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Il Diritto all'Istruzione

Antonio Laurino

Created on December 30, 2023

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Transcript

Lavoro di Ed. Civica (Storia e Geografia) a cura di: Roberta Bisaccia Silvia Laurino Virginia Laurino

Il Diritto all'Istruzione

Indice

Il Governo della Scuola

Come nasce la scuola

La Scuola delle Pari Opportunità

La Scuola Italiana

Il Diritto allo studio in Italia

Il Sistema Scolastico Italiano

L'universo dell'Università

Come nasce la scuola

Nelle società primitive l’educazione dei giovani avveniva attraverso l’imitazione da parte dei ragazzi delle attività di caccia e di pesca, svolte dal padre o da altri adulti. Per molti secoli la trasmissione della cultura è avvenuta oralmente, solo con l’invenzione della scrittura si è sviluppata una nuova forma di comunicazione tra gli esseri umani che ha reso possibile la nascita della scuola. Il concetto di istruzione come diritto di tutto un popolo si afferma nel Settecento, quando filosofi e pensatori del tempo sostengono che, per combattere le ingiustizie e i soprusi, siano necessarie la ragione e l’istruzione. Anche i metodi educativi sono cambiati nel corso dei secoli e ora si porge l’attenzione verso le esigenze dei giovani.

La scuola italiana

Nel 1859 nasce la scuola italiana con il ministro dell’istruzione Gabrio Casati che rende obbligatoria e gratuita l’istruzione elementare. La Legge Casati affronta, per la prima volta, il problema dell’analfabetismo: questo rappresenta un primo passo verso l’affermazione del diritto allo studio. Il censimento del 1871 accerta che dopo dieci anni di scuola obbligatoria l’analfabetismo è notevolmente aumentato. La legge rimane in vita fino al 1923, quando il regime fascista affida al filosofo Giovanni Gentile il compito di riorganizzare il sistema scolastico. Nasce così la riforma Gentile, che estende l’obbligo scolastico fino al quattordicesimo anno di età e prevede l’insegnamento della religione cattolica nella scuola. Il sistema scolastico è improntato a una concezione aristocratica della cultura e dell’educazione. Durante il ventennio fascista nelle scuole viene svolta un’opera di propaganda fondamentale per il regime. Alla fine del secondo conflitto mondiale, si afferma il principio della scuola democratica con la redazione della Costituzione repubblicana.

Il diritto allo studio in Italia

La Costituzione italiana garantisce il diritto allo studio a tutti i cittadini, che devono avere la possibilità di usufruire di un’istruzione libera e adeguata alle proprie esigenze. L’ istruzione non è solo un diritto, ma anche un dovere. La libertà di insegnamento è il principio alla base delle norme costituzionali sulla scuola. La Costituzione garantisce non solo la libertà di insegnamento ma anche la libera gestione dell’istruzione, stabilendo che altri enti o privati, oltre lo Stato, possono istituire scuole e corsi d’istruzione, purché ciò avvenga senza spese per lo Stato. Anche la scuola ha le sue regole, ma al tempo stesso fornisce garanzie ben precise agli studenti. Lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria, entrato in vigore nel 1998, riassume i diritti e i doveri degli alunni nei confronti della comunità scolastica. Lo Statuto ripercorre tutte le libertà fondamentali dell’individuo, introducendole nell’universo della scuola, come la libertà di opinione e di espressione. Quest'ultimo assicura la partecipazione degli studenti alla vita della scuola.

Tra i diritti degli studenti c’è anche quello alla Trasparenza: indica il diritto di ogni cittadino a ricevere delle informazioni comprensibili. Ogni scuola, ad inizio di anno scolastico, deve presentare le proprie attività attraverso un documento che viene consegnato alle famiglie, il Piano dell’Offerta Formativa (POF). È necessario che la scuola sia un luogo, oltre che accogliente e pulito, anche sicuro. Molto spesso queste condizioni di sicurezza, non si verificano per una serie di motivi: - Gli edifici scolastici sono troppo vecchi - I fabbricati non sono antisismici - Le scuole non dispongono di piani di emergenza e di evacuazione - Non vengono effettuate le prove di evacuazione.

Il sistema scolastico italiano

La scuola ci accompagna negli anni più delicati della nostra vita: ci aiuta a crescere, ad avere nuovi amici e ci fa conoscere insegnanti che ricorderemo anche in futuro. I livelli che portano gradualmente dalla scuola materna all’università sono i seguenti: - La SCUOLA MATERNA accoglie bambini dai 3 ai 6 anni e si propone di educare e sviluppare la personalità infantile. L’elemento fondamentale è la GRATUITÀ. - La SCUOLA ELEMENTARE: dura 5 anni, la sua frequenza è obbligatoria e i libri di testo sono gratuiti. A partire dal 1990, l’insegnante che si occupava di tutte le materie è stato sostituito da più maestri, ognuno responsabile di un gruppo di discipline, tra cui anche la lingua straniera. - La SCUOLA MEDIA unica o SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO, ha rappresentato una grande innovazione essendo unica e gratuita. Essa dura 3 anni ed è obbligatoria, perciò deve fornire agli studenti gli strumenti per la conoscenza di sé e degli altri.

- La SCUOLA SUPERIORE: comprende tutti i tipi di istituti, differenti per finalità e piani di studio, successivi alla scuola media.

  • I LICEI che mirano a dare un’istruzione che prepari all’università, durano 5 anni e si articolano in:
-Classico -Scientifico -Artistico -delle Scienze Sociali
  • - Gli ISTITUTI TECNICI hanno durata di 5 anni e hanno lo scopo di preparare i giovani direttamente all’esercizio di professioni nel campo del commercio, turismo, industrie, sport, trasporti, costruzioni e agraria.
  • - Gli ISTITUTI PROFESSIONALI consentono di conseguire una specifica preparazione teorico-pratica da spendere nel settore commerciale, industriale, artigiano, agrario e marittimo.

L'universo dell'Università

Una volta conseguito il diploma, ci si può iscrivere a qualunque corso di laurea. Nel 1999 l’università italiana è stata riformata. Sono state istituite: lauree di primo livello, dalla durata di tre anni e lauree di secondo livello, dalla durata di cinque anni. La suddivisione in due livelli, è presente in quasi tutti i paesi europei e ha il duplice scopo di consentire una qualificazione in tempi più rapidi a chi desidera lavorare prima, e un approfondimento a chi invece desidera continuare, eventualmente anche con una successiva specializzazione, come un dottorato di ricerca o un master.

Il governo della scuola

La scuola ha degli organismi di governo: il principale è il Ministro d’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Gli organi collegiali scolastici si occupano soprattutto di aspetti educativi e didattici che riguardano ogni singolo istituto. Esaminiamoli in breve: - Consiglio di classe: composto da tutti gli insegnanti della classe, dal preside e da quattro rappresentanti dei genitori, dura in carica un anno e ha il compito di favorire rapporti tra le famiglie, i docenti e gli alunni. - Collegio dei docenti: composto dal preside e da tutti gli insegnanti della scuola, si occupa di tutto ciò che riguarda il funzionamento dell’Istituto, per esempio cura l’adeguamento dei programmi scolastici, promuove e attua le iniziative per il sostegno degli alunni portatori di handicap. - Consiglio d’istituto: composto dal preside, dai rappresentanti degli insegnanti, del personale non docente e dei genitori, è l’organo cui compete il governo economico-finanziario della scuola. Dura in carica tre anni, e elegge al proprio interno una Giunta, composta dal preside e da altri membri, che si occupa del bilancio della scuola.

Gli organi collegiali territoriali sono: - Il Consiglio scolastico locale: elabora proposte e fornisce pareri su questioni che riguardano l’attuazione dell’autonomia, dell’edilizia scolastica, l’informazione, l’offerta formativa, l’orientamento, l’organizzazione scolastica sul territorio. - Il Consiglio regionale dell’istruzione: costituito dai presidenti dei consigli scolastici locali, esprime pareri sull’autonomia delle istruzioni scolastiche, l’attuazione delle innovazioni degli ordinamenti, l’offerta formativa, l’obbligo formativo, l’integrazione tra istruzione e informazione professionale. - Il Consiglio superiore della pubblica istruzione: fornisce supporto tecnico-scientifico nell’istruzione universitaria, ordinamenti scolastici, programmi scolastici, organizzazione generale dell’istruzione scolastica e stato giuridico del personale.

La scuola delle pari opportunità

L’articolo 34 della nostra Costituzione garantisce a tutti il diritto di ricevere una adeguata istruzione. Questo principio non è sempre facile da realizzare, ma la scuola deve essere organizzata in maniera tale da permettere a tutti gli studenti di ottenere gli stessi risultati con gli stessi strumenti. Fino ad alcuni anni fa i bambini e adolescenti portatori di handicap studiavano in scuole particolari portando all’emarginazione. La legge oggi garantisce il diritto all’istruzione delle persone handicappate in istituzioni scolastiche attraverso l’integrazione nelle normali classi. La nostra società è multiculturale, quindi l’insegnamento deve essere interculturale. Nella scuola italiana convivono circa 200 etnie diverse; la presenza di alunni stranieri in classe educa non solo all’accettazione e al rispetto del diverso, ma è anche un momento di scambio, riflessione e conoscenza di un mondo diverso dal proprio.

Un fenomeno molto frequente nelle scuole è l’abbandono scolastico e l’ingresso precoce nel mondo del lavoro. I motivi sono legati sia alle necessità economiche delle famiglie sia al senso di estraneità che molti ragazzi provano verso al scuola. Per evasione scolastica si intende non più il mancato rispetto dell’obbligo scolastico, ma più in generale un ingresso anticipato nel mondo del lavoro, da una parte garantisce facili e immediati guadagni, dall’altro espone il giovane al rischio di una scarsa qualificazione professionale e culturale. Lo Stato istituisce scuole statali di ogni ordine e grado (scuola pubblica), ma permette anche ad enti privati di istituire scuole e istituti di educazione non statali (scuole private) a patto che questo avvenga senza spese per lo Stato.

Fine