aLESSANDRA DARA II B
l'ARCO DI COSTANTINO
L'arco di Costantino a Roma
l'ARCO DI COSTANTINO
01
L'arco di Costantino è il più grande arco trionfale romano sopravvissuto e l'ultimo grande monumento della Roma imperiale. Fu eretto per commemorare la vittoria di Costantino I su Massenzio.
ROMA
Realizzato nel: 315 a.C. Commissionato dal: Senato Romano Dove si trova: Via di San Gregorio
Costantino portò finalmente un lungo periodo di pace dopo anni di guerra civile (Pax Romana, lungo periodo di relativa pace all’interno dell’impero romano). Per celebrare questa memorabile vittoria, il Senato di Roma dedicò all’Imperatore un arco di trionfo solo pochi anni dopo, nel 315 d.C., nel decimo anniversario dell’ascesa al trono di Costantino.
UN TUFFO NELLA STORIA
Vicinissimo al Colosseo, l’Arco di Costantino fu eretto sull’antica “via Triumphalis”, (il percorso riservato ai cortei dei trionfatori che marciano verso il Campidoglio), per celebrare la battaglia presso Ponte Milvio del 312 d.C., quando l’Imperatore sconfisse il rivale Massenzio.
LA STRUTTURA DELL'OPERA
Quattro colonne corinzie di marmo “giallo antico”, sono assestate alle pareti delle due facciate dove vi sono statue e rilievi ed è rimasto sostanzialmente integro fino ai nostri tempi. E’ il più grande e il più recente che ci sia rimasto dei tre rimanenti archi trionfali imperiali di Roma. Gli altri, l‘Arco di Tito e l’Arco di Settimio Severo, si trovano nel vicino Foro Romano.
Le storiche glorificazioni dei grandi personaggi dell’Impero erano l’espressione dell’autorità alle quali Costantino doveva ricorrere per convalidare il suo potere e l’avallo del favore politico.
L’arco è a tre fornici, quello centrale è il più grande, largo 6,50 metri per 11,45 di altezza e nell’insieme è alto 21 metri e largo 25,70. L’arco è un accorpamento di sculture e parti architettoniche scaturite da culture e architetture commemorative dissimili, come quelle dell’epoca di Traiano, Adriano e di Commodo.
la storica iscrizione
“IMPERATORI CAESARI FLAVIO CONSTANTINO MAXIMO PIO FELICI AUGUSTO SENATUS POPULUS QUE ROMANUS QUOD INSTINCTU DIVINITATIS MENTIS MAGNITUDINE CUM EXERCITU SUO TAM DE TYRANNO QUAM DE OMNI EIUS FACTIONE UNO TEMPORE IUSTIS REM PUBLICAM ULTUS EST ARMIS ARCUM TRIUMPHIS INSIGNEM DICAVIT”
Ovvero: “All’Imperatore Cesare Flavio Costantino Massimo, Pio, Felice, Augusto, il Senato e il Popolo Romano, poiché per ispirazione della divinità e per la grandezza del suo spirito con il suo esercito vendicò ad un tempo lo stato su un tiranno e su tutta la sua fazione con giuste armi, dedicarono questo arco insigne per trionfi”.
I RILIEVI DELL'ARCO
L’uso di manufatti di spoglio non è certo una novità a Roma, mentre risulta innovativa la scelta di usare rilievi, sculture e particolari architettonici come capitelli, colonne e parte della trabeazione, ricavati da monumenti imperiali dell’età traianea, adrianea e aureliana, in funzione propagandistica. E’ infatti evidente il richiamo ai cosiddetti optimi principes fulgidi esempi di buongoverno e giustizia nella tradizione romana,
Ciò che rende unico l’arco di Costantino sono i suoi rilievi e la decorazione scultorea, provenienti in larga parte da monumenti di differenti epoche, al punto che l’arco è stato considerato dagli studiosi un vero e proprio museo a cielo aperto della scultura di età romana.
I RILIEVI
Di epoca traianea sono le otto sculture che sormontano le colonne, raffiguranti i Daci prigionieri, come pure i quattro rilievi raffiguranti scene di caccia posti sui lati corti dell’attico e sui lati interni del fornice centrale, in origine facenti parte, probabilmente, di un unico altorilievo della Basilica Ulpia.
Appartengono all’età di Adriano gli otto plutei con scene di caccia e sacrifici agli dei, murati a coppie sopra i fornici laterali, provenienti probabilmente da un arco quadriforme.
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Particolarmente rilevanti gli otto pannelli rettangolari di epoca aureliana, alti quasi 3 metri, disposti lungo l’attico ai lati dell’iscrizione dedicatoria, raffiguranti scene della battaglia condotta da Marco Aurelio contro Quadi e i Marcomanni nel 175 d. C.
I tondi con il Sol Oriens e la Luna Occidens, situati ai lati dell’attico, aventi la funzione di inquadrare la vittoria dell’imperatore in un’ottica cosmica, le Vittorie e i Geni delle stagioni presenti negli spicchi del fornice centrale, e le divinità fluviali nei pennacchi dei fornici laterali.
IL FREGIO STORICO DELL'ARCO
Appartiene al IV secolo anche il lungo fregio narrativo che percorre tutto il perimetro dell’arco e racconta in ordine cronologico, attraverso sei pannelli, la presa del potere da parte di Costantino, dalla partenza da Milano alla proclamazione a capo dell’impero a Roma (adventus), passando per l’assedio di Verona e la battaglia di Ponte Milvio, fino ad arrivare al famosissimo rilievo dell’adlocutio, ovvero il discorso dell’imperatore ai soldati nel Foro romano.
L’imperatore si erge frontalmente sulla tribuna oratoria (rostra), alle sue spalle si distinguono diversi monumenti del Foro, tra cui l’arco di Settimio Severo, allineati su uno stesso piano, così come è allineata ai lati della tribuna la folla a cui si rivolge, attraverso l’uso della prospettiva ribaltata che determina l’allineamento di figure e monumenti su un’unica superfice.
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IL FREGIO
Dal punto di vista stilistico il fregio è stato ritenuto per lungo tempo dalla critica un esempio sintomatico della decadenza della scultura romana in età tardo antica, per via delle numerose infrazioni alle convenzioni canoniche di rappresentazione. Caratteristica saliente del linguaggio figurativo tardo antico è infatti la prevalenza del simbolismo sulla rappresentazione naturalistica delle figure, rappresentate rigidamente frontali e secondo proporzioni gerarchiche, come evidente nella figura dell’imperatore, significativamente sovradimensionata rispetto ai soldati.
La rappresentazione è dominata inoltre da un forte linearismo dovuto all’uso prevalente del trapano, soprattutto nella realizzazione dei panneggi, che accentua i contrasti chiaroscurali e la scansione delle figure. Simbolismo e linearismo sono funzionali a un’esigenza di immediatezza comunicativa degli episodi narrati.
grazie per l'attenzione
Alessandra Dara 2°B
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PRESENTAZIONE ARCO DI COSTANTINO
Alessandra
Created on December 14, 2023
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aLESSANDRA DARA II B
l'ARCO DI COSTANTINO
L'arco di Costantino a Roma
l'ARCO DI COSTANTINO
01
L'arco di Costantino è il più grande arco trionfale romano sopravvissuto e l'ultimo grande monumento della Roma imperiale. Fu eretto per commemorare la vittoria di Costantino I su Massenzio.
ROMA
Realizzato nel: 315 a.C. Commissionato dal: Senato Romano Dove si trova: Via di San Gregorio
Costantino portò finalmente un lungo periodo di pace dopo anni di guerra civile (Pax Romana, lungo periodo di relativa pace all’interno dell’impero romano). Per celebrare questa memorabile vittoria, il Senato di Roma dedicò all’Imperatore un arco di trionfo solo pochi anni dopo, nel 315 d.C., nel decimo anniversario dell’ascesa al trono di Costantino.
UN TUFFO NELLA STORIA
Vicinissimo al Colosseo, l’Arco di Costantino fu eretto sull’antica “via Triumphalis”, (il percorso riservato ai cortei dei trionfatori che marciano verso il Campidoglio), per celebrare la battaglia presso Ponte Milvio del 312 d.C., quando l’Imperatore sconfisse il rivale Massenzio.
LA STRUTTURA DELL'OPERA
Quattro colonne corinzie di marmo “giallo antico”, sono assestate alle pareti delle due facciate dove vi sono statue e rilievi ed è rimasto sostanzialmente integro fino ai nostri tempi. E’ il più grande e il più recente che ci sia rimasto dei tre rimanenti archi trionfali imperiali di Roma. Gli altri, l‘Arco di Tito e l’Arco di Settimio Severo, si trovano nel vicino Foro Romano.
Le storiche glorificazioni dei grandi personaggi dell’Impero erano l’espressione dell’autorità alle quali Costantino doveva ricorrere per convalidare il suo potere e l’avallo del favore politico. L’arco è a tre fornici, quello centrale è il più grande, largo 6,50 metri per 11,45 di altezza e nell’insieme è alto 21 metri e largo 25,70. L’arco è un accorpamento di sculture e parti architettoniche scaturite da culture e architetture commemorative dissimili, come quelle dell’epoca di Traiano, Adriano e di Commodo.
la storica iscrizione
“IMPERATORI CAESARI FLAVIO CONSTANTINO MAXIMO PIO FELICI AUGUSTO SENATUS POPULUS QUE ROMANUS QUOD INSTINCTU DIVINITATIS MENTIS MAGNITUDINE CUM EXERCITU SUO TAM DE TYRANNO QUAM DE OMNI EIUS FACTIONE UNO TEMPORE IUSTIS REM PUBLICAM ULTUS EST ARMIS ARCUM TRIUMPHIS INSIGNEM DICAVIT”
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I RILIEVI DELL'ARCO
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I RILIEVI
Di epoca traianea sono le otto sculture che sormontano le colonne, raffiguranti i Daci prigionieri, come pure i quattro rilievi raffiguranti scene di caccia posti sui lati corti dell’attico e sui lati interni del fornice centrale, in origine facenti parte, probabilmente, di un unico altorilievo della Basilica Ulpia.
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Dal punto di vista stilistico il fregio è stato ritenuto per lungo tempo dalla critica un esempio sintomatico della decadenza della scultura romana in età tardo antica, per via delle numerose infrazioni alle convenzioni canoniche di rappresentazione. Caratteristica saliente del linguaggio figurativo tardo antico è infatti la prevalenza del simbolismo sulla rappresentazione naturalistica delle figure, rappresentate rigidamente frontali e secondo proporzioni gerarchiche, come evidente nella figura dell’imperatore, significativamente sovradimensionata rispetto ai soldati.
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