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Educazione affettività

Farah Regina Bertino

Created on December 22, 2023

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AFFETTIVITA'
RISPETTO
EMOZIONI
BENESSERE
RESILIENZA
RELAZIONI

"EDUCAZIONE ALL' AFFETTIVITÀ"

DALLA CONOSCENZA DI SE' ALL'INCONTRO CON L'ALTRO
INTELLIGENZA EMOTIVA
CONSAPEVOLEZZA DELLE PROPRIE SENSAZIONI, EMOZIONI , SENTIMENTI
ABILITA' AFFETTIVE PER FAVORIRE UNA BUONA RELAZIONE INTERPERSONALE

DOCUMENTI DI RIFERIMENTO

LIFE SKILLS

  • decision making e problem solving;
  • pensiero creativo e senso critico;
  • comunicazione e relazioni interpersonali;
  • autocoscienza ed empatia;
  • gestione dell'emotività e dello stress.

abilità e competenze necessarie per mettersi in relazione con gli altri e per affrontare i problemi, le pressioni e lo stress della vita quotidiana.

Sono fondamentali per la gestione delle relazioni sociali e per la promozione della salute.

(Organizzazione Mondiale Sanità, del 1992)

CONSAPEVOLEZZA
AUTOCONTROLLO
MOTIVARE
EMPATIA
ABILITA' SOCIALI

Daniel Goleman - CASEL (Collaborative for Academic, Social, and Emotional Learning). 2009

L' Agenda 2030 :

  • promuove una società rispettosa, sana e inclusiva;
  • promuove il benessere.

ONU 2015

"Educare alle relazioni" 30 ore extracurriculari gruppi di discussione su maschilismo cultura patriarcale violenza psicologica

Linee guida 2015 "Educare al rispetto"

Dicembre 2023

PROGETTO

“L’educazione socio‐affettiva è finalizzata al potenziamento ed allo sviluppo delle risorse personali e all’acquisizione delle competenze sociali” (Francescato, Putton, 1995). La sfera emozionale-affettiva riveste una notevole importanza nello sviluppo dell'individuo, soprattutto nelle fasi di vita della preadolescenza e dell'adolescenza, in cui i ragazzi cominciano a definire le proprie scelte personali e sociali. Il progetto è rivolto agli alunni della classe seconda del liceo classico " Don Giovanni Colletto" di Corleone. Sono coinvolti i docenti di sostegno e di storia e filosofia; complessivamente per una durata di 6 ore.

CONTESTO CLASSE

L.M. ha 15 anni e la sua classe è formata da 21 studenti, 9 di sesso maschile e il resto di sesso femminile. Dal punto di vista disciplinare il gruppo classe si presenta vivace ma abbastanza corretto e partecipe, inoltre, molti alunni mostrano adeguata consapevolezza del proprio dovere di discente e senso di responsabilità; vi è comunque un piccolo gruppo per i quali risultano poco soddisfacenti i livelli di partecipazione, attenzione, di impegno e di studio giornaliero. Il clima classe positivo consente l’applicazione di metodologie cooperative.

DESCRIZIONE DELL'ALUNNO

L'alunno presenta la sindrome di Down da Trisomia 21, con conseguente disabilità intellettiva di grado lieve e disturbo dell’apprendimento e del comportamento.

Per l’area affettivo-relazionale, l’alunno si relaziona positivamente con i compagni e gli adulti presenti a scuola. Per l’area delle autonomie, il ragazzo presenta una limitata autonomia personale e nell’ambito dell’autonomia sociale necessita di una figura di riferimento costante per il mantenimento delle abilità di base acquisite. Fondamentale sarà il supporto del gruppo classe per stimolare la motivazione del ragazzo e il senso di appartenenza al gruppo.

FINALITÀ

OBIETTIVI

ATTIVITÀ

VALUTAZIONE

METODOLOGIE

Finalità

La finalità generale del progetto è promuovere un’educazione all’affettività intesa come capacità di: • leggersi dentro per conoscere sé stessi; • saper parlare di sentimenti ed emozioni senza paura, imbarazzo e vergogna; • coltivare relazioni che facciano star bene, basate sul rispetto di sé e dell’altro; • maturare la capacità di fare scelte autonome; • promuovere una sana stima di sé e dell’altro.

Obiettivi

  • Interiorizzare il rispetto di regole e confini;
  • Imparare a riconoscere le proprie emozioni;
  • Sviluppare le capacità di relazione e confronto con gli altri;
  • Sviluppare una propria capacità critica ed autoriflessiva;
  • Riflettere sulla ricchezza della diversità;
  • Valorizzare i diversi aspetti che caratterizzano ognuno.

COS'È UN' EMOZIONE ?

Definire cos'è un'emozione è complicato perché coinvolge diversi punti di vista. Dal lato scientifico, si collega all'attivazione di parti del cervello e provoca reazioni biologiche come il battito cardiaco. Ma le emozioni sono anche sociali, trasformando segnali biologici in messaggi attraverso espressioni fisiche. Le emozioni sono influenzate dai valori sociali e dalla cultura. La consapevolezza emotiva è la capacità di riconoscere ed etichettare le proprie emozioni e quelle altrui, questo permetterà di gestire le emozioni in modo appropriato, di prendere decisioni responsabili, di stabilire rapporti sociali corretti.

ATTIVITA': 1° INCONTRO

1. Proiezione e visione del film Inside Out: è un film d'animazione del 2015, che mira a trasmettere che tutte le emozioni sono importanti e che non dobbiamo soffocarle, bensì accoglierle. Tutte le emozioni hanno un ruolo e un senso nella nostra mente (2 ore).

ATTIVITA': 2° INCONTRO

2. Cirle time: i ragazzi saranno posti in cerchio insieme all'insegnante di sostegno e di filosofia. Saranno, dunque, invitati ad esprimere le emozioni e le sensazioni corporee provate durante la visione del film e a riflettere sul perché proviamo determinate emozioni, quali possono essere le cause scatenanti, e sull’importanza di saperle comunicare all’altro in modo adeguato (2 ore).

METODOLOGIE

In prima istanza deve esserci un insegnamento alla comprensione delle sensazioni corporee che si verificano quando si prova una determinata emozione, ponendo attenzione all'alfabetizzazione emotiva. Dare un nome alle emozioni e sviluppare un lessico emozionale è il primo passo per comprendere in che modo esse influenzano gli stati d’animo personali e per capire che ruolo hanno nelle dinamiche relazionali oltre che nei processi di costruzione della conoscenza. Particolarmente efficace potrebbe risultare la metodologia del “Circle Time” (Maslow, Rogers). Il livello successivo riguarda la componente relazionale delle emozioni. Deve per tanto esserci un insegnamento attraverso canali comunicativi non verbali: tono della voce, gesti, espressione del volto, prossemica, che traducono lo stato emotivo interno in un quadro espressivo esterno visibile, che viene trasmesso all’altro. In questo caso, risultano particolarmente efficaci gli “emotional role-play” (Hoffman), ovvero quelle proposte didattiche in cui, bisogna stare nei panni dell’altro, sviluppando le capacità di comprensione delle emozioni altrui e lo stimolo dei processi di empatia fondati su di un dialogo emotivo, in cui poter sperimentare diversi tipi di emozioni in forma socializzata. Ciò rappresenta un mezzo attraverso cui costruire competenze sociali necessarie per la vita di tutti i giorni. ("Corpi emotivi: riflessioni sull’educazione emotiva nella scuola", S. Digennaro).

ATTIVITA': 3° INCONTRO

3. Role-playing: i ragazzi si divideranno in gruppi e simuleranno delle scene del film per esprimere e sperimentare le varie emozioni. Il gruppo dovrà individuare delle situazioni (quindi delle azioni) in cui secondo loro, l’emozione si potrebbe manifestare. Per esempio, il sentimento della gioia si potrebbe manifestare nelle seguenti situazioni: due persone che ballano, due persone che si abbracciano, dei ragazzi che ridono insieme, ecc... (2 ore).

VALUTAZIONE

Nell’ultimo incontro con il gruppo classe si rifletterà sull’esperienza svolta attraverso un questionario di gradimento. Inoltre verrà chiesto agli insegnanti presenti in classe una relazione sintetica rispetto all’intervento svolto per raccogliere feedback relativi a metodo, contenuti e strumenti utilizzati. In conclusione, proponiamo una restituzione verbale del lavoro effettuato e delle dinamiche di gruppo emerse nella classe e per verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

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Per concludere... Come ti senti oggi?

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Trascina le biglie che desideri nella scatola delle varie emozioni con cui ti identifichi di più oggi e spiega in tre minuti come ti senti. Puoi anche dire ai tuoi compagni di classe come possono supportarti.

Rabbia

Sorpresa

Gioia

Tristezza

Vergogna

Paura

GRAZIE PER L'ATTENZIONE

SOTTOGRUPPO IV "DON LORENZO MILANI" BERNARDO ILARIA BERTINO FARAH REGINA BERTOLINO MARIA BERTOLINO VALENTINA BEVILACQUA MARIA BIANCHERI FABIANA "Qualche volta viene voglia di levarseli di torno (i ragazzi più difficili). Ma se si perde loro, la scuola non è più la scuola. E' un ospedale che cura i sani e respinge i malati. Diventa uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile. " (Scuola Barbiana, Don Lorenzo Milani)

LE FONTI

  • Organizzazione Mondiale della Sanità, 1992;
  • Daniel Goleman - CASEL (Collaborative for Academic, Social, and Emotional Learning), 2009;
  • Agenda 2030;
  • Linee Guida 2015 "Educare al rispetto";
  • Francescato, Putton, 1995;
  • "Corpi emotivi: riflessioni sull’educazione emotiva nella scuola", S. Digennaro.