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Acqua Ventina

Sara Di Marco

Created on December 15, 2023

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Transcript

Fonte dell'Acqua Ventina

Sara Di Marcoberardino e Mariavittorria di Fazio

Indice

storia di Penne

Penne

la fontana

struttura

descrizione

acqua

Penne

Penne sorge a 438 m.s.l.m., tra la Valle del Fino e la Valle del Tavo a 30 km di distanza dal mare Adriatico ed a 25 dalla dorsale Appenninica.Nel periodo Italico, in particolare tra VI e V sec. a. C., la città subisce un’evoluzione, diviene capitale dei Vestini. Pinna Vestinorum è citata da Silio Italico, Vitruvio, Plinio, Valerio Massimo. Si apprende che essa fu protagonista della Guerra Sociale (90-87 a.C.), poiché le sue mura furono prese d’assalto dai Soci nel 90 e dai romani nell’89. In Età tardo-antica, Penne fu tra le prime città ad essere evangelizzate, anche se non si possiedono prove fondanti. Con il crollo dell’Impero romano d’Occidente Pinna entra a far parte del Ducato longobardo di Spoleto.

Storia di penne

Nel 1522 Penne apparteneva ad Alessandro De’ Medici: egli nel 1539 si unì in matrimonio con Margarita d’Austria, figlia di Carlo V. Pochi mesi dopo Alessandro cadde vittima di una congiura facendo si che Margherita sposasse nel 1541 Ottavio Farnese: in occasione di questo matrimonio Carlo V donò Penne ed i territori circostanti a sua figlia, creando lo Stato Farnesiano d’Abruzzo. Il dominio dei Farnese su Penne durò circa 200 anni.Con la morte del Duca Antonio, il Ducato, divenne feudo dell’impero borbonico venendo assegnato a Carlo di Borbone.

Per quanto concerne il nome Pinna, esso è legato alla conformazione del suolo. La forma moderna deriva dal locativo latino Pinnae di Pinna, con il significato di “acuto; scosceso”. Pinna sorge complessivamente su cinque colli: Colle del Duomo, Colle del Castello, Colle Romano, Colle di San Francesco e Colle dei Cappuccini.

la fonte

Tra le dieci fontane di Penne l’Acquaventina è l’unica sorgente di acqua minerale. L’esistenza di questa si perde nella notte dei tempi. La prima testimonianza storica ci è data dalla menzione che ne fa Marco Vitruvio Pollione nel suo trattato in 10 libri: ”De Archithectura” e precisamente, nel libro VIII, capitolo III in cui cita l’acqua nitrosa di Penne per le sue qualità medicinali.

struttura

“Castellum” Si tratta di una camera a pianta rettangolare misurante circa 16 mq con volta a botte di un’altezza di circa 2,20 m; è costruita con mattoni di argilla cotta e malta di pozzolana.Presenta inoltre 2 pilastri su ogni lato maggiore ed 1 per ogni lato minore e, alla base dei muri a Nord e ad Est, 10 polle sorgive ben allineate. I muri perimetrali poggiano direttamente su una formazione sabbioso – argillosa e l’ambiente non presenta pavimentazione.

l'acqua

L’acqua, proveniente per filtrazione dalle sabbie argillose, riempie l’opera di captazione fino ad un’altezza di 1,70 m. Dopo il 1827 l’acqua minerale di Penne, fu conosciuta ed apprezzata in campo nazionale: infatti vennero costruite le terme e la cittadina fu meta di un grande afflusso di visitatori.fu possibile riportare alla luce dopo quarant’anni il “Castellum”. Fu effettuata l’analisi batteriologica ma l’acqua risultò inquinata alla sorgente. A questo punto l’amministrazione incaricò il Professor Manfredini, docente di geologia, presentò una relazione nella quale vennero indicati gli interventi da effettuare per disinquinare la sorgente Nonostante l’ampia disponibilità economica, furono realizzate soltanto due opere: una riguardava la costruzione di una nuova captazione, con funzione di prelievo dell’acqua pulita per incanalarla in modo sicuro e ridare acqua ai cannelli dell’antica fontana ed una diramazione per portare l’acqua ad una fabbrica per consentire l’imbottigliamento della stessa.

descrizione

Presenta una struttura cilindrica incassata nel terreno per diversi metri. Da un pianerottolo interno alla struttura, si dipartono 2 rampe di gradoni aderenti alle pareti circolari fino ad arrivare sul fondo ricongiungendosi. I due bracci corrispondenti alle gradinate conferiscono leggerezza al complesso architettonico.Ilpianerottolo d’arrivo vede nel suo lato chiuso una nicchia incastonata in una pseudo trabeazione; altre nicchie sono poste simmetricamente ai lati delle rampe. Sul lato opposto troviamo la facciata nella quale è inserita la vasca in pietra decorata con figurazioni scolpite di gusto floreale così come i due tondi che ornano la fuoriuscita dei cannelli erogatori.