Reggia di caserta
classe ia turismo presentazione
STORIA
Nel 1734 il diciottenne Carlo di Borbone (1716-1788) giunge al trono di Napoli, un regno tornato indipendente dopo oltre 200 anni. Figlio di Elisabetta Farnese e Filippo V, il sovrano porta in sé il segno di una cultura illuminata che gli consentirà di avviare importanti azioni di rinnovamento. Negli anni ’40 del Settecento il re comincia a immaginare un progetto visionario senza precedenti sul territorio. Il sogno di re Carlo prende forma nel 1750, con l’acquisto del feudo di Caserta per la cifra di 489.348,13 ducati. L’idea di costruire una nuova capitale nell’entroterra, non lontano da Napoli, prende vita grazie ai progetti dell’architetto Luigi Vanvitelli (1700-1773). Il 20 gennaio del 1752, a Caserta, il re posa la prima pietra del cantiere che cambierà le sorti dell’intera area: la Reggia di Caserta.
la reggia
La Reggia di Caserta è un maestoso palazzo reale situato a Caserta, in Italia. La reggia è nota per la sua architettura barocca e il suo grande parco all'italiana. È uno dei più grandi palazzi reali del mondo, con oltre 1.200 stanze e un'enorme sala centrale, la Sala del Trono.I Giardini della Reggia sono uno spettacolare complesso paesaggistico che si estendono su circa 120 ettari, su una lunghezza di circa 3 km, questi giardini all'italiana comprendono un grande canale, fontane, cascate, statue e un vasto parco naturale; sono stati realizzati dall'architetto Luigi Vanvitelli. Sono noti per la loro architettura paesaggistica e furono dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1997 insieme alla Reggia stessa. I giardini offrono una straordinaria esperienza culturale e naturale ai visitatori.
INTERNIdescrizione delle stanze
L'impianto della villa è quadrangolare con all'interno due bracci che si incrociano perpendicolarmente suddividendo il cortile in quattro parti. La Reggia è inserita In uno straordinario paesaggio organizzato con cascate, fontane, piscine alberi e giochi d'acqua. È tipico dell'architettura del 1700 integrare le forme dell'edificio con quelle naturali: i giardini hanno forme geometriche e le siepi formano barriere disegnate al labirinto poligonali.
APPARTAMENTO DELLA REGINA
L'Appartamento della Regina nella Reggia di Caserta consiste in un insieme di stanze private e intime destinate all'uso personale della regina durante il periodo in cui la reggia era abitata dalla famiglia reale. Queste stanze includono la Camera da Letto della Regina, il Salotto della Regina, il Gabinetto della Regina, il Vestito della Regina e altre stanze specializzate per le esigenze e i gusti della regina.!
Destinata alle pubbliche udienze fin dai progetti di Luigi Vanvitelli, fu l’ultima sala del Palazzo ad essere completata. I lavori iniziarono nel 1811 con Gioacchino Murat e vennero portati a termine da Ferdinando II di Borbone nel 1845, in occasione della VII Congresso degli Scienziati Italiani.
Quasi tutti i migliori artisti napoletani di metà Ottocento parteciparono all’opera di decorazione, che nell’abbondante uso dell’oro esprimeva il fasto della corte. Allegorie classiche e simboli borbonici affollano le pareti insieme ai medaglioni con i ritratti dei re di Napoli.
Sul fondo della sala è collocato il trono in legno intagliato e dorato, tappezzato di velluto.
Il monumentale affresco sulla volta di Gennaro Maldarelli ricorda la posa della prima pietra del Palazzo Reale, avvenuta nel 1752.
LA SALA DEL TRONO
SCALONE REALE
- Igresso del Re
- Composto da 116 gradini
- Marmo di Trapani
- Sintesi perfetta tra rigore classico e scenografia barocca
TEATRO DI CORTE
In una fase successiva alla progettazione del Palazzo Reale, Carlo di Borbone commissionò a Luigi Vanvitelli la costruzione di un piccolo teatro, destinato a intrattenere la corte.
Situato al centro del lato occidentale del Palazzo, il Teatro ha una forma a ferro di cavallo con cinque ordini di palchi, riccamente decorati da Gaetano Magri. Colonne in alabastro sorreggono la volta affrescata con Apollo che calpesta il serpente Pitone, opera di Crescenzo La Gamba. Di fronte al maestoso palco reale, il portale del palcoscenico poteva aprirsi all’occorrenza sul Parco, creando una suggestiva scenografia naturale.
Nonostante le dimensioni modeste (poteva ospitare al massimo 500 persone), il Teatro Reale di Caserta è un gioiello dell’architettura teatrale settecentesca, per la perfezione delle proporzioni, la qualità acustica e la sontuosità delle decorazioni.
Un gioiello architettonico per allietare la corte del re Ferdinando
Il parco si estende per 3km di lunghezza
IL PARCO
Molto suggestive sono le sue fontane che si estendono per oltre 3km
+ info
Alimentato dall'Acquedotto Carolino
GIARDINO INGLESE Alimentato dall’Acquedotto Carolino, il Giardino Inglese contrasta con il rigore geometrico del giardino “all’italiana” progettato da Luigi Vanvitelli. Ospita un’eccezionale varietà di piante esotiche e testimonia l’interesse dei Borbone per la botanica. Su iniziativa della regina, fu il botanico Graefer, seguito dai suoi figli, a farsi carico della selezione delle specie botaniche, effettuando numerosi sopralluoghi sulle coste campane, e attivando una fiorente attività d’importazione: le prime specie estere arrivarono dall’Olanda.
info
Ospita una varietà di piante esotiche
Su inziativa della Regina fu il botanico Graefer a farsi carico della selezione della specie botanica
VIAGGIARE CI PERMETTE DI CONOSCERE L'ARTE.
LA CONOSCENZA CI PERMETTE DI AMARLA.
AMANDO L'ARTE CONTRIBUIAMO ALLA SUA TUTELA.
SCALONE REALE
APPARTAMENTI REALI
SALA DELLE STAGIONI
Il Quarto del Principe Ereditario, abitato da Ferdinando IV e Maria Carolina, era introdotto da quattro sale di conversazione, note come “Sale delle Quattro Stagioni”. Il nome che le identifica fa riferimento ai dipinti sulle volte di Antonio de Dominicis e Fedele Fischetti, che si ispirano al ciclo delle stagioni. Le sale hanno in comune i lampadari in vetro di Murano e gli arredi originali del Settecento: tavoli, sedie e sofà, angoliere dorate e specchiere, queste ultime realizzate dagli artigiani Gennaro Fiore e Bartolomeo Di Natale.
Tip:
Interactivity is the key to capturing the interest and attention of your students. A genially is interactive because your group explores and interacts with it.
BOUDOIR DI MARIA CAROLINA
Il boudoir di Maria Carolina è composto da quattro ambienti collegati tra loro, destinati alla toeletta e al ricamo. Realizzato tra il 1780 e il 1782, il boudoir, luogo della vanità femminile, è decorato con un esuberante gusto rocaille, che contrasta con il severo stile neoclassico delle stanze del re Ferdinando.
Le decorazioni sono un trionfo di specchi e stucchi, merito dei migliori artigiani impegnati alla Reggia di Caserta.
Sulla volta del Gabinetto da Toelette, F. Fischetti omaggiò la regina con un affresco dedicato alla Toeletta di Venere.
Tip:
Interactivity is the key element to capture the interest and attention of your students. A genially is interactive because your group explores and interacts with it.
Acquedotto carolino
L’Acquedotto Carolino è un’opera d’ingegneria idraulica progettata dall’architetto Luigi Vanvitelli. La sua costruzione, cominciata nel 1753, consente la realizzazione del sogno di re Carlo di Borbone. Grazie all’acquedotto, l’acqua raggiunge il Parco Reale della Reggia di Caserta all’altezza dalla cascata, e da qui scende ad alimentare l’articolato sistema di vasche e fontane dopo aver percorso 38 chilometri. L’acquedotto comincia il suo percorso alle falde del Monte Taburno, a Bucciano in territorio di Airola, dove attinge alle sorgenti del Fizzo a una quota di 243 metri s.l.m. Il suo condotto prosegue per lo più interrato, segnalato in superficie da 67 torrini funzionali al controllo e allo sfiato.
Cappella palatina
CAPPELLA PALATINA
Su richiesta del re Carlo di Borbone, Luigi Vanvitelli progettò la Real Cappella Palatina su modello di quella di Versailles, che però riteneva “cattiva, sproporzionata in tutto”. Distanziandosi dal modello francese, collocò la Cappella all’interno del Palazzo Reale, con accesso diretto dal Vestibolo Superiore. La Cappella presenta una grande nava a pianta rettangolare, fiancheggiata da due file di colonne che si elevano su un alto basamento. Sull’altare campeggia l’Immacolata concezione di Giuseppe Bonito, unica tela sopravvissuta ai bombardamenti del 1943. I marmi policromi del pavimento, il soffitto rivestito d’oro e le fastose decorazioni disegnate da Vanvitelli sintetizzano la perfezione dello spirito classico con vivacità barocca.
SALA DI ASTREA
acconta il mito che Astrea, dea della Giustizia, fu l’ultima divinità ad abbandonare la terra al termine dell’Età dell’Oro. A lei è dedicata la quarta anticamera alla Sala del Trono, decorata, come la sala che la precede, durante il periodo della dominazione francese.
La figura di Astrea, riconoscibile dalla bilancia e dal pendolo, simboli dell’equità del regno, è rappresentata in uno degli altorilievi dorati e nel dipinto sulla volta. Nel ritrarre la dea, l'artista si ispirò probabilmente alla regina Carolina Murat, che, come il marito, condivideva gli ideali massonici alla base dell’iconografia della sala.
Il motivo del labirinto, sul pavimento in marmo di Carrara, evoca significati esoterici.
CAPPELLA PALATINA
Su richiesta del re Carlo di Borbone, Luigi Vanvitelli progettò la Real Cappella Palatina su modello di quella di Versailles, che però riteneva “cattiva, sproporzionata in tutto”. Distanziandosi dal modello francese, collocò la Cappella all’interno del Palazzo Reale, con accesso diretto dal Vestibolo Superiore.
I lavori furono proseguiti dal figlio Carlo, che si occupò delle decorazioni, e terminarono con l’inaugurazione della chiesa nel Natale del 1784, alla presenza del re Ferdinando IV.
La Cappella presenta una grande navata a pianta rettangolare, fiancheggiata da due file di colonne che si elevano su un alto basamento. Sull’altare campeggia l’Immacolata concezione di Giuseppe Bonito, unica tela sopravvissuta ai bombardamenti del 1943. I marmi policromi del pavimento, il soffitto rivestito d’oro e le fastose decorazioni disegnate da Vanvitelli sintetizzano la perfezione dello spirito classico con vivacità barocca.
BIBLOTECA PALATINA
Insieme al teatro e alla cappella, la biblioteca è il terzo luogo distintivo di una casa reale, simbolo del grado di civiltà promosso dai sovrani.
Fondata da Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV, la Biblioteca Palatina si sviluppa su tre sale di consultazione, precedute da due sale di lettura. Con i suoi oltre 14.000 volumi di letteratura, storia, filosofia, teatro, diritto e arte militare, la collezione libraria della Biblioteca Palatina racchiude i più significativi esempi della cultura europea e napoletana, specchio dei gusti letterari dei suoi proprietari.
CANNOCCHIALE
L’intreccio prospettico tra Palazzo e Parco è introdotto da un’invenzione scenografica destinata a stupire l’osservatore: una lunga galleria centrale, attraverso cui si può scorgere in lontananza la successione di fontane del Parco Reale. Questo spazio porticato prende il nome di “Cannocchiale” per l’effetto prospettico che crea nel collegare, lungo lo stesso asse, la Via d’Acqua della Reggia di Caserta con Viale Carlo III, che conduceva a Napoli. Il Cannocchiale metteva in comunicazione l’interno con l’esterno, dando origine a un dialogo ideale tra la famiglia reale e il suo popolo. Con le sue tre navate, il Cannocchiale serviva anche ad agevolare la circolazione: nella navata centrale passavano le carrozze, in quelle laterali i pedoni.
SALA DI ALESSANDRO
In corrispondenza del centro esatto della facciata Sud del Palazzo Reale si trova la Sala di Alessandro, dedicata alla figura di Alessandro Magno, a cui Carlo di Borbone intendeva ispirarsi.
Il condottiero è celebrato nel grandioso affresco sulla volta, opera di Mariano Rossi dal titolo Il matrimonio di Alessandro il macedone e Roxane (1787).
Le fontane attraversano la seconda parte del Parco, e lo percorrono con una forma rettilinea ma discontinua.
Le fontane sono arricchite da statue e sculture ispirate alla mitologia greca.
Alcuni nomi delle fontane sono: Fontana Margherita, Fontana dei Delfini,Fontana di Venere e la Fontana di Eolo.
STUDIO DI FERDINANDO IV
Lo studiolo di Ferdinando IV è una sala dall’atmosfera severa e aristocratica, ottenuta grazie a uno stile neolassico di ispirazione tedesca.
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Created on December 28, 2023
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Reggia di caserta
classe ia turismo presentazione
STORIA
Nel 1734 il diciottenne Carlo di Borbone (1716-1788) giunge al trono di Napoli, un regno tornato indipendente dopo oltre 200 anni. Figlio di Elisabetta Farnese e Filippo V, il sovrano porta in sé il segno di una cultura illuminata che gli consentirà di avviare importanti azioni di rinnovamento. Negli anni ’40 del Settecento il re comincia a immaginare un progetto visionario senza precedenti sul territorio. Il sogno di re Carlo prende forma nel 1750, con l’acquisto del feudo di Caserta per la cifra di 489.348,13 ducati. L’idea di costruire una nuova capitale nell’entroterra, non lontano da Napoli, prende vita grazie ai progetti dell’architetto Luigi Vanvitelli (1700-1773). Il 20 gennaio del 1752, a Caserta, il re posa la prima pietra del cantiere che cambierà le sorti dell’intera area: la Reggia di Caserta.
la reggia
La Reggia di Caserta è un maestoso palazzo reale situato a Caserta, in Italia. La reggia è nota per la sua architettura barocca e il suo grande parco all'italiana. È uno dei più grandi palazzi reali del mondo, con oltre 1.200 stanze e un'enorme sala centrale, la Sala del Trono.I Giardini della Reggia sono uno spettacolare complesso paesaggistico che si estendono su circa 120 ettari, su una lunghezza di circa 3 km, questi giardini all'italiana comprendono un grande canale, fontane, cascate, statue e un vasto parco naturale; sono stati realizzati dall'architetto Luigi Vanvitelli. Sono noti per la loro architettura paesaggistica e furono dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1997 insieme alla Reggia stessa. I giardini offrono una straordinaria esperienza culturale e naturale ai visitatori.
INTERNIdescrizione delle stanze
L'impianto della villa è quadrangolare con all'interno due bracci che si incrociano perpendicolarmente suddividendo il cortile in quattro parti. La Reggia è inserita In uno straordinario paesaggio organizzato con cascate, fontane, piscine alberi e giochi d'acqua. È tipico dell'architettura del 1700 integrare le forme dell'edificio con quelle naturali: i giardini hanno forme geometriche e le siepi formano barriere disegnate al labirinto poligonali.
APPARTAMENTO DELLA REGINA
L'Appartamento della Regina nella Reggia di Caserta consiste in un insieme di stanze private e intime destinate all'uso personale della regina durante il periodo in cui la reggia era abitata dalla famiglia reale. Queste stanze includono la Camera da Letto della Regina, il Salotto della Regina, il Gabinetto della Regina, il Vestito della Regina e altre stanze specializzate per le esigenze e i gusti della regina.!
Destinata alle pubbliche udienze fin dai progetti di Luigi Vanvitelli, fu l’ultima sala del Palazzo ad essere completata. I lavori iniziarono nel 1811 con Gioacchino Murat e vennero portati a termine da Ferdinando II di Borbone nel 1845, in occasione della VII Congresso degli Scienziati Italiani. Quasi tutti i migliori artisti napoletani di metà Ottocento parteciparono all’opera di decorazione, che nell’abbondante uso dell’oro esprimeva il fasto della corte. Allegorie classiche e simboli borbonici affollano le pareti insieme ai medaglioni con i ritratti dei re di Napoli. Sul fondo della sala è collocato il trono in legno intagliato e dorato, tappezzato di velluto. Il monumentale affresco sulla volta di Gennaro Maldarelli ricorda la posa della prima pietra del Palazzo Reale, avvenuta nel 1752.
LA SALA DEL TRONO
SCALONE REALE
TEATRO DI CORTE
In una fase successiva alla progettazione del Palazzo Reale, Carlo di Borbone commissionò a Luigi Vanvitelli la costruzione di un piccolo teatro, destinato a intrattenere la corte. Situato al centro del lato occidentale del Palazzo, il Teatro ha una forma a ferro di cavallo con cinque ordini di palchi, riccamente decorati da Gaetano Magri. Colonne in alabastro sorreggono la volta affrescata con Apollo che calpesta il serpente Pitone, opera di Crescenzo La Gamba. Di fronte al maestoso palco reale, il portale del palcoscenico poteva aprirsi all’occorrenza sul Parco, creando una suggestiva scenografia naturale. Nonostante le dimensioni modeste (poteva ospitare al massimo 500 persone), il Teatro Reale di Caserta è un gioiello dell’architettura teatrale settecentesca, per la perfezione delle proporzioni, la qualità acustica e la sontuosità delle decorazioni.
Un gioiello architettonico per allietare la corte del re Ferdinando
Il parco si estende per 3km di lunghezza
IL PARCO
Molto suggestive sono le sue fontane che si estendono per oltre 3km
+ info
Alimentato dall'Acquedotto Carolino
GIARDINO INGLESE Alimentato dall’Acquedotto Carolino, il Giardino Inglese contrasta con il rigore geometrico del giardino “all’italiana” progettato da Luigi Vanvitelli. Ospita un’eccezionale varietà di piante esotiche e testimonia l’interesse dei Borbone per la botanica. Su iniziativa della regina, fu il botanico Graefer, seguito dai suoi figli, a farsi carico della selezione delle specie botaniche, effettuando numerosi sopralluoghi sulle coste campane, e attivando una fiorente attività d’importazione: le prime specie estere arrivarono dall’Olanda.
info
Ospita una varietà di piante esotiche
Su inziativa della Regina fu il botanico Graefer a farsi carico della selezione della specie botanica
VIAGGIARE CI PERMETTE DI CONOSCERE L'ARTE. LA CONOSCENZA CI PERMETTE DI AMARLA. AMANDO L'ARTE CONTRIBUIAMO ALLA SUA TUTELA.
SCALONE REALE
APPARTAMENTI REALI
SALA DELLE STAGIONI
Il Quarto del Principe Ereditario, abitato da Ferdinando IV e Maria Carolina, era introdotto da quattro sale di conversazione, note come “Sale delle Quattro Stagioni”. Il nome che le identifica fa riferimento ai dipinti sulle volte di Antonio de Dominicis e Fedele Fischetti, che si ispirano al ciclo delle stagioni. Le sale hanno in comune i lampadari in vetro di Murano e gli arredi originali del Settecento: tavoli, sedie e sofà, angoliere dorate e specchiere, queste ultime realizzate dagli artigiani Gennaro Fiore e Bartolomeo Di Natale.
Tip:
Interactivity is the key to capturing the interest and attention of your students. A genially is interactive because your group explores and interacts with it.
BOUDOIR DI MARIA CAROLINA
Il boudoir di Maria Carolina è composto da quattro ambienti collegati tra loro, destinati alla toeletta e al ricamo. Realizzato tra il 1780 e il 1782, il boudoir, luogo della vanità femminile, è decorato con un esuberante gusto rocaille, che contrasta con il severo stile neoclassico delle stanze del re Ferdinando. Le decorazioni sono un trionfo di specchi e stucchi, merito dei migliori artigiani impegnati alla Reggia di Caserta. Sulla volta del Gabinetto da Toelette, F. Fischetti omaggiò la regina con un affresco dedicato alla Toeletta di Venere.
Tip:
Interactivity is the key element to capture the interest and attention of your students. A genially is interactive because your group explores and interacts with it.
Acquedotto carolino
L’Acquedotto Carolino è un’opera d’ingegneria idraulica progettata dall’architetto Luigi Vanvitelli. La sua costruzione, cominciata nel 1753, consente la realizzazione del sogno di re Carlo di Borbone. Grazie all’acquedotto, l’acqua raggiunge il Parco Reale della Reggia di Caserta all’altezza dalla cascata, e da qui scende ad alimentare l’articolato sistema di vasche e fontane dopo aver percorso 38 chilometri. L’acquedotto comincia il suo percorso alle falde del Monte Taburno, a Bucciano in territorio di Airola, dove attinge alle sorgenti del Fizzo a una quota di 243 metri s.l.m. Il suo condotto prosegue per lo più interrato, segnalato in superficie da 67 torrini funzionali al controllo e allo sfiato.
Cappella palatina
CAPPELLA PALATINA Su richiesta del re Carlo di Borbone, Luigi Vanvitelli progettò la Real Cappella Palatina su modello di quella di Versailles, che però riteneva “cattiva, sproporzionata in tutto”. Distanziandosi dal modello francese, collocò la Cappella all’interno del Palazzo Reale, con accesso diretto dal Vestibolo Superiore. La Cappella presenta una grande nava a pianta rettangolare, fiancheggiata da due file di colonne che si elevano su un alto basamento. Sull’altare campeggia l’Immacolata concezione di Giuseppe Bonito, unica tela sopravvissuta ai bombardamenti del 1943. I marmi policromi del pavimento, il soffitto rivestito d’oro e le fastose decorazioni disegnate da Vanvitelli sintetizzano la perfezione dello spirito classico con vivacità barocca.
SALA DI ASTREA
acconta il mito che Astrea, dea della Giustizia, fu l’ultima divinità ad abbandonare la terra al termine dell’Età dell’Oro. A lei è dedicata la quarta anticamera alla Sala del Trono, decorata, come la sala che la precede, durante il periodo della dominazione francese. La figura di Astrea, riconoscibile dalla bilancia e dal pendolo, simboli dell’equità del regno, è rappresentata in uno degli altorilievi dorati e nel dipinto sulla volta. Nel ritrarre la dea, l'artista si ispirò probabilmente alla regina Carolina Murat, che, come il marito, condivideva gli ideali massonici alla base dell’iconografia della sala. Il motivo del labirinto, sul pavimento in marmo di Carrara, evoca significati esoterici.
CAPPELLA PALATINA
Su richiesta del re Carlo di Borbone, Luigi Vanvitelli progettò la Real Cappella Palatina su modello di quella di Versailles, che però riteneva “cattiva, sproporzionata in tutto”. Distanziandosi dal modello francese, collocò la Cappella all’interno del Palazzo Reale, con accesso diretto dal Vestibolo Superiore. I lavori furono proseguiti dal figlio Carlo, che si occupò delle decorazioni, e terminarono con l’inaugurazione della chiesa nel Natale del 1784, alla presenza del re Ferdinando IV. La Cappella presenta una grande navata a pianta rettangolare, fiancheggiata da due file di colonne che si elevano su un alto basamento. Sull’altare campeggia l’Immacolata concezione di Giuseppe Bonito, unica tela sopravvissuta ai bombardamenti del 1943. I marmi policromi del pavimento, il soffitto rivestito d’oro e le fastose decorazioni disegnate da Vanvitelli sintetizzano la perfezione dello spirito classico con vivacità barocca.
BIBLOTECA PALATINA
Insieme al teatro e alla cappella, la biblioteca è il terzo luogo distintivo di una casa reale, simbolo del grado di civiltà promosso dai sovrani. Fondata da Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV, la Biblioteca Palatina si sviluppa su tre sale di consultazione, precedute da due sale di lettura. Con i suoi oltre 14.000 volumi di letteratura, storia, filosofia, teatro, diritto e arte militare, la collezione libraria della Biblioteca Palatina racchiude i più significativi esempi della cultura europea e napoletana, specchio dei gusti letterari dei suoi proprietari.
CANNOCCHIALE
L’intreccio prospettico tra Palazzo e Parco è introdotto da un’invenzione scenografica destinata a stupire l’osservatore: una lunga galleria centrale, attraverso cui si può scorgere in lontananza la successione di fontane del Parco Reale. Questo spazio porticato prende il nome di “Cannocchiale” per l’effetto prospettico che crea nel collegare, lungo lo stesso asse, la Via d’Acqua della Reggia di Caserta con Viale Carlo III, che conduceva a Napoli. Il Cannocchiale metteva in comunicazione l’interno con l’esterno, dando origine a un dialogo ideale tra la famiglia reale e il suo popolo. Con le sue tre navate, il Cannocchiale serviva anche ad agevolare la circolazione: nella navata centrale passavano le carrozze, in quelle laterali i pedoni.
SALA DI ALESSANDRO
In corrispondenza del centro esatto della facciata Sud del Palazzo Reale si trova la Sala di Alessandro, dedicata alla figura di Alessandro Magno, a cui Carlo di Borbone intendeva ispirarsi. Il condottiero è celebrato nel grandioso affresco sulla volta, opera di Mariano Rossi dal titolo Il matrimonio di Alessandro il macedone e Roxane (1787).
Le fontane attraversano la seconda parte del Parco, e lo percorrono con una forma rettilinea ma discontinua. Le fontane sono arricchite da statue e sculture ispirate alla mitologia greca. Alcuni nomi delle fontane sono: Fontana Margherita, Fontana dei Delfini,Fontana di Venere e la Fontana di Eolo.
STUDIO DI FERDINANDO IV
Lo studiolo di Ferdinando IV è una sala dall’atmosfera severa e aristocratica, ottenuta grazie a uno stile neolassico di ispirazione tedesca.