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Orazione nell'orto di Andrea Mantegna
Irene Prodigo
Created on December 21, 2023
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Transcript
Orazionenell'orto
Andrea Mantegna
L'Orazione nell’orto di Andrea Mantegna rappresenta un momento drammatico della passione di Cristo, nel quale Gesù è consapevole del suo imminente arresto.Del dipinto non si conosce la storia progettuale. Esistono altri due dipinti con i quali viene messo a confronto: l’Orazione nell’orto della predella della Pala di San Zeno, del 1457-1459 che si trova a Tours (sempre di Mantegna) e l’Orazione nell’orto di Giovanni Bellini, del 1459. Sulle datazioni delle tre tavole non vi è, però, concordanza tra gli storici. La firma di Mantegna si trova sulla roccia accanto alla testa dell’apostolo Giovanni.
L'Orazione (Tours)
L'Orazione (BELLINI)
ANDREAMANTEGNA
DESCRIZIONE DELL'OPERA
Andrea Mantegna (Isola di Carturo, 1431 – Mantova, 13 settembre 1506) è stato un pittore e incisore italiano. Si formò nella bottega padovana dello Squarcione, dove maturò il gusto per la citazione archeologica; venne a contatto con le novità dei toscani di passaggio in città quali Filippo Lippi, Paolo Uccello, Andrea del Castagno e, soprattutto, Donatello, dai quali imparò una precisa applicazione della prospettiva. Mantegna si distinse infatti per la perfetta impaginazione spaziale, il gusto per il disegno nettamente delineato e per la forma monumentale delle figure. Il contatto con le opere di Piero della Francesca, avvenuto a Ferrara, marcò ancora di più i suoi risultati sullo studio prospettico tanto da raggiungere livelli "illusionistici", che saranno tipici di tutta la pittura nord-italiana. Sempre a Ferrara, poté conoscere il patetismo delle opere di Rogier van der Weyden rintracciabile nella sua pittura devozionale; attraverso la conoscenza delle opere di Giovanni Bellini, di cui sposò la sorella Nicolosia, le forme dei suoi personaggi si addolcirono, senza perdere monumentalità, e vennero inserite in scenografie più ariose. Costante in tutta la sua produzione fu il dialogo con la statuaria, sia coeva sia classica. Mantegna fu il primo grande "classicista" della pittura. La sua arte può essere definita un rilevante esempio di classicismo archeologico.
Gesù è nell’orto del Getsemani intento a pregare. Si trova al centro del dipinto, inginocchiato al di sopra di uno sperone roccioso. È rivolto a sinistra e guarda verso l’alto dove si trova un gruppo di angeli nudi con piccole ali sulla schiena che mostrano gli strumenti della passione. Uno di loro porta una croce mentre un’altro sorregge la colonna dove sarà flagellato Cristo. Inoltre, altri due mostrano la lancia e la spugna intrisa d’aceto fissata ad un’asta. Intorno a lui poi si trova un paesaggio collinare privo di vegetazione. In basso, gli apostoli Pietro, Giacomo il Maggiore e Giovanni, dormono appoggiati al suolo. Infine, a destra, in lontananza, i soldati romani giungono ad arrestare Cristo, guidati da Giuda. L’apostolo guida il gruppo con il braccio teso. In alto, si osserva la città di Gerusalemme nella quale si individuano edifici costruiti in diverse epoche. Inoltre, si riconoscono il Colosseo, un monumento equestre e una colonna scolpita con un rilievo. La città è protetta da alte mura restaurate. Sulla sommità, due alti picchi di roccia incombono sulla città. L’atmosfera è quella del crepuscolo, poco prima del tramonto. Nel paesaggio sono distribuiti alcuni animali. Sui rami secchi dell’albero a destra è fermo un avvoltoio. Sulla strada si vedono un ibis bianco e un pellicano. A sinistra e a destra, sulla strada, si notano alcuni conigli.