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Nicolas

Created on December 21, 2023

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il mio mito

Le tradizioni leggendarie di popoli molto antichi e diversi riportano il mito del diluvio universale che, in una certa epoca, ha distrutto tutta l’umanità, tranne pochi eletti. È un motivo presente nella tradizione orale e scritta di circa 400 comunità mondiali. Gli studi geologici condotti nelle zone dove il racconto è più vivo e circostanziato (la zona tra il Tigri e l’Eufrate) hanno rivelato la presenza di tracce di grandi inondazioni legate ai secolari cicli dei disgeli postglaciali. Ma queste inondazioni risultano essersi verificate in epoche econ intensità diverse. Si deve allora pensare che la presenza in tante comunità dello stesso mito risalga a motivi religiosi. Come nelle celebrazioni misteriche, l’iniziato deve morire simbolicamente per poter rivivere in possesso delle autentiche qualità umane, così tutta l’umanità deve passare attraverso la morte per rigenerarsi. E’ significativo il fatto che l’acqua sia considerata la fonte della vita da tutte le tradizioni arcaiche; la vita, dunque, si congiunge con la morte per dare origine ad una nuova vita. L’eletto che si salva galleggia a lungo sulle acque; è il simbolo dell’uomo rigenerato che, dall’acqua portatrice di morte per gli altri,assume le facoltà per una vita totalmente nuova.

Il mito del diluvio: l’acqua che purificaLe tradizioni leggendarie di popoli molto antichi e diversi riportano il mito del diluvio universale che, in una certa epoca, ha distrutto tutta l’umanità, tranne pochi eletti. È un motivo presente nella tradizione orale e scritta di circa 400 comunità mondiali. Gli studi geologici condotti nelle zone dove il racconto è più vivo e circostanziato (la zona tra il Tigri e l’Eufrate) hanno rivelato la presenza di tracce di grandi inondazioni legate ai secolari cicli dei disgeli postglaciali. Ma queste inondazioni risultano essersi verificate in epoche econ intensità diverse. Si deve allora pensare che la presenza in tante comunità dello stesso mito risalga a motivi religiosi. Come nelle celebrazioni misteriche, l’iniziato deve morire simbolicamente per poter rivivere in possesso delle autentiche qualità umane, così tutta l’umanità deve passare attraverso la morte per rigenerarsi. E’ significativo il fatto che l’acqua sia considerata la fonte della vita da tutte le tradizioni arcaiche; la vita, dunque, si congiunge con la morte per dare origine ad una nuova vita. L’eletto che si salva galleggia a lungo sulle acque; è il simbolo dell’uomo rigenerato che, dall’acqua portatrice di morte per gli altri,assume le facoltà per una vita totalmente nuova.Sul piano della diffusione del mito del diluvio, un centro fondamentale fu la zona assiro-babilonese edebraica e la direttrice di diffusione andò verso l’India fino al Pacifico. Un altro centro di irradiazione fu ilMedio Oriente e da lì il mito passò nell’Asia centrale, in Siberia e, con le migrazioni attraverso lo Stretto diBering, fino all’America Settentrionale. La tradizione letteraria greca presenta il mito di Deucalione e Pirra, unici superstiti diun diluvio universale mandato da Zeus per punire la malvagità degli uomini. Anche la tradizione ebraica attribuisce la causa del diluvio alla cattiveria degli uomini e racconta il cataclisma nella Bibbia, libro I della Genesi: Dio decide di punire l’umanità ed elegge a continuatori della stirpe umana Noè ed i suoi figli. Nella Sacra Scrittura l’acqua evoca ancora interventi divini nella storia della salvezza: le acque del Mar Rosso, l’acqua scaturita dalla roccia, l’acqua del Giordano. Nella mitologia sumera il diluvio è inteso come l’evento sacro che divide il tempo in ante-diluviale e post-diluviale.Il diluvio babilonese è narrato nell’Epopea di Gilgamesh, un poema in lingua assira, tramandato su 12 tavolette cuneiformi rinvenute a Ninive nel secolo scorso. Nell’undicesima tavoletta si parla di un antenato di Gilgamesh, Utnapishtim, scelto dal dio Ea per ricostituire l’umanità dopo il diluvio mandato sulla terra per punire la malvagità umana. È importante notare che le tradizioni più svariate insistono su un punto comune: la presentazione del ciclo degenerazione-generazione, sempre con la presenza dell’elemento acqueo, inteso come morte-vita. Il mito indonesiano parla, invece, di un’inondazione rivolta contro le montagne. La mitologia maya utilizza tre diluvi per distinguere quattro ere del mondo, vissute da quattro diverse umanità. Anche oggi svariati sono i culti di salute legati alle acque sorgive in una vasta area che va dall’Estremo Oriente (l’immersione nel Tavoletta 11 del poema di Gilgamesh, British Museum Il Grechetto (1609-1664), Deucalione e Pirra) all’Occidente cristiano (l’acqua di Lourdes).Ma l'acqua come simbolo di purezza è riconoscibile anche in quei rituali di purificazione e iniziazione che permettono all'uomo di liberarsi dai peccati commessi e di poter così iniziare una nuova vita o una nuova e più evoluta fase dell'esistenza. È questo il caso del battesimo (dal greco baptein/baptzein immergere, lavare) che libera dal peccato originale e permette la partecipazione alla vita cristiana. Odell'antico rito ebraico dell'immersione nel mikvé, una piscina d'acqua piovana in cui bisognava immergersi nudi per purificarsi dai peccati. Ancora oggi l'immersione nel mikvé è necessaria per coloro che si convertono all'ebraismo, prima del Yom Kippur eper le donne dopo il periodo mestruale. Simili riti di purificazione si ritrovano nella religione romana e italica in cui

Sul piano della diffusione del mito del diluvio, un centro fondamentale fu la zona assiro-babilonese edebraica e la direttrice di diffusione andò verso l’India fino al Pacifico. Un altro centro di irradiazione fu ilMedio Oriente e da lì il mito passò nell’Asia centrale, in Siberia e, con le migrazioni attraverso lo Stretto diBering, fino all’America Settentrionale. La tradizione letteraria greca presenta il mito di Deucalione e Pirra, unici superstiti diun diluvio universale mandato da Zeus per punire la malvagità degli uomini. Anche la tradizione ebraica attribuisce la causa del diluvio alla cattiveria degli uomini e racconta il cataclisma nella Bibbia, libro I della Genesi: Dio decide di punire l’umanità ed elegge a continuatori della stirpe umana Noè ed i suoi figli. Nella Sacra Scrittura l’acqua evoca ancora interventi divini nella storia della salvezza: le acque del Mar Rosso, l’acqua scaturita dalla roccia, l’acqua del Giordano. Nella mitologia sumera il diluvio è inteso come l’evento sacro che divide il tempo in ante-diluviale e post-diluviale.

Il diluvio babilonese è narrato nell’Epopea di Gilgamesh, un poema in lingua assira, tramandato su 12 tavolette cuneiformi rinvenute a Ninive nel secolo scorso. Nell’undicesima tavoletta si parla di un antenato di Gilgamesh, Utnapishtim, scelto dal dio Ea per ricostituire l’umanità dopo il diluvio mandato sulla terra per punire la malvagità umana. È importante notare che le tradizioni più svariate insistono su un punto comune: la presentazione del ciclo degenerazione-generazione, sempre con la presenza dell’elemento acqueo, inteso come morte-vita. Il mito indonesiano parla, invece, di un’inondazione rivolta contro le montagne. La mitologia maya utilizza tre diluvi per distinguere quattro ere del mondo, vissute da quattro diverse umanità. Anche oggi svariati sono i culti di salute legati alle acque sorgive in una vasta area che va dall’Estremo Oriente (l’immersione nel Tavoletta 11 del poema di Gilgamesh, British Museum Il Grechetto (1609-1664), Deucalione e Pirra) all’Occidente cristiano (l’acqua di Lourdes).Ma l'acqua come simbolo di purezza è riconoscibile anche in quei rituali di purificazione e iniziazione che permettono all'uomo di liberarsi dai peccati commessi e di poter così iniziare una nuova vita o una nuova e più evoluta fase dell'esistenza. È questo il caso del battesimo (dal greco baptein/baptzein immergere, lavare) che libera dal peccato originale e permette la partecipazione alla vita cristiana. Odell'antico rito ebraico dell'immersione nel mikvé, una piscina d'acqua piovana in cui bisognava immergersi nudi per purificarsi dai peccati. Ancora oggi l'immersione nel mikvé è necessaria per coloro che si convertono all'ebraismo, prima del Yom Kippur eper le donne dopo il periodo mestruale. Simili riti di purificazione si ritrovano nella religione romana e italica in cui

sono frequenti le cerimonie di lustrazione che avevano lo scopo di purificare persone e luoghi fisici attraverso l'aspersione di acqua. Ma molte sono anche le leggende greche e latine di persone trasformate in fonte purificatrici. Tra queste il mito di Egeria, la ninfa che secondo la tradizione sarebbe stata amante e musa ispiratrice di Numa Pompilio. Alla morte di questi, gli dei impietositi dal suo dolore la trasformarono in fonte. E proprio la fonte dedicata alle Camene (ninfe delle fonti) fuori Porta Capena era per i romani oggetto di culto; si riteneva infatti che le sue acque avessero il potere di risanare gli infermi. Tra i fiumi purificatori per eccellenza è il Gange, il fiume celeste che già nella Genesi è indicato come uno dei quattro fiumi che nascono dall'Eden. Per gli indiani esso scende dalla capigliatura di Sciva ed è chiamato Ganga perché ritenuto manifestazione dell'omonima dea. Il potere del Gange nel liberare gli uomini dai peccati è tanto grande da poter cancellare anche le colpe peggiori che un uomo possa commettere.