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Schopenhauer, critica all’ottimismo
David Caggegi
Created on December 19, 2023
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Transcript
Arthur
Schopenhauer
2. Le vie della liberazione dal dolore
1. La critica alle varie forme di ottimismo
indice
2.1 L'arte
1.2 Rifiuto dell'ottimismo cosmico
2.2 La morale
1.3 rifiuto dell'ottimismo sociale
2.3 L'ascesi
1.4 rifiuto dell'ottimismo storico
LA critica alle forme di ottimismo
Arthur Schopenhauer muove una profonda critica contro le varie menzogne (1) con cui gli uomini tentano di celare a se stessi la dura realtà del mondo. La sua critica si basa sulla tecnica dello "smascheramento", passando alla storia come uno dei"Maestri del sospetto".
1: Menzogne intese come ideologie
1.2
Il rifiuto dell'ottimismo cosmico
La polemica di Schopenhauer contro le ideologie trova uno dei suoi bersagli nell'ottimismo cosmico, che circolava in alcune filosofie e dottrine religiose del tempo.La critica punta il dito comtro la visione organicistica hegeliana e della religione occidentale, che vedevano nel mondo un organismo perfetto guidato da un dio o dalla ragione immanente. Per Schopenhauer la vita è un'esplosione di forze sostanzialmente irrazionali e il mondo è il teatro dell'illogicità e della sopraffazione.
1.3
Il rifiuto dell'ottimismo sociale
Schopenhauer critica la menzogna secondo cui l'uomo, come Aristotele diceva, è animale sociale. Credeva infatti che la regola dei rapporti umani fosse costituita sostanzialmente dal conflitto e dalla sopraffazione reciproca. Pertanto gli uomini vivono insieme per bisogno e non per innata socievolezza.Questa visione entra in netta contrapposizione alla considerazione degli idealisti nei confronti dello stato (HEGEL).
1.4
Il rifiuto dell'ottimismo storico
La critica di Schopenhauer è rivolta contro ogni forma di storicismo. Innanzitutto viene criticata la storia in quanto non è una scienza, poiché mira all'individuale e non all'universale, al comtrario dell'arte e la filosofia.Inoltre negli anni gli storici hanno guardato la storia con la speranza di un mutamento dell'uomo, illudendosi, in quanto il destino dell'uomo presenta, nei suoi caratteri essenziali (nascita, sofferenza, morte) , dei tratti immutabili. Il compito della storia sarà pertanto quello di offrire all'uomo la coscienza di sè e del proprio destino, che non è nient'altro che il fatale ripetersi del medesimo dramma.
Le vie della liberazione dal dolore
Shopenhauer afferma quindi che l’esistenza, in virtù del dolore che è insito in essa, risulta una cosa tale che si impara poco per volta a non volerla. Detto questo tutto potrebbe quindi essere ricondotto al suicidio, ma lo stesso filosofo lo condanna per due motivi: •perchè il suicidio è una forte affermazione della volonta dell’uomo, che non nega la volonta di vivere, ma è solo scontento della vita che gli è capitata. •perché sopprime soltanto una manifestazione fenomenica della volontà di vivere e lascia intatta la cosa in sé. Secondo Schopenhauer quindi la risposta al dolore sta solo nella liberazione della stessa volontà di vivere. Il cammino di liberazione dell’individuo prende avvio solo di fronte alla presa coscienza del dolore e delle illusioni dell’esistere. I tre momenti della liberazione sono: l’arte, la morale e l’ascesi.
2.1
L'arte
L’arte per Schopenhauer diversamente dalla conoscenza scientifica ,che è imbrigliata dallo spazio e dal tempo e asservita ai bisogni della vita, è conoscenza libera e disinteressata, la quale si rivolge a forme pure eterne e che elevano il singolo soggetto, non come individuo particolare naturale, bensì come il puro occhio del mondo. Per questo l’arte ha un ruolo profondamente catartico perché sottrae l’individuo alla catena infinita di bisogni e desideri quotidiani. L’uomo cosi non vive ma contempla la vita. Tra le arti vi è anche la tragedia che costituisce la rappresentazione del dramma della vita e la musica che è l’arte più profonda intesa come “metafisica dei suoni” perche immediata rivelazione della volontà a se stessa. L’arte però è considerata solamente un conforto della vita perché il cammino di redenzione passa per altre vie.
2.2
La morale
Diversamente dalla contemplazione estetica la morale implica un impegno nel mondo a favore del prossimo. L’etica secondo Schopenhauer è un tentativo di andare oltre l’egoismo che genera ingiustizia, la quale è causa di dolore. Sostenendo, come Kant, che il disinteresse costituisce il cuore della moralità, egli afferma anche, diversamente da Kant, che l’etica non sgorga dalla ragione, ne da un ragionamento astratto, bensì da un sentimento di pietà. Non basta sapere che la vita è dolore, ma interiorizzarlo e realizzare questa verità nel profondo del nostro essere. La morale si concretizza in 2 virtù: * la giustizia: ha un carattere negativo e consiste nel non fare il male e nell’essere disposti a riconoscere agli altri ciò che siamo pronti a riconoscere a noi stessi * la carità: è positiva ed è la volontà di fare il bene, ma questa non è come l’eros egoista, ma amore autentico quindi pietà.
2.3
L'ascesi
Sebbene quindi la morale implichi una vittoria sull’egoismo, questa è sempre legata alla vita e presuppone un attaccamento a essa. La liberazione si raggiunge attraverso l’ascesi. L’ascesi è l’esperienza attraverso la quale l’uomo, cessando di volere vivere la vita, tende ad estirpare completamente il desiderio di esistere, godere e volere. Il primo gradino dell’ascesi è la castità perfetta che libera dalla volontà di vivere. Vi sono anche: la rinuncia ai piaceri, l’umiltà, il digiuno, la povertà, il sacrificio e l’automacerazione. L’uomo riconoscendo se stesso come fenomeno e la volontà di vivere come cosa in sé, si sottrae alle forze che agiscono su di lui. Così facendo l’uomo entra in quello stato che i critici definiscono “di grazia”. Mentre per i cristiani l’ascesi si conclude con l’estasi, momento in cui l’uomo è in uno stato di unione con Dio, nel cosiddetto “misticismo ateo” di Schopenhauer l’uomo arriva alla negazione del mondo stesso.
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