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La rivoluzione francese
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Transcript
La rivoluzione francese
La societa' francese e i suoi ceti (ancien règime)
L’Ancien Régime noto anche come Vecchio Regime, era i l sistema politico e sociale del Regno di Francia dal tardo medioevo fino alla Rivoluzione francese iniziata nel 1789, che abolì il sistema feudale della nobiltà francese e la monarchia ereditaria.
la crisi economica..
LA RIUNIONE DEGLI STATI GENERALI
Prima che scoppiasse la Rivoluzione Francese, la Francia era sull’orlo della bancarotta per molti motivi. Uno dei più evidenti erano le enormi spese sostenute dalla corte del re Luigi XVI (1754-1793) e dei suoi predecessori: non soltanto un simbolo di prestigio ed un centro di svaghi, ma anche un vero e proprio strumento di dominio sulla nobiltà. La Francia aveva poi investito molto denaro per partecipare alla Rivoluzione Americana.
IL TERZO STATO SI TRASFORMA IN ASSEMBLEA NAZIONALE
SCOPPIA LA RIVOLUZIONE
IL POPOLO ASSALTA LA BASTIGLIA
5 maggio 1789
26 agosto 1789
14 luglio 1789
dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino
gli stati generali si riuniscono
presa della bastiglia, inizio rivoluzione
4 agosto 1789
20 giugno 1789
''giuramento della pallacorda''
abolizione sistema feudale
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La Rivoluzione Francese è uno degli eventi storici più importanti della storia occidentale, in cui l’assetto politico della Francia cambia in modo inedito. Inizia nel 1789, mentre individuarne la fine è più difficile: secondo molti storici possiamo dire nel novembre del 1799, quando con un colpo di stato Napoleone Bonaparte diventa Primo Console della Repubblica. La Rivoluzione francese segna la fine dell'assolutismo, segna la fine di istituzioni vecchie di secoli in Francia e non solo, come l’assolutismo e ciò che rimaneva del sistema feudale. Un po’ come la Rivoluzione Americana, la Rivoluzione Francese è stata anche il tentativo di realizzare ideali dell’Illuminismo come la sovranità popolare ed i diritti inalienabili. La Rivoluzione Francese ha un ruolo fondamentale nella nascita delle nazioni moderneLa Rivoluzione Francese non riesce però a realizzare tutti gli obiettivi dei rivoluzionari, e a un certo punto degenera in un vero e proprio bagno di sangue. Nonostante questo però, il suo ruolo resta fondamentale nella nascita delle nazioni moderne, cambiando per sempre il modo di concepire il potere in Europa e nel mondo.
La rivoluzione suscitò per contrasto una corrente controrivoluzionaria, che si espresse in varie forme, popolari e aristocratiche. La rivoluzione non rimase circoscritta alla Francia..
la rivoluzione francese
L'abolizione
Dei privilegi feudali
L’Assemblea, nella notte del 4 agosto 1789, su proposta del visconte di Noailles, del duca d’Aiguillon e di molti altri membri della nobiltà, votò all’unanimità l’abolizione del sistema feudale. Nei giorni seguenti questa decisione fu tradotta in decreti che sopprimevano tutti i privilegi giuridici e fiscali, la venalità delle cariche e la decima ecclesiastica. Per i diritti feudali fu stabilito che quelli gravanti sulle persone (come le corvées) erano interamente aboliti, mentre i diritti sulle terre, considerati una forma di proprietà, dovevano essere riscattati.
In realtà i contadini si considerarono da allora interamente liberi, non pagarono alcun indennizzo e, nella stragrande maggioranza, si legarono indissolubilmente al nuovo regime.
Nell’autunno del 1786 Charles Alexandre de Calonne (1734-1802), un economista che svolgeva l’incarico di controllore generale delle finanze di Francia, propone al re un pacchetto di riforme finanziarie molto avanzate, che andavano ad eliminare alcuni privilegi delle classi privilegiate: Nobiltà e Clero. Per scongiurare una rivolta delle classi privilegiate, il re aveva bisogno di supporto per realizzare queste misure. 5 maggio 1789: re Luigi XVI convoca gli Stati GeneraliPer questo motivo, il re indice gli Stati Generali, un’assemblea dove i rappresentanti delle tre “classi” che costituivano la società francese: nobiltà, clero e borghesia, si riuniscono. Gli Stati generali vengono convocati per il 5 maggio del 1789: era in qualche modo un evento epocale, perché non venivano convocati dal 1604.
Re Luigi XVI convoca gli stati generali
i membri del terzo stato
I membri del “Terzo Stato” (popolo e borghesia), rappresentavano il 98 % della popolazione. Nonostante questo, potevano essere tranquillamente sconfitti dal potere di veto degli altri due “ordini”. Il Terzo Stato chiede una rappresentazione più equaPrima dell’incontro previsto per il 5 maggio, il Terzo Stato inizia a chiedere una rappresentazione più equa: un’assemblea dove a contare sarebbero stati i voti singoli, “per testa”, e non per “stato”. Questo andava contro gli interessi della nobiltà, che non era minimamente intenzionata ad abbandonare i privilegi di cui godeva tradizionalmente. Quando gli Stati Generali si riuniscono finalmente a Versailles, il dibattito pubblico sui processi di votazione era degenerato: tra i tre ordini c’era ormai aperta ostilità. Lo scopo originale dell’assemblea si era ormai perso di vista: ad essere in discussione ormai era addirittura l’autorità del re. Giuramento della Pallacorda nel 1789, in Francia Fonte: Istock Il Terzo Stato si proclama Assemblea NazionaleIl 17 giugno, mentre le procedure e le discussioni erano in pieno stallo, il Terzo Stato si riunisce autonomamente, senza gli altri due, ed assume formalmente il nome di Assemblea Nazionale. Il 20 giugno, l’Assemblea Nazionale si riunisce nella famosa sala della pallacorda, un ambiente della reggia utilizzato per praticare uno sport simile al tennis. I membri dell’Assemblea giurano solennemente di non disperdersi finché non ci sarà stata una riforma costituzionale. Luigi XVI assorbe tutti e tre gli ordini in un'unica assemblea: Assemblea Nazionale CostituenteEntro una settimana, all’Assemblea Nazionale si sono uniti moltissimi membri del clero e 47 nobili. Il 27 giugno, Luigi XVI è costretto a riconoscere l’assorbimento di tutti e tre gli ordini in un’unica nuova assemblea: l’Assemblea Nazionale Costituente.
la presa della bastiglia
Il 12 giugno, mentre l’Assemblea Nazionale si riuniva a Versailles, per le strade di Parigi iniziavano a scoppiare i primi episodi di violenza, che davano di fatto il via alla Rivoluzione Francese. I cittadini, soddisfatti di come stavano andando le cose, temevano un imminente colpo di stato militare. I membri degli strati più popolari della società parigina, coloro che svolgevano lavori manuali, chiamati “sanculotti” semplicemente perché portavano i pantaloni lunghi al posto delle culottes, iniziavano ad armarsi e ad avere voce in capitolo per la prima volta. 14 luglio: la presa della BastigliaA causa di questo clima teso, il 14 luglio alcuni rivoltosi assaltano la Bastiglia, una fortezza che fungeva da carcere, in cerca di munizioni e polvere da sparo: questi eventi, oggi commemorati in Francia attraverso una festa nazionale, sono considerati da molti studiosi il vero e proprio inizio della Rivoluzione Francese
Il 4 agosto del 1789 l’Assemblea Costituente adotta la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. In questo modo i principi dell’Illuminismo, ispirati da pensatori politici come Jean-Jacques Rousseau, cambiavano in modo profondo ed irreversibile la cultura politica francese. Princìpi come le pari opportunità, la libertà di parola, la sovranità popolare ed il governo rappresentativo venivano finalmente riconosciuti, ed ispiravano ufficialmente i lavori dell’Assemblea Costituente. Re Luigi XVI tenta di fuggire dalla FranciaLa stesura della vera e propria costituzione non era stata semplice, anche perché era ancora in corso una durissima crisi economica. I problemi da risolvere, poi, non erano da poco. Chi avrebbe eletto i delegati in Parlamento? A chi avrebbe giurato fedeltà il clero, alla chiesa cattolica o al governo francese? Quanta autorità sarebbe rimasta al re, che nel giugno del 1791 avrebbe tentato maldestramente di fuggire dalla Francia, perdendo ulteriormente credibilità davanti al popolo? Georges Jacques Danton (1759 -1794): politico e rivoluzionario francese Fonte: Ansa La Francia diventa una monarchia costituzionaleLa Costituzione viene adottata dalla Francia il 3 settembre del 1791. Riflette alcune tra le posizioni più moderate dell’Assemblea Costituzionale. La nuova Francia sarebbe stata una monarchia costituzionale in cui il re avrebbe avuto il potere di veto e quello di nominare ministri. Iniziava tuttavia ad emergere l’insoddisfazione delle frange più radicali della Rivoluzione Francese, quelle che si riunivano nei club dei sanculotti, incarnate da pensatori come Robespierre e Danton, che ambivano ad una costituzione repubblicana, oltre che al processo pubblico di Luigi XVI.
la Costituzione
Il ''grande terrore''
Nell’aprile del 1792 una nuova Assemblea, l’Assemblea Legislativa, dichiarava guerra all’Austria e alla Prussia, colpevoli secondo i francesi di ospitare esuli che stavano organizzando una controrivoluzione. I membri più radicali dell’Assemblea, Giacobini e Cordiglieri, nutrivano la speranza di poter diffondere attraverso tutta l’Europa le idee della rivoluzione. Sul fronte interno, però, la crisi era aperta: il 1’ agosto del 1792 una rivolta popolare, comandata dai Giacobini più estremisti, assalta la residenza reale di Parigi ed arresta il re e tutta la sua famiglia. Per tutto il mese di agosto continueranno ad esserci ondate di violenza, in cui chiunque venisse anche soltanto sospettato di essere contrario alla Rivoluzione Francese poteva essere giustiziato. Esecuzione di Maria Antonietta, moglie del re Luigi XVI: Viene proclamata la Prima Repubblica francese, il 25 settembre del 1792...L’Assemblea Legislativa a questo punto viene rimpiazzata dalla Convenzione Nazionale, che proclama l’abolizione della monarchia. Il 25 settembre del 1792 viene proclamata la Repubblica Francese. Il 21 gennaio del 1793 Luigi XVI viene condannato a morte per alto tradimento: sia lui che sua moglie, Maria Antonietta, verranno ghigliottinati. I Giacobini hanno il controllo della Convenzione Nazionale...Nel giugno del 1793 i Giacobini assumono il controllo della Convenzione Nazionale, estromettendo i più moderati Girondini, ed istituendo una serie di misure radicali, tra cui l’istituzione di un nuovo calendario (oltre che del sistema metrico decimale in vigore ancora oggi), e la totale eradicazione del cristianesimo, che veniva sostituito da una vera e propria sacralità pubblica, o religione di stato. Un'esecuzione alla ghigliottina durante la Rivoluzione francese, nel 1793 Fonte: Getty-Images Dopo la morte di Robespierre la borghesia liberale torna al potereLa morte del re di Francia, la guerra aperta con gran parte delle potenze europee, ed una serie di divisioni in seno alla Convenzione Nazionale sono le cause scatenanti del periodo più duro e violento della Rivoluzione Francese: il cosiddetto “Terrore”: un periodo di 10 mesi in cui verranno giustiziati alla ghigliottina migliaia di oppositori del regime. Il responsabile di molte condanne è Robespierre, a capo della Comitato di Salute Pubblica finché non finirà ghigliottinato anche lui, il 28 luglio del 1794, in seguito alla Reazione termidoriana. I francesi, esausti, chiedevano la pace. I Giacobini perdono credibilità, e su di loro si abbatte la vendetta spontanea di coloro che desideravano un ritorno alla monarchia (il Terrore Bianco). La Francia si avviava verso il ritorno al potere della borghesia liberale
l'eta' napoleonica
Le prime campagne militari...
eta' napoleonica cos'e'?
L’età napoleonica è un periodo della storia contemporanea che va dalla discesa di Napoleone Bonaparte in Italia nel 1796, ovvero sul finire della Rivoluzione francese, al Congresso di Vienna nel 1815, ovvero fino alla Restaurazione, a cavallo dunque di XVIII e XIX secolo. Questo periodo è caratterizzato dall’ascesa e affermazione al potere di Napoleone con il suo impero e la sua ideologia politica (bonapartismo). Rappresenta la prima fase storica della storia contemporanea europea
Sotto il governo napoleonico, venne introdotto il Codice civile, noto anche come Codice Napoleonico, che rappresentò un’importante riforma giuridica e sociale. Il codice fu promulgato il 21 marzo 1804 e rimase in vigore fino al 1814...
Nominato generale in capo dell’armata d’Italia (2 marzo 1796), Napoleone condusse la Prima campagna d’Italia (aprile 1796 – aprile 1797) con uomini male armati e dotati di scarsa disciplina, rivelando così il suo genio militare. Coadiuvato da generali ricchi di esperienza come Massena, Sérurier e Augereau, Napoleone piegò infatti i Piemontesi e gli Austriaci con una serie ininterrotta di vittorie (Cairo Montenotte, Millesimo, Dego, Mondovì, Castiglione, Lodi, Arcole, Rivoli); i Francesi entrarono a Milano (15 maggio 1796) favorendo, poi, la nascita delle cosiddette repubbliche giacobine o repubbliche sorelle: la Repubblica Transpadana (novembre 1796) e la Repubblica Cispadana (dicembre 1796) riunite nella Repubblica Cisalpina (giugno 1797), che comprendeva la Lombardia, l’Emilia e la Romagna. Nacque proprio in quest’ambito la bandiera tricolore italiana.
la prima campagna italiana
republiche sorelle
Le Repubbliche sorelle o Repubbliche giacobine furono degli Stati fantoccio costituiti principalmente tra il 1797 e il 1799, nell’Europa centro-settentrionale e nella penisola italiana dopo l’occupazione militare francese, ispirati alle istituzioni e ai modelli della Francia rivoluzionaria. Questi Stati furono costituiti in seguito ai vittoriosi esiti della campagna d’Italia condotta da Napoleone Bonaparte tra il 1796 e il 1797 e culminata nella stipulazione del trattato di Campoformio, con cui Napoleone cedette la Repubblica di Venezia all’Austria. Le Repubbliche sorelle comprendevano la Repubblica Cisalpina, la Repubblica Cispadana, la Repubblica Ligure, la Repubblica Romana e la Repubblica Partenopea. Questi Stati furono alleati della Francia e adottarono la Costituzione francese del '95 ..
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