Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

LAVORO ITALIANO TASSO- RIME

Angela Berritta

Created on December 10, 2023

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Practical Timeline

Timeline video mobile

Timeline Lines Mobile

Major Religions Timeline

Timeline Flipcard

Timeline video

History Timeline

Transcript

TORQUATO TASSO

-Rime-

Lavoro svolto dalle alunne: Angela Berritta Emanuela Cinquemani Francesca Cucchiara Melissa Emmolo classe:4H a.s.2023/2024

Le Rime

STRUTTURA ED EDIZIONI

TEMI

FORME

MODELLI

POETICA

Vedrò da gli anni in mia vendetta ancora

Vedrò da gli anni in mia vendetta ancora Far di queste bellezze alte rapine, Vedrò starsi negletto il bianco crine Ch’ora l’arte e l’etate increspa,e’ndora; e’n su le rose, ond’ella il viso infiora, Sparger il verno poi nevi e pruine: Cosí l’fasto e l’orgoglio avrà pur fine Di costei, ch’odia piú chi piú l’onora. Sol rimarranno allor di sua bellezza penitenza e dolor,mirando sparsi suoi pregi,e farne il tempo a sé trofei. E forse fia,ch’ov’or mi sdegna e sprezza, Poi brami accolta dentro a’ versi miei, quasi in rogo Fenice rinnovarsi. schema metrico: ABBA, ABBA, CDE, CDE

Un giorno ,per mia vendetta, vedró fare ricco bottino di queste bellezze, Da parte degli anni;Vedrò starsene scomposti i capelli ormai bianchi Che ora arricciano e rendono biondi le cure e l'età. E vedró poi l’inverno(la vecchiaia) spargere neve e brine Su quel colorito roseo grazie a cui ella rende bello il suo viso; Così avranno finalmente termine la superbia e l’orgoglio di costei, Che odia di più chi la onora più di tutti. Allora della sua bellezza rimarranno solo Pentimento e dolore, mentre ella guarderà I suoi pregi sconfitti e il tempo che ne fa segni della propria vittoria. E forse accadrà che, mentre ora mi disegna e mi disprezza , Poi desideri di essere accolta nei i miei versi, Come la fenice che si rinnova dalle fiamme.

Qual rugiada o qual pianto

Qual rugiada o qual pianto, quai lagrime eran quelle che sparger vidi dal notturno manto e dal candido volto de le stelle? E perché seminò la bianca luna di cristalline stille un puro nembo a l'erba fresca in grembo? Perché ne l’aria bruna s'udian, quasi dolendo, intorno intorno gir l'aure insino al giorno? Fur segni forse de la tua partita, vita de la mia vita?

Quale rugiada o quale pianto, quali lacrime erano quelle che vidi sparse dal cielo notturno e dal volto luminoso delle stelle? E perché la bianca luna seminò una candida nuvola di gocce cristalline di rugiada in grembo all'erba fresca? Perché nell'aria oscura si sentivano muovere le brezze tutt'intorno, fino all'alba, come se si lamentassero? Furono forse presagi della tua partenza, vita della mia vita?

Metrica: in questo caso, il madrigale è formato da dodici versi di cui sei settenari e sei endecasillabi che rimano tra loro con lo schema abAB, CDdc, EeFf proprio della rima alternata e della rima baciata.

Ne i vostri dolci baci

Nei vostri dolci baci (c') è la dolcezza del miele delle api, e vi è il pungiglione delle api bruciante (e) crudele: dunque mi allontano da voi (dall'amata) addolcito e ferito nello stesso tempo.
baci
dolci
Ne i vostri De l'api è il mele E v'è l'ago de l'api Dunque e punto Da voi parto in un punto.
dolce
aspro
e crudele.
addolcito
Metrica: madrigale di quattro settenari e un endecasillabo, con rime secondo lo schema abBcc.

Ecco mormorar l'onde

Ecco mormorar l'onde e tremolar le fronde e l'aura mattutina e gli arboscelli, e sovra i verdi rami i vaghi augelli cantar soavemente e rider l'orïente: ecco già l'alba appare e si specchia nel mare, e rasserena il cielo e le campagne imperla il dolce gelo, e gli alti monti indora. O bella e vaga Aurora, l'aura è tua messaggera, e tu de l'aura ch'ogni arso cor restaura.

Ecco mormorare le onde e oscillare le piante e i ramoscelli nella brezza mattutina e sopra i rami verdi i leggiadri uccelli cantare soavemente e risplendere all’orizzonte l’oriente : ecco appare già l’alba e si specchia nel mare e rasserena il cielo e copre di fresca rugiada la campagna e colora d’oro le cime dei monti. O bella e dolce Aurora , la brezza annuncia il tuo apparire, e tu preannunci la brezza che rinvigorisce ogni cuore arido.

Madrigale: un genere lirico che poteva essere cantato o musicato, formato da quattordici versi, suddivisi in sette settenari e quattro endecasillabi, ed è composto da delle rime baciate.