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Quiz storia

Gabriele Papini

Created on December 14, 2023

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Transcript

le principali armi della grande guerra

la prima guerra mondiale fu combattuta in vari contesti (per viee aeree, marine, sottomarine e ovviamente via terra) , e furono utilizzate numerose e variegate armi e tecnologie belliche, di seguito vengono citate le più innovative ed utilizzate:
-in aria
-sulla terra:
-in acqua
  • fucili
  • baionetta
  • pistole
  • mitragliatrici
  • lanciafiamme
  • lanciagranate
  • cannoni
  • mortai
  • carri armati
  • mine
  • bombe a mano
  • fili spinati
  • gas (armi chimiche)
  • mazza ferrata
  • aerei da ricognizione
  • caccia
  • bombardieri
  • dirigibili
  • aeroplani lanciamine
  • incrociatori
  • cacciatorpedinieri
  • dreadnoughts
  • sottomarini
  • siluri
  • maiali (x mas 96)

fucile e baionetta

Il fucile era una dotazione standard per i fanti di ogni paese. Era relativamente economico da produrre, affidabile, preciso e facile da trasportare. I soldati britannici ricevettero il Lee-Enfield 303, mentre la maggior parte dei tedeschi ricevette un Mauser da 7.92 mm.

La baionetta era un'arma relativamente semplice: un pugnale tra parentesi attaccato all'estremità della canna di un fucile. La sua funzione principale era quella di trasformare il fucile in un'arma da punta, in modo che il suo proprietario potesse attaccare il nemico senza avvicinarsi troppo.

LA pistola

Durante la prima guerra mondiale, pistole o rivoltelle venivano consegnate principalmente agli ufficiali. I soldati arruolati ricevevano pistole solo se richiesti in compiti specialistici, come il lavoro di polizia militare o negli equipaggi dei carri armati, dove i fucili sarebbero stati troppo ingombranti. La pistola più famosa della guerra fu la Luger (parabellum) di fabbricazione tedesca, con la sua forma caratteristica, la canna stretta e il caricatore da sette colpi. molti ufficiali britannici ricorsero all'utilizzo delle Luger catturate, poichè erano le migliori. erano importanti come armi nascoste o per il combattimento ravvicinato nelle trincee.

la mitragliatrice (la regina della trincea)

L'immagine dei fanti che caricano inutilmente il fuoco delle mitragliatrici è un motivo comune della prima guerra mondiale. Durante la guerra furono impiegate meno mitragliatrici di quanto si pensi comunemente, ma dove furono usate spesso si rivelarono mortali. Allo scoppio della guerra la Germania aveva il sopravvento sia nella qualità che nella quantità delle mitragliatrici. L'esercito tedesco contava più di 10,000 unità nel 1914, mentre quello britannico e quello francese ne avevano meno di 1,000 ciascuno. Le mitragliatrici dell'epoca erano in grado di sparare fino a 500 colpi al minuto, ma erano ingombranti, molto pesanti (spesso più di 50 chilogrammi) e richiedevano almeno tre uomini ben addestrati per essere installate e utilizzate in modo efficace. La loro rapida velocità di fuoco causava anche un rapido surriscaldamento delle mitragliatrici, richiedendo elaborati sistemi di raffreddamento ad acqua e aria per evitare che si inceppassero o esplodessero. ideale per difendere e rendere pressochè inespugnabile qualsiasi posizione.

la più famosa, la Schwarzlose, o m08: Il difetto fondamentale era l eccessiva rapidità della raffica. Con una cadenza di 600 colpi al minuto, terminava 12 caricatori al minuto, raffreddamento ad acqua (e urina), gittata ideale 100m.

lanciafiamme o Flammenwerfer

I lanciafiamme, introdotti dai tedeschi ma non ampiamente utilizzati, erano armi terrificanti. Solitamente branditi da un singolo soldato che indossava uno zaino o un carro armato, i lanciafiamme utilizzavano gas pressurizzato per spruzzare olio o benzina in fiamme fino a 40 metri. L'uso principale dei lanciafiamme era come arma per lo sgombero delle trincee: il carburante in fiamme riempiva le trincee, atterrando su attrezzature e soldati e costringendoli a ritirarsi.

Chi manovrava un Flammenwerfer sul campo poteva facilmente trasformarsi in una devastante bomba umana. Inoltre, se il soldato munito di lanciafiamme veniva colpito, poteva facilmente dirigere per errore le lingue di fiamme sui propri compagni, mettendone a repentaglio non solo la vita, ma la stessa predisposizione in attacco.

cannoni e mortai

I mortai venivano spesso usati per colpire nidi di mitragliatrici, posizioni di cecchini o posizioni difensive più piccole. Quando venivano lanciati emettevano un caratteristico suono "whoomp", che spesso era un segnale per mettersi al riparo.

Stokes mortaio britannico

I pezzi d'artiglieria erano essenzialmente enormi cannoni che sparavano colpi esplosivi contro le postazioni nemiche, provocando ingenti danni agli uomini, ai mezzi e al paesaggio. Durante la prima guerra mondiale diventano più grandi, più maneggevoli e più precisi nel tiro. Erano anche mobili, anche se spostare grandi cannoni di artiglieria diventava difficile se non impossibile in aree frastagliate o fangose.

obice francese 75mm

il primo carro armato: Mark I

Il modello non fu più in lamiere per caldaie ma in piastre da corazza (lamiere scudo) e un armamento potenziato. Furono infatti previste due varianti: maschio e femmina, prodotte in egual numero. Il maschio conservò i due cannoni Hotchkiss 57 mm e i tre mitragliatori Hotchkiss da .303, cui ne fu aggiunto un quarto impiegabile da una postazione frontale, mentre la femmina ebbe quattro mitragliatrici Vickers raffreddate ad acqua (due in ciascuna gondola) più due Hotchkiss e risultò più leggero di circa una tonnellata. I cingoli erano costituiti da 90 maglie larghe 53 cm, il motore era un sei cilindri raffreddato ad acqua, collegato mediante un albero alla scatola cambio; sopra di questo si trovava la manovella d'avviamento e, sotto, una cassetta per attrezzi. Posteriormente, la dinamo per le luci. Ribattezzato, per motivi di segretezza, “Cisterna” Tank – cio’ avrebbe fatto credere al nemico che gli inglesi volessero sviluppare un semplice ed innocuo sistema di rifornimento idrico per le truppe.

Il Mark I è il primo carro armato, sviluppato dal Regno Unito. I primi esemplari entrarono in servizio sul fronte occidentale nel settembre 1916.

mine e filo spinato

Le mine sono grandi bombe o cariche esplosive, piantate sottoterra e fatte esplodere a distanza o mediante l'impatto dei piedi dei soldati. Le marine utilizzarono anche mine marine, che galleggiavano sull'oceano ed esplodevano al contatto con le navi.

sulla collina 60 durante la battaglia di Messines (giugno 1917), alcuni specialisti di tunnel fecero esplodere 450,000 chilogrammi di esplosivi sotterranei, uccidendo migliaia di truppe tedesche.

Filo spinato e triboli (singoli spuntoni di ferro sparsi sul terreno) erano ampiamente utilizzati nella "terra di nessuno" per fermare l'avanzata nemica verso la propria trincea. molti morirono lentamente e lentamente impigliati nel filo. Il posizionamento del filo spesso aveva uno scopo strategico: poteva tenere il nemico fuori dalla portata delle granate dalla trincea o incanalarlo verso le postazioni delle mitragliatrici. Sul fronte occidentale furono utilizzati più di un milione di chilometri di filo spinato.

bombe a mano

La SIPE è una bomba a mano difensiva a frammentazione. Il corpo della bomba ha forma ovulare ed è realizzato in ghisa per fusione in conchiglia. La carica è costituita da 70 grammi di polvere nera o 65 grammi di siperite. Per l'innesco dell'ordigno, dopo aver svitato il tappino di protezione, si sfregava la capocchia contro l'apposito accenditore o, in caso di forte umidità, si accendeva direttamente da fiamma libera o da un sigaro. La miccia aveva una durata di 7 secondi circa, tempo che permetteva il lancio in sicurezza a circa 35-40 metri di distanza. Il raggio di azione era di 35 metri circa. tipi di granate: difensive e offensive -per innesco, a tempo, a percussione -a frammentazione -incendiare -fumogene -anticarro -a gas -stordenti

La bomba a mano tipo SIPE fu una bomba a mano italiana prodotta dalla Società Italiana Prodotti Esplodenti (SIPE) di Milano ed impiegata dal Regio Esercito durante la prima guerra mondiale. Adottata nel 1915, è la bomba più famosa della Grande Guerra, citata per esempio anche da Emilio Lussu nel libro Un anno sull'Altipiano. Rimase in servizio ben oltre la grande guerra, trovando addirittura impiego nei primi anni della seconda guerra mondiale.

gas e mazza ferrata

Nel periodo della Grande Guerra i gas più diffusi furono due: il fosgene e l'yprite. Il primo venne inventato nel 1812 da un chimico inglese, John Davy, che lo utilizzò inizialmente per la colorazione chimica dei tessuti. Si trattava di un composto formato da cloro e ossido di carbonio che se respirato poteva provocare la morte in quanto andava ad attaccare le vie respiratorie. Il secondo invece fu scoperto mezzo secolo più tardi da un altro chimico inglese, Samuel Guthrie, che mescolò il cloro e lo zolfo. Chiamato anche "gas-mostarda" per il suo odore simile alla senape, l'yprite colpiva direttamente la cute creando delle vesciche su tutto il corpo e, se respirato, distruggeva l'apparato respiratorio.

Il fosgene venne impiegato la prima volta nel 1915 dall'esercito tedesco contro le truppe francesi attraverso il lancio di apposite bombe. L'anno successivo toccò agli italiani che, sul Monte San Michele, subirono per la prima volta un attacco chimico da parte degli austro-ungarici (29 giugno 1916).

la carica dei morti

ocio alle mitragliatrici...

dopo 1 anno, e 10 giorni...

-tedeschi: 14 battaglioni di circa 8.000 uomini, circa 30 cannoni d'assedio e 30 batterie di artiglieria equipaggiate con gas. -difese russe: circa 500 uomini e 400 miliziani. il campo di battaglia dopo il gas: Il gas “fece diventare l'erba nera e le foglie gialle; uccelli, rane, insetti e altri animali morti giacevano tutto attorno. La terra era diventata un inferno". I media russi esaltarono la tenacia dei propri soldati, utilizzando questo evento come argomento propagandistico.

La carica dei morti fu uno scontro della prima guerra mondiale che ebbe luogo alla fortezza di Osowiec, nella Polonia nordorientale, il 6 agosto 1915. L'evento prende il nome dall'aspetto terrificante dei soldati russi dopo il bombardamento tedesco con una miscela di gas tossici, cloro e bromo.

caccia e bombardieri

Caratteristiche principali del Gotha G.V: Tipo di aereo: Il Gotha G.V era un bombardiere quadrimotore, monoplano ad ala alta. Equipaggio: L'aereo era solitamente equipaggiato da un equipaggio di 3 a 4 membri, tra cui il pilota, il navigatore, il mitragliere e il bombardiere. Carico di bomba: Il Gotha G.V aveva una capacità di carico di bombe considerevole per l'epoca. Poteva trasportare una notevole quantità di ordigni esplosivi, rendendolo un aereo adatto per le missioni di bombardamento strategico.

Il più celebre caccia tedesco della Prima Guerra Mondiale fu indubbiamente il piccolo triplano Fokker Dr.1, la cui fama è strettamente legata a quella di von Richthofen, il leggendario Barone Rosso che sull’agilissimo velivolo conquistò le sue ultime 21 vittorie, e venne ucciso il 21 aprile 1918 mentre stava per abbattere il suo ottantunesimo avversario.

sottomarini

Lo U-Boot Tipo VII è stata una classe di sommergibile oceanico tedesco Il sommergibile è per definizione un'imbarcazione adatta alla navigazione in superficie e che all'occorrenza può immergersi, perdendo però manovrabilità e velocità. Rispetto al sottomarino, il sommergibile dispone di limitate capacità in immersione e non è in grado di operare per periodi prolungati al di sotto della superficie dell'acqua. Per molti aspetti si ritiene quindi che il sommergibile rappresenti il predecessore dei più moderni sottomarini. Ciononostante, nell'uso comune i due termini sono frequentemente adoperati come sinonimi.

Beffa di Buccari

Gli ordini prevedevano la costituzione di tre gruppi navali di cacciatorpediniere ed esploratori a traino e sostegno dei tre MAS (maiali): (divisi in 3 gruppi, tra i partecipanti Arturo Ciano e Gabriele D'annunzio)

Obiettivo:Attacco al naviglio nemico in rada tramite sabotaggio e in mare aperto con l'uso di naviglio sottile silurante o esplodente

La beffa di Buccari fu un episodio della prima guerra mondiale avvenuto nella notte tra il 10 e l'11 febbraio 1918. Si trattò di un'incursione effettuata da motoscafi armati siluranti della Regia Marina contro naviglio austro-ungarico nella baia di Buccari

Preparativi: Dopo quattordici ore di navigazione, alle 22:00 circa del 10 febbraio i tre MAS iniziarono il loro pericoloso trasferimento dalla zona compresa tra l'isola di Cherso e la costa istriana sino alla baia di Buccari dove, secondo le informazioni dello spionaggio, sostavano unità nemiche sia mercantili sia militari

Rilevanza:Benché si sia trattato di un episodio dalla sostanziale irrilevanza militare riguardo alle conseguenze, cionondimeno la sua eco ebbe l'effetto di risollevare il morale dell'Italia, messo a dura prova dalla grave sconfitta di Caporetto di alcuni mesi prima.