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Apparato locomotore

GIULIA SCOTTI

Created on December 14, 2023

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Transcript

Apparato locomotore

Indice

3. Lo scheletro e le ossa

2. I tessuti

1. Le funzioni dell'apparato

Sophie

Giulia S.

Matteo

6. La distorsione

5. Le articolazioni

4. Come dividiamo le ossa

Sophie

Giulia D.

Matteo

9. L'osteoporosi

8. la frattura

7. La lussasione

Matteo

Giulia D.

Giulia S.

Le curve della colonna

Giulia S. e Giulia D.

Le funzioni dell'apparato

Come tutti i vertebrati, anche nella parte specie umana è presente un endoscheletro composto da ossa articolate tra loro, che vengono fatte muovere grazie alla contrazione e al rilassamento di muscoli collegati ad esse.L’apparato locomotore ci permette di muoverci o di mantenere la posizione voluta, sfruttando la collaborazione dei sistemi scheletrico e muscolare che svolgono diverse funzioni:

  • sostegno colonna vertebrale
  • protezione: lo scheletro protegge i delicati organi interni.
  • emopoiesi: il midollo rosso, contenuto nelle ossa produce continuamente le cellule del sangue
  • riserva di calcio: le ossa contengono una grandissima quantità di sali minerali, soprattutto sali di calcio, presente nei denti e nelle ossa.
  • movimento volontario: muscoli e ossa lavorano in modo coordinato e ci permettono di correre, saltare, masticare e compiere molti altri movimenti.
  • mantenimento della postura: i muscoli mantengono in posizione le ossa dello scheletro.
  • Movimento: ogni movimento nel nostro corpo, anche quelli involontari degli organi interni (cuore, intestino…) è reso possibile dalla contrattilità (capacità di contrarsi sotto l’azione di uno stimolo) e l’elasticità .
  • produzione di calore: l’essere umano è un organismo omeotermo cioè mantiene una temperatura costante (37 gradi circa) la contrazione muscolare è la principale fonte del calore corporeo.

Il tessuto osseo

Il tessuto osseo può essere di due tipi: 1. Il tessuto osseo compatto, è organizzato in lamelle concentriche disposte intorno a un sottile canale longitudinale, il canale di Havers, percorso dai vasi sanguigni destinati a nutrire l’osso; ognuno di questi sistemi di lamelle prende il nome di osteone. 2. Il tessuto osseo spugnoso è formato da trabecole ossee. Le cavità sono piene di midollo osseo rosso, il tessuto in cui avviene l'emopoiesi cioè la formazione delle cellule nel sangue. Il tessuto osseo spugnoso si trova all’interno delle estremità arrotondate(epifisi) delle ossa lunghe e all’interno delle ossa corte e di quelle piatte. All’interno delle ossa lunghe(diafisi) vi è il canale midollare, riempito di midollo osseo giallo, una sostanza ricca di grassi,che costituisce un’importante riserva energetica per l’organismo.

Il tessuto osseo, che costituisce gran parte dello scheletro di un adulto, contiene poca acqua circa ¼ del suo peso. I ¾ che rimangono sono costituiti da:

  • sali minerali, fosfato di calcio e carbonato di calcio che favoriscono all’osso durezza e resistenza
  • osseina, proteina che assicura elasticità.
Le cellule che formano il tessuto osseo sono di 3 tipi: 1. Osteociti, cellule vive bloccate nella matrice minerale 2. Osteoclasti, cellule distruttrici che riassorbono il vecchio tessuto osseo nelle zone dove è necessario 3. Osteoblasti, cellule fatte apposta per la costruzione del nuovo tessuto osseo sono contenute nel periostio, membrana che riveste l’osso (il lavoro degli osteoblasti e osteoclasti è responsabile del lento e continuo modellamento osseo che mantiene in forma lo scheletro e si occupa delle riparazioni in caso di fratture o altre lesioni).

Il tessuto cartllagineo

La cartilagine è un tessuto connettivo morbido e molto più elastico dell’osso; è composta per circa il 60% d’acqua. Durante la crescita si verifica un lento processo di ossificazione, cioè di trasformazione del tessuto cartilagineo in tessuto osseo. Questo processo inizia dalla nascita e si conclude intorno ai 25 anni. Alcune parti però rimangono cartilaginee alcune parti: i padiglioni delle orecchie , la punta del naso, le estremità delle costole, i dischi intervertebrali e le epifisi.

Lo scheletro e le ossa

Lo scheletro assiale
Lo scheletro appendicolare

Lo scheletro assiale, forma l’asse centrale del corpo e comprende circa 80 ossa. Il cranio comprende 22 ossa, tra cui l’osso ioide (dietro la radice della lingua) e i “tre ossicini dell’udito” all’interno dell’orecchio. La scatola cranica è formata da 8 ossa piatte con i margini seghettati e “bloccate” tra loro da articolazioni fisse, le suture. Le ossa facciali, hanno una forma varia e sono unite tra loro da articolazioni fisse. Alla base del cranio, c’è il forame occipitale, il foro che serve sia all’articolazione con la colonna vertebrale sia al passaggio del midollo spinale. La gabbia toracica è formata da 12 paia di coste (o costole) e dallo sterno, l’osso piatto al centro del petto. La colonna vertebrale è composta da 24 ossa, le vertebre più il sacro e il coccige (formato da vertebre fuse tra loro). Ogni vertebra è separata da quelle vicine da un disco di cartilagine, il disco intervertebrale, che ha funzione di “cuscinetto” e consente una flessibilità dell’intera colonna.

Lo scheletro appendicolare comprende tutte le ossa degli arti superiori e inferiori; si tratta in totale di 126 ossa.Ognuno dei due arti superiori è collegato allo scheletro assiale mediante una “cintura” di ossa, il cinto scapolare, formato dalla scapola e dalla clavicola; l’arto superiore è formato da tre parti: il braccio (intero), l'avambraccio e la mano.Lo scheletro della mano:

  • Il carpo
  • Il metacarpo
  • le falangi delle dita
Gli arti inferiori, sono collegati allo scheletro assiale grazie al cinto pelvico o bacino, formato da due anche, ognuna costruita da tre ossa: ileo, ischio e pube,messe insieme.Ogni arto inferiore è composto da tre parti: la coscia, la gamba e il piede.Lo scheletro del piede:
  • tarso
  • metatarso
  • le ossa delle dita

Come dividiamo le ossa

Rispetto alla forma, le ossa si distinguono in tre diverse tipologie:ossa piatte,ossa corte, ossa lunghe.

  • Le ossa piatte in genere circondano e proteggono organi interni. Sono estese in superficie, ma sottili. Esempi di ossa piatte sono quelle della scatola cranica e del bacino, la scapola e lo sterno.
  • Nelle ossa corte le tre dimensioni sono quasi equivalenti. Le vertebre sono ossa corte disposte in serie per formare la colonna vertebrale.
  • Le ossa lunghe sono le ossa più coinvolte nei movimenti ampi e quelle che crescono di più in lunghezza nel corso della vita, come le ossa degli arti. Hanno una parte centrale allungata (diâfisi) e due estremità tondeggianti (epifisi). La superficie libera delle epifisi è rivestita da cartilagine liscia e morbida (cartilagine articolare). Tra la diafisi e le epifisi si trova la cartilagine di accrescimento,

Le articolazioni

Le ossa ci permettono di compiere una grande varietà di movimenti grazie alle articolazioni. Le articolazioni sono le strutture che collegano tra loro 2 o più ossa. Si distinguono 3 principali categorie: fisse, semimobili e mobili Le articolazioni fisse non consentono movimenti perché i margini seghettati delle ossa sono saldati tra loro, un esempio sono le suture della scatola cranica. Le articolazioni semimobili o cartilaginee consentono movimenti limitati. Le ossa sono collegate tra loro da cartilagine rinforzata da un tessuto fibroso che rende possibili movimenti parziali, un esempio sono i dischi intervertebrali che collegano le vertebre tra loro per formare la colonna vertebrale. Le articolazioni mobili o sinoviali consentono i movimenti più ampi :le ossa non sono a diretto contatto (l'ampiezza e la frequenza dei movimenti logorerebbe troppo in fretta), ma le superfici affacciate sono ricoperte da cartilagine articolare liscia e sono separate da un sottile spazio, la cavità articolare, riempita dal liquido sinoviale. Questo liquido lubrifica le superfici articolari, riduce l'attrito e ne facilita lo scorrimento. Nelle articolazioni mobili le ossa sono tenute in posizione dalla capsula articolare, una struttura a forma di manicotto costituita da fibre di collagene e legamenti. La superficie interna della capsula è rivestita internamente dalla membrana sinoviale (che produce il liquido sinoviale)

Come le dividiamo

A seconda dei movimenti che possono garantire, distinguiamo tre tipi di articolazioni mobili: sferiche, cerniera e a perno.Nella spalla e nell'anca, l'articolazione è definita sferica perché la testa arrotondata di un osso viene accolta dentro la cavità, anch'essa arrotondata, di un altro osso. Le articolazioni del gomito e del ginocchio sono del tipo a cerniera: la superficie cilindrica di un osso ruota all'interno della cavità articolare (anch'essa cilindrica) dell'altro osso. Il capo ruota sulla colonna vertebrale grazie a un'articolazione a perno, in cui la scatola cranica, insieme all'atlante (la prima vertebra cervicale), ruota su un perno costituito dall'epistrofeo (la seconda vertebra cervicale).

La distorsione

Una distorsione è un temporaneo «distacco» (perdita di contatto) tra due ossa a livello dell'articolazione per eccessiva tensione dovuta a un evento traumatico e violento. Spesso vi e associato uno stiramento (o la lacerazione) dei legamenti.

La lussazione

Una lussazione è un distacco più importante e più doloroso di una distorsione: le ossa che hanno perso il contatto presso l'articolazione non ritornano spontaneamente al loro postoe si veificano danni anche ai legamenti.In genere le lussaxzioni più gravi colpiscono le articolazione più complesse e più mobili come la spalla o l'anca. La manovra di riposizionamento va sempre svolta da un ortopedico.

La frattura

Una frattura è un trauma che spezza, incrina o scheggia un osso e richiede sempre l'intervento di un Pronto soccorso. Chi soccorre una persona fratturata deve mantenere ben ferma la parte colpita fino a quando al Pronto soccorso verrà eseguita una radiografia per valutare la frattura e saranno riaccostati i due lembi dell'osso fratturato. Poi verrà applicata un'ingessatura per tenere immobile la parte fratturata; le cellule costruttrici del tessuto osseo ripristinano il collegamento tra le parti di osso lesionate formando un callo osseo.

L'Osteoporosi

Con il passare degli anni le ossa possono diventare porose e fragili a causa dell'osteoporosi, causando più facilmente fratture. L'osteoporosi si può provenire soprattutto con l’esercizio fisico,è fondamentale evitare fumo e alcol.

Le curve della colonna

Corna
I principali difetti

La prima notizia arrivava dal Washington Post, che riportava uno studio di due chiropratici australiani secondo cui l'utilizzo di smartphone starebbe facendo crescere, nelle nuove generazioni, dei piccoli spuntoni ossia“Corna”. Leggendo l'articolo scientifico originale, però, si scopre che le cose non stanno proprio così. Hanno analizzato il cranio di 1200 pazienti tra i 18 e gli 86 anni di età e hanno notato che tra i 18 e i 30 anni più pazienti hanno sviluppato maggiormente le piccole protuberanze .Inoltre gli spuntoni ossei in esame possono cambiare forma nel corso della propria vita,e non sono assolutamente un problema dal punto di vista medico. I due chiropratici si sono lanciati in una conclusione azzardata: questi speroni ossei si stanno sviluppando maggiormente nelle nuove generazioni a causa dell'uso di smartphone e altri dispositivi elettronici che ci costringono a posizionare la testa in posizioni particolari.

La colonna vertebrale è caratterizzata da naturali curvature, che possono accentuarsi per fattori genetici e, più in generale, per una debolezza della muscolatura dorsale. La cifosi è un'eccessiva curvatura toracica che dà un aspetto “ingobbito”. La lordosi è un'eccessiva curvatura lombare anteriore che dà un aspetto con “pancia sporgente”. La scoliosi è un'anomala curvatura laterale che può rendere asimmetriche le spalle o le ossa del bacino, è spesso favorita da errate posture assunte regolarmente, da seduti, durante l'età dello sviluppo.

Ma quindi c’è qualcosa di vero?
Un improbabile "uomo del futuro"

Esistono realmente studi che dimostrano che l’uso dei dispositivi mobili o dei computer porti alle persone posture scorrette e che le nostre abitudini e il nostro stile di vita possano portare a cambiamenti del nostro corpo non è certo impossibile. Da tempo si analizza il cambiamento delle dimensioni e della forma della mandibola umana durante i millenni.

Pochi giorni dopo questa notizia, tutti i giornali ne hanno riportata un’altra: nel 2100 l’umanità avrà una spina dorsale molto curva, a causa delle ore trascorse al computer , il collo sarà robusto e chinato in avanti, le mani avranno forma di uncino per tenere il cellulare e gli occhi avranno una seconda palpebra per filtrare la luce eccessiva dei dispositivi elettronici. Semplicemente una azienda aveva immaginato un possibile uomo del futuro ignorando la scienza.

Dunque...

Quello che non dobbiamo fare è smettere di indagare, nel frattempo però evitiamo di cadere nel panico e, perchè no, di stare tutti storti. E quando studiate al computer ricordatevi: l’altezza della sedia e dello schermo vanno regolati in modo tale che i gomiti siano a 90 gradi e gli occhi siano alla stessa altezza del lato superiore dello schermo..