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L'educazione a Sparta e Atene
federica pietrolà
Created on December 17, 2023
Presentazione Greta
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Transcript
l'educazione
a sparta e atene
Cecilia Ciofini, Greta Curcio e Giorgia Ghiandai
INIZIO PRESENTAZIONE
INTRODUZIONE SPARTA E ATENE
Sparta grazie alla sua superiorità militare raggiunse una notevole espansione territoriale che le consentì l' autosufficienza alimentare. La società era fortemente chiusa e militarizzata basa su valori come la lealtà, il coraggio e la vita sana. Il potere rimase sempre in mano agli aristocratici, gli spartiati. La loro poleis era simbolo dell'oligarchia, regime basato sulla concantrazione del potere in mano a un gruppo ristretto che agisce per il proprio interesse. Atene era favorita dalla sua posizione geografica che consentì lo sviluppo dell'agricoltura, il commercio e l'artigianato. La società invece era aperta al contatto con altri popoli, amante dell'arte, del dibattito politico e culturale, l'ascesa del demos porterà alla riduzione del potere dell'aristocrazia e a varie frome di governo. La polis era simbolo della democrazia, governo nel quale il potere è in mano al popolo. video per il ripasso Sparta https://youtu.be/y9ZobsdbzA0?si=TC5hcQGtq-2Oa-Zr Atene https://youtu.be/QVVomQFrpy8?si=1ydfrHuQAJs_heqT
Ad Atene già nel corso del V secolo a.C. erano ben diffuse le scuole dove i bambini si recavano tutti i giorni, compresa la nostra domenica, tranne quando si celebrava una festa religiosa. I bambini delle famiglie ricche venivano seguiti da un maestro privato dall'età di 7 anni. Ad Atene l'educazione infatti non era impartita dallo Stato, ma era libera e per lo più lasciata all'iniziativa delle famiglie, che spesso affidavano i figli a maestri privati. Gli insegnanti erano severi e spesso gli scolari svogliati venivano frustati. Con loro imparavano a scrivere su tavolette di legno, coperte da uno strato di cera, Il maestro con lo stilo scriveva una frase sulla tavoletta e lo studente doveva ricopiarla. I libri però erano molto costosi e rari, così i pochi disponibili erano erano letti ad alta voce e gli allievi dovevano impararli a memoria. Gli alunni dovevano imparare la scrittura, la lettura, l'aritmetica ed i poemi omerici. Inoltre una parte della giornata era dedicata alla ginnastica. Le femmine imparavano a leggere e scrivere a casa e apprendevano l’economia domestica. Coloro che potevano permetterselo frequentavano le scuole dei sapienti e dei filosofi, imparavano la retorica (l'arte di parlare rivolgendosi a un pubblico, propria dell'oratore e utile nella vita politica come in tribunale), si interessavano di scienza e di arte. Infatti nella città democratica, in cui bisognava guadagnarsi la fiducia e il voto dei cittadini, l’abilità nel parlare divenne sempre più importante. Successivamente entravano nella scuola militare per 2 anni.
l'educazione ad atene
L'educazione nell'antica Grecia è stata di gran lunga “democratizzata" nel V secolo a.C., sotto l'influsso dei sofisti, di Platone e di Isocrate, ma sempre ispirata al modello della paideia (il lungo processo di formazione dei futuri cittadini, che prevedeva l’apprendimento di determinate conoscenze e l’acquisizione di specifiche attitudini) mirante ad uno sviluppo etico e spirituale dei cittadini, in grado di guidare il loro inserimento armonico nella società della polis. Nel periodo ellenistico l'educazione in un ginnasio era considerata essenziale per la partecipazione alla cultura dell'epoca. C'erano due forme di istruzione nell'antica Grecia: formale e informale. L'educazione formale veniva raggiunta attraverso la frequentazione di una scuola pubblica o attraverso un tutore a pagamento. L'educazione informale veniva fornita da un insegnante non pagato, e si verificava in un contesto non pubblico. L'istruzione era una componente essenziale dell'identità di una persona, e il tipo di educazione che una persona aveva ricevuto era basato fortemente sulla propria classe sociale, sulla cultura della propria polis.
a scuola con i filosofi
Nella scuola greca l'istruzione veniva impartita basandosi su gli scritti dei vari filosofi che animavano la vita culturale di allora. I principali maestri-filosofi dell'età classica (tra il V e il IV secolo a.C.) furono : Socrate, Platone e Aristotele. Gli insegnamneti si basavano sulla lettura e sul commento dei loro scritti pricipali; la maggior dei quali erano dialoghi perchè aiutavano l'allievo a riflettere e a svillupare un pensiero personale, che non è settoriale ma dove racchiudere tutto il sapere umano( algebra, geometria, anatomia, filosofia, etica,storia e la retorica).
Affianco alla lettura dei testi classici quali l'Iliade e l'Odiessea, venivano studiati, ovvero letti e commentantati, i testi dei maestri come : l'Apologia di Socrate in cui il filosofo argomenta la sua idea di democrazia e giustizia, il "Simposio" di Platone in cui viene effettuata una riflessione sull'Eros e la ricerca della verità e della bellezza, e infine la "Poetica" di Aristotele , un'opera di inestimabile valore dove si tratta non solo l'analisi della struttura poetica ma anche altri temi quali la bellezza, la purificazione dell'animo e l'utilizzo.
Apologia----> dal greco apò (allontanamento) e loghìa (discorso) e vuol dire difesa Simposio---> syn (insieme) e posis (bevanda) e simboleggia il luogo della conversazione
L'EDUCAZIONE A SPARTA
L'educazione a Sparta era regolata da un sistema di istituzini e leggi che coinvolgevano diverse figure. Tra queste, i principali responsabili dell'educazione dei giovani erano gli efori, un gruppo di cinque magistrati eletti annualmente, che avevano il compito di supervisionare l'intero sistema educativo spartano. Nella società spartana l'individuo non aveva nessuna importanza, ma esisteva soltanto in funzione dello Stato, che poteva disporne dalla nascita fino alla morte. I genitori dovevano portare il bambino appena nato davanti a un comitato di anziani, la lesché, che devideva se era abbastanza sano e robusto. In caso di decisione negativa il piccolo veniva ucciso gettandolo dalla rupe del monte Taigeto, nella convinzione che fosse svantagioso per tutti far vivere una persona deforme e malaticcia. L'educazione di Sparta prevedeva l'addestramento dei bambini per diventare futuri guerrieri e veniva chiamato Agoghè ed era suddiviso in varie fasi. I bambini fino all'età di sette anni vivevano con la famiglia dove venivano educati ad una disciplina rigida sotto l'assoluta autorità del padre. Il bambino doveva imparare a dominarsi, a non piangere a non aver paura. Al compimento del loro settimo anno di età venivano posti sotto l'autorità del paidonomos, incaricato di supervisionare la loro educazione.
I ragzzi seguivano un ciclo dell'Agoghè che li divideva in tre ctegorie: -dai 7 agli 11 anni - dai 12 ai 15 -dai 16 ai 20 Da quando i ragazzi venivano allontanati dalla famiglia vivevano in gruppi (mandrie), sotto un ragazzo capo più grande. Erano incoraggiati a donare la loro lealtà al gruppo. In questa fase veniva loro insegnata l'arte della guerra e della caccia, venivano allenati a sopportare la fame ed il dolore, per abituare il futuro soldato all 'obbedienza e alla lotta. Predominavano perciò esercizi ginnici, marcie ed una severa disciplina. I giochi dovevanoessere sempre collettivi ed i ragazzi vi partecipavano divisi in squadre comandate dal più coraggioso. A 12 anni i ragazzi ricevevano un mantello che doveva durare per tutto l'anno. Erano tenuti sporchi ed ignoravano l'uso del bagno.
Dovevano procurarsi il cibo da soli e cucinarlo, poichè non era mai abbondante, venivano incoraggiati a rubarne altro, se poi venivano colti sul fatto erano puniti duramente, ma non per aver rubato bensì per essersi fatti scoprire. Rubare con astuzia rientrava infatti nella preparazione al combattimento. A 20 anni i giovani iniziavano il vero e proprio servizio militare che durava fino a 60 anni, e diventavano Ireni, ovvero soldati che potevano educare a loro volta i piccoli guerrierispartani. Inoltre a quest'età potevano iniziare "la caccia agli iloti", detta anche Crpteia, questa fase serviva loro ad abituarsi ad uccidere e consisteva nel tolgiere la vita ad un Ilota. Dai 20 ai 30 anni, gli spartani vivevano in caserma e si addestravano senza alcuna interruzione. All'età di 30 anni il guerriero poteva prendere parte all'Appella, sposarsi ed era ammesso ai Sissizi. Anche le ragazze ricevevano un'educazione assai rude, andavano a scuola a partire dai 6/7 anni e ricevevano un'educazione molto simile a quella dei maschi, praticando molte attività sportive allo scopo di temperare i loro corpi affinché partoriscano figli forti.
Dal dialogo all'ordine
A differenza di Atene l'istruzione di a Sparta aveva come obbiettivo di educare i ragazzi alla disciplina militare cossichè quando avrebbero terminato l'istruzione sarbbero diventati degli ottimi soldati. La città-stato di Sparta si basava principalmente sull’uso delle armi. L’esercito spartano era famoso in tutta la Grecia per la sua forza e le sue vittorie. C’è però da precisare che un singolo guerriero spartano non era necessariamente migliore di un qualsiasi altro soldato greco; il punto di forza di Sparta era l’unione. Quando gli spartani erano posti in formazione, la loro tattica basata sul lavoro di squadra faceva sì di guadagnarsi la giusta fama in guerra. Inoltre, durante le guerre, l’esercito di Sparta era spesso accompagnato da città-stato alleate. L’esercito spartano in sè era così suddiviso: una cavalleria di 400 uomini, che avevano il compito di assistere, proteggere e perseguire. Era poi presente la fanteria leggera composta da iloti, i quali non avevano alcuna armatura ed erano dotati solamente di una lancia o di una frombola. Di solito le munizioni erano a forma di ghianda, fatte di argilla o di piombo, ed erano chiamate glandes.Nell'esercito, inoltre erano presenti suonatori di flauto: in battaglia la fanteria aveva il compito di non muoversi correndo in modo scomposto; il ritmo degli opliti era dettato dal suono del flauto, ritenuto più adatto di altri, a mantenere l'ordine e la concentrazione dei soldati in battaglia.
Come per gli altri stati greci, l'esercito spartano era basato sulla fanteria, e combatteva attraverso l'utilizzo di formazione a falange. Gli Spartani non introdussero alcuna innovazione tattica significativa o cambiamenti nella guerra dei soldati opliti. Utilizzavano la falange con lo stile classico: una sola riga con una profondità uniforme da 8 a 12 uomini. Durante la guerra del Peloponneso, gli scontri erano sempre più frequenti, e le truppe venivano utilizzate in misura sempre maggiore di quello che le tattiche prevedevano. La falange spartana fu sconfitta e cambiarono la struttura della falange classica, inventando così "la falange obliqua". Gli Spartani mantennero la falange oplita tradizionale fino alle riforme di Cleomene III, quando vennero dotate della Sarissa macedone e iniziarono ad allenarsi nello stile della falange macedone.
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