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CALVINO IN MUSICA

Vrasi Tommaso

Created on December 14, 2023

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Transcript

calvino in musica

prefazione

Calvino è stato uno degli scrittori italiani più importanti del secondo novecento: le sue opere sono state tradotte in oltre 50 lingue. I suoi scritti contengono soprattutto opere di narrativa e saggistica, ma è altrettanto rilevante la sua produzione musicale, che ora vi presentiamo.

i brani musicali

Oltre il ponte,1959

Dove vola l'avvoltoio?,1958

Il padrone del mondo,1959

Canzone triste,1958

Il sentiero, 2004

OLTRE IL PONTE

O ragazza dalle guance di pesca o ragazza dalle guance d’aurora io spero che a narrarti riesca la mia vita all’età che tu hai ora. Coprifuoco, la truppa tedesca la città dominava, siam pronti: chi non vuole chinare la testa con noi prenda la strada dei monti. Avevamo vent’anni e oltre il ponte oltre il ponte ch’è in mano nemica vedevam l’altra riva, la vita tutto il bene del mondo oltre il ponte. Tutto il male avevamo di fronte tutto il bene avevamo nel cuore a vent’anni la vita è oltre il ponte oltre il fuoco comincia l’amore. Silenziosa sugli aghi di pino su spinosi ricci di castagna una squadra nel buio mattino discendeva l’oscura montagna. La speranza era nostra compagna a assaltar caposaldi nemici conquistandoci l’armi in battaglia scalzi e laceri eppure felici.

Avevamo vent’anni e oltre il ponte oltre il ponte ch’è in mano nemica vedevam l’altra riva, la vita tutto il bene del mondo oltre il ponte. Tutto il male avevamo di fronte tutto il bene avevamo nel cuore a vent’anni la vita è oltre il ponte oltre il fuoco comincia l’amore. Non è detto che fossimo santi l’eroismo non è sovrumano corri, abbassati, dai corri avanti! ogni passo che fai non è vano. Vedevamo a portata di mano oltre il tronco il cespuglio il canneto l’avvenire di un giorno più umano e più giusto più libero e lieto. Avevamo vent’anni e oltre il ponte oltre il ponte ch’è in mano nemica vedevam l’altra riva, la vita tutto il bene del mondo oltre il ponte. Tutto il male avevamo di fronte tutto il bene avevamo nel cuore a vent’anni la vita è oltre il ponte oltre il fuoco comincia l’amore.

Ormai tutti han famiglia hanno figli che non sanno la storia di ieri io son solo e passeggio fra i tigli con te cara che allora non c’eri. E vorrei che quei nostri pensieri quelle nostre speranze di allora rivivessero in quel che tu speri o ragazza color dell’aurora. Avevamo vent’anni e oltre il ponte oltre il ponte ch’è in mano nemica vedevam l’altra riva, la vita tutto il bene del mondo oltre il ponte. Tutto il male avevamo di fronte tutto il bene avevamo nel cuore a vent’anni la vita è oltre il ponte oltre il fuoco comincia l’amore.

Qualche chiarimento

Vuoi giocare con noi?

Dove vola l'avvoltoio?

Un giorno nel mondo finita fu l'ultima guerra, il cupo cannone si tacque e più non sparò, e privo del tristo suo cibo dall'arida terra, un branco di neri avvoltoi si levò Dove vola l'avvoltoio? avvoltoio vola via, vola via dalla terra mia, che è la terra dell'amor. L'avvoltoio andò dal fiume ed il fiume disse: "No, avvoltoio vola via, avvoltoio vola via. Nella limpida corrente ora scendon carpe e trote non più i corpi dei soldati che la fanno insanguinar". Dove vola l'avvoltoio? avvoltoio vola via, vola via dalla terra mia, che è la terra dell'amor. L'avvoltoio andò dal bosco ed il bosco disse: "No avvoltoio vola via, avvoltoio vola via. Tra le foglie in mezzo ai rami passan sol raggi di sole, gli scoiattoli e le rane non più i colpi del fucil". Dove vola l'avvoltoio? avvoltoio vola via, vola via dalla terra mia, che è la terra dell'amor.

L'avvoltoio andò dall'eco e anche l'eco disse "No avvoltoio vola via, avvoltoio vola via. Sono canti che io porto sono i tonfi delle zappe, girotondi e ninnenanne, non più il rombo del cannon". Dove vola l'avvoltoio? avvoltoio vola via, vola via dalla terra mia, che è la terra dell'amor. L'avvoltoio andò ai tedeschi e i tedeschi disser: "No avvoltoio vola via, avvoltoio vola via. Non vogliam mangiar più fango, odio e piombo nelle guerre, pane e case in terra altrui non vogliamo più rubar". Dove vola l'avvoltoio? avvoltoio vola via, vola via dalla terra mia, che è la terra dell'amor. L'avvoltoio andò alla madre e la madre disse: "No avvoltoio vola via, avvoltoio vola via. I miei figli li dò solo a una bella fidanzata che li porti nel suo letto non li mando più a ammazzar"

Dove vola l'avvoltoio? avvoltoio vola via, vola via dalla terra mia, che è la terra dell'amor. L'avvoltoio andò all'uranio e l'uranio disse: "No, avvoltoio vola via, avvoltoio vola via. La mia forza nucleare farà andare sulla Luna, non deflagrerà infuocata distruggendo le città". Dove vola l'avvoltoio? avvoltoio vola via, vola via dalla terra mia, che è la terra dell'amor. Ma chi delle guerre quel giorno aveva il rimpianto in un luogo deserto a complotto si radunò e vide nel cielo arrivare girando quel branco e scendere scendere finché qualcuno gridò: Dove vola l'avvoltoio? avvoltoio vola via, vola via dalla testa mia... ma il rapace li sbranò.

Qualche chiarimento

Continuiamo a giocare!

Il padrone del mondo

Sono io il ciclista che grida correndo alla donna che passa e non guarda: ‎"Bella bruna!" e le strappa un’occhiata che dura soltanto un secondo. Ma in quell'attimo è come essa fosse più mia che di tutti voi altri e continuo la strada inghiottendo aria gelida e canto tossendo: Io sono il padrone del mondo... Sono io che disturbo il riposo di voi che tenete in mano i comandi del potere o magari soltanto vi fate illusione di tenerli e vi dite: "Ma questa canzone è l’annuncio che non conteremo più niente od invece è qualcuno che vuol canzonare se stesso cantando?" Io sono il padrone del mondo...

Sono io il ciclista che passa per strada al mattino sul presto cantando mentre voi vi girate nel letto destati al penultimo sonno quel canto che non fate in tempo a sentirne la fine e si perde e non siete riusciti a capire se canto per gioia o per rabbia: Io sono il padrone del mondo - ah - il padrone e basta che alzi una leva e vi spengo - ah - la luna. Ridò fuoco al sole buttandoci dentro - ah - il carbone, so leggere bene le stelle e c’è scritto - ahahah.‎

Qualche chiarimento

Domanda interattiva

canzone triste

Erano sposi. Lei s'alzava all'alba prendeva il tram, correva al suo lavoro. Lui aveva il turno che finisce all'alba entrava in letto e lei n'era già fuori. Soltanto un bacio in fretta posso darti bere un caffè tenendoti per mano. Il tuo cappotto è umido di nebbia. Il nostro letto serba il tuo tepor. Dopo il lavoro lei faceva spesa -buio era già - le scale risaliva. Lui in cucina con la stufa accesa, fanno da cena e poi già lui partiva. Soltanto un bacio ... Mattina e sera i tram degli operai portano gente dagli sguardi tetri; fissar la nebbia non si stancan mai cercando invano il sol,fuori dai vetri. Soltanto un bacio ...

Curiosità

Forse un'altra domanda...

Alla canzone

Alla canzone

Alla canzone

(Indovina e guadagna il rispetto che meriti)

Alla canzone

Il sentiero

Italo sogna un futuro dove non si dovrà più sparare ma intanto seduto al bivacco coi compagni pulisce il fucile Quante sono le strade che partono dai nidi di ragno. Qual è stato il prezzo pagato Per chi ha scelto di andare a lottare? Portami ancora là, dove il vento è pronto a soffiare a trovare ogni passo perduto lungo il sentiero dei nidi di ragno Lungo il sentiero dei nidi di ragno nasce la storia, questo paese Nasce dal fuoco, dalla rivolta e dal sogno di chi non si arrese.

Lungo il sentiero dei nidi di ragno passa la storia di un giovane uomo passa la scelta di chi se n'è andato sui monti per la resistenza Erano i mesi del dopo settembre quando il re fuggì sulla nave furono anni di lutti e dolore di coraggio e di patimenti Quante sono le strade che partono dai nidi di ragno qual è stato il prezzo pagato per chi ha scelto di andare lontano portami ancora là dove il vento è pronto a soffiare a trovare ogni passo perduto lungo il sentiero dei nidi di ragno Uomo contro uomo il furore che cresce nel cuore il mondo si divide e la guerra non lascia parole

Curiosità

Ultima domanda

Alla canzone

GRAZIE PER LA VISIONE!

Curiosità

In questa poesia, musicata poi nel 1959 da Sergio Liberovici, Calvino si rivolge a una ragazza immaginaria che rappresenta la nuova generazione e le racconta gli eventi, i sentimenti, le emozioni della sua generazione, di quando a 20 anni si doveva convivere con la guerra. La guerra è vista attraverso gli occhi di un ventenne (Avevamo vent’anni…) che si unisce ai partigiani per non sottostare a Tedeschi e Fascisti. Paradossalmente Calvino racconta che in quei giorni, seppur terribili, quei giovani scoprirono la felicità nella vita in comune, nella solidarietà reciproca, nella lotta per la libertà e nel combattere per la propria vita e per ideali comuni.

Curiosità

Questa canzone venne ispirata dalla lotta popolare per i ceti sociali meno adagiati, promossa dai vari movimenti avanguardisti(nati a partire dalla fondazione della rivista "Il Verri"). Si descrive nel brano la storia di due innamorati che non riescono mai a vedersi per via del lavoro.

Curiosità

La canzone, scritta con una visione anche un po' pessimistica sembra descrivere lo scenario di un dopoguerra che non finisce mai. Un testo militarista e pacifista, scritta nel 1950 in piena Guerra Fredda e in un'Italia ormai piccolo paese borghese e bigotta. Oltre al messaggio pacifista troviamo anche delle denunce riguardo le promesse non mantenute dalla Resistenza.

Contesto e spiegazione

Questa canzone, a differenza delle precedenti non riguarda la guerra, bensì il potere ed i potenti. Nella lirica viene descritto un Dio, diverso da quello della Bibbia, è un'entità che vuole controllare la sua corsa, ma nient'altro a parte questo. E' nel suo piccolo il padrone del mondo, come tutti dovremmo essere, siamo unici ed il mondo è anche di nostra proprietà.Si parla, quindi, della libertà.

Cenni storici

In questa poesia, poi musicata nel 1959 da Sergio Liberovici, Calvino si rivolge a una ragazza immaginaria che rappresenta la nuova generazione e le racconta gli eventi, i sentimenti, le emozioni della sua generazione, di quando a 20 anni si doveva convivere con la guerra. La guerra è vista attraverso gli occhi di un ventenne (Avevamo vent’anni…) che si unisce ai partigiani per non sottostare a Tedeschi e Fascisti. Paradossalmente Calvino racconta che in quei giorni, seppur terribili, quei giovani scoprirono la felicità nella vita in comune, nella solidarietà reciproca, nella lotta per la libertà e nel combattere per la propria vita e per ideali comuni.

Curiosità

In questa canzone viene trattata la guerra come un elemento trasfigurato, quasi fantastico: la lotta partigiana, le staffette...Troviamo anche il tema dell'amicizia, presentato con il punto di vista di un bambino di 10 anni, la cui sorella provvede solamente ai beni materiali, senza pensare a dargli dell'affetto; questo fanciullo scopre nell'affiliazione con i partigiani a chi dare fiducia e a chi meno, venendo a contatto con una nuova realtà. L'ultimo tema è quello dell'adolescenza: la guerra esalta la paura, già presente nel ragazzo. Quest'ultimo indaga, paragona ed analizza per scoprire chi vuole diventare veramente. La canzone viene ripresa dal romanzo "Il sentiero dei nidi di ragno".