ADHD CON Disturbo OPpostivo provocatorio
Interventi psicoeducativi e didattici con disturbi comportamentali
indice
1. Descrizione della classe
2. Descrizione dello studente
3. Intervento educativo didattico
4. Cooperative learning
5. Discussione guidata
6. Ringraziamenti
DESCRIZIONE DELLA CLASSE
La classe IB è composta da 22 alunni, di cui 8 femmine e 14 maschi. Oltre ad A. non ci sono altri ragazzi con disabilità, in classe. A. è affiancato dall'insegnante di sostegno e dall'ASACOM. I comportamenti istintivi ed aggressivi di A. e le difficoltà nel controllare i propri impulsi, spesso gli rendono difficile seguire le lezioni, partecipare alle attività di gruppo e rispettare le regole della classe. Questo può portare a frustrazione, conflitti con gli altri studenti e con l'insegnante, oltre ad un calo del rendimento scolastico.In classe è presente un clima poco sereno, i compagni non sono ben predisposti nei confronti di A. e non lo coinvolgono nelle attività di gruppo. Risulta dunque necessario lavorare sul rapporto tra i pari oltre che sul comportamento individuale dello studente.
descrizione dello studente
Caso di disabilità con disturbi comportamentaliNome e Cognome: A. F. Età: 14 anni Diagnosi: ADHD con disturbo oppositivo provocatorio
A. F. ha 14 anni e frequenta la I superiore di un istituto professionale di Palermo. Vive insieme ai genitori e ai tre fratelli minori in un quartiere popolare della città. Il padre sta scontando una condanna agli arresti domiciliari e la madre lavora saltuariamente come colf. Lo studente ha una diagnosi di ADHD in comorbilità con il disturbo oppositivo provocatorio. Si tratta di disturbi con esordio in età evolutiva caratterizzati da un pattern ripetitivo e persistente di comportamenti antisociali, aggressivi e non. Presenta quindi frequenti atteggiamenti rabbiosi, provocatori, oppositivi e di trasgressione delle norme sociali e morali e difficoltà nelle funzioni esecutive. In particolare risulta carente nell’autoregolazione, nella flessibilità cognitiva e nell’autocontrollo emotivo. Come previsto dalla l. 104/92 ha diritto all’insegnante di sostegno che lo affianca durante le attività didattiche.
Nello specifico, in situazioni stressanti o quando è in disaccordo, Alberto reagisce tramite il comportamento dello sputo. Questa problematica si ripropone di frequente e rappresenta spesso un caso limite quando il comportamento-problema viene rivolto verso compagni e docenti.
INTERVENTO EDUCATIVO DIDATTICO
Un intervento educativo didattico efficace dovrebbe avere delle regole e delle aspettative chiare: è importante che l'alunno sappia che sputare ai compagni è un comportamento inaccettabile. Le regole e le aspettative devono essere chiare, concise e facilmente comprensibili. Bisogna essere coerenti nell'applicazione delle regole perché così facendo l'alunno sarà meno propenso a sfidarle.
E' importante provare empatia per l'alunno e cercare di capire quale sia la funzione del problema di comportamento e cosa lo stia motivando a comportarsi in quel modo per poter attivare percorsi di supporto ai comportamenti positivi sottolineandoli e premiandoli.
E' fondamentale identificare quali siano i problemi dell'allievo (le sue incapacità/impossibilità), individualizzando percorsi di apprendimento che possano favorire il cambiamento comportamentale.
Punto cardine è il coinvolgimento della famiglia: i genitori possono fornire informazioni utili sull'alunno e possono aiutare a sostenere il cambiamento e trovare vie positive per far sentire accolto e stimato l’alunno, individuando i punti di forza, le capacità, i talenti e le potenzialità.
Cooperative learning
Obiettivo: L'obiettivo di questa attività è aiutare l'alunno a sviluppare consapevolezza delle proprie emozioni, imparare a gestire la rabbia e la frustrazione in modo appropriato e ad accettare il punto di vista altrui.Materiali: Carta, penna, cartellone. Procedimento: L'insegnante divide la classe in gruppi da 4-5 studenti. Ogni gruppo riceve una copia di una tabella all'interno della quale sono indicate le emozioni e la descrizione delle stesse. I gruppi hanno 20 minuti per pensare ad una situazione in cui si sono sentiti arrabbiati o frustrati e descriverla, includendo i propri pensieri, sentimenti e comportamenti. Successivamente viene chiesto loro di riunire le risposte sul cartellone. Durante questo processo l'insegnante può aiutare gli studenti a cogliere i segnali fisiologici di avvertimento della rabbia, come il battito cardiaco accelerato o la tensione muscolare, a riconoscere le proprie emozioni e ad identificare i fattori che li hanno resi arrabbiati o frustrati. L'insegnante successivamente guida una discussione sulle scelte, chiedendo ai gruppi di fornire esempi di come si manifesta la rabbia e di come si può gestire in modo appropriato.
Discussione guidata
Durante la discussione, l'insegnante può concentrarsi sui seguenti punti:
- I diversi modi in cui la rabbia si manifesta a livello fisico, emotivo e comportamentale;
- I pensieri e le convinzioni che possono contribuire alla rabbia.
- Le strategie che si possono utilizzare per gestire la rabbia in modo appropriato.
- Chiedere all'alunno ADHD di condividere la propria esperienza con la rabbia in modo da potersi sentire compreso e supportato dai propri compagni di classe.
- L'insegnante può chiedere agli studenti di tenere un diario delle emozioni per una settimana. In questo diario, gli studenti possono annotare quando si sentono arrabbiati, come si manifesta la loro rabbia e come la gestiscono.
Il termometro delle emozioni
Grazie per l'attenzione!
GRUPPO 2:ARMETTA GIOVANNI BIANCHERI FABIANA BLANCO GIUSEPPE BUFALO ANTONINA CAMMARATA CLELIA
GRUPPO 2: INTERVENTI PSICOEDUCATIVI E DIDATTICI DISTURBO DELLA CONDOTT
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ADHD CON Disturbo OPpostivo provocatorio
Interventi psicoeducativi e didattici con disturbi comportamentali
indice
1. Descrizione della classe
2. Descrizione dello studente
3. Intervento educativo didattico
4. Cooperative learning
5. Discussione guidata
6. Ringraziamenti
DESCRIZIONE DELLA CLASSE
La classe IB è composta da 22 alunni, di cui 8 femmine e 14 maschi. Oltre ad A. non ci sono altri ragazzi con disabilità, in classe. A. è affiancato dall'insegnante di sostegno e dall'ASACOM. I comportamenti istintivi ed aggressivi di A. e le difficoltà nel controllare i propri impulsi, spesso gli rendono difficile seguire le lezioni, partecipare alle attività di gruppo e rispettare le regole della classe. Questo può portare a frustrazione, conflitti con gli altri studenti e con l'insegnante, oltre ad un calo del rendimento scolastico.In classe è presente un clima poco sereno, i compagni non sono ben predisposti nei confronti di A. e non lo coinvolgono nelle attività di gruppo. Risulta dunque necessario lavorare sul rapporto tra i pari oltre che sul comportamento individuale dello studente.
descrizione dello studente
Caso di disabilità con disturbi comportamentaliNome e Cognome: A. F. Età: 14 anni Diagnosi: ADHD con disturbo oppositivo provocatorio
A. F. ha 14 anni e frequenta la I superiore di un istituto professionale di Palermo. Vive insieme ai genitori e ai tre fratelli minori in un quartiere popolare della città. Il padre sta scontando una condanna agli arresti domiciliari e la madre lavora saltuariamente come colf. Lo studente ha una diagnosi di ADHD in comorbilità con il disturbo oppositivo provocatorio. Si tratta di disturbi con esordio in età evolutiva caratterizzati da un pattern ripetitivo e persistente di comportamenti antisociali, aggressivi e non. Presenta quindi frequenti atteggiamenti rabbiosi, provocatori, oppositivi e di trasgressione delle norme sociali e morali e difficoltà nelle funzioni esecutive. In particolare risulta carente nell’autoregolazione, nella flessibilità cognitiva e nell’autocontrollo emotivo. Come previsto dalla l. 104/92 ha diritto all’insegnante di sostegno che lo affianca durante le attività didattiche. Nello specifico, in situazioni stressanti o quando è in disaccordo, Alberto reagisce tramite il comportamento dello sputo. Questa problematica si ripropone di frequente e rappresenta spesso un caso limite quando il comportamento-problema viene rivolto verso compagni e docenti.
INTERVENTO EDUCATIVO DIDATTICO
Un intervento educativo didattico efficace dovrebbe avere delle regole e delle aspettative chiare: è importante che l'alunno sappia che sputare ai compagni è un comportamento inaccettabile. Le regole e le aspettative devono essere chiare, concise e facilmente comprensibili. Bisogna essere coerenti nell'applicazione delle regole perché così facendo l'alunno sarà meno propenso a sfidarle.
E' importante provare empatia per l'alunno e cercare di capire quale sia la funzione del problema di comportamento e cosa lo stia motivando a comportarsi in quel modo per poter attivare percorsi di supporto ai comportamenti positivi sottolineandoli e premiandoli.
E' fondamentale identificare quali siano i problemi dell'allievo (le sue incapacità/impossibilità), individualizzando percorsi di apprendimento che possano favorire il cambiamento comportamentale.
Punto cardine è il coinvolgimento della famiglia: i genitori possono fornire informazioni utili sull'alunno e possono aiutare a sostenere il cambiamento e trovare vie positive per far sentire accolto e stimato l’alunno, individuando i punti di forza, le capacità, i talenti e le potenzialità.
Cooperative learning
Obiettivo: L'obiettivo di questa attività è aiutare l'alunno a sviluppare consapevolezza delle proprie emozioni, imparare a gestire la rabbia e la frustrazione in modo appropriato e ad accettare il punto di vista altrui.Materiali: Carta, penna, cartellone. Procedimento: L'insegnante divide la classe in gruppi da 4-5 studenti. Ogni gruppo riceve una copia di una tabella all'interno della quale sono indicate le emozioni e la descrizione delle stesse. I gruppi hanno 20 minuti per pensare ad una situazione in cui si sono sentiti arrabbiati o frustrati e descriverla, includendo i propri pensieri, sentimenti e comportamenti. Successivamente viene chiesto loro di riunire le risposte sul cartellone. Durante questo processo l'insegnante può aiutare gli studenti a cogliere i segnali fisiologici di avvertimento della rabbia, come il battito cardiaco accelerato o la tensione muscolare, a riconoscere le proprie emozioni e ad identificare i fattori che li hanno resi arrabbiati o frustrati. L'insegnante successivamente guida una discussione sulle scelte, chiedendo ai gruppi di fornire esempi di come si manifesta la rabbia e di come si può gestire in modo appropriato.
Discussione guidata
Durante la discussione, l'insegnante può concentrarsi sui seguenti punti:
Il termometro delle emozioni
Grazie per l'attenzione!
GRUPPO 2:ARMETTA GIOVANNI BIANCHERI FABIANA BLANCO GIUSEPPE BUFALO ANTONINA CAMMARATA CLELIA