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Fantasticheria
Carlotta
Created on December 16, 2023
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Transcript
FANTASTISCHERIA
Giovanni Verga
La novella, una delle più note di Verga, fa parte della raccolta ''Vita dei campi'', pubblicata per la prima volta nel 1880.Oltre ad introdurre alcuni capisaldi della poetica verista delle opere successive dello scrittore siciliano, ci mostra, seppur solo di striscio, quelli che saranno i personaggi principali del romanzo I Malavoglia, che già Verga sta sviluppando a poco a poco.
Partiamo dal titolo di questa novella che richiama il divagare della fantasia di Verga sui ricordi di un breve soggiorno ad Aci-Trezza, un paesino di pescatori a pochi chilometri da Catania, in compagnia di una sua amica, una signora proveniente da raffinati ambienti aristocratici e borghesi, che alcuni anni prima aveva visitato con lui il villaggio. Il testo ha la forma di una lettera che lo scrittore scrive all’amica, in cui ricorda le giornate passate, le impressioni sulla misera vita del paesino e le condizioni di vita della povera gente di quel piccolo villaggio di pescatori. I suoi ricordi saranno spunto per riflessioni da parte dello stesso scrittore che analizza nel dettaglio ciò che ha visto.
La novella è molto importante per capire le basi di tutti i racconti successivi del Verga perché, attraverso l’espediente della lettera, in cui lo scrittore ricorda, racconta e descrive, fissa i punti salienti della sua poetica e della sua visione del mondo, che appunto faranno da sfondo alle novelle e alle opere veriste dell’autore catanese. In Fantasticheria appare fin da subito chiara la differenza con cui i due personaggi osservano la realtà rurale ed arcaica del paesino siciliano: da un lato c’è l’atteggiamento abbastanza superficiale e snob della donna, abituata, evidentemente, a ben altro.
Dall’altro, è palese come l’autore della lettera sia colpito dalla distanza abissale che c’è tra se stesso e quel mondo così primitivo, legato ad una mentalità di difficile comprensione che necessita, per essere capita, di uno sforzo notevole, soprattutto se non si fa parte di quel meccanismo sociale. L’intento è quello di capire quella realtà, come le altre esistenti, sforzandosi di non mistificare ma di addentrarsi all’interno in maniera vera, senza artefatti e superfetazioni. In pratica, fotografare la realtà così come è. In Fantasticheria quindi Verga descrive il luogo e la gente e proprio per questo la novella anticipa i protagonisti del libro I Malavoglia, che descriverà alcune persone che lo scrittore e la signora avevano conosciuto in quei due giorni.
- Nella novella sono presenti parecchie anticipazioni di elementi ripresi poi ne I Malavoglia:
- ''Quella povera donna cui solevate far l'elemosina col pretesto di comperar le sue arance messe in fila sul panchettino dinanzi all'uscio''→riferimento a quella che sarà, nel romanzo, La Longa.
- ''Quel vecchietto che stava al timone della barca''→ durante la permanenza a Trezza, la visitatrice ed il suo amico decidono di fare un giro in barca. A tenere il comando della barca è colui che diverrà Padron N'Toni.
- ''Quella ragazza che faceva capolino dietro i vasi di basilico''→si tratta di Lia, figlia di Bastianazzo e della Longa.
- Uno dei temi principali della novella è la povertà a cui sono sottoposti gli abitanti del paese.Questa situazione disagiata è commentata dal narratore con la frase:''Migliore sorte toccò a quelli che morirono'' →è proprio ora che viene anticipato un altro personaggio del romanzo→si tratta di Luca, il secondogenito di Bastianazzo.Egli muore a Lissa.
- L'ultimo personaggio anticipato è Bastianazzo Malavoglia che, come il figlio, condivide la morte prematura avvenuta in mare.La sua morte, come per Padron N'Toni, è anticipata nelle righe di questa novella.
- Un'altra anticipazione al romanzo è la casa del nespolo, ambientazione dei Malavoglia.
In questa novella Verga parla dell'ideale dell'ostrica che sostiene la povera gente. Nel concetto dell'autore, finché i contadini, i braccianti, i pescatori vivono protetti dall'ambiente che li ha visti nascere e crescere, finché credono e rispettano i valori in cui hanno creduto e che hanno rispettato i loro padri, allora, anche se poveri, sono al sicuro. Il problema nasce quando cominciano a provare il desiderio del cambiamento, il desiderio di migliorare, di progredire. Come l'ostrica che vive sicura finché resta avvinghiata allo scoglio dov'è nata, così l'uomo di Verga vive sicuro finché non comincia ad avere smànie di miglioramento.
Alcune volte, i singoli personaggi del romanzo verghiano si allontanano dallo scoglio del loro paese di loro spontanea volontà, alla ricerca di un progresso o di un miglioramento che sarà loro negato. L'attaccamento e la solidarietà nei confronti dei propri consimili e della famiglia ha un'enorme importanza ed è inoltre un atteggiamento fortemente emotivo, tanto da potersi definire "religioso".