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Francesco Hayez e le sue opere

Chiara Grieco

Created on December 14, 2023

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Transcript

FRANCESCO HAYEZ

Il Romanticismo nasce in Germania dopo la caduta del pensiero illuminista, che ruotava intorno alla ragione, come una sorta di protesta che mette al centro il sentimento ed esalta la forza interiore dello spirito con ideali di indipendenza.

Tra gli artisti di maggiore rilievo troviamo il pittore italiano Francesco Hayez .Vissuto nell’epoca del passaggio tra neoclassicismo e romanticismo, nasce a Venezia, passa alcuni anni a Roma, dove conosce Antonio Canova, ma trascorre la sua vita a Milano. Inoltre è considerato il pittore simbolo dell’Unità d’Italia.

Tra le opere più famose ricordiamo:

Ulisse alla corte di Alcinoo

1816

Questo dipinto rappresenta Ulisse al centro della scena in piedi che piange coprendosi il viso con un lembo del mantello. Il re dei Feaci, Alcinoo, invece è seduto sul trono sulla sinistra e sfiora Ulisse con la mano sinistra. Il sovrano regge lo scettro reale con la mano destra. Intorno ai due personaggi assistono all’evento i membri della famiglia e della corte.

Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli

Francesco Hayez dipinse quest’opera tra il 1814 e il 1815, intorno all’età di 23 anni. Si può considerare quindi un dipinto di formazione del suo periodo neoclassico. Hayez grazie ad Antonio Canova tornò a Roma dove riprese a lavorare all’opera

Venere che scherza con due colombe

1830

Venere è ritratta di schiena, mentre si appoggia a un muretto di marmo, sopra il quale è stesa una veste bianca. L'opera ritrae la dea Venere presso uno specchio d'acqua che si trova in un ambiente boschivo, i suoi piedi sono immersi nell'acqua, e sopra il muretto si trova un vaso classico. Una colomba si poggia su un suo dito, mentre un'altra vola sopra la sua testa e sembra avvolgerla con un nastrino rosso. Per la figura di Venere,Hayez si rifece alla Venere Callipigia, una statua greca che ritrae la dea mentre solleva il proprio abito e scopre i glutei. La presenza delle colombe è dovuta al fatto che nel mondo antico questi uccelli erano associati alla dea dell'amore per la loro lascivia, secondo Vincenzo Cartari.

Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto

L’Odalisca

1840

Il tema delle odalische (ovvero le schiave tenute segregate negli harem e per questo inaccessibili, che potevano divenire concubine o spose dei sultani turchi) era piuttosto diffuso nelle arti figurative europee.

Realizzato con olio su tela, è considerato uno dei pochi quadri realizzati dall’artista di carattere profano (che viene meno al rispetto dovuto a cose, luoghi e persone sacri) della fase cosiddetta “orientalista” della sua produzione pittorica che si trovano nella galleria, visto che la maggior parte degli altri sono ritratti singoli o di gruppo, di carattere privato, quadri storici e di gusto pienamente romantico.

Pinacoteca di Brera di Milano

L'Odalisca che, con un gesto alquanto pudico, si copre il seno con la veste bianca di un tessuto morbido.

Ha un velo che le copre parzialmente il capo e che ricade sulle sue spalle scoperte. I lunghi capelli corvini sono raccolti al di sotto del velo, creando un gioco di ombre che si riflette sul collo della figura femminile il cui corpo è adagiato su un cuscino verde smeraldo che risalta nell’oscurità dello sfondo.

Lo sguardo di Odalisca è rivolto verso il basso e ha un leggero rossore sulle sue guance. Nel dipinto non vi sono intensi contrasti cromatici: il verde si armonizza e si combina col pallido rosa carne dell'Odalisca e al bianco delle vesti.

La figura della giovane richiama alla mente la pittura rinascimentale, Raffaello in particolare, ma anche alle veneri di Tiziano. Le vesti orientali, invece, derivano da incisioni cinquecentesche realizzate a Venezia.

La meditazione

1851

Questo rappresenta il dipinto più misterioso e seducente di Hayez ; misterioso perché portava un messaggio rivoluzionario di libertà in una Milano controllata dagli Austriaci . Francesco si ispirò al dipinto di Delacroix La libertà che guida il popolo raffigurando anche lui una donna a seno scoperto, in entrambe troviamo la donna , simbolo della patria, simbolo della libertà. La donna di Hayez però non è felice o in guerra ; bensì riflessiva e meditativa.

Sul dorso del libro c’è una scritta: Storia d’Italia, mentre sulla croce una serie di date, i quali sono un richiamo all’unità d’Italia. Hayez quindi attraverso quest’opera rappresenta l’Italia e il sentimento degli italiani nel pieno del Risorgimento. Un animo inquieto, poco sereno, che spera nei valori della libertà e della pace.

Per motivi legati alla censura l’originario nome del dipinto, l’Italia nel 1848, venne cambiato con la Meditazione.

Galleria d'Arte Moderna di Verona

La giovane donna, simbolo della madre patria italiana, è vestita con un semplice abito bianco largo a tal punto di scoprire il seno destro(che indica il lato vulnerabile dell’Italia dell’Ottocento), è volutamente evidenziato da linee di contorno definite e da un perfetto uso delle ombre e di colori tenui, che risaltano su un fondo scuro.Lo sguardo è deluso ma deciso e l’espressione generale del volto indica una rabbia repressa e un carattere forte. La figura femminile ritratta da Hayez esprime e rappresenta la delusione per il fallimento dei moti risorgimentali del 1848,che l’artista visse in prima persona.

Ritratto della contessina Antonietta Negroni Prati Morosini bambina

1858

Per questo ritratto Hayez decise di utilizzare alcune fotografie della contessina onde evitarle lunghe e noiose pose. l'espressione della piccola contessina faceva trasparire una sorta di disagio e smarrimento che Hayez volle conservare nel ritratto su tela dando al dipinto una freschezza realistica. Alla nitidezza della figura centrale si affianca un virtuoso tripudio di fiori, anch'esso poco apprezzato dai critici dell'epoca.

Galleria d'arte moderna di Villa Reale Belgioioso di Milano

Nel dipinto c’è la volontà di raccontare gli ideali di lotta contro lo straniero, Hayez evita di rappresentare eventi del passato riuscendo a sfuggire alla censura delle autorità.

Il Bacio

1859

Il Bacio di Hayez rappresenta la scena di un bacio tra due amanti, colti in un momento sensuale ma non tranquillo: l’uomo lascia trasparire un certo nervosismo dovuto, probabilmente, a un imminente dipartita; questa caratteristica fa assumere al dipinto un tono melodrammatico, in quanto sicuramente lo attende una battaglia. Questi dettagli fanno pensare che i due amanti si stanno salutando, forse, per l’ultima volta.

La scena è ambientata in un contesto medievale, l’androne di un castello, le cui mura sono costruite da blocchi di pietra e sullo stipite sono scolpite alcune decorazioni. A sinistra, nel buio, si proietta l’ombra di una sagoma umana, la cui identità è stata oggetto negli anni di diverse interpretazioni.

Nonostante oggi lo interpretiamo come un’opera legata all’amore, possiede in realtà una natura politica, perchè rappresenta la strada verso l'Indipendenza d'Italia.Rappresenta in primis l'amore per la patria pari al sentimento privato.

Pinacoteca di Brera a Milano

Il pugnale nascosto nel mantello del ragazzo rappresenta la ribellione contro l’invasore asburgico.

Altro elemento fondamentale è il cromatismo, molto importante, nato dal contrasto tra il bruno del mantello e il rosso della calzamaglia di lui e l’abito celeste di lei.

Hayez realizza tre versioni de Il Bacio:-la prima destinata al Visconti; -la seconda destinata alla famiglia Mylius, che mostra una differenza nel colore dell’abito della ragazza; -la terza, che rimane di proprietà di Hayez fino alla sua morte, che si differenzia per un velo sugli scalini. Nelle diverse versioni sono presentati colori diversi che rappresentano i cambiamenti dell’Ottocento