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Presentazione sul viaggio

Jonida Veza

Created on December 28, 2023

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Transcript

il

viaggio

svolto da Bertolo Giacomo, Caccaro Beatrice, Di Domenico Sofia and Veza Sonia

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cos'e' il viaggio

Il viaggio non è solo l'avventura che porta alla scoperta di un luogo fisico, ma è inoltre un'esperienza dello spirito che può modificare profondamente anche la percezione che abbiamo del mondo e di noi stessi.

Il viaggio è una porta attraverso la quale si esce dalla realtà nota e si entra in un’altra realtà inesplorata, che somiglia al sogno. (Guy de Maupassant)

7. L'ODISSEA: IL PROEMIO (OMERO)

INDICE

8. IL CANTO DI ULISSE (PRIMO LEVI)

9. L'ODISSEA : ULISSE E POLIFEMO

1. INDICE

2. COS'E' IL VIAGGIO

3. PRIMA DEL VIAGGIO (MONTALE)

4. TU CHE SEI IN VIAGGIO (MACHADO)

5. L'ULTIMO VIAGGIO (PASCOLI)

6. VIAGGIARE VERSO LA SALVEZZA: EMIGRARE

Prima del viaggio si scrutano gli orari,le coincidenze, le soste, le pernottazioni e le prenotazioni (di camere con bagno o doccia, a un letto o due o addirittura un flat); si consultano le guide Hachette e quelle dei musei, si cambiano valute, si dividono franchi da escudos, rubli da copechi; prima del viaggio s’informa qualche amico o parente, si controllano valige e passaporti, si completa il corredo, si acquista un supplemento di lamette da barba, eventualmente si dà un’occhiata al testamento, pura scaramanzia perché i disastri aerei in percentuale sono nulla; prima del viaggio si è tranquilli ma si sospetta che il saggio non si muova e che il piacere di ritornare costi uno sproposito. E poi si parte e tutto è O.K. e tutto è per il meglio e inutile. E ora che ne sarà del mio viaggio? Troppo accuratamente l’ho studiato senza saperne nulla. Un imprevisto è la sola speranza. Ma mi dicono ch’è una stoltezza dirselo.

  • N. Genova 1896 (famiglia borghese)
  • M. Milano 1981

EUGENIO MONTALE

"PRIMA DEL VIAGGIO" 1947

  • partecipa alla guerra come ufficiale
  • frequenta ambienti letterari e conosce autori come Italo Svevo
  • nel 1925 pubblica il suo primo ibro in versi "Ossa di seppia"
  • si dedica al giornalismo e collabora con il "Corriere della Sera"
  • senatore a vita
  • vince il premio Nobel per la letteratura

tu che sei in viaggio

N. 1875 Siviglia

M. 1939 Collioure nei Pirenei Orientali

Tu che sei in viaggio, sono le tue orme la strada, nient’altro; tu che sei in viaggio, non sei su una strada, la strada la fai tu andando. Mentre vai si fa la strada e girandoti indietro vedrai il sentiero che mai più calpesterai. Tu che sei in viaggio, non hai una strada, ma solo scie nel mare.

ANTONIO MACHADO è un poeta spagnolo, figlio di Antonio M. y Alvarez . Studia con il fratello Manuel a Madrid e poi si trasferisce a Parigi dove lavora come traduttore. Raggiunge un importante traguardo nel 1907 quando ottiene la cattedra di francese a Soria(Spagna) . Proprio in questo paese conosce Lenor, donna che sposerà successivamente. Purtroppo essa morirà nell'agosto del 1912 e questo fatto contribuirà a una profonda sofferenza per il poeta, che ne sarà condizionato per tutta la vita. Possiamo notare l'inquietudine di Machado anche nei suoi componimenti, in cui percepiamo la sua tristezza inguaribile. Abbandonerà la Spagna per raggiungere la Francia nel corso della guerra civile ma morirà appena superato il confine.

L'ULTIMO VIAGGIO DI ULISSE

E il mare azzurro che l’amò, più oltre spinse Odisseo, per nove giorni e notti, e lo sospinse all’isola lontana, alla spelonca, cui fioriva all’orlo carica d’uve la pampinea vite. E fosca intorno le crescea la selva d’ontani e d’odoriferi cipressi; e falchi e gufi e garrule cornacchie v’aveano il nido. E non dei vivi alcuno, né dio né uomo, vi poneva il piede. Or tra le foglie della selva i falchi battean le rumorose ale, e dai buchi soffiavano, dei vecchi alberi, i gufi , e dai rami le garrule cornacchie garrian di cosa che avvenia nel mare. Ed ella che tessea dentro cantando, presso la vampa d’olezzante cedro, stupì, frastuono udendo nella selva, e in cuore disse: – Ahimè, ch’udii la voce delle cornacchie e il rifiatar dei gufi ! E tra le dense foglie aliano i falchi. Non forse hanno veduto a fior dell’onda un qualche dio, che come un grande smergo viene sui gorghi sterili del mare? O muove già senz’orma come il vento, sui prati molli di viola e d’appio?

Ma mi sia lungi dall’orecchio il detto! In odio hanno gli dei la solitaria Nasconditrice. E ben lo so, da quando l’uomo che amavo, rimandai sul mare al suo dolore. O che vedete, o gufi dagli occhi tondi, e garrule cornacchie? – Ed ecco usciva con la spola in mano, d’oro, e guardò. Giaceva in terra, fuori sommosso ancor dall’ultima onda: e il bianco capo accennava di saper quell’antro, tremando un poco; e sopra l’uomo un tralcio pendea con lunghi grappoli dell’uve. Era Odisseo: lo riportava il mare alla sua dea: lo riportava morto alla Nasconditrice solitaria, all’isola deserta che frondeggia nell’ombelico dell’eterno mare. Nudo tornava chi rigò di pianto le vesti eterne che la dea gli dava; bianco e tremante nella morte ancora, chi l’immortale gioventù non volle. Ed ella avvolse l’uomo nella nube dei suoi capelli; ed ululò sul flutto sterile, dove non l’udia nessuno: – Non esser mai! non esser mai! più nulla, ma meno morte, che non esser più! –

GIOVANNI PASCOLI

(1862-1912)

LEGENDA ENJAMBEMENT ANASTROFE POLISINDETO ALLITTERAZIONE PERSONIFICAZIONE ANAFORA METAFORA

Non è grossa, non è pesante (A) la valigia dell’emigrante... (A) C’è un po’ di terra del mio villaggio, (B) per non restare solo in viaggio... (B) un vestito, un pane, un frutto, (C) e questo è tutto. (C) Ma il cuore no, non l’ho portato: (D) nella valigia non c’è entrato. (D) Troppa pena aveva a partire, (E) oltre il mare non vuol venire. (E) Lui resta, fedele come un cane, (F) nella terra che non mi dà pane: (F) un piccolo campo, proprio lassù... (G) Ma il treno corre: non si vede più. (G)

Viaggiare verso la salvezza:emigrare

Gianni Rodari-la valigia dell'emigrante

Struttua metrica------> RIMA BACIATA (AA-BB-CC...)Numero di versi-------> 14

ULISSE

"Narrami, o Musa, dell'eroe multiforme , che tanto vagò, dopo che distrusse la rocca sacra di Troia: di molti uomini conobbe le città e vide i pensieri, molti dolori patì nell'animo suo, per acquistare a sé la vita e il ritorno ai compagni. Ma i compagni neanche così li salvò,pur volendo: con la loro empietà si perdettero. stolti.che mangiarono i buoi del Sole Iperione: ad essi egli tolse il dì del ritorno. Racconta questa storia anche a noi,o dea figlia di Zeus."

(Omero. Odissea,traduzione di G.A. Privitera, Mondatori, Milano 1991)

Primo LEVI e l'Ulisse dantesco

  • tema fondamentale = viaggio di conoscenza
  • volontà di mettersi sullo stesso piano di Dio.
  • L’odissea di Ulisse = esempio per eccellenza del viaggio di trasformazione.
  • importanza della MEMORIA = strumento di salvezza
  • necessità di testimoniare
  • narratore di tipo autobiografico
analogie e differenze

Il canto di Ulisse. Chissà come e perché mi è venuto in mente: ma non abbiamo tempo di scegliere, quest’ora già non è piú un’ora. Se Jean è intelligente capirà. Capirà: oggi mi sento da tanto. ... Chi è Dante. Che cosa è la Commedia. Quale sensazione curiosa di novità si prova, se si cerca di spiegare in breve che cosa è la Divina Commedia.(...)E anche il viaggio, il temerario viaggio al di là delle colonne d’Ercole, che tristezza, sono costretto a raccontarlo in prosa: un sacrilegio. Quante altre cose ci sarebbero da dire, e il sole è già alto, mezzogiorno è vicino. Ho fretta, una fretta furibonda. Ecco, attento Pikolo, apri gli orecchi e la mente, ho bisogno che tu capisca : Considerate la vostra semenza: Fatti non foste a viver come bruti Ma per seguir virtute e conoscenza. Come se anch’io lo sentissi per la prima volta : come uno squillo di tromba, come la voce di Dio. Per un momento, ho dimenticato chi sono e dove sono. (...) infin che ‘l mar fu sovra noi rinchiuso

cap. XI di "Se questo è un uomo: Il canto di Ulisse".

  • breve pausa dal racconto delle atrocità vissute nei lager, no scene violente
  • luogo: Auschwitz
  • (Jean) Pikolo = persona con diversi compiti, tra cui quello di trasportare il rancio per il proprio gruppo di internati
  • Primo Levi insegna l'italiano a Jean con il canto di ulisse (Divina Commedia)
  • vuoti di memoria ---> i nazisti provano a cancellarne ogni traccia dalle menti dei prigionieri
  • individui privati dalla loro identità e diventati un numero, un ‘nessuno’, di tornare il ‘qualcuno’ che erano prima della guerra
  • anche Ulisse, come lui, è stato punito da una forza che gli era superiore, per la qual cosa Levi diventa il nuovo “dannato”.
  • sensi di colpa per aver contribuito (anche se indirettamente) alla morte di altre persone
  • tutto finisce con il ritorno alla realtà, l'inferno

A B A

Ma come, figlia di luce, brillò l’Aurora dita rosate, allora, fatta adunanza, parlai in mezzo a tutti: <<Voialtri ora aspettatemi, miei cari compagni; io con la mia nave e la mia ciurma andrò a esplorare queste genti, chi sono, se son violenti, selvaggi, senza giustizia, o amanti degli ospiti e han mente pia verso i numi>>. Così detto, salii sulla nave e ordinai che i compagni a loro volta salissero e la fune sciogliessero. Subito quelli salivano e sui banchi sedevano, e in fila seduti battevano il mare schiumoso coi remi. Quando dunque arrivammo alla terra vicina, qui sull’estrema punta una grotta vedemmo, sul mare, eccelsa, ombreggiata da lauri; e qui molte greggi, pecore e capre, avevano stalla; intorno un recinto alto correva, fatto di blocchi di pietra, e lunghi tronchi di pino, e querce alta chioma. Qui un uomo aveva tana, un mostro, che greggi pasceva, solo, in disparte, e con altri non si mischiava, ma solo viveva, aveva animo ingiusto. (Odissea libro IX, Ulisse e Polifemo)

fonti

  • Focus junior
  • ScuolaGuido
  • Rai cultura
  • isola della poesia
  • Enciclopedia Treccani
  • Lettere al futuro mito ed epica C.Giunta, Nora Calzolaio,Bianca Barattelli; Giunti Scuola.
  • Treccani , Letteratu

Ἄˉνδρα˘ μοι˘ ἔˉννε˘πε˘, Μοῦˉσα˘, πο˘λύˉτρο˘πο˘ν, ὃˉς μά˘λα˘ ποˉλλὰ˘ πλάˉγχθη˘, ἐ˘πεὶˉ Τροίˉηˉς ἱ˘ε˘ρὸˉν πτο˘λί˘εˉθρο˘ν ἔ˘πεˉρσε˘· ποˉλλῶˉν δ' ἀˉνθρώˉπωˉ ν ἴ˘δε˘ν ἄˉστε˘α˘ καὶˉ νό˘ο˘ν ἔˉγνωˉ.

Gianni Rodari
  • 23/10/1920 NOVARA-14/04/1980 Roma
  • 1944 partecipa alla Resistenza
  • 1970 riceve il premio Andersen.
PAROLA CHIAVE : INNOVAZIONE

Il viaggio è uno dei temi che ha sempre sucitato l'interesse e la curiosità degli uomini, e infatti basta pensare che uno dei poemi più antichi, L'Odissea,tratta proprio del Nostos di Odisseo, ossia del suo viaggio di ritorno verso Itaca.

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  • 26° canto dell'inferno
  • ottava bolgia
  • ogni fiamma porta al suo interno un peccatore
  • consiglieri fraudolenti = usarono l'intelligenza per ingannare i propri simili.
  • principio del contrappasso = peccatori sempre nascosti da una fiamma, come nella vita terrena hanno sempre lavorato nell’ombra.
  • fiamma = l’intelligenza della quale si sono serviti per recar danno agli altri.
  • Ulisse è condannato, perche era stato l'artefice dell'inganno del cavallo di Troia e aver convinto i compagni a seguirlo.
  • Circe > stretto di Gibilterra > colonne d'Ercole > montagna del Purgatorio
  • naufragio e morte
  • Ulisse rappresenta la volontà di conoscere che è la qualità essenziale dell'uomo moderno; una vita priva di questo desiderio costituisce un'esperienza degna solo di un'animale.
contesto
  • N.Torino, luglio 1919
  • M. Torino, 11 aprile 1987 (probabile suicidio)

PRIMO LEVI

  • chimico
  • si unì ai partigiani
  • Riconosciuto come ebreo e oppositore politico, fu inviato al campo di concentramento italiano di Fossoli, poi ad Auschwitz
  • nel campo letterario offrendo una delle più alte testimonianze sulla tragica realtà dei lager in:
    • Se questo è un uomo, dove narra le sue esperienze di ebreo deportato ad Auschwitz
    • La tregua, dove parla della liberazione e il ritorno in patria
    • scrive anche letteratura d’invenzione, raccolte di racconti apparentemente fantascientifici, ma caratterizzati dalla morale dei libri precedenti.

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