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IL BAROCCO FRANCESE - Racine, Corneille

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Created on December 12, 2023

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Transcript

Il Barocco Francese

Racine e Corneille

Ongarato e Garbin

IL TEATRO IN FRANCIA

PIERRE CORNEILLE

JEAN RACINE

Molière

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INDICE

IL TEATRO INFRANCIA

BAROQUE

Il Seicento è considerato il secolo d'oro del teatro: molti capolavori dell'epoca, infatti, appartengono al genere teatrale.

  1. Crisi gnoseologica e la religiosità controformista
  2. Modelli di comportamento dell'epoca
  3. Uso strumentale del teatro

About the work

Barocco Francese

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CARAVAGGIO - Prado Museum

INDICE

TEATRO IN FRANCIA

XVII secolo

Il teatro in Francia acquista dignità e prestigio grazie all'opera di autori come Corneille, Racine e Molière.

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INDICE

IL BAROCCO FRANCESE - Molière

IL TEATRO DI MOLIèRE

una Rappresentazione CRITICA DELLA SOCIETà

""Il compito della commedia è quello di rappresentare in assoluto i difetti degli uomini, in particolare degli uomini del nostro tempo"

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INDICE

FIL. Volete proprio male, voi, a questa povera umanità. ALC. La detesto mortalmente. FIL. E tutti, proprio tutti gli uomini voi odiate? Senza eccezioni? C’è pure qualcuno di merito anche nel nostro tempo. ALC. No, detesto tutti allo stesso modo. Gli uni perché sono insinceri e disonesti; gli altri, perché, anziché osteggiare i disonesti come dovrebbero, li sopportano: e non fan nulla per stroncarne i vizi. L’esempio vivo di questa compiacenza è il malvivente cui ho fatto causa. Già dalla faccia si vede il mascalzone. Tutti lo conoscono per quello che è: al più, con i suoi modi affettati e il suo sguardo da pesce morto potrebbe imbrogliare un forestiero: non certo uno di qui. Ora, si sa bene che quello spiantato s’è introdotto in società grazie a incarichi piuttosto loschi, e che di questo s’è poi servito per mascherarsi la faccia: si sa bene che disgusta e che dà scandalo: per mal che lo si tratti o che si sparli di lui, nessuno mai ne prende le parti per difenderlo. Provate a chiamarlo imbroglione, infame, scellerato: vi daranno tutti ragione senz’altro, nessuno vi contraddirà mai. Nonostante questo, dovunque vada è accolto bene. Lo si ospita, gli si fa cera, lo si lascia fare. E se c’è un buon posto da accaparrarsi con l’intrigo, potete esser sicuro, non c’è persona onesta che sia in grado di fargliela. Il posto è suo. Perdio, mi fa proprio male, a me, di veder tanta sopportazione per il vizio. E qualche volta davvero mi prende la voglia di scappare in un deserto per non veder più nessuno.

MOLIERE

IL MISANTROPO

Atto I, Scena II

1666

trama

Il misantropo

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è un dovere.”

INDICE

"L'amore non è che un piacere, l'onore è un dovere"

PIERRE CORNEILLE

XVI

1.Nasce a Rouen nel 1606 2.Studia presso il collegio gesuita di Rouen 3.Si interessa allo stoicismo, in particolare a Seneca 4.La Commedia 5.Le Tragedie 6.Il Cid 7.Muore a Parigi nel 1684

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INDICE

CORNEILLE - Opere principali

Melita

Cinna

Medèe

1625

1641

1635

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INDICE

LE CID

Ebbe grande successo di pubblico e, tra i critici, scatenò la Querelle du Cid

Differisce dalla tragedie antiche perché: è ottimista; esalta la gloria, l’onore e il dominio sulle passioni dell’eroe; ammette lo straordinario; non rispetta necessariamente le unità di tempo luogo e azione; antepone il piacere del pubblico al rispetto delle norme di composizione.

Le Cid (1637) è il suo capolavoro. È una tragicommedia di argomento eroico e politico, con elementi barocchi e romanzeschi

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INDICE

CID

Il Cid è una tragedia di Corneille (1636). Cid è il nome che fu dato dagli arabi al personaggio storico spagnolo Rodrigo Díaz de Vivar; la sua grande abilità come condottiero salvò la Spagna dall’invasione di questi ultimi. I due temi principali dell’opera sono l’amore e la politica, che intrecciandosi creano l’ostacolo della tragicommedia, genere in cui Corneille è stato uno dei più grandi autori. Se oggi i valori dell’opera risultano ormai obsoleti e spesso “negativi” (il ruolo della donna nella società, la scelta del duello come arma di “giustizia”, il predominio della nobiltà ecc.), Il Cid mostra anche quanto gravi e pesanti possano essere condizionamenti sociali nella vita del singolo, anche se quest’ultimo è soggetto a enormi condizioni facilitanti (in questo caso la nobiltà). Addirittura, Corneille fu accusato di inverosimiglianza, perché si riteneva che non fosse verosimile che una fanciulla sposasse l’assassino di suo padre.

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INDICE

Jean Racine

  • Educazione presso i giansenisti e studi di diritto a Port-Royal
  • “Britannico”, “Andromaca”, “Fedra”
  • Stile caratterizzato da eleganza, purezza del linguaggio e profondità psicologica
  • Ispirazione spesso tratta dalla mitologia greca e romana
  • Abbandonò il teatro nel 1677, e venne nominato storiografo del re, oltre ad acquisire un titolo nobiliare
  • Coinvolto con il movimento giansenista
  • Eredità di opere teatrali ancora apprezzate e rappresentate globalmente

La Ferté-Milon, 1639Parigi, 1699

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INDICE

RACINE - Opere principali

ANDROMACA

BRITANNICO

FEDRA

1667

1669

1677

trama

trama

trama

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testo

INDICE

FEDRA - Personaggi, Trama

PERSONAGGI

TRAMA

La tragedia narra l’amore incestuoso di Fedra – moglie del re Teseo, partito per la guerra – per il figliastro Ippolito. Fedra si strugge, mettendo in scena il conflitto tra civiltà e natura, tra ragione e passione. Dichiara il suo amore a Ippolito, che la respinge perché ama Aricie. La sua confidente Enone cerca di salvarla, dicendo a Teseo, ritornato, che Ippolito ha attentato alla virtù di Fedra. Teseo caccia il figlio maledicendolo, e Ippolito è ucciso da un mostro marino inviato da Poseidone. Distrutta dal senso di colpa, Fedra si avvelena.

  • Teseo, re di Trezene, marito di Fedra;
  • il figlio Ippolito;
  • Fedra, moglie di Teseo, matrigna di Ippolito;
  • Enone, la nutrice;
  • Aricia, nipote di Teseo, amata di Ippolito;
  • Teramene, mentore di Ippolito;
  • Panope, ancella di Fedra.

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INDICE

FEDRA Da lontano viene il mio male. Quando fui fidanzata e al figlio d’Egeo fui dalle leggi d’Imene legata, la calma e la gioia sembravano divenute certezza; Atene del mio superbo nemico mi mostrò la fierezza: lo vidi, arrossii, sbiancai per averlo veduto: un turbamento scosse il mio cuore sperduto; i miei occhi non vedevano, non potevo parlare; sentivo il mio corpo raggelarsi e bruciare; riconobbi Venere e il suo fuoco mortale, del sangue che perseguita tormento fatale. Con assidue promesse mi lusingai di sviarlo: le eressi un altare e mi curai d’adornarlo;io stessa di vittime continuamente cinta, nei loro fianchi cercavo la mia ragione vinta: rimedi impotenti per un amore insano! Inutile incenso bruciò la mia mano: se la mia bocca implorava il nome divino adoravo Ippolito, lo vedevo vicino. Ai piedi di quell’ara che facevo fumare, offrivo tutto a quel dio che non osavo invocare. Colmo della sventura! sempre l’evitavo

ma nel paterno aspetto il suo volto trovavo. Contro me stessa, infine io mi rivoltai: incitando il mio cuore lo perseguitai. Per bandire il nemico che idolatravo sentimenti d’ingiusta matrigna ostentavo; sollecitai il suo esilio; e le mie grida eterne lo strapparono al seno e alle braccia paterne. Respiravo, Enone; mentre lui era assente giorni più calmi passavo innocente; sottomessa al mio sposo celavo le mie pene i frutti coltivando del suo fatale imene. Vane precauzioni! Ah crudele destino! Dal mio stesso sposo fui condotta a Trezene; rividi il nemico che avevo allontanato: la mia ferita di nuovo ha sanguinato. Non è più ardore nascosto nelle vene: è Venere, intera, che la sua preda tiene. Sentii per il mio crimine un giusto terrore: la vita presi in odio, la mia fiamma in orrore; morendo volevo del mio onore aver cura e sottrarre alla luce quella fiamma oscura: non sopportai le tue lacrime, il tuo accanimento. Ti ho confessato tutto; ora non me ne pento, purché tu, rispettando la morte mia che viene, con ingiusti rimproveri non mi dia altre pene, purché tu cessi infine di rinvigorire un resto di calore che sta per svanire.

FEDRA

Atto I, Scena III

1677

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GRAZIE PER L'ATTENZIONE

THANK YOU

INDICE

Il giansenismo

Cornelio Giansenio (1585-1638) sostiene l'inclinazione naturale al peccato degli uomini, e la debolezza del libero arbitrio. Secondo Giansenio, solo grazie alla grazia divina gli uomini possono ottenere la salvezza.

BRITANNICO - TRAMA

L'imperatore Claudio ebbe un figlio da Messalino, Britannico, prima di sposare Agrippina e adottare Nerone, figlio che Agrippina ebbe da un precedente matrimonio. Nerone succede a Claudio. Governa saggiamente l'Impero all'inizio della tragedia. Racine racconta il momento preciso in cui viene rivelata la vera natura di Nerone: la sua improvvisa passione per Giunia, amante di Britannico, lo spinge a liberarsi dal dominio di Agrippina e ad assassinare il proprio fratello.

ANDROMACA - TRAMA

La guerra di Troia è finita, e Andromaca è prigioniera di Pirro, re dell’Epiro e figlio di Achille, il quale lascia per lei la fidanzata Ermione, che lo ama, ma è amata da Oreste. Andromaca è fedele al ricordo di Ettore, ma accetta di sposare Pirro per salvare il figlio, che Oreste vuole uccidere per evitare che si vendichi del padre. Al matrimonio, Oreste uccide Pirro. Il destino ineluttabile, per tutti i personaggi, è essere succubi delle proprie passioni.

Jean-Baptiste Poquelin

Nasce a Parigi nel 1622 da una ricca famiglia borghese. All'inizio capicomico in compagnie itineranti, viene poi accolto a corte da re Luigi XIV. Muore nel 1673 poche ore dopo essersi sentito male mentre stava impersonando il protagonista del Malato immaginario.

  • Le preziose ridicole
  • Tartufo
  • Il misantropo
IL MISANTROPO - TRAMA

"Il Misantropo" di Molière segue le vicende di Alceste, un uomo onesto e sincero, ma eccessivamente critico nei confronti della società e della sua ipocrisia. Innamorato di Celimene, una donna mondana, Alceste lotta con la sua avversione per la falsità della gente intorno a lui. La commedia si sviluppa attraverso situazioni comiche e dialoghi taglienti, culminando nella difficile scelta di Alceste tra il mantenere la sua integrità o adattarsi alle convenzioni sociali.

Temi principali

  • L'Amore
  • La Violenza
  • La Virtù
  • La Natura umana