essere democratica, trasparente e perseguire fini costituzionalmente rilevanti.
Che cosa significa metodo democratico?
Il fine del partito è indirizzare le decisioni pubbliche;
Gli scopi del partito sono ottenuti principalmente attraverso la partecipazione alle elezioni;
La strategia principale è l'occupazione di cariche elettive.
le origini
Venne fondato da Emilio Borzino, a Bologna, l'8 ottobre 1922, collaborò con il governo fascista fino al delitto Matteotti del 1924. Venne sciolto nel 1994, dopo aver partecipato a numerosi governi pentapartitici. .
Il Partito Liberale Italiano (PLI) è stato un partito politico italiano, fondato sull'impostazione liberale, liberista e laica dello Stato, che rappresentava idealmente la tradizione moderata del Risorgimento, erede dell'Unione Liberale, che aveva avuto in Camillo Benso di Cavour il massimo rappresentante.
Dal 1989 ...
resasi necessaria in seguito alla crisi del vecchio centro-sinistra ed alla maggioranza del Preambolo affermatasi nella DC nel congresso del 1980, favorevole ad un'apertura a sinistra che escludesse i comunisti.
Negli anni ottanta il PLI fu parte integrante del pentapartito, che metteva insieme la Democrazia Cristiana, all'epoca dominata
dalle correnti dorotee e quella di Carlo Donat-Cattin (di sinistra ma ostile al PCI), il Partito Socialista Italiano, il Partito Socialista Democratico Italiano ed il Partito Repubblicano Italiano,
La regione coi migliori risultati per il PLI fu il Piemonte, e in particolare la provincia di Cuneo, storico feudo elettorale di Giovanni Giolitti, Luigi Einaudi e, nell'ultimo terzo del XX secolo, Raffaele Costa. Nel 1985 dopo un arretramento elettorale, il vertice nazionale cambiò ancora. Alfredo Biondi e Raffaele Costa diedero vita alla "Costituente Liberale" che portò all'elezione di Alfredo Biondi alla segreteria nazionale.
In alcuni comuni pugliesi fu proposto un accordo con il PCI rompendo con la linea nazionale. La nuova alleanza nelle giunte pugliesi fu proposta dal segretario regionale Valentino Stola. Nel 1986 la componente di sinistra elesse segretario Renato Altissimo, che portò il partito all'incremento elettorale delle politiche del 1992. In seguito alle dimissioni di Altissimo, viene eletto segretario Raffaele Costa.
... Al 1992
Partendo da dati elettorali esigui, era inimmaginabile che il PLI potesse resistere al ciclone Tangentopoli.Pur semplicemente sfiorato dalle inchieste di Mani Pulite sul finanziamento illecito ai partiti, il PLI si sciolse nel 1994, così come molti partiti della Prima Repubblica. La situazione era ormai difficile e, dopo un dibattito furente, il XXII congresso sancì lo scioglimento del partito il 6 febbraio 1994. Già nel corso del 1993 alcuni esponenti liberali avevano tentato, pur mantenendo l'appartenenza al partito, di ricostituire una presenza liberale sotto nuovi simboli e nuove formule.
Il giorno dopo lo scioglimento, alcuni esponenti dell'ex PLI scelsero di dare vita a un coordinamento dei liberali ormai sparsi in diversi movimenti nella prospettiva di riunificare in futuro le diverse esperienze dei liberali.
Raffaello Morelli fondò la Federazione dei Liberali, in cui confluì l'Unione Liberaldemocratica di Zanone. In occasione delle elezioni politiche del 1994 la Federazione dei Liberali non si presentò unitariamente ma si limitò a stendere un documento di indirizzi politico-programmatici cui si invitavano ad aderire i diversi esponenti liberali candidati nei vari schieramenti. Essa ereditò il seggio del PLI nell'Internazionale Liberale e la stessa sede di via Frattina a Roma, rivendicando così di rappresentare la continuità del disciolto partito.
Dopo un'iniziale intesa con l'Unione Democratica per la Repubblica e il Patto Segni il Partito Liberale stipulò un accordo con Forza Italia alla vigilia delle elezioni europee del 1999.
Partito Liberale Italiano dal 1997...
Nel 1997 fu fondato il Partito Liberale dopo che l'anno precedente i partecipanti, ad un convegno a Chianciano Terme, avevano manifestato la necessità di ricostituirsi in soggetto strutturato per rilanciare la tradizione liberale italiana. Il nuovo soggetto politico si proponeva così di sostenere politiche di privatizzazione e liberalizzazione dei settori non strategici a favore della libera concorrenza, e promuovere la riduzione del debito pubblico attraverso il taglio della spesa corrente in un quadro di sostanziale apertura in materia di diritti civili.
I RISULTATI ELETTORALI
Alle politiche del 2006 il Partito Liberale aderì alla Casa delle Libertà. Due anni dopo, tuttavia, concorse alle elezioni politiche con liste autonome e raccolse lo 0,3% dei voti. A gennaio 2011 il PLI aderì al Nuovo Polo per l'Italia insieme ad altre formazioni centriste e nel novembre successivo, con le dimissioni del governo Berlusconi IV, diede pieno sostegno all'ipotesi di un governo tecnico guidato da Mario Monti. La partecipazione alle successive elezioni politiche del 2013 avvenne con liste autonome, presenti in alcune circoscrizioni, che raccolsero meno dello 0,1% dei voti. Nel febbraio 2014 diversi esponenti ed exesponenti del PLI costituirono "I Liberali". Alle europee del 2014 il PLI prese parte alla lista elettorale di area liberaldemocratica Scelta Europea, che ottenne lo 0,7% dei voti.
Attualmente uomini politici liberali si possono trovare in vari partiti italiani: