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Massimino il Trace

Arianna Reggiani

Created on December 16, 2023

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Transcript

MASSIMINO

IL TRACE

Arianna Reggiani

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2^O

Indice

1. Biografia

2. Scalata sociale

3. Caracalla ed Eliogabalo

4. Alessandro Severo

5. Imperatore

6. Guerre

7. Rivolte

8. Gordiano

9. Morte

"Milone di Crotone"

BIOGRAFIA

Massimino nacque nel 173 in Tracia ed era un pastore di origini semi-barbare. Il suo aspetto era spaventoso, dotato di una forza sovrumana, e di un'altezza fuori del comune: due metri e quaranta. Intraprese la carriera militare al tempo di Settimio Severo. Era considerato al pari degli eroi greci.

"Gigante Anteo"

"Ercole"

SCALATA SOCIALE

La sua scalata sociale cominciò grazie alla carriera militare che gli consentì l'accesso nei ranghi dell'ordine equestre. Si arruolò quando, l'imperatore Settimio Severo, nel giorno natale del figlio, aveva indetto dei giochi militari. Massimino combatté contro uomini di grado militare elevato e ne batté sedici.

CARACALLA ED ELIOGABALO

Ricoprì sotto Caracalla il ruolo di centurione. Però poi abbandonò l'esercito romano.

Sposò Cecilia Paolina, da cui ebbe un figlio, Gaio Giulio Vero Massimo, nato nel 217. Nel 218, si recò dal nuovo imperatore Eliogabalo, per ritornare alla vita militare, ma Eliogabalo, ne scoraggiò il ritorno.

ALESSANDRO SEVERO

Massimino diventò governatore della provincia di Mesopotamia nel 232. Quando Alessandro Severo stabilì di accamparsi in Gallia, affidò a Massimino il comando delle legioni renane. Alessandro fu ucciso da alcuni soldati addestrati da Massimino.

Alessandro Severo

IMPERATORE

Massimino fu nominato Imperatore dopo l'uccisione di Alessandro. Il periodo di governo di Massimino fu reso difficile dalla pressione delle popolazioni barbare e persiane, dalle guerre civili e dal collasso economico. L'opposizione senatoriale tentò di sbarazzarsi di Massimino, ma non ce la fece.

LE GUERRE

Tra il 235 e il 236 l'imperatore condusse una guerra contro gli Alemanni. Massimino divenne poi console nel 236. Decise di fondare il proprio potere sull'esercito. Gli esattori ricorsero a metodi violenti e sequestri illegali, portando alcune famiglie al disastro economico.

Le RIVOLTE

I costi crescenti delle guerre costrinsero Massimino a confiscare beni anche ai provinciali, come le offerte nei templi o le statue degli dèi. Ciò portò ad una rivolta, anche da parte della plebe. Nessuno ebbe il coraggio di ribellarsi apertamente fino alla fine del marzo del 238.

GORDIANO

Il Senato dichiarò Massimino nemico dello stato e chiese aiuto a Gordiano I. Quando Gordiano II venne ucciso, suo padre, si impiccò. Il Senato rifiutò Massimino come imperatore e nominò due nuovi co-imperatori: Pupieno e Balbino. I cittadini però nominarono Marco Antonio Gordiano come nuovo imperatore, quindi Roma si trovò ad avere tre imperatori.

Mappa

MORTE

Massimino si diresse verso l’Italia, arrivando ad Aquileia, ma i suoi ripetuti attacchi alla città fallirono. Pupieno volle incontrare Massimino ma il 10 maggio del 238 d.C. dei legionari entrarono nella tenda di Massimino e uccisero lui e il figlio. La morte di Massimino diede il via ad un periodo di crisi.

Grazie

Fonti acquisite da:

  • https://scriptamanentitalia.it/massimino-il-trace-biografia-dellimperatore/
  • https://storieromane.altervista.org/massimino-il-trace/
  • https://www.romanoimpero.com/2009/07/massimino-trace-235-238.html
  • https://www.skuola.net/storia-antica/massimino-trace.html

«Quando Massimino venne a conoscenza di questo decreto senatorio, uomo feroce di sua natura qual era, arse d’ira a tal punto che lo si sarebbe creduto non un uomo, ma una belva. Si scagliava contro le pareti, talora si buttava a terra, lanciava urla inconsulte, dava di piglio alla spada, quasi che con quella potesse uccidere il senato, si strappava la veste regale, percuoteva i servi di corte, sì che, se non si fosse tolto di mezzo, avrebbe addirittura – come riferiscono certuni – cavato gli occhi al proprio figlio giovinetto. Il motivo della sua collera nei confronti del figlio era che egli, non appena proclamato imperatore, gli aveva ordinato di andare a Roma, e quello invece, per il suo eccessivo attaccamento al padre, non lo aveva fatto; ora, lui era convinto che se il figlio si fosse trovato a Roma, il senato non avrebbe osato prendere alcuna iniziativa. Alla fine gli amici riuscirono a trascinarlo, furioso com’era, nella sua stanza. Ma, incapace di dominare il suo furore, si dice che, per dimenticare quel pensiero, il primo giorno si riempì di vino a tal punto da non ricordare più che cosa fosse accaduto.» (Historia Augusta, Massimino il Trace, 17, 1-5)

Marco Antonio Gordiano

Pupieno

Balbino

Gordiano I

Gordiano II

Lettera

- Massimino carissimo, il comando dei veterani, perché ho temuto che tu non potessi ormai più correggere i loro vizi... hai nelle tue mani delle reclute: fa loro apprendere la vita militare secondo il modello dei tuoi costumi, del tuo valore, del tuo impegno, perché tu abbia a procurarmi molti Massimini, così necessari per il bene dello Stato. -