FAKE NEWS
Cosa sono le fake news?
Le fake news sono notizie false o ingannevoli che vengono deliberatamente diffuse per ingannare o influenzare le persone. Possono essere create per vari motivi, come influenzare l'opinione pubblica, ottenere un guadagno economico, danneggiare la reputazione di qualcuno o diffondere informazioni false su un particolare argomento. Le fake news possono apparire credibili e persuasive, ma possono essere infondate o distorte per manipolare la percezione delle persone. Grazie allo sviluppo dei social media e alla facilità di condivisione delle informazioni online, le fake news possono diffondersi molto rapidamente.
La mia ricerca:
Facendo una ricerca sul sito butac.it mi sono imbattuto con diversi siti appartenenti alla black list, ovvero una lista di siti che divulgano fake news, tra questi, ho trovato databaseitalia.it, dopo aver letto diversi articoli mi era evidente notare che il sito in questione sia un diffusore di fake news legate all'ideologia di estrema destra e pro-QAnon. Mi sono ulteriormente informato su questa pagina web e ho trovato che databaseitalia.it è ritenuto da Newsguard (un estensione che ti permette di sapere se una notizia e vera o falsa) uno dei dieci principali portali di diffusione di disinformazione in Italia. Direi un ottimo primato. Una volta deciso che il mio lavoro sulle fake news sarebbe partito dal sito precedentemente citato, ho scelto un articolo contenente fake news sulla materia che avevo scelto (fisica). Ho avuto l'imbarazzo della scelta tra tutti quegli articoli contenenti notizie false, ma ho scelto un articolo che afferma che uno dei "fondatori" di Greenpeace dice che il cambiamento climatico è falso.
L'articolo:
L'articolo scelto ha come titolo, cito testualmente: Il cofondatore di Greenpeace Patrick Moore afferma che il “cambiamento climatico” è falso. La prima cosa da fare per identificare una fake news è innanzitutto guardare l'URL (Uniform Resource Locator): se inizia con https:// vuole dire che il sito web è protetto da un certificato SSL/TLS, un protocollo che consente la trasmissione di informazioni in modo criptato e sicuro. Se invece inizia con http:// il sito è più vulnerabile agli attacchi informatici. Di conseguenza, è altamente sconsigliato interagire con un sito che inizia con http://. Nel mio caso, la notizia iniziava con https://, quindi sono andato avanti.
La seguente cosa da fare per identificare una fake news è verificarne la fonte, ovvero determinare se la pagina da dove otteniamo la notizia è attendibile. Ciò vale per tutte le fonti, ad esempio i social, la fonte più usata da i giovani ma di sicuro non la più attendibile. Se vogliamo verificare una notizia visualizzata nei social la prima cosa da fare è guardare il profilo di chi pubblica la notizia. Se il profilo contiene notizie che sono facilmente riconducibili a una fake news, meglio non dargli retta. Un altra cosa da guardare sono i follower, seguaci, iscritti, etc. Se il profilo in questione ne ha pochi è più probabile che la notizia sia falsa. Tornando agli articoli presenti su internet, si può vedere che la fonte è poco attendibile seguendo questi tre criteri:
- Se conosci la pagina o l'hai già sentita prima.
- Verificando, come ho detto prima, gli altri articolo del sito.
- Cercando informazioni nel web sull'attendibilità della pagina in questione.
Nel mio caso non conoscevo la pagina (primo punto contro), sono andato a vedere altri articoli del sito e ho trovato, come dicevo prima, diverse notizie già al primo impatto false (secondo punto contro). Arrivati a questo punto è quasi totalmente certo che siamo difronte a una fake news, però possiamo andare avanti. Ho cercato informazioni su internet riguardanti alla pagina databaseitalia.it e ho trovato numerosi articoli di diversi siti decisamente più attendibili che sconsigliavano il sito in questione (terzo punto negativo). Dopo essere arrivati a questo punto siamo tutti certi che l'articolo sia una fake news, però non è così in tutti i casi. Quindi possiamo fare ulteriori verifiche come controllare la data dell'articolo e affidarci a siti di fact-checking come Snopes, FactCheck.org o Polifact o oppure siti di fact-checking italiani come bufala.net o butac. Infatti, come ho detto prima, databaseitalia.it compare nella black list di butac. Se una volta realizzati questi controlli siamo riusciti a verificare che la notizia è falsa possiamo ritenerci soddisfatti del nostro lavoro e segnarci il sito in questione nella nostra "lista nera". Se una volta fatti tutti i passaggi elencati sopra abbiamo ancora il dubbio su che sia o no una notizia falsa ci resta solo analizzare il testo e smentirlo.
L'analisi del testo:
Una volta arrivati a questo punto ci resta solo smentire il testo, che può sembrare una cosa lunga e noiosa, però è molto utile per imparare cose nuove e "proteggersi" dalle fake news. Iniziando dal titolo: Il cofondatore di Greenpeace Patrick Moore afferma che il “cambiamento climatico” è falso, sono andato a verificare chi è Patrick Moore, guardando principalmente la sua pagina Wikipedia, dove non dice da nessuna parte che ha fondato Greenpeace ma bensì (come confermano altri siti e blog attendibili) che ha fatto parte di Greenpeace dal 1971 fino al 1986 e che fu per nove anni presidente di Greenpeace Canada e per sette anni direttore di Greenpeace International. Sono andato a vedere anche il sito ufficiale di Greenpeace ed ho trovato una sezione dedicata ai fondatori e da nessuna parte c'è il suo nome. Qui troviamo la prima bugia, bufala, fake news o come vogliamo chiamarla. Andando avanti (di ben poco), troviamo un'altra informazione da verificare: l'articolo spiega che Patrick Moore ha raccontato i motivi del perché ha lasciato Greenpeace a The Epoch Times. Visto che non conoscevo questo sito ho seguito lo stesso procedimento che ho seguito per verificare la fonte databaseitalia.it
e ho trovato un interessantissimo articolo di butac che ci spiega questo sito: è un sito noto per essere uno dei contenitori più assurdi di teorie del complotto. Gli autori di Epoch Times credono a tutto, dalle scie chimiche ai Protocolli di Sion. Sono anni che spargono disinformazione in rete. Si tratta di una testata legata a un movimento religioso cinese, Falun Gong. La testata, vicinissima anche a Trump, viene criticata non solo da fact-checker e debunker, ma anche da altri giornalisti. Sono tra le testate che hanno diffuso teorie antivacciniste, bufale sul 9/11, teorie cospirazioniste stile Qanon e così via. Se non bastasse questo articolo per capire che The Epoch Times non è attendibile, in rete troviamo diversi articoli, soprattutto in lingua inglese, che ci dicono le stesse cose riguardanti questo sito. Visto che l'articolo diceva che Patrick Moore aveva raccontato i fatti a questo giornale ho fatto una ricerca sul sito ed effettivamente ho trovato l'articolo in questione. L'articolo, datato undici febbraio 2022 sorprendentemente è la versione in lingua inglese e più lunga dell'articolo che ho trovato io. Andando avanti con la ricerca ho trovato un tweet dell ex presidente americano Donald Trump, negazionista climatico e come ho detto prima vicino all The Epoch Times e a Patrick Moore sulla piattaforma X, prima Twitter, dove ripete le parole di Patrick Moore e dicendo che è stato cofondatore di Greenpeace. Greenpeace risponde al tweet dicendo Patrick Moore non era un cofondatore di Greenpeace. Non rappresenta Greenpeace. È un lobbista pagato, non una fonte indipendente. Avanzando e tralasciando alcune barbarie dette da questo uomo troviamo le sue dichiarazioni riguardanti al cambiamento climatico e l'anidride carbonica (CO2): Patrick Moore ritiene che gli sbalzi di temperatura non sono causati dal CO2, ma dall'aumento delle piantagioni. Cosa che centinaia di studi smentiscono. Tra cui National Oceanic and Atmospheric Administration (agenzia scientifica e normativa statunitense che si occupa di previsioni meteorologiche, monitoraggio delle condizioni oceaniche e atmosferiche e tracciamento di mappe dei mari) che afferma in questo interessante report: Riassumendo, il report dice che con gli studi realizzati negli anni, si è arrivati alla conclusione che con l'aumento delle emissioni di CO2 della società, di conseguenza abbiamo avuto un aumento di ppm (parti per milione) nell'atmosfera.
E come possiamo vedere in quest'altro grafico, a partire dal 1980 circa, c'è stato un notevole aumento di temperatura. Che coincide con l'aumento di emissioni di CO2 e con l'aumento di CO2 nell'aria.
Sfatata la fake news, la domanda che mi rimane è: perché Patrick Moore afferma che l'aumento del CO2 non è cattivo, ma anzi, dice che più CO2 fa bene all ambiente e agli esseri umani? La prima cosa che mi viene in mente è che Moore sia interessato all'utilizzo di materiali e combustibili che emettano CO2. Come afferma Greenpeace: Patrick Moore è da oltre 30 anni portavoce retribuito di numerose industrie inquinanti, tra cui l'industria del legname, quella mineraria, quella chimica e quella dell'acquacoltura. Un'altra fake news è quella relativa agli orsi polari e al ghiaccio nell'Artico e la temperatura nell'Antartide: Ma ora dicono che l’orso polare si estinguerà nel 2100 come se avessero una sfera di cristallo magica in grado di predire il futuro. In effetti, lo scorso inverno nell’Artico si è verificata un’espansione del ghiaccio rispetto agli anni precedenti e l’Antartide è stata più fredda durante l’ultimo inverno rispetto agli ultimi 50 anni. Innanzitutto, è molto difficile fare una stima di quanti orsi polari ci siano, come afferma il WWF: Stime precise sono difficili da ottenere poiché questa specie vive, a densità molto basse, in regioni impervie e disabitate. I dati disponibili ci dicono che poco meno di 30.000 esemplari. Quindi non sappiamo esattamente quanti orsi polari ci sono in meno rispetto a 20, 50 o 100 anni fa. Comunque, l'orso polare, nel grado di minaccia IUCN, ha il livello più alto: vulnerabile (VU). E' assolutamente falso che i ghiacciai stanno aumentando (quello che è vero è che in inverno, rispetto in estate, il ghiaccio si espande) come possiamo vedere da questo grafico e da queste immagini della NASA, la prima del 1984 e la seconda del 2012:
Per quanto riguarda la temperatura nell'Antartide, questo grafico ci mostra l'opposto:
Conclusione:
Purtroppo, su internet non tutto è vero, infatti questa è stata una piccola dimostrazione di che non dobbiamo credere a tutto ciò che leggiamo, vediamo o sentiamo, ma dobbiamo approfondire e verificare se le informazioni che ci arrivano sono corrette. Secondo un sondaggio realizzato da Idmo (Italian Digital Media Observatory), il 90% degli intervistati credono che in Italia la disinformazione sia diffusa e una quota simile si dichiara preoccupato per questo. I ricercatori hanno rilevato che il 73% degli intervistati dichiarano di essere in grado di riconoscerle (percentuale che arriva quasi all’80% tra i più giovani). Guarda caso, la stessa fiducia non è riposta nella capacità altrui: solo il 35% ritiene che le altre persone siano in grado di distinguere le notizie vere da quelle false. La lotta contro la disinformazione e le fake news è molto importante, quante volte abbiamo sentito parlarne, soprattutto della guerra Russia-Ucraina, COVID-19, temi politici o come in questo caso del cambiamento climatico. Potete trovare tantissimi corsi, anche gratuiti, aperti a tutti, ma consigliati soprattutto alle persone più anziane, che sono le più vulnerabili, per imparare a riconoscere una fake news ed evitare il suo propagamento. Inoltre, è utile segnalare ai siti di fact check, come quelli menzionati prima, a google o se necessario anche alle autorità la presenza di fake news, per rendere la rete più sicura,
Simone Dattola
Lavoro fake news
SIMONE DATTOLA
Created on December 29, 2023
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FAKE NEWS
Cosa sono le fake news?
Le fake news sono notizie false o ingannevoli che vengono deliberatamente diffuse per ingannare o influenzare le persone. Possono essere create per vari motivi, come influenzare l'opinione pubblica, ottenere un guadagno economico, danneggiare la reputazione di qualcuno o diffondere informazioni false su un particolare argomento. Le fake news possono apparire credibili e persuasive, ma possono essere infondate o distorte per manipolare la percezione delle persone. Grazie allo sviluppo dei social media e alla facilità di condivisione delle informazioni online, le fake news possono diffondersi molto rapidamente.
La mia ricerca:
Facendo una ricerca sul sito butac.it mi sono imbattuto con diversi siti appartenenti alla black list, ovvero una lista di siti che divulgano fake news, tra questi, ho trovato databaseitalia.it, dopo aver letto diversi articoli mi era evidente notare che il sito in questione sia un diffusore di fake news legate all'ideologia di estrema destra e pro-QAnon. Mi sono ulteriormente informato su questa pagina web e ho trovato che databaseitalia.it è ritenuto da Newsguard (un estensione che ti permette di sapere se una notizia e vera o falsa) uno dei dieci principali portali di diffusione di disinformazione in Italia. Direi un ottimo primato. Una volta deciso che il mio lavoro sulle fake news sarebbe partito dal sito precedentemente citato, ho scelto un articolo contenente fake news sulla materia che avevo scelto (fisica). Ho avuto l'imbarazzo della scelta tra tutti quegli articoli contenenti notizie false, ma ho scelto un articolo che afferma che uno dei "fondatori" di Greenpeace dice che il cambiamento climatico è falso.
L'articolo:
L'articolo scelto ha come titolo, cito testualmente: Il cofondatore di Greenpeace Patrick Moore afferma che il “cambiamento climatico” è falso. La prima cosa da fare per identificare una fake news è innanzitutto guardare l'URL (Uniform Resource Locator): se inizia con https:// vuole dire che il sito web è protetto da un certificato SSL/TLS, un protocollo che consente la trasmissione di informazioni in modo criptato e sicuro. Se invece inizia con http:// il sito è più vulnerabile agli attacchi informatici. Di conseguenza, è altamente sconsigliato interagire con un sito che inizia con http://. Nel mio caso, la notizia iniziava con https://, quindi sono andato avanti.
La seguente cosa da fare per identificare una fake news è verificarne la fonte, ovvero determinare se la pagina da dove otteniamo la notizia è attendibile. Ciò vale per tutte le fonti, ad esempio i social, la fonte più usata da i giovani ma di sicuro non la più attendibile. Se vogliamo verificare una notizia visualizzata nei social la prima cosa da fare è guardare il profilo di chi pubblica la notizia. Se il profilo contiene notizie che sono facilmente riconducibili a una fake news, meglio non dargli retta. Un altra cosa da guardare sono i follower, seguaci, iscritti, etc. Se il profilo in questione ne ha pochi è più probabile che la notizia sia falsa. Tornando agli articoli presenti su internet, si può vedere che la fonte è poco attendibile seguendo questi tre criteri:
- Se conosci la pagina o l'hai già sentita prima.
- Verificando, come ho detto prima, gli altri articolo del sito.
- Cercando informazioni nel web sull'attendibilità della pagina in questione.
Nel mio caso non conoscevo la pagina (primo punto contro), sono andato a vedere altri articoli del sito e ho trovato, come dicevo prima, diverse notizie già al primo impatto false (secondo punto contro). Arrivati a questo punto è quasi totalmente certo che siamo difronte a una fake news, però possiamo andare avanti. Ho cercato informazioni su internet riguardanti alla pagina databaseitalia.it e ho trovato numerosi articoli di diversi siti decisamente più attendibili che sconsigliavano il sito in questione (terzo punto negativo). Dopo essere arrivati a questo punto siamo tutti certi che l'articolo sia una fake news, però non è così in tutti i casi. Quindi possiamo fare ulteriori verifiche come controllare la data dell'articolo e affidarci a siti di fact-checking come Snopes, FactCheck.org o Polifact o oppure siti di fact-checking italiani come bufala.net o butac. Infatti, come ho detto prima, databaseitalia.it compare nella black list di butac. Se una volta realizzati questi controlli siamo riusciti a verificare che la notizia è falsa possiamo ritenerci soddisfatti del nostro lavoro e segnarci il sito in questione nella nostra "lista nera". Se una volta fatti tutti i passaggi elencati sopra abbiamo ancora il dubbio su che sia o no una notizia falsa ci resta solo analizzare il testo e smentirlo.L'analisi del testo:
Una volta arrivati a questo punto ci resta solo smentire il testo, che può sembrare una cosa lunga e noiosa, però è molto utile per imparare cose nuove e "proteggersi" dalle fake news. Iniziando dal titolo: Il cofondatore di Greenpeace Patrick Moore afferma che il “cambiamento climatico” è falso, sono andato a verificare chi è Patrick Moore, guardando principalmente la sua pagina Wikipedia, dove non dice da nessuna parte che ha fondato Greenpeace ma bensì (come confermano altri siti e blog attendibili) che ha fatto parte di Greenpeace dal 1971 fino al 1986 e che fu per nove anni presidente di Greenpeace Canada e per sette anni direttore di Greenpeace International. Sono andato a vedere anche il sito ufficiale di Greenpeace ed ho trovato una sezione dedicata ai fondatori e da nessuna parte c'è il suo nome. Qui troviamo la prima bugia, bufala, fake news o come vogliamo chiamarla. Andando avanti (di ben poco), troviamo un'altra informazione da verificare: l'articolo spiega che Patrick Moore ha raccontato i motivi del perché ha lasciato Greenpeace a The Epoch Times. Visto che non conoscevo questo sito ho seguito lo stesso procedimento che ho seguito per verificare la fonte databaseitalia.it
e ho trovato un interessantissimo articolo di butac che ci spiega questo sito: è un sito noto per essere uno dei contenitori più assurdi di teorie del complotto. Gli autori di Epoch Times credono a tutto, dalle scie chimiche ai Protocolli di Sion. Sono anni che spargono disinformazione in rete. Si tratta di una testata legata a un movimento religioso cinese, Falun Gong. La testata, vicinissima anche a Trump, viene criticata non solo da fact-checker e debunker, ma anche da altri giornalisti. Sono tra le testate che hanno diffuso teorie antivacciniste, bufale sul 9/11, teorie cospirazioniste stile Qanon e così via. Se non bastasse questo articolo per capire che The Epoch Times non è attendibile, in rete troviamo diversi articoli, soprattutto in lingua inglese, che ci dicono le stesse cose riguardanti questo sito. Visto che l'articolo diceva che Patrick Moore aveva raccontato i fatti a questo giornale ho fatto una ricerca sul sito ed effettivamente ho trovato l'articolo in questione. L'articolo, datato undici febbraio 2022 sorprendentemente è la versione in lingua inglese e più lunga dell'articolo che ho trovato io. Andando avanti con la ricerca ho trovato un tweet dell ex presidente americano Donald Trump, negazionista climatico e come ho detto prima vicino all The Epoch Times e a Patrick Moore sulla piattaforma X, prima Twitter, dove ripete le parole di Patrick Moore e dicendo che è stato cofondatore di Greenpeace. Greenpeace risponde al tweet dicendo Patrick Moore non era un cofondatore di Greenpeace. Non rappresenta Greenpeace. È un lobbista pagato, non una fonte indipendente. Avanzando e tralasciando alcune barbarie dette da questo uomo troviamo le sue dichiarazioni riguardanti al cambiamento climatico e l'anidride carbonica (CO2): Patrick Moore ritiene che gli sbalzi di temperatura non sono causati dal CO2, ma dall'aumento delle piantagioni. Cosa che centinaia di studi smentiscono. Tra cui National Oceanic and Atmospheric Administration (agenzia scientifica e normativa statunitense che si occupa di previsioni meteorologiche, monitoraggio delle condizioni oceaniche e atmosferiche e tracciamento di mappe dei mari) che afferma in questo interessante report: Riassumendo, il report dice che con gli studi realizzati negli anni, si è arrivati alla conclusione che con l'aumento delle emissioni di CO2 della società, di conseguenza abbiamo avuto un aumento di ppm (parti per milione) nell'atmosfera.
E come possiamo vedere in quest'altro grafico, a partire dal 1980 circa, c'è stato un notevole aumento di temperatura. Che coincide con l'aumento di emissioni di CO2 e con l'aumento di CO2 nell'aria.
Sfatata la fake news, la domanda che mi rimane è: perché Patrick Moore afferma che l'aumento del CO2 non è cattivo, ma anzi, dice che più CO2 fa bene all ambiente e agli esseri umani? La prima cosa che mi viene in mente è che Moore sia interessato all'utilizzo di materiali e combustibili che emettano CO2. Come afferma Greenpeace: Patrick Moore è da oltre 30 anni portavoce retribuito di numerose industrie inquinanti, tra cui l'industria del legname, quella mineraria, quella chimica e quella dell'acquacoltura. Un'altra fake news è quella relativa agli orsi polari e al ghiaccio nell'Artico e la temperatura nell'Antartide: Ma ora dicono che l’orso polare si estinguerà nel 2100 come se avessero una sfera di cristallo magica in grado di predire il futuro. In effetti, lo scorso inverno nell’Artico si è verificata un’espansione del ghiaccio rispetto agli anni precedenti e l’Antartide è stata più fredda durante l’ultimo inverno rispetto agli ultimi 50 anni. Innanzitutto, è molto difficile fare una stima di quanti orsi polari ci siano, come afferma il WWF: Stime precise sono difficili da ottenere poiché questa specie vive, a densità molto basse, in regioni impervie e disabitate. I dati disponibili ci dicono che poco meno di 30.000 esemplari. Quindi non sappiamo esattamente quanti orsi polari ci sono in meno rispetto a 20, 50 o 100 anni fa. Comunque, l'orso polare, nel grado di minaccia IUCN, ha il livello più alto: vulnerabile (VU). E' assolutamente falso che i ghiacciai stanno aumentando (quello che è vero è che in inverno, rispetto in estate, il ghiaccio si espande) come possiamo vedere da questo grafico e da queste immagini della NASA, la prima del 1984 e la seconda del 2012:
Per quanto riguarda la temperatura nell'Antartide, questo grafico ci mostra l'opposto:
Conclusione:
Purtroppo, su internet non tutto è vero, infatti questa è stata una piccola dimostrazione di che non dobbiamo credere a tutto ciò che leggiamo, vediamo o sentiamo, ma dobbiamo approfondire e verificare se le informazioni che ci arrivano sono corrette. Secondo un sondaggio realizzato da Idmo (Italian Digital Media Observatory), il 90% degli intervistati credono che in Italia la disinformazione sia diffusa e una quota simile si dichiara preoccupato per questo. I ricercatori hanno rilevato che il 73% degli intervistati dichiarano di essere in grado di riconoscerle (percentuale che arriva quasi all’80% tra i più giovani). Guarda caso, la stessa fiducia non è riposta nella capacità altrui: solo il 35% ritiene che le altre persone siano in grado di distinguere le notizie vere da quelle false. La lotta contro la disinformazione e le fake news è molto importante, quante volte abbiamo sentito parlarne, soprattutto della guerra Russia-Ucraina, COVID-19, temi politici o come in questo caso del cambiamento climatico. Potete trovare tantissimi corsi, anche gratuiti, aperti a tutti, ma consigliati soprattutto alle persone più anziane, che sono le più vulnerabili, per imparare a riconoscere una fake news ed evitare il suo propagamento. Inoltre, è utile segnalare ai siti di fact check, come quelli menzionati prima, a google o se necessario anche alle autorità la presenza di fake news, per rendere la rete più sicura,
Simone Dattola