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Presentazione Essenziale

GIADA CARNIANI

Created on December 15, 2023

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Transcript

MARGARET

MEAD:

Margaret Mead è stata un'allieva di Boas che inaugura l'indirizzo studi noto come scuola di cultura e personalità, dove si afferma che entro ogni cultura c'è un sistema dominante di valori, sentimenti ed emozioni che determina le strutture psicologiche fondamentali degli individui.
Cultura e sviluppo di Margaret Mead
Margaret Mead compie le sue ricerche nelle Isole Samoa, in Nuova Guinea e a Bali, utilizzando, a differenza di Benedict, l'osservazione partecipante come metodo di raccolta delle informazioni. Lei dedica particolare attenzione a tematiche relative allo sviluppo e alla sessualità.
In Adolescenza in Samoa mette a confronto l'adolescenza delle giovani samoane con quella delle loro coetane statunitensi, evidenziando come la crisi e la tempestosità dell'adolescenza attribuite dagli psicologi a fattori biologici e mentali innati sono in realtà terminate da condizionamenti e tratti culturali.
Nelle Isole Samoa si attua una minore pressione sociale sulle giovani, al contrario di quanto accade nella società americana, caratterizzata da una forte competitività e da una pluralità di modelli di comportamento, fonte di confusione e frustrazione.
Tuttavia, altri studiosi, come Derek Freeman, hanno messo in dubbio i risultati dell'indagine etnografica di Mead, poichè la studiosa non parla la lingua indigena.
Per di più, l'antropologa intervista un gruppo ristretto di giovani e si stabilisce presso una famiglia americana durante la ricerca sul campo, privandosi delle osservazioni che avrebbe potuto altrimenti raccogliere.

Nell'opera Sesso e temperamento in tre società primitive:

La Mead esamina l'influenza della cultura della formazione dell'identità di genere in tre comunità differenti della Nuova Guinea. Convinta che ogni cultura crea un proprio tessuto sociale distinto e può costringere ogni individuo nato nel proprio interno ad assumere un tipo di comporamento, per il quale nè l'età, nè il sesso nè le attitudini particolari costituiscono elementi di differenziazione, Mead esamina:
i crudeli cannibali Mundugumor
gli amabili caccaciatori di teste Ciambuli
i gentili montanari Arapesh
per mostrare come le culture plasmano la femminilità e la mascolinità in maniera diversa.
Nella prima comunità uomini e donne sono di indole pacifica e collaborativa, entrambi si occupano dell'educazione della prole verso la quale sono amorevoli e protettivi.
Nella seconda comunità uomini e donne sono molto aggressivi e l'educazione verso la prole è rigida e severa. Le donne allattano restando in piedi e spesso i bambini vengono lasciati soli.
Nell'ultima i ruoli maschili e femminili appaiono nettamente differenziati e invertiti rispetto alla visione occidentale; sono le donne a dominare e appaiono forti e mascoline

UGUAGLIANZA E PARI OPPORTUNITA'

  • L’uguaglianza è, insieme alla libertà, uno dei diritti fondamentali di una democrazia.
  • È un concetto etico-giuridico o etico-politico, secondo cui i membri di una collettività devono essere considerati allo stesso modo, indipendentemente dalla loro posizione sociale e dalla provenienza.
  • Ogni essere umano nasce libero e uguale e, al pari di ogni altro suo simile, ha gli stessi bisogni, di respirare, nutrirsi, di essere libero, di poter partecipare alla vita sociale e politica, di esercitare la propria capacità giuridica.

LE RADICI DELL'UGUAGLIANZA

  • L’idea che a tutti gli individui dovessero essere riconosciuti i diritti fondamentali iniziò ad affermarsi nel periodo illuminista, a fine Settecento.
  • La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, elaborata durante la Rivoluzione francese, affermava infatti: «Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti».
  • Questo principio viene ripreso nella Costituzione italiana (1948) e nella Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948: «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.

QUANTI TIPI DI UGUAGLIANZA?

SOSTANZIALE

FORMALE

È l’uguaglianza di fronte alla legge. Le leggi non possono privilegiare alcuni e discriminare altri a causa della loro diversità di sesso, razza, lingua, religione, pensiero, aspetto fisico.

È l’uguaglianza nella realtà sociale. Lo Stato deve concretamente ridurre le differenze sociali tra cittadini, affinché tutti possano vedersi riconosciute le stesse possibilità e godere delle stesse libertà degli altri.

UGUAGLIANZA ED EQUITA'

I "meno uguali" sono:
  • I diversamente abili
  • I poveri
  • Gli stranieri immigrati
  • Le donne

Tutte queste persone hanno a che fare con un duplice problema: eliminare gli ostacoli giuridici al loro pieno inserimento; questo è il fronte della lotta alla discriminazione e per le pari opportunità; recuperare lo svantaggio accumulato, per esempio mediante leggi che intervengono a favore di gruppi svantaggiati; questo è il fronte delle azioni positive.

UNA SOCIETA' MULTICULTURALE

  • Ogni popolo è portatore di una propria cultura.
  • Per un immigrato difendere la propria cultura è un modo per conservare, anche in un paese straniero, la propria identità.
  • Con l’aumento dell’immigrazione culture diverse si trovano a coesistere all’interno di uno stesso Paese.
  • Per i governi si pone il problema di assicurare una civile e pacifica convivenza fra popolazioni locali e gruppi di immigrati e assicurare lo stesso trattamento a tutti di fronte alla legge.

IL RAZZISMO

Secondo la definizione dell'Unesco, il razzismo è «la valorizzazione generalizzata e definitiva di differenze, reali o immaginarie, a favore dell'accusatore e a danno della vittima, al fine di giustificare i propri privilegi o la propria aggressione».

È privo di ogni fondamento scientifico. • Le sue radici affondano nella paura del «diverso», nell’egoismo più gretto, nella superbia e nell’ignoranza. • Nasce dai pregiudizi, dagli stereotipi e da atteggiamenti etnocentrici. • I suoi frutti sono sempre stati l’odio, la distruzione e la morte.

UGUAGLIANZA TRA UOMINI E DONNE

  • Per secoli tutte le civiltà hanno fortemente distinto i ruoli sociali dell’uomo e della donna.
  • La posizione della donna è stata per lo più di sottomissione all’interno della famiglia e di inferiorità nella vita sociale.
  • È stato necessario l’impegno di intere generazioni di donne per mettere in discussione l’idea di una superiorità maschile.
  • Oggi, il pregiudizio sulla superiorità maschile è apparentemente superato. In realtà, esso opera, soprattutto nelle società occidentali, a un livello più profondo e nascosto rispetto al passato.

Presentazione di Carniani Giada