TEORIA DELL'APPRENDIMENTO MOTORIO
Antonio Pistorio
Gli analizzatori sensoriali
Possiamo distinguere i seguenti analizzatori sensoriali o sistemi sensoriali:
- Le vie esterocettive che includono tutti i recettori sensoriali che recepiscono informazioni dall'ambiente esterno e si distinguono nei comuni recettori visivi, tattili, uditivi, olfattivi e gustativi.
- Le vie propriocettive o cinestetiche che riguardano tutte le informazioni relative alle sensazioni muscolari e articolari, ovvero, i recettori sensoriali che indicano il tono muscolare, le contrazioni e gli allungamenti muscolari e il grado di apertura delle articolazioni.
- Le vie enterocettive, di cui fa parte il noto apparato nocicettivo, che includono tutti i recettori sensoriali che elaborano e inviano informazioni provenienti dall'ambiente interno dell'individuo, e che riguardano la sensibilità del dolore, dello stato di benessere o malessere e le informazioni che provengono dalla muscolatura liscia.
CLASSIFICAZIONE DEL MOVIMENTO UMANO
Il movimento umano può essere classificato in base a diverse concetture e diverse teorie che si sono sviluppate nel corso del tempo. Tuttavia, è possibile distinguere le principali classificazioni del movimento, distinguendo in 4 principali categorie. Distinguiamo dunque tra:
- Classificazione neuro-fisiologica, che distingue tra movimenti primitivi (quelli innati e tramandati geneticamente, oltre a essere fondamentali per la sopravvivenza della specie), movimenti riflessi, movimenti volontari, movimenti automatici e movimenti patologici;
- Classificazione biomeccanica, che distingue tra movimenti rotatori, movimenti traslatori e movimenti roto-traslatori, quando la somma dei movimenti parziali rotatori induce a una traslazione globale;
- Classificazione chiensiologica, che distingue i movimenti in base al piano o all'asse sul quale avvengono, portando a una diversificazione che prevede movimenti di flessione, di estensione, di rotazione, di inclinazione, di pronazione, di supinazione, di inversione ed eversione, di protrazione, di retrazione, di adduzione e di abduzione, di elevazione, di depressione, di retroversione ed antiversione.
- Classificazione motoria, che invece distingue tra movimenti di forza, di rapidità, di resistenza, asimmetrici, simmetrici, ciclici, aciclici, ritmici, contemporanei, successivi, attivi e passivi.
Lo sviluppo emozionale, morale e dell'identità personale
Il movimento gioca un ruolo fonodamentale per ciò che concerne lo sviluppo personale e la formazione globale dell'individuo. Gesell affermava che lo sviluppo motorio ha un ruolo essenziale per la formazione della personalità e per la crescita dell'intelligenza infantile. Piaget allo stesso tempo, parlava dell'importanza della corporeità, ovvero, della consapevolezza corporea come processo indispensabile per la costruzione delle relazioni tra il bambino e l'ambiente esterno: il modo più importante per erigere la personalità, l'intelligenza e accrescere una propria identità. Proprio dalla corporeità, con la conoscenza del proprio corpo, è possibile interagire con l'ambiente e con gli altri nel modo più opportuno e pià efficaci per una sana crescita e per sviluppare un processo di socializzazione. Il movimento, inteso anche come l'insieme dei gesti motori per un'azione ben compiuta, offre al bambino la possibilità di effettuare quelle esperienze indispensabili di apprendimento che da un lato permettono di sviluppare una propria identità, e dall'altra incentivano una serie crescente di informazioni sensoriali afferenti che si traducono in nuove informazioni, stimolando le neurogenesi e nuove sinapsi. L'esecuzione dei compiti motori, sia individuali, che di squadra, sia in un contesto libero o competitivo/agonistico, ci permette di rapportarci con le emozioni che scaturiscono durante e alla fine della prestazione. La sconfitta, la vittoria, o sola esecuzione di un compito, sono fondamentali per lo sviluppo emozionale e permette il bambino di passare a un livello morale più solido, che da eteronomo diventa autonomo.
Il Processo di Socializzazione
La teoria del movimento di Pierre Vayer è stata utilizzata per educare i bambini disadattati ed è poi stata estesa a tutti i bambini nel sistema scolastico francese. Essa si basa sull'importanza della consapevolezza corporea, come processo necessario per sviluppare un sano processo di socializzazione. In altri termini, è indispensabile che durante la crescita, il bambino impari a conoscere il proprio corpo affinché prendendo consapevolezza di esso possa interagire correttamente e adeguatamente nell'ambiente e sviluppare la propria intelligenza. In tal senso, "educare" significa essenzialmente "facilitare al bambino il rapporto con il mondo". Attraverso questa teoria è possibile dunque affermare che il processo di socializzazione dipende soprattutto dall'acquisizione del proprio schema corporeo.
Le Attitudini
Le attitudini fanno parte delle posizioni e indicano il rapporto tra il baricentro del corpo (centro di gravità corporale) e i mezzi di sostegno o appoggi. Le attitudini possono essere semplici e combinate. Le prime si distinguono tra attitudini di appoggio, di sospensione, neutre e di volo; le seconde sono di doppio appoggio, di doppia sospensione o miste (di appoggio e sospensione).
Le Stazioni
Le stazioni fanno delle posizioni e indicano il rapporto tra il corpo o le parti del corpo e il suolo. In tal senso possiamo avere le stazioni con riferimento agli arti, o con riferimento al busto: in quest'ultimo caso, prendono il nome di decubito. Le stazioni possono essere dei punti di partenza per l'esecuzione di un preciso compito motorio e servono all'istruttore per la definizione di movimenti segmentari o per l'esecuzione degli esercizi.
Gli Atteggiamenti
Gli atteggiamenti, a differenza delle posizioni, riguardano la figura che assume il corpo indipendentemente dall'ambiente circostante. Gli atteggiamenti possono essere parziali quando fanno riferimento ai segmenti del corpo, ovvero, agli arti o al busto. Gli atteggiamenti possono anche essere combinati quando fanno riferimento a più segmenti del corpo e comunque, agli arti e al busto. Questi ultimi si distinguono in: ad arco, ruotato, a ginocchio, tipo, a raccolta, a squadra, a massima raccolta e a massima squadra.
Le posizioni e le prese
Le posizioni indicano il rapporto del corpo, o delle parti del corpo, con l'ambiente circostante. Esse si possono evidenziare in base al rapporto tra il baricentro e i mezzi di sostegno (attitudini), al rapporto tra il corpo o parti del corpo e il suolo (le stazioni), o in base al rapporto delle parti del corpo con gli attrezzi e gli oggetti. Le prese si contraddistinguono per l'effetto della prensione, ovvero, della capacità di afferrare l'attrezzo o l'oggetto con la mano o con altre parti del corpo. In tal senso possiamo avere alcuni tipi di prensione: plantare, palmare, digitale, metacarpea, crurale, poplitea, brachiale, tibiale e addominale. La distanza tra due prese è detta passo. Il passo può essere degli arti superiori, degli arti inferiori o misto.
Gli assi e i piani corporei
Per definire i movimenti analitici è necessario suddividere alcune coordinate spaziali, così da strutturare lo spazio entro cui deve avvenire il movimento. Possiamo dunque differenziare tre piani corporei e tre assi fondamentali.
I piani corporei ipotetici sono tre: il piano frontale, che divide il corpo in una parte anteriore e una parte posteriore; il piano trasversale (o orizzontale) che divide il corpo in una parte superiore e una parte inferiore; il piano sagittale che divide il corpo in una parte destra e una parte sinistra.
Gli assi corporei sono: l'asse longitudinale che attraversa il corpo verticalmente dal capo fino ai talloni; l'asse trasversale (o orizzontale) che attraversa il corpo orizzontalmente da destra verso sinistra; l'asse sagittale (o antero-posteriore) che attraversa il corpo dalla parte posteriore alla parte anteriore.
Gli assi e i piani corporei
Per definire i movimenti analitici è necessario suddividere alcune coordinate spaziali, così da strutturare lo spazio entro cui deve avvenire il movimento. Possiamo dunque differenziare tre piani corporei e tre assi fondamentali.
I piani corporei ipotetici sono tre: il piano frontale, che divide il corpo in una parte anteriore e una parte posteriore; il piano trasversale (o orizzontale) che divide il corpo in una parte superiore e una parte inferiore; il piano sagittale che divide il corpo in una parte destra e una parte sinistra.
Gli assi corporei sono: l'asse longitudinale che attraversa il corpo verticalmente dal capo fino ai talloni; l'asse trasversale (o orizzontale) che attraversa il corpo orizzontalmente da destra verso sinistra; l'asse sagittale (o antero-posteriore) che attraversa il corpo dalla parte posteriore alla parte anteriore.
LE CAPACITA' MOTORIE
DIFFERENZIAZIONE
Le capacià motorie sono i presupposti per affinare le abilità motorie e fanno riferimento all'appredimento, all'adattamento e al controllo dell'esecuzione relativa al gesto motorio-sportivo.
Si distinguono essenzialmente in due categorie:
- Capacità condizionali
- Capacità coordinative
Le capacità condizionali sono le capacità che indicano la quantità dell'atto motorio esecutivo in quanto denotano l'intensità, la durata e la flessibilità. Esse si distinguono generalmente in forza (l'attività esercitata dallo sforzo muscolare), in resistenza (la durata dell'atto motorio in una condizione di sforzo, o resistenza alla fatica) e in rapidità o velocità (ovvero, in quanto tempo eseguiamo l'atto motorio).
Le capacità coordinative
Le capacità coordinative fanno riferimento alla qualità del gesto motorio sportivo, indicando il controllo, la direzione e l'organizzazione dei movimenti.
Esse si distinguono in capacità generali e capacità speciali. Le prime a sua volta vengono classificate in capacità di apprendimento, capacità di controllo motorio e capacità di adattamento.
Le capacità coordinative speciali, invece, si distinguono in:
- Capacità di reazione
- Capacità di equilibrio
- Capacità di combinazione
- Capacità di orientamento
- Capacità di trasformazione
- Capacità di ritmizzazione
- Capacità di differenziazione cinestetica
Capacità di reazione
Descrizione
È la capacità che ci permette, dato uno o più stimoli, di reagire a esso il più velocemente possibile.
Fattori determinanti
La capacità di reazione dipende essenzialmente dal tempo totale in cui l'individuo è in grado di reagire a un determinato stimolo. Il tempo totale di reazione (TT), è composto da: un tempo di reazione, che indica il tempo intercorrente tra la percezione dello stimolo e l'inzio della risposta motoria (TR) e solitamente è superiore ai 120ms; un tempo di movimento che indica il periodo relativo al movimento consecutivo alla percezione dello stimolo (TM).
Strategie di miglioramento
La ripetitività del gesto motorio, esercitazioni che associano l'avvio, l'esecuzione o la fine di un'azione a uno stimolo esterno; esercitazioni con partenze da supino o da prono; scatti con stimoli acustici o visivi; modifiche del movimento in seguito a uno stimolo.
Capacità di equilibrio
Descrizione
È la capacità che ci permette, attraverso degli aggiustamenti volontari, riflessi e automatici, di mantenere una posizione statica in relazione alla forza di gravità. Possiamo distingure tra: capacità di equilibrio statico, capacità di equilibrio dinamico e capacità di equilibrio in volo.
Fattori determinanti
Fattori determinanti per la capacità di equilibrio sono: la posizione del baricentro, la dimensione, la tipologia e l'orientamento della base di appoggio, i movimenti parziali del corpo e dei suoi segmenti, la linea di proiezione del centro di gravità corporeo con il suolo
Strategie di miglioramento
Riduzione della base di appoggio, modifica dei movimenti e degli allineamenti dei segmenti corporei, elevazione e/o instabilità della base di appoggio, preclusione della vista, combinazione delle strategie previste.
Capacità di combinazione
Descrizione
È la capacità che ci permette di collegare in un'unica struttura motoria diversi movimenti successivi o contemporanei. Si parla di combinazione associata se le parti del corpo si muovono nella stessa direzione, sullo stesso piano e allo stesso ritmo. In caso contrario, si parla di combinazione dissociata.
Fattori determinanti
Numero degli atti parziali da combinare, la quantità e la natura degli atti da combinare, esperienze analoghe di combinazione e tipologie di combinazione
Strategie di miglioramento
Variazione delle attività, eseguire attività inusuali, variazione delle condizioni spaziali, eseguire attività combinate in situazione di affaticamento.
Capacità di differenziazione
Descrizione
La capacità di differenziazione cinestetica è la capacità di percepire il tono muscolare, le contrazioni, l'allungamento del muscolo e l'ampiezza delle articolazioni, in modo da eseguire il gesto motorio in senso coordinato e con la giusta dose di forza.
Fattori determinanti
Dipende essenzialmente dal sistema inerente i recettori sensoriali, ovvero, quelli che fanno parte della via propriocettiva: fusi neuromuscolari, organi tendinei del Golgi, l'apparato vestibolare, i propriocettori articolari.
Strategie di miglioramento
Esperienze di descrizione della posizione del corpo a occhi chiusi, esercizi di contrazione e decontrazione muscolare, esercizi di contrasto statico-dinamico, attività e gioci di mira e di precisione.
Capacità di orientamento
Descrizione
La capacità di orientamento indica la capacità di organizzare il movimento nella dimensione spazio-temporale.
Fattori determinanti
L'orientamento spazio-temporale dipende essenzialmente dalla percezione sensoriale e in particolare, dalla percezione visiva, dalla percezione tattile, uditiva e cinestetica.
Strategie di miglioramento
Tutte le attività che consolidano i concetti di velocità, durata, traiettoria e distanza.
Capacità di ritmizzazione
Descrizione
La capacità di ritmizzazione indica la capacità di organizzare le sequenze del movimento nel tempo prendendo in considerazione connotati di periodicità, di velocità, di durata, di pause e di intensità.
Fattori determinanti
Capacità di mantenere cadenze a una determinata velocità, fattori genetici, capacità di adeguarsi al ritmo oggettivo, accrescimento della capacità soggettiva.
Strategie di miglioramento
Presa di coscienza e riproduzione del ritmo corporale, ascolto e riproduzione di cadenze esterne, associare il movimento a cadenze differenti per velocità e intensità, libera espressività del corpo attraverso l'ascolto di un brano musicale.
Capacità di trasformazione
Descrizione
La capacità di trasformazione indica la capacità di modificare un'azione motoria, in funzione dell'evoluzione della situazione, allo scopo di completare un'azione efficace e più appropriata. Si parla di trasformazione parziale quando si modificano esclusivamente i parametri dell'azione motoria; si parla di trasformazione globale quando si modifica l'intero movimento entro l'azione motoria.
Fattori determinanti
Grado di automatizzazione delle situazioni motorie di partenza e di arrivo, il timing e la capacità di anticipazione.
Strategie di miglioramento
Esercizi con variazioni di andamento e di direzione, variazioni di ritmo, esercizi con variazioni di terreno, variazione di combinazione dei movimenti parziali, combinazione acrobatica.
SCHEMI MOTORI
Schemi posturali e schemi dinamici
Gli schemi motori possono essere definiti come atti motori globali e atti motori parziali, in base alla totalità o alla parzialità corporale che esegue il movimento. I concetti di postura, insieme agli atti motori globali e agli atti motori parziali costituiscono le unità fondamentali del movimento umano.
Lo schema motorio indica comunque un'attività riferita al movimento, che può essere posturale o dinamica. In tal senso, possiamo distinguere tra: - schemi statici o posturali, che interessano una parte o un segmento del corpo in cui l'atto motorio interessa i piani o assi corporei e si prestano a una descrizione chinesiologica. Lo schema posturale non si riferisce a un'assenza di movimento, ma una variazione di postura che non implica la traslazione spaziale del corpo in osservazione. Vi è comunque una variazione parziale del segmento o della parte corporea;
- schemi dinamici, che possono essere definiti come la somma di diversi atti motori parziali in grado di compiere una traslazione nello spazio del corpo in osservazione. Definiti anche come "schemi motori di base", essi rappresentano tipici processi motori che eseguono un percorso di sviluppo, di apprendimento e di perfezionamento durante la fase della crescita individuale. Sono definiti "di base" perché rappresentano il punto di partenza dell'azione motoria completa e sono indispensabili per la sopravvivenza della specie, oltre a essere per questo, tramandati geneticamente.
SCHEMI MOTORI DI BASE
CAMMINARE
È la capacità più utilizzata dall'uomo e indica il procedere nello spazio mediante una successione di appoggi degli arti inferiori senza effettuare tempo di volo. I bambini imparano a camminare intorno ai 10 e i 14 mesi.
Tipologie: Può essere effettuato a diverse velocità, su differenti contesti spaziali, su diverse tipologie di terreno, in pendenza.
Abilità preesistenti: Abilità di saper stare in piedi.
Capacità che condizionano il gesto: Capacità di equilibrio, capacità di orientamento spazio-temporale.
CORRERE
È la capacità di procedere velocemente nello spazio mediante una successione di appoggi degli arti inferiori con tempo di volo tra l'uno e il successivo.
Tipologie: Può essere effettuato a diverse velocità, su differenti contesti spaziali, su diverse tipologie di terreno, in pendenza.
Abilità preesistenti: Saper camminare
Capacità che condizionano il gesto: Capacità di equilibrio, capacità di orientamento spazio-temporale, capacità di rapidità, capacità di resistenza.
SCAVALCARE
È la capacità di superare un ostacolo, che può essere un attrezzo o uno spazio esteso, senza effettuare tempo di volo e con possibilità di controllo con esso.
Tipologie: Superare un attrezzo o uno spazio esteso
Abilità preesistenti: Saper trascolocare in quadrupedia
Capacità che condizionano il gesto: Capacità di orientamento spazio-temporale e capacità di combinazione.
SALTARE
È la capacità che ci consente di staccare il corpo da terra mediante una spinta degli arti inferiori.
Tipologie: in estensione, in elevazione e dall'alto
Abilità preesistenti: Saper scavalcare e saper atterrare
Capacità che condizionano il gesto: Capacità di forza e capacità di equilibrio dinamico e in volo.
ATTERRARE
È la capacità di prendere contatto con il suolo, in una condizione di equilibrio e di controllo del proprio corpo, dopo una situazione di volo.
Tipologie: simmetrico, asimmetrico
Abilità preesistenti: saper atterrare con assistenza diretta
Capacità che condizionano il gesto: Capacità di forza e capacità di equilibrio dinamico e in volo.
AFFERRARE
È la capacità di sfruttare le abilità prensili delle mani o di altre parti del corpo per bloccare un oggetto o un attrezzo. L'oggetto può essere bloccato in situazione statica o dinamica.
Tipologie: simmetrico, asimmetrico
Abilità preesistenti: abilità di prensione
Capacità che condizionano il gesto: Capacità di orientamento spazio-temporale.
LANCIARE
È la capacità di allontanare un oggetto da sé mediante il gesto motorio di uno o di entrambi gli arti.
Tipologie: di forza, di precisione, in movimento, in condizione statica, in rincorsa, con contro-movimento, simmetrico o asimmetrico.
Abilità preesistenti: afferrare e impugnare
Capacità che condizionano il gesto: Possedere un buon tono muscolare, capacità di orientamento e capacità di combinazione.
COLPIRE - BATTERE - CALCIARE
È la capacità di allontanare un oggetto o un attrazzo da sé mediante un breve impatto eseguito dagli arti superiori o dagli arti inferiori. Può essere considerata una variazione del lanciare, ma con la differenza che non vi è prensione.
Tipologie: di forza, di precisione, in movimento, in condizione statica, in rincorsa, con contro-movimento.
Abilità preesistenti: lanciare
Capacità che condizionano il gesto: timing, buon tono muscolare nei distretti implicati al gesto, capacità di differenziazione cinestetica, capacità di combinazione.
TRASLOCARE IN QUADRUPEDIA
Capacità di procedere nello spazio con l'appoggio dei due arti inferiori e dei due arti superior Il bambino compie le prime esperienze di quadrupedia intorno al nono e al dodicesimo mese. Delacato sostiene che questa tappa sia fondamentale per lo sviluppo dell'individuo per stutturare le prime forme concettuali riferite allo spazio e al tempo.
Tipologie: prona, supina, laterale e laterale incrociata.
Abilità preesistenti: sapersi sostenere sugli arti superiori
Capacità che condizionano il gesto: capacità di forza, capacità di combinazione e capacità di orientamento.
ROTOLARE
Capacità di compiere una rotazione di 360 gradi intorno al proprio asse longitudinale o trasversale. Nel caso di rotazione introno all'asse longitudinale, passiamo da una posizione supina a una posizione ventrale; quando invece ruotiamo introno all'asse trasversale, compiamo una capovolta. Può essere considerata una variante dello strisciare.
Tipologie: si può compiere intorno all'asse longitudinale, trasversale e sagittale (ruota)
Abilità preesistenti: saper strisciare e saper rullare
Capacità che condizionano il gesto: capacità di equilibrio, di orientamento, di combinazione e di differenziazione cinestetica.
ARRAMPICARSI
Capacità di procedere in altezza utilizzando prese e trazioni degli arti superiori e appoggi e spinte degli arti inferiori.
Tipologie: alla spalliera, al quadro svedese e alla scala medica
Abilità preesistenti: saper impugnare, operare spinte e trazioni.
Capacità che condizionano il gesto: capacità di combinazione e di orientamento.
ATTACCARE - DIFENDERE
Corrisponde a una serie di situazioni ove si presentano problemi in occasioni ludico-motorie di competizione.
Tipologie: uno-contro-uno negli sport individuali e di squadra.
Abilità preesistenti: possedere minime abilità motorie-sportive
Capacità che condizionano il gesto: competenze intellettive, capacità condizionali e capacità coordinative.
STRISCIARE
È la capacità di procedere nello spazio mantenendo contemporaneamente più parti del corpo a contatto con il suolo. Rappresenta il primo schema motorio del bambino e compare intorno agli otto mesi. All'inizio si realizza solo con l'uso degli arti superiori, dopo subentra l'integrazione al movimento da parte degli arti inferiori.
Tipologie: avanti, indietro, prono, supino e lateralmente.
Abilità preesistenti: saper coordinare gli arti per procedere nello spazio
Capacità che condizionano il gesto: capacità di forza e capacità di combinazione
Teoria dell'apprendimento motorio 2
Antonio Pistorio
Created on December 19, 2023
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TEORIA DELL'APPRENDIMENTO MOTORIO
Antonio Pistorio
Gli analizzatori sensoriali
Possiamo distinguere i seguenti analizzatori sensoriali o sistemi sensoriali:
- Le vie esterocettive che includono tutti i recettori sensoriali che recepiscono informazioni dall'ambiente esterno e si distinguono nei comuni recettori visivi, tattili, uditivi, olfattivi e gustativi.
- Le vie propriocettive o cinestetiche che riguardano tutte le informazioni relative alle sensazioni muscolari e articolari, ovvero, i recettori sensoriali che indicano il tono muscolare, le contrazioni e gli allungamenti muscolari e il grado di apertura delle articolazioni.
- Le vie enterocettive, di cui fa parte il noto apparato nocicettivo, che includono tutti i recettori sensoriali che elaborano e inviano informazioni provenienti dall'ambiente interno dell'individuo, e che riguardano la sensibilità del dolore, dello stato di benessere o malessere e le informazioni che provengono dalla muscolatura liscia.
CLASSIFICAZIONE DEL MOVIMENTO UMANO
Il movimento umano può essere classificato in base a diverse concetture e diverse teorie che si sono sviluppate nel corso del tempo. Tuttavia, è possibile distinguere le principali classificazioni del movimento, distinguendo in 4 principali categorie. Distinguiamo dunque tra:
- Classificazione neuro-fisiologica, che distingue tra movimenti primitivi (quelli innati e tramandati geneticamente, oltre a essere fondamentali per la sopravvivenza della specie), movimenti riflessi, movimenti volontari, movimenti automatici e movimenti patologici;
- Classificazione biomeccanica, che distingue tra movimenti rotatori, movimenti traslatori e movimenti roto-traslatori, quando la somma dei movimenti parziali rotatori induce a una traslazione globale;
- Classificazione chiensiologica, che distingue i movimenti in base al piano o all'asse sul quale avvengono, portando a una diversificazione che prevede movimenti di flessione, di estensione, di rotazione, di inclinazione, di pronazione, di supinazione, di inversione ed eversione, di protrazione, di retrazione, di adduzione e di abduzione, di elevazione, di depressione, di retroversione ed antiversione.
- Classificazione motoria, che invece distingue tra movimenti di forza, di rapidità, di resistenza, asimmetrici, simmetrici, ciclici, aciclici, ritmici, contemporanei, successivi, attivi e passivi.
Lo sviluppo emozionale, morale e dell'identità personale
Il movimento gioca un ruolo fonodamentale per ciò che concerne lo sviluppo personale e la formazione globale dell'individuo. Gesell affermava che lo sviluppo motorio ha un ruolo essenziale per la formazione della personalità e per la crescita dell'intelligenza infantile. Piaget allo stesso tempo, parlava dell'importanza della corporeità, ovvero, della consapevolezza corporea come processo indispensabile per la costruzione delle relazioni tra il bambino e l'ambiente esterno: il modo più importante per erigere la personalità, l'intelligenza e accrescere una propria identità. Proprio dalla corporeità, con la conoscenza del proprio corpo, è possibile interagire con l'ambiente e con gli altri nel modo più opportuno e pià efficaci per una sana crescita e per sviluppare un processo di socializzazione. Il movimento, inteso anche come l'insieme dei gesti motori per un'azione ben compiuta, offre al bambino la possibilità di effettuare quelle esperienze indispensabili di apprendimento che da un lato permettono di sviluppare una propria identità, e dall'altra incentivano una serie crescente di informazioni sensoriali afferenti che si traducono in nuove informazioni, stimolando le neurogenesi e nuove sinapsi. L'esecuzione dei compiti motori, sia individuali, che di squadra, sia in un contesto libero o competitivo/agonistico, ci permette di rapportarci con le emozioni che scaturiscono durante e alla fine della prestazione. La sconfitta, la vittoria, o sola esecuzione di un compito, sono fondamentali per lo sviluppo emozionale e permette il bambino di passare a un livello morale più solido, che da eteronomo diventa autonomo.
Il Processo di Socializzazione
La teoria del movimento di Pierre Vayer è stata utilizzata per educare i bambini disadattati ed è poi stata estesa a tutti i bambini nel sistema scolastico francese. Essa si basa sull'importanza della consapevolezza corporea, come processo necessario per sviluppare un sano processo di socializzazione. In altri termini, è indispensabile che durante la crescita, il bambino impari a conoscere il proprio corpo affinché prendendo consapevolezza di esso possa interagire correttamente e adeguatamente nell'ambiente e sviluppare la propria intelligenza. In tal senso, "educare" significa essenzialmente "facilitare al bambino il rapporto con il mondo". Attraverso questa teoria è possibile dunque affermare che il processo di socializzazione dipende soprattutto dall'acquisizione del proprio schema corporeo.
Le Attitudini
Le attitudini fanno parte delle posizioni e indicano il rapporto tra il baricentro del corpo (centro di gravità corporale) e i mezzi di sostegno o appoggi. Le attitudini possono essere semplici e combinate. Le prime si distinguono tra attitudini di appoggio, di sospensione, neutre e di volo; le seconde sono di doppio appoggio, di doppia sospensione o miste (di appoggio e sospensione).
Le Stazioni
Le stazioni fanno delle posizioni e indicano il rapporto tra il corpo o le parti del corpo e il suolo. In tal senso possiamo avere le stazioni con riferimento agli arti, o con riferimento al busto: in quest'ultimo caso, prendono il nome di decubito. Le stazioni possono essere dei punti di partenza per l'esecuzione di un preciso compito motorio e servono all'istruttore per la definizione di movimenti segmentari o per l'esecuzione degli esercizi.
Gli Atteggiamenti
Gli atteggiamenti, a differenza delle posizioni, riguardano la figura che assume il corpo indipendentemente dall'ambiente circostante. Gli atteggiamenti possono essere parziali quando fanno riferimento ai segmenti del corpo, ovvero, agli arti o al busto. Gli atteggiamenti possono anche essere combinati quando fanno riferimento a più segmenti del corpo e comunque, agli arti e al busto. Questi ultimi si distinguono in: ad arco, ruotato, a ginocchio, tipo, a raccolta, a squadra, a massima raccolta e a massima squadra.
Le posizioni e le prese
Le posizioni indicano il rapporto del corpo, o delle parti del corpo, con l'ambiente circostante. Esse si possono evidenziare in base al rapporto tra il baricentro e i mezzi di sostegno (attitudini), al rapporto tra il corpo o parti del corpo e il suolo (le stazioni), o in base al rapporto delle parti del corpo con gli attrezzi e gli oggetti. Le prese si contraddistinguono per l'effetto della prensione, ovvero, della capacità di afferrare l'attrezzo o l'oggetto con la mano o con altre parti del corpo. In tal senso possiamo avere alcuni tipi di prensione: plantare, palmare, digitale, metacarpea, crurale, poplitea, brachiale, tibiale e addominale. La distanza tra due prese è detta passo. Il passo può essere degli arti superiori, degli arti inferiori o misto.
Gli assi e i piani corporei
Per definire i movimenti analitici è necessario suddividere alcune coordinate spaziali, così da strutturare lo spazio entro cui deve avvenire il movimento. Possiamo dunque differenziare tre piani corporei e tre assi fondamentali.
I piani corporei ipotetici sono tre: il piano frontale, che divide il corpo in una parte anteriore e una parte posteriore; il piano trasversale (o orizzontale) che divide il corpo in una parte superiore e una parte inferiore; il piano sagittale che divide il corpo in una parte destra e una parte sinistra.
Gli assi corporei sono: l'asse longitudinale che attraversa il corpo verticalmente dal capo fino ai talloni; l'asse trasversale (o orizzontale) che attraversa il corpo orizzontalmente da destra verso sinistra; l'asse sagittale (o antero-posteriore) che attraversa il corpo dalla parte posteriore alla parte anteriore.
Gli assi e i piani corporei
Per definire i movimenti analitici è necessario suddividere alcune coordinate spaziali, così da strutturare lo spazio entro cui deve avvenire il movimento. Possiamo dunque differenziare tre piani corporei e tre assi fondamentali.
I piani corporei ipotetici sono tre: il piano frontale, che divide il corpo in una parte anteriore e una parte posteriore; il piano trasversale (o orizzontale) che divide il corpo in una parte superiore e una parte inferiore; il piano sagittale che divide il corpo in una parte destra e una parte sinistra.
Gli assi corporei sono: l'asse longitudinale che attraversa il corpo verticalmente dal capo fino ai talloni; l'asse trasversale (o orizzontale) che attraversa il corpo orizzontalmente da destra verso sinistra; l'asse sagittale (o antero-posteriore) che attraversa il corpo dalla parte posteriore alla parte anteriore.
LE CAPACITA' MOTORIE
DIFFERENZIAZIONE
Le capacià motorie sono i presupposti per affinare le abilità motorie e fanno riferimento all'appredimento, all'adattamento e al controllo dell'esecuzione relativa al gesto motorio-sportivo.
Si distinguono essenzialmente in due categorie:
Le capacità condizionali sono le capacità che indicano la quantità dell'atto motorio esecutivo in quanto denotano l'intensità, la durata e la flessibilità. Esse si distinguono generalmente in forza (l'attività esercitata dallo sforzo muscolare), in resistenza (la durata dell'atto motorio in una condizione di sforzo, o resistenza alla fatica) e in rapidità o velocità (ovvero, in quanto tempo eseguiamo l'atto motorio).
Le capacità coordinative
Le capacità coordinative fanno riferimento alla qualità del gesto motorio sportivo, indicando il controllo, la direzione e l'organizzazione dei movimenti.
Esse si distinguono in capacità generali e capacità speciali. Le prime a sua volta vengono classificate in capacità di apprendimento, capacità di controllo motorio e capacità di adattamento.
Le capacità coordinative speciali, invece, si distinguono in:
- Capacità di reazione
- Capacità di equilibrio
- Capacità di combinazione
- Capacità di orientamento
- Capacità di trasformazione
- Capacità di ritmizzazione
- Capacità di differenziazione cinestetica
Capacità di reazione
Descrizione
È la capacità che ci permette, dato uno o più stimoli, di reagire a esso il più velocemente possibile.
Fattori determinanti
La capacità di reazione dipende essenzialmente dal tempo totale in cui l'individuo è in grado di reagire a un determinato stimolo. Il tempo totale di reazione (TT), è composto da: un tempo di reazione, che indica il tempo intercorrente tra la percezione dello stimolo e l'inzio della risposta motoria (TR) e solitamente è superiore ai 120ms; un tempo di movimento che indica il periodo relativo al movimento consecutivo alla percezione dello stimolo (TM).
Strategie di miglioramento
La ripetitività del gesto motorio, esercitazioni che associano l'avvio, l'esecuzione o la fine di un'azione a uno stimolo esterno; esercitazioni con partenze da supino o da prono; scatti con stimoli acustici o visivi; modifiche del movimento in seguito a uno stimolo.
Capacità di equilibrio
Descrizione
È la capacità che ci permette, attraverso degli aggiustamenti volontari, riflessi e automatici, di mantenere una posizione statica in relazione alla forza di gravità. Possiamo distingure tra: capacità di equilibrio statico, capacità di equilibrio dinamico e capacità di equilibrio in volo.
Fattori determinanti
Fattori determinanti per la capacità di equilibrio sono: la posizione del baricentro, la dimensione, la tipologia e l'orientamento della base di appoggio, i movimenti parziali del corpo e dei suoi segmenti, la linea di proiezione del centro di gravità corporeo con il suolo
Strategie di miglioramento
Riduzione della base di appoggio, modifica dei movimenti e degli allineamenti dei segmenti corporei, elevazione e/o instabilità della base di appoggio, preclusione della vista, combinazione delle strategie previste.
Capacità di combinazione
Descrizione
È la capacità che ci permette di collegare in un'unica struttura motoria diversi movimenti successivi o contemporanei. Si parla di combinazione associata se le parti del corpo si muovono nella stessa direzione, sullo stesso piano e allo stesso ritmo. In caso contrario, si parla di combinazione dissociata.
Fattori determinanti
Numero degli atti parziali da combinare, la quantità e la natura degli atti da combinare, esperienze analoghe di combinazione e tipologie di combinazione
Strategie di miglioramento
Variazione delle attività, eseguire attività inusuali, variazione delle condizioni spaziali, eseguire attività combinate in situazione di affaticamento.
Capacità di differenziazione
Descrizione
La capacità di differenziazione cinestetica è la capacità di percepire il tono muscolare, le contrazioni, l'allungamento del muscolo e l'ampiezza delle articolazioni, in modo da eseguire il gesto motorio in senso coordinato e con la giusta dose di forza.
Fattori determinanti
Dipende essenzialmente dal sistema inerente i recettori sensoriali, ovvero, quelli che fanno parte della via propriocettiva: fusi neuromuscolari, organi tendinei del Golgi, l'apparato vestibolare, i propriocettori articolari.
Strategie di miglioramento
Esperienze di descrizione della posizione del corpo a occhi chiusi, esercizi di contrazione e decontrazione muscolare, esercizi di contrasto statico-dinamico, attività e gioci di mira e di precisione.
Capacità di orientamento
Descrizione
La capacità di orientamento indica la capacità di organizzare il movimento nella dimensione spazio-temporale.
Fattori determinanti
L'orientamento spazio-temporale dipende essenzialmente dalla percezione sensoriale e in particolare, dalla percezione visiva, dalla percezione tattile, uditiva e cinestetica.
Strategie di miglioramento
Tutte le attività che consolidano i concetti di velocità, durata, traiettoria e distanza.
Capacità di ritmizzazione
Descrizione
La capacità di ritmizzazione indica la capacità di organizzare le sequenze del movimento nel tempo prendendo in considerazione connotati di periodicità, di velocità, di durata, di pause e di intensità.
Fattori determinanti
Capacità di mantenere cadenze a una determinata velocità, fattori genetici, capacità di adeguarsi al ritmo oggettivo, accrescimento della capacità soggettiva.
Strategie di miglioramento
Presa di coscienza e riproduzione del ritmo corporale, ascolto e riproduzione di cadenze esterne, associare il movimento a cadenze differenti per velocità e intensità, libera espressività del corpo attraverso l'ascolto di un brano musicale.
Capacità di trasformazione
Descrizione
La capacità di trasformazione indica la capacità di modificare un'azione motoria, in funzione dell'evoluzione della situazione, allo scopo di completare un'azione efficace e più appropriata. Si parla di trasformazione parziale quando si modificano esclusivamente i parametri dell'azione motoria; si parla di trasformazione globale quando si modifica l'intero movimento entro l'azione motoria.
Fattori determinanti
Grado di automatizzazione delle situazioni motorie di partenza e di arrivo, il timing e la capacità di anticipazione.
Strategie di miglioramento
Esercizi con variazioni di andamento e di direzione, variazioni di ritmo, esercizi con variazioni di terreno, variazione di combinazione dei movimenti parziali, combinazione acrobatica.
SCHEMI MOTORI
Schemi posturali e schemi dinamici
Gli schemi motori possono essere definiti come atti motori globali e atti motori parziali, in base alla totalità o alla parzialità corporale che esegue il movimento. I concetti di postura, insieme agli atti motori globali e agli atti motori parziali costituiscono le unità fondamentali del movimento umano.
Lo schema motorio indica comunque un'attività riferita al movimento, che può essere posturale o dinamica. In tal senso, possiamo distinguere tra: - schemi statici o posturali, che interessano una parte o un segmento del corpo in cui l'atto motorio interessa i piani o assi corporei e si prestano a una descrizione chinesiologica. Lo schema posturale non si riferisce a un'assenza di movimento, ma una variazione di postura che non implica la traslazione spaziale del corpo in osservazione. Vi è comunque una variazione parziale del segmento o della parte corporea;
- schemi dinamici, che possono essere definiti come la somma di diversi atti motori parziali in grado di compiere una traslazione nello spazio del corpo in osservazione. Definiti anche come "schemi motori di base", essi rappresentano tipici processi motori che eseguono un percorso di sviluppo, di apprendimento e di perfezionamento durante la fase della crescita individuale. Sono definiti "di base" perché rappresentano il punto di partenza dell'azione motoria completa e sono indispensabili per la sopravvivenza della specie, oltre a essere per questo, tramandati geneticamente.
SCHEMI MOTORI DI BASE
CAMMINARE
È la capacità più utilizzata dall'uomo e indica il procedere nello spazio mediante una successione di appoggi degli arti inferiori senza effettuare tempo di volo. I bambini imparano a camminare intorno ai 10 e i 14 mesi.
Tipologie: Può essere effettuato a diverse velocità, su differenti contesti spaziali, su diverse tipologie di terreno, in pendenza.
Abilità preesistenti: Abilità di saper stare in piedi.
Capacità che condizionano il gesto: Capacità di equilibrio, capacità di orientamento spazio-temporale.
CORRERE
È la capacità di procedere velocemente nello spazio mediante una successione di appoggi degli arti inferiori con tempo di volo tra l'uno e il successivo.
Tipologie: Può essere effettuato a diverse velocità, su differenti contesti spaziali, su diverse tipologie di terreno, in pendenza.
Abilità preesistenti: Saper camminare
Capacità che condizionano il gesto: Capacità di equilibrio, capacità di orientamento spazio-temporale, capacità di rapidità, capacità di resistenza.
SCAVALCARE
È la capacità di superare un ostacolo, che può essere un attrezzo o uno spazio esteso, senza effettuare tempo di volo e con possibilità di controllo con esso.
Tipologie: Superare un attrezzo o uno spazio esteso
Abilità preesistenti: Saper trascolocare in quadrupedia
Capacità che condizionano il gesto: Capacità di orientamento spazio-temporale e capacità di combinazione.
SALTARE
È la capacità che ci consente di staccare il corpo da terra mediante una spinta degli arti inferiori.
Tipologie: in estensione, in elevazione e dall'alto
Abilità preesistenti: Saper scavalcare e saper atterrare
Capacità che condizionano il gesto: Capacità di forza e capacità di equilibrio dinamico e in volo.
ATTERRARE
È la capacità di prendere contatto con il suolo, in una condizione di equilibrio e di controllo del proprio corpo, dopo una situazione di volo.
Tipologie: simmetrico, asimmetrico
Abilità preesistenti: saper atterrare con assistenza diretta
Capacità che condizionano il gesto: Capacità di forza e capacità di equilibrio dinamico e in volo.
AFFERRARE
È la capacità di sfruttare le abilità prensili delle mani o di altre parti del corpo per bloccare un oggetto o un attrezzo. L'oggetto può essere bloccato in situazione statica o dinamica.
Tipologie: simmetrico, asimmetrico
Abilità preesistenti: abilità di prensione
Capacità che condizionano il gesto: Capacità di orientamento spazio-temporale.
LANCIARE
È la capacità di allontanare un oggetto da sé mediante il gesto motorio di uno o di entrambi gli arti.
Tipologie: di forza, di precisione, in movimento, in condizione statica, in rincorsa, con contro-movimento, simmetrico o asimmetrico.
Abilità preesistenti: afferrare e impugnare
Capacità che condizionano il gesto: Possedere un buon tono muscolare, capacità di orientamento e capacità di combinazione.
COLPIRE - BATTERE - CALCIARE
È la capacità di allontanare un oggetto o un attrazzo da sé mediante un breve impatto eseguito dagli arti superiori o dagli arti inferiori. Può essere considerata una variazione del lanciare, ma con la differenza che non vi è prensione.
Tipologie: di forza, di precisione, in movimento, in condizione statica, in rincorsa, con contro-movimento.
Abilità preesistenti: lanciare
Capacità che condizionano il gesto: timing, buon tono muscolare nei distretti implicati al gesto, capacità di differenziazione cinestetica, capacità di combinazione.
TRASLOCARE IN QUADRUPEDIA
Capacità di procedere nello spazio con l'appoggio dei due arti inferiori e dei due arti superior Il bambino compie le prime esperienze di quadrupedia intorno al nono e al dodicesimo mese. Delacato sostiene che questa tappa sia fondamentale per lo sviluppo dell'individuo per stutturare le prime forme concettuali riferite allo spazio e al tempo.
Tipologie: prona, supina, laterale e laterale incrociata.
Abilità preesistenti: sapersi sostenere sugli arti superiori
Capacità che condizionano il gesto: capacità di forza, capacità di combinazione e capacità di orientamento.
ROTOLARE
Capacità di compiere una rotazione di 360 gradi intorno al proprio asse longitudinale o trasversale. Nel caso di rotazione introno all'asse longitudinale, passiamo da una posizione supina a una posizione ventrale; quando invece ruotiamo introno all'asse trasversale, compiamo una capovolta. Può essere considerata una variante dello strisciare.
Tipologie: si può compiere intorno all'asse longitudinale, trasversale e sagittale (ruota)
Abilità preesistenti: saper strisciare e saper rullare
Capacità che condizionano il gesto: capacità di equilibrio, di orientamento, di combinazione e di differenziazione cinestetica.
ARRAMPICARSI
Capacità di procedere in altezza utilizzando prese e trazioni degli arti superiori e appoggi e spinte degli arti inferiori.
Tipologie: alla spalliera, al quadro svedese e alla scala medica
Abilità preesistenti: saper impugnare, operare spinte e trazioni.
Capacità che condizionano il gesto: capacità di combinazione e di orientamento.
ATTACCARE - DIFENDERE
Corrisponde a una serie di situazioni ove si presentano problemi in occasioni ludico-motorie di competizione.
Tipologie: uno-contro-uno negli sport individuali e di squadra.
Abilità preesistenti: possedere minime abilità motorie-sportive
Capacità che condizionano il gesto: competenze intellettive, capacità condizionali e capacità coordinative.
STRISCIARE
È la capacità di procedere nello spazio mantenendo contemporaneamente più parti del corpo a contatto con il suolo. Rappresenta il primo schema motorio del bambino e compare intorno agli otto mesi. All'inizio si realizza solo con l'uso degli arti superiori, dopo subentra l'integrazione al movimento da parte degli arti inferiori.
Tipologie: avanti, indietro, prono, supino e lateralmente.
Abilità preesistenti: saper coordinare gli arti per procedere nello spazio
Capacità che condizionano il gesto: capacità di forza e capacità di combinazione