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BANDIERA E INNO NAZIONALE

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Created on December 30, 2023

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Transcript

La bandiera italiana

"Il tricolore non è una semplice insegna di Stato, è un vessillo di libertà" Carlo Azeglio Ciampi

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INdice

La bandiera italiana

storia della bandiera

il tricolore nell'arte e nella musica

normativa sul tricolore

le tre epoche storiche

articolo della costituzione

i colori del tricolore

giornata nazionale

significati del tricolore

Storia della bandiera

Il Tricolore italiano nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 (a seguito della Rivoluzione francese e della discesa di Naoleone Bonaparte in Italia), con la sua prima adozione come bandiera nazionale dalla Repubblica Cispadana.Si trattava di uno stendardo a bande orrizzontali,con al centro l'emblema della neonata repubblica. L'evento accadde in un salone del palazzo comunale di Reggio Emilia, chiamato poi Sala del Tricolore. Nel 1794, due studenti bolognesi, Luigi Zamboni e Giovanni Battista de

Rolandis, furono i primi ad accostare in una coccarda i tre colori,dall'interno verso l'esterno rispettivamente:verde, bianco e rosso modificando quella francese. Il 21 agosto 1789 ci fu la prima comparsa dei colori nazionali, visti sulle coccarde dei manifestanti a Genova. La differenza tra le due tipologie di coccarde stava nel fatto che quest'ultime non possedevano uno standard fisso mentre quelle realizzate dai due giovani riflettevano proprio i colori adottati dalla Repubbica Cispadana.In seguito, il Tricolore divenne stendardo militare della legione lombarda (11 ottobre 1796), poi vessillo civico della congregazione dei magistrati e deputati di Bologna (18 ottobre 1796) e come vessillo nazionale della Repubblica Cispadana.

La bandiera italiana, come altri vessilli nazionali, si ispira a quella francese, che simboleggiava la rivoluzione francese ed era caratterizzata da tre colori: il blu, il bianco e il rosso.

Le tre epoche storiche

che hanno causato modifiche alla bandiera...

L'EPOCA NAPOLEONICA

1796-1815

IL RISORGIMENTO

1848 – 1871

1861-2024

DALL'UNITA' D'ITALIA AD OGGI

Significato dei colori del tricolore

LOREM IPSUM

Nella coccarda , creata da Luigi Zamboni e Giovanni Battista de Rolandis, il bianco ricordava la città d'origine di Luigi, ovvero Bologna. Delle ipotesi, invece, affermano che il bianco sia legato al colore delle nevi sulle montagne italiane.

Rosso scarlatto
Verde felce
Bianco brillante

Nella coccarda , creata da Luigi Zamboni e Giovanni Battista de Rolandis, il rosso ricordava la città d'origine di Giovanni, ovvero Castell'Alfero (Asti). Delle ipotesi, invece, affermano che il rosso sia legato al sangue versato dai soldati italiani nelle molte guerre a cui hanno preso parte.

Inizialmente il verde simboleggia i diritti naturali, cioè la libertà e l'uguaglianza. Durante l'epoca napoleonica, questo colore, prende un altro significato idealistico, cioè la speranza. Delle ipotesi affermano, invece, che il verde sia un tributo a Napoleone. Altre legano questo colore al verde dei prati e della macchia mediterranea italiana.

Altri significati della bandiera

SECTION 1

Significato poetico:

Nasce dal discorso che fece Carducci in occasione del centenario della nascita della bandiera italiana. Il poeta paragonò, infatti, il tricolore a “le nevi delle alpi, l’aprile delle valli, le fiamme dei vulcani”

Significato religioso:

Hanno anche un significato religioso legato alle tre virtù teologali: fede, speranza e carità. L’accostamento tra virtù e colori è di facile intuizione: il bianco è la fede, il verde la speranza e il rosso la carità.

Significato allegorico:

La bandiera italiana ha anche un significato allegorico legato ai valori universali di giustizia, uguaglianza, e fratellanza. Il corretto utilizzo della bandiera italiana è sancito anche da una legge, che disciplina le modalità di esposizione e la difende da atti di vilipendio (articolo 292 del codice penale).

Significato culinario:

Il corbezzolo è una pianta tipica della macchia mediterranea, quindi molto presente in Italia. Tra le sue caratteristiche quella di avere contemporaneamente sulla pianta fiore e frutto. Ai patrioti del Risorgimento non sfuggì un particolare cromatico: foglie verdi, frutti rossi e fiori bianchi tutti insieme contemporaneamente sulla pianta. Ecco allora che il corbezzolo è considerato una pianta nazionale d’Italia.

La giornata nazionale

Per ricordare la nascita della bandiera italiana il 31 dicembre 1996 è stata istituita la Giornata nazionale della bandiera italiana, che è meglio conosciuta come Festa del Tricolore. Si festeggia ogni anno il 7 gennaio, le celebrazioni ufficiali sono organizzate a Reggio Emilia, città dove venne decretata la prima adozione ufficiale del tricolore come bandiera nazionale da parte di uno Stato italiano (la Repubblica Cispadana). A Reggio Emilia la Festa del Tricolore è celebrata in piazza Prampolini, alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana, che assiste all'alzabandiera sulle note dell'Inno di Mameli e rende gli onori militari a una riproduzione della bandiera della Repubblica Cispadana.

A Roma, presso il Palazzo del Quirinale, il cerimoniale prevede il cambio della Guardia d'onore in forma solenne con lo schieramento e la sfilata del Reggimento Corazzieri in uniforme di gala e della Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a cavallo. Questo rito solenne viene svolto solamente in tre altre occasioni, durante le celebrazioni dell'Unità d'Italia (17 marzo), della Festa della Repubblica Italiana (2 giugno) e della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate (4 novembre). Inoltre, a Roma, in occasione delle Festa della Repubblica si svolge la tradizionale parata militare e sul Colosseo viene srotolata una maxi bandiera, un’operazione svolta dai Vigili del Fuoco.

Il tricolore nell'arte e nella musica...

LOREM IPSUM

Dei famosi dipinti, il cui soggetto gira intorno al Tricolore, sono: "Pasquale Sottocorno all'assalto del Palazzo del Genio durante le Cinque Giornate di Milano" (1860) di Pietro Bouvier. "Carlo Alberto di Savoia al balcone di palazzo Greppi" (1848) di Carlo Bossoli. " Combattimento a Palazzo Litta" (metà XIX secolo) di Baldassare Verazzi. Il tricolore ricorre spesso nei quadri dei pittori italiani aderenti al futurismo, in particolare in quelli di Giacomo Balla.

Arte:

I primi brani musicali sul tricolore iniziarono a essere composti poco dopo la sua adozione ufficiale del 7 gennaio 1797. Il più famoso componimento musicale popolare scritto in questo periodo e dedicato alla bandiera italiana è "Al tricolore" La maggior parte dei brani musicali dedicati al tricolore italiano sono stati però scritti durante il Risorgimento. Il più famoso è "La bandiera dei tre colori", cantata in tutte le scuole primarie italiane per decenni.

Musica:

Normativa sul tricolore

Obbligo di esposizione:
Modalità di esposizione:
Tutela giuridica:
Modalità di ripiego:

L’articolo 12 ,uno dei principi fondamentali, della Costituzione ne stabilisce le caratteristiche.

L'Inno di Mameli

"Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta! Uniamoci, amiamoci, l'unione e l'amore rivelano ai popoli le vie del Signore." Goffredo Mameli

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INdice

L'Inno di MAMELI

goffredo mameli

cos'è l'inno?

michele novaro

la storia

come nacque l'inno?

cosa racconta?

Cos'è l'Inno di Mameli?

Il Canto degli Italiani, noto anche come Inno di Mameli,prima di essere il nostro Inno nazionale è stato un canto risorgimentale importantissimo per le lotte di unificazione ed è da attribuire alla città di Genova. Scritto nell'autunno del 1847 da Goffredo Mameli, un giovane studente e patriota di vent'anni, e successivamente musicato a Torino da Michele Novaro, un altro genovese, l'inno nacque in un clima di fervore patriottico che anticipava la guerra contro l'Austria.

L'immediatezza dei versi e la potenza della melodia lo resero il canto più amato dell'unificazione, non solo durante il periodo risorgimentale, ma anche nei decenni successivi. Non sorprende che Giuseppe Verdi, nel suo Inno delle Nazioni del 1862, scelse proprio il Canto degli Italiani - anziché la Marcia Reale - per simboleggiare la Patria italiana, collocandolo accanto a God Save the Queen e alla Marsigliese. Il 12 ottobre 1946, in maniera quasi naturale, l'Inno di Mameli fu adottato come inno nazionale della Repubblica Italiana.Tuttavia il nostro inno venne reso ufficiale solo il 4 dicembre 2017 dalle Commissioni degli affari costituzionali della Camera e del Senato!

La storia dell'Inno
Cosa significa?
Come nacque l'Inno?
Quando viene utilizzato l'Inno?
I protagonisti dell'Inno nazionale...
Giorgia Vitaliano, Martina Aiello, Claudia Casella,Alessia Moio e Noemi Nania

FINE

Dall'unità d'Italia ad oggi

Il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d'Italia e la sua bandiera continuò a essere quella della prima guerra d'indipendenza. La mancanza di leggi portò alla realizzazione di vessilli diversi dall'originale, quasi arbitrari. Solo nel 1925 ci fu una legge, che definiva i modelli della bandiera nazionale e di Stato (con in aggiunta lo stemma della corona reale). Dopo la nascita della Repubblica, il 19 giugno 1946, un decreto legislativo, stabilì la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall'Assemblea Costituente e inserita nell'articolo 12 della Carta Costituzionale.Il 24 Marzo 1947 l'Assemblea Costituente stabilì che "la bandiera della Repubblica è il tricolore formato da verde,bianco e rosso a tre bande verticali di eguali dimensioni."

Come nacque il nostro Inno?

Anton Giulio Barrili, patriota e poeta, amico e biografo di Mameli, fornì una testimonianza celebre sulla creazione dell'inno nazionale italiano "Fratelli d'Italia". La scena si svolse a Torino, nella casa di Lorenzo Valerio, patriota e scrittore. Durante una serata di metà settembre, si mescolavano musica e politica, con la lettura al pianoforte di vari inni scritti in quell'anno per diverse regioni d'Italia. Nel corso della serata, Ulisse Borzino, un rinomato pittore genovese, giunse da Genova e consegnò al musicista Novaro un foglietto con un messaggio da Goffredo Mameli. Novaro, commosso dalla lettura del messaggio, lo condivise con gli altri presenti, generando un entusiasmo contagioso. Successivamente, il musicista cercò di adattare la melodia, ma non riuscì a trovare la giusta armonia. Infine, dopo una notte agitata, Novaro, ispirato dal motivo suonato a casa Valerio, compose la melodia dell'inno nazionale italiano, "Fratelli d'Italia", trasformando l'agitazione in un capolavoro musicale.

Qual è il suo significato?

Il testo dell'inno è patriottico e rispecchia il fervore nazionalista dell'epoca risorgimentale italiana, un periodo in cui diverse regioni e stati italiani stavano cercando di unirsi per formare un'unica nazione. L'inno celebra l'unità, la libertà e l'indipendenza, esprimendo l'orgoglio e il desiderio di un'Italia unita e libera.

L'epoca napoleonica

La prima campagna d'Italia, condotta da Napoleone tra il 1796 e il 1799, sgretolò l'antico sistema di Stati in cui era divisa la penisola. Al loro posto sorsero numerose repubbliche giacobine democratiche: la Repubblica Ligure, Romana, Partenopea e Anconitana. Queste rappresentano la prima espressione d'indipendenza, che alimentarono il Risorgimento. Fu proprio in questi anni che la bandiera venne avvertita non più come segno dinastico o militare, ma come simbolo del popolo, delle libertà conquistate e, quindi, della nazione stessa.In questo periodo la bandiera italiana era conosciuta attraverso il disegno del cronista don Antonio Rovatti.

Il Risorgimento

Nei tre decenni che seguirono, il vessillo tricolore venne soffocato dalla Restaurazione, ma continuò ad essere innalzato come emblema di libertà. Nella stagione del '48, la bandiera divenne simbolo di una riscossa nazionale. Il 23 marzo 1848, Carlo Alberto proclamò, alle popolazioni del Lombardo Veneto, l'inizio della prima guerra d'indipendenza. Allo stemma dinastico fu aggiunta una bordatura azzurra, per evitare che la croce e il campo dello scudo si confondessero con il bianco e il rosso delle bande del vessillo.

Michele Novaro nacque il 23 ottobre 1818 a Genova e intraprese gli studi di composizione e canto nella sua città natale. Nel 1847, si trasferì a Torino con un contratto di secondo tenore e ricoprì la posizione di maestro dei cori presso i Teatri Regio e Carignano. Essendo un convinto liberale, Novaro contribuì al movimento per l'indipendenza italiana mettendo il suo talento compositivo al servizio della causa. Musicò numerosi canti patriottici e organizzò spettacoli per raccogliere fondi destinati alle imprese garibaldine. Nonostante il grande successo ottenuto con il suo inno più famoso, "Il Canto degli Italiani," Novaro, di indole modesta, non trasse alcun vantaggio personale dalla sua celebrità, nemmeno dopo l'Unità d'Italia. Tornato a Genova, fondò una Scuola Corale Popolare tra il 1864 e il 1865, dedicando tutto il suo impegno a questa iniziativa. Michel Novaro morì in povertà il 21 ottobre 1885. La sua vita fu segnata da difficoltà finanziarie e problemi di salute. In riconoscimento al suo contributo, gli ex allievi eressero un monumento funebre nel cimitero di Staglieno a Genova, dove oggi riposa accanto alla tomba di Mazzini.

Qual è la sua storia?

Il Canto fece il suo debutto pubblico durante una commemorazione della rivolta del quartiere Portoria contro gli occupanti asburgici durante la guerra di successione austriaca. Essendo però stato scritto da un autore repubblicano, l’inno venne presto proibito dalla polizia sabauda e poi anche da quella austriaca. La sua interpretazione divenne così un reato politico sino alla Prima guerra mondiale.

In che modo lo usiamo?

L'inno nazionale italiano viene eseguito ufficialmente in vari contesti, conferendo loro un significato solenne e patriottico: Eventi Sportivi Internazionali, Cerimonie Ufficiali e Istituzionale, Manifestazioni Patriottiche e Cerimonie Militari.

Goffredo Mameli dei Mannelli nacque a Genova il 5 settembre 1827, figlio di Adele (o Adelaide) Zoagli, discendente di una delle famiglie aristocratiche più illustri di Genova, e di Giorgio, cagliaritano e comandante di una squadra della flotta del Regno di Sardegna. Mostrò precocemente un interesse per la poesia e gli ideali liberali e repubblicani. Nel 1847, aderì al mazzinianesimo, partecipando attivamente alle manifestazioni genovesi per le riforme e componendo l'opera "Il Canto degli Italiani". La vita di Mameli fu dedicata interamente alla causa italiana. Nel marzo del 1848, guidò 300 volontari per raggiungere Milano durante le insurrezioni e combatté contro gli Austriaci sul Mincio con il grado di capitano dei bersaglieri. Dopo l'armistizio di Salasco, tornò a Genova e collaborò con Garibaldi. Nel novembre del 1848, si unì a Roma, dove il 9 febbraio 1849 fu proclamata la Repubblica. Nonostante la febbre, partecipò attivamente alla difesa di Roma assediata dai Francesi e fu ferito alla gamba sinistra il 3 giugno. A causa della cancrena, la gamba dovette essere amputata. Goffredo Mameli morì il 6 luglio 1849, a soli ventidue anni, a causa di un'infezione. Le sue spoglie sono sepolte nel Mausoleo Ossario del Gianicolo. La sua breve ma intensa vita e il suo contributo alla lotta per l'indipendenza italiana lo hanno reso una figura venerata e simbolica del Risorgimento.