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Bernini

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Created on December 10, 2023

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Transcript

barocco e Gian Lorenzo Bernini

stile e opere

Naderi Melika

IV C

04.anima dannata e anima beata

03.enea, anchise e ascanio

02.gian lorenzo battista

01.il barocco

TABLE OF CONTENTS

05.ratto di proserpina

08.la medusa

06.apollo e dafne

07.david

09.la rivalità tra borromini e bernini la fontana dei quattro fiumi

10.la verità svelata dal tempo

11.estasi di santa teresa d'avila

12.la maddalena

01. il barocco

Il Barocco nasce come sviluppo dello stile artistico precedente, il manierismo. A forza di studiare e copiare la 'maniera', cioè lo stile dei grandi maestri del Cinquecento come Michelangelo e Raffaello. Il carattere illusionista del Barocco ha come fine la meraviglia, il desiderio di stupire. Questo desiderio è motivato anche dallo stato d'animo incerto dovuto a una nuova visione del mondo: con le loro scoperte astronomiche, Copernico e Galilei avevano rivelato che la Terra non è un'entità immobile al centro dell'Universo, ma parte di un complesso sistema in costante movimento. Di conseguenza, l'uomo perde la posizione di privilegio al centro del creato, sente il brivido dell'infinito e questi sentimenti si riflettono nell'arte, nella letteratura, nella filosofia e nella musica. Nasce così uno stile artistico che guarda con nuova curiosità alla natura ed è consapevole degli inganni in cui possono cadere i sensi.

"Questa barocca stravaganza che, su questo pianeta, chiamiamo vita.” Richard Dawkins

le caratteristiche

02. Gian Lorenzo Bernini

la biografia

  • Bernini nacque a Napoli nel 1598 in una famiglia di artisti, e mostrò un notevole talento artistico fin dalla giovane età. Fu notato dal cardinale Scipione Borghese, che divenne suo mecenate e sostenitore.
  • divenne presto uno degli artisti più rinomati del suo tempo, lavorando per i papi e realizzando commissioni per molte delle importanti famiglie romane.
  • ricevette numerosi riconoscimenti durante la sua carriera, tra cui il titolo di “architetto della Basilica di San Pietro” e l’elezione a presidente dell’Accademia di San Luca.
  • Nonostante alti e bassi nella sua carriera e vita personale, Bernini continuò a lavorare fino agli ultimi anni della sua vita. Morì nel 1680 a Roma all’età di 81 anni.

lo stile

03. ENEA, ANCHISE E ASCANIO

LA STORIA DELL' OPERA

La scultura raffigura Enea, Anchise e Ascanio in fuga da Troia in fiamme. L’episodio, descritto nel secondo libro dell'Eneide Virgiliana, offriva lo spunto per esprimere un significato storico-teologico e celebrativo del committente: l'imperium, trasferito da Troia a Roma attraverso Enea, sarebbe poi passato alla Chiesa e al pontefice e sarebbe stato esercitato grazie al sostegno del giovane cardinal nepote Scipione.

LA RAPPRESENTAZIONE ALLEGORICA

Nelle figure del padre, del figlio e del nipote ritroviamo un motivo spesso trattato in pittura e cioè le tre età dell’uomo. Come si vede dalla pelle Vellutata e morbida nel bambino, vigorosa e tesa in Enea, molle e raggrinzita in Anchise.

DATI

REALIZZATO: 1618-1619 COMMITTENTE: CARDINALE SCIPIONE BORGHESE COLLOCAZIONE: GALLERIA BORGHESE, ROMA

04. ANIMA DANNATA E ANIMA BEATA

l'ANIMA DANNATA

Gli occhi sgranati con le sopracciglia fortemente inarcate, la bocca spalancata che emette un grido atroce tanto reale che quasi sembra di poterlo ascoltare, fanno sembrare il soggetto un satiro caduto nella disperazione più totale. La critica su questo capolavoro dell’artista è divisa in due: c’è chi sostiene sia la raffigurazione di un giovane oppresso dal tormento che guardando in basso vede gli orrori dell’Inferno e chi pensa piuttosto alla raffigurazione di un satiro, un soggetto pagano.

l'ANIMA BEATA

“l’anima beata” era stata intesa come espressione dell’anima che ha trovato misericordia agli occhi di Dio. I bei lineamenti dovrebbero rivelare la bellezza interiore dell’essere, quindi l’interpretazione. Gli occhi spalancati e le labbra aperte avrebbero mostrato innocenza.

05. Ratto di Proserpina

la descrizione

  • Bernini fissa l’istante del rapimento
  • Plutone è raffigurato con la corona e lo scettro
  • Dietro di lui, il cane Cerbero ruotando le sue tre teste in tutte le direzioni, si accerta che nessuno intralci il cammino del suo padrone.
  • Proserpina cerca di liberarsi dalla stretta di Plutone, allontanando con la sua mano il volto del dio, ma lui la trattiene con forza, stringendo le sue dita nel fianco e nella coscia della donna.

l'occasione per l'artista

Per l’artista, la realizzazione di questo gruppo scultoreo fu l’occasione di creare un’opera fortemente dinamica, in cui la potenza avvolgente di Plutone contrasta con quella respingente di Proserpina. Il risultato è un movimento a spirale, determinato dalle due figure che si avvolgono l’uno nell’altra

la leggenda

06. apollo e dafne

descrizione

È una rappresentazione di forte drammaticità, il viso di Dafne è contratto in un grido soffocato, perché la natura umana la sta abbandonando. Le mani si trasformano in rami, i capelli diventano foglie, le dita dei piedi radici e la pelle corteccia. L’artista riuscì a cogliere perfettamente il movimento nello spazio, grazie allo studio della posizione dei due corpi: Apollo è completamente appoggiato alla gamba destra mentre Dafne è sollevata e inarcata nello slancio della corsa. L’equilibrio dei protagonisti è precario e tutto il gruppo scultoreo sembra sospeso nell’aria. Per ottenere questo effetto lo scultore usò blocchi di marmo diversi.

REALIZZATO: 1622-1625COMMITTENTE: Scipione Caffarelli-Borghese BORGHESECOLLOCAZIONE: GALLERIA BORGHESE, ROMA

la leggenda

07. david

michelangelo (1501-1504)

  • Il materiale utilizzato è il marmo
  • Michelangelo ha ritratto il giovane David nell’atto di osservare il guerriero gigante Golia prima di affrontarlo.
  • L’aspetto di David è quello di un eroe classico e come tale è scolpito nudo e muscoloso.
  • Il David michelangiolesco è noto per la sua perfezione anatomica, la muscolatura definita e l'intensa espressione concentrata. La statua è colossale e cattura un momento prima della battaglia, raffigurando David con la fionda sull'avambraccio sinistro.

bernini (1623-1624)

  • Il materiale utilizzato è il marmo
  • Il David del Bernini mostra l’eroe biblico nel momento in cui sta per lanciare la pietra con cui colpirà il gigante Golia, uccidendolo.
  • A terra, accanto a lui ci sono una corazza ed una cetra. Secondo il racconto della Bibbia, la corazza è stata donata a David da re Saul, ma lui non l’ha indossata perché era troppo ingombrante in combattimento. La cetra, invece, verrà usata dal protagonista per intonare un Salmo di ringraziamento a Dio dopo aver vinto la battaglia.
  • Fronte aggrottata, occhi puntati sul nemico, carico di energia e labbra chiuse per la tensione
  • David sta per lanciare la pietra con cui vincerà la battaglia con tutta la forza che ha:

donatello (1440)

  • È una scultura realizzata tramite fusione a cera e di dimensioni naturali rifinita con il cesello
  • David è un giovane imberbe perché è una via tra bambino e adulto
  • La scultura di Donatello rappresenta un ragazzo, che potrebbe trattarsi sia del dio Ermes sia di David, il quale poggia la gamba sinistra sulla testa mozzata del gigante Argo/Golia e possiede una corporatura esile, priva di muscoli.
  • per il resto è rappresentato nudo. In realtà il nudismo è ripreso da Donatello che è uno stile classico, perché il nudo rappresenta la perfezione e la bellezza
  • è ritratto nel momento che corona la vittoria del giovane sul gigante, ritraendo ai piedi della scultura, la testa di quest’ultimo, mozzata, ancora racchiusa dall’elmo ornato di ali, una delle quali si distende lungo la gamba destra del giovane.
  • Il volto suggerisce un’espressione di naturale pensosità, con la testa ruotata e lievemente inclinata verso il basso, dotata di sguardo che poggia gli occhi sulla testa del gigante, in netto contrasto con la postura innaturale del corpo, il cui peso grava tutto sulla gamba destra.
  • Torsione del corpoo
  • Le braccia contratte sulla fiondao
  • Espressione concentrata per lo sforzo

07. medusa

  • La descrizione della testa

La “Testa di Medusa” poggia su un basamento utile al suo slancio. Il tutto consiste nella rappresentazione della testa della donna, avvolta dai serpenti al posto dei capelli. Il viso è leggermente girato, la roteazione occorre per dare movimento al pezzo e connotare di vitalità il suo volto. Questo accenno dinamico, i dettagli e l’espressione dolorosa del volto concorrono nel creare un effetto di vitalità, ma soprattutto di inquietudine. Nonostante la leggera roteazione, si è in grado di vedere l’opera in modo frontale, di entrare in contatto con quel viso carico di dolore, il volto di colei che con un semplice sguardo portava alla morte. Ora, con un semplice sguardo, introduce lo spettatore in un mondo di sentimenti, il suo.

  • la Descrizione dei serpenti

La massa di serpenti sul capo di Medusa è pesante e abbondante. Si agitano nell’aria, alla ricerca probabilmente di qualche preda. La pesantezza viene sottolineata dal gioco chiaroscurale. Un connubio tra il classico, il ricordo del mito e dei precedenti artistici insieme alla naturalezza, alla realtà, al dolore espresso dal volto.

  • l'Interpretazione Patrick Haughey

La sofferenza espressa nel volto del ritratto marmoreo, seccondo Patrick Haughey nel suo Bernini's "Medusa" and the History of Art, sarebbe dovuta ai morsi dei serpenti ed al fatto che Medusa è conscia di essere in procinto di trasformarsi in un mostro.

  • l'Interpretazione Irving Lavin

Mentre per lo storico dell’arte Irving Lavin, studioso che incentrava i suoi contributi principalmente sulla correlazione tra forma e significato nelle arti visive, suggerisce che non si tratta di dolore fisico, bensì di una profonda sofferenza morale dove il soggetto sembra in preda ad un'angoscia spirituale, quasi meditativa, come se stesse intraprendendo un processo di catarsi.

Caravaggio

09. LA RIVALITÀ TRA BORROMINI E BERNINI

Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini due geni all’opposto

“Ad ogni modo, Amor, tu hai del matto, e credi a me, se tu non fussi cieco, io te farei veder ciò che m'hai fatto.” Francesco Berni

Bernini

  • era mondano, estroverso e benvoluto
  • era nato a Napoli e aveva trascorso gran parte della sua vita a Roma, dove grazie al suo carattere era riuscito ben presto a entrare nelle grazie di Urbano VIII. Figlio d'arte, suo padre Pietro Bernini, scultore toscano, era riuscito ben presto a intuire il potenziale del figlio e gli aveva insegnato il mestiere, portandolo con lui a lavorare i marmi.
  • era un artista rigoroso, uno che amava il classico e lo sfarzo e che aveva a disposizione commissioni infinitamente più ricche. Soprattutto fu durante il pontificio di Urbano VIII che Bernini diede il suo massimo, vincendo gran parte dei concorsi della capitale.
  • Borromini
  • era introverso, discreto e schivo
  • Per lui esisteva solo il talento, e non voleva sentir parlare di simpatie o di raccomandazioni. Si era rimboccato le maniche sin da ragazzo, e decise di andarsene a Roma e di iniziare un apprendistato presso Carlo Maderno, architetto di fama nazionale.
  • Il suo talento si esprimeva soprattutto nell’architettura: facciate geometriche e precise e idee innovative. Era un mago delle proporzioni e uno che non si faceva scoraggiare quando doveva lavorare con mezzi limitati.

La fine della protezione di Urbano VIII

09. LA FONTANA DEI QUATTRO FIUMI

il significato allegorico

La Fontana dei Quattro Fiumi è intrisa di significato allegorico, rappresentando elementi simbolici che vanno oltre la mera raffigurazione dei fiumi e dei continenti. La disposizione delle statue è stata interpretata come una sorta di difesa contro la Chiesa di Sant'Agnese in Agone, situata nella stessa piazza, poiché Bernini pensava che la facciata della chiesa potesse crollare.

  • Unione globale: La presenza di fiumi provenienti da diverse parti del mondo simboleggia l'unità e l'interconnessione globale, suggerendo un senso di universalità.
  • Potere della natura: Le immagini di fiumi evocano la potenza della natura e la sua influenza sulla storia e sulla vita umana. Questo potrebbe riflettere l'ammirazione barocca per la grandezza e l'imprevedibilità della natura.
  • Forze contrapposte: Le posture dinamiche delle statue suggeriscono forze contrapposte, creando una tensione visiva. Questo potrebbe riflettere la complessità e le contraddizioni della vita.
  • Arte in dialogo: La fontana può essere vista come parte di un dialogo artistico con la Chiesa di Sant'Agnese in Agone, incorporando elementi di competizione e rispetto tra le opere d'arte.

09. LA FONTANA DEI QUATTRO FIUMI

Il cavalloIl cavallo esce dalla cavità delle rocce con le zampe anteriori sollevate nell'atto di slanciarsi in un galoppo sfrenato sulle pianure danubiane coperte di fiori che incoronano la testa del fiume

L'armadillo L'armadillo sembra uscito fuori da un bestiario medievale e spunta dall'angolo settentrionale, vicino al Rio della Plata

Il serpente del mare Il serpente di mare nuota nella vasca con la bocca apertea, avendo la funzione di inghiottitoio delle acque (un originale espediente).

Il leone Il leone sull'lato orientale che sbuca dalla cavità delle rocce per abbeverarsi ai piedi di una palma africana (realizzata da Giobatta Palombo nel 1650) che si innalza fino alla base dell'obelisco

09. LA FONTANA DEI QUATTRO FIUMI

Il delfino Il delfino nuota nella vasca con la bocca apertea, avendo la funzione di inghiottitoio delle acque (un originale espediente).

Il dragone Un dragone che si avvolge intorno al remo tenuto dal Gange

Il serpente di terraUn serpente di terra striscia nella parte più alta, vicino alla base dell'obelisco

10. la verità svelata dal tempo

la descrzione

  • La fanciulla, nuda e con un’espressione sorridente, è seduta su un masso roccioso a ridosso di un panneggio che oltre a coprirne il pube protegge il suo corpo dal contatto con la roccia.
  • La figura è atteggiata in un aggraziato dinamismo; con lo sguardo aperto rivolto verso l’alto, tiene nella mano destra un disco solare con volto umano, simbolo del potere della verità di far luce sulle cose, e poggia la gamba sinistra sul globo terrestre.
  • La personificazione del Tempo sarebbe stata sostenuta in aria puntellata da colonne, obelischi e mausolei in rovina, ad aggiungere un’allusione alla caducità delle cose terrene alla definizione del suo ruolo di scopritore della verità.

REALIZZATO: 1646-1652 BORGHESECOLLOCAZIONE: GALLERIA BORGHESE, ROMA

La committenza

11. ESTASI DI SANTA TERESA D’AVILA

la rappresentazione della scena

La scultura rappresenta l’Estasi di Santa Teresa d’Avila, la quale sale verso il cielo mentre un Angelo la “trafigge” al cuore con una freccia che rappresenta l’Amore di Dio. La protagonista è Santa Teresa semidistesa su una nuvola che la porta verso il cielo. La sua posizione non è per niente naturale ma è teatrale e drammatica. Anche la sua veste è grossa e vaporosa, resa nei minimi dettagli ed enfatizza ancora di più i movimenti della protagonista.

curiosità

l'elementi della teatralità

  • Aumentando la profondità del transetto
  • Facendo realizzare una finestra con vetri gialli sulla parete di fondo che diventa una fonte di luce che arriva dall’alto – come un riflettore sul palco – trasformandosi in raggi di bronzo dorato che illumina l’opera. Questi raggi rendono la scena sfuggente, come se potesse terminare da un momento all’altro, e rendendo la scena divina e miracolosa.
  • Per rendere la scena ancora più teatrale Bernini ha aggiunto dei piccoli palchi dove sono raffigurati a mezzobusto diversi membri della famiglia Corner, parenti del cardinale committente dell’opera.

12. la maddalena

donatello (1453-1455)

  • Intagliata in legno di pippo bianco. La scelta di queto legno non è casuale, si tratta infatti di un materiale umile ma al tempo stesso vivo
  • Donatello concentra le proprie energie in una profonda analisi psicologica del personaggio, sfigurata nel fisico ma anche profondamente nell’anima. Essa, infatti, appare poco in salute fisicamente, a causa di digiuno e dell’astinenza, ma anche ferite nell’animo.
  • Il volto è scavato e sofferente, le mani lunghe e magre sono congiunte in preghiera, i capelli sono informi e i piedi scheletrici
  • Lo scalpello sembra scavare ombre e luci, come le drammatiche ferite di un corpo

bernini (1661-1663)

  • Realizzato in Marmo
  • Gli studiosi hanno evidenziato come la figura stia subendo l'esperienza mistica. Rudolf Wittwoker parla di una "intensificazione della qualità visionaria": entrambi, difatti, non risultano coinvolti dal mondo attorno a loro, bensì sono assorti nei loro spazi spirituali. Howard Hibbard, conformemente a quanto afferma Wittwoker, dimostra come la statua fuoriesca dalla nicchia stessa, a dimostrazione del fatto che Maria Maddalena non sia vincolata alla dimensione terrena, ma faccia riferimento a qualcosa di più alto, trascendente.

grazie per l'attenzione

naderi Melika IV C

Curiosità

L’Estasi di Santa Teresa è conosciuta anche come “Transverberazione” di Santa Teresa. Questa parola complicata deriva dal latino trans verberare che significa “Trafiggere”. Secondo la tradizione mistica cattolica, Cristo o un Angelo trafiggono con qualche oggetto il cuore del fedele, e nel caso di Santa Teresa è il dardo.

la leggenda

La scultura raffigura un famoso episodio mitologico presente nelle Metamorfosi, poema scritto dal poeta romano Ovidio. Secondo il racconto, il dio della musica Apollo era perdutamente innamorato della ninfa Dafne, la quale però aveva dedicato la propria vita ad Artemide, dea della caccia. Ma l’amore di Apollo era incontenibile e per questo motivo Dafne chiese aiuto al padre Ladone, dio dei boschi, il quale, per proteggere la figlia, la tramutò in un albero di alloro. Dafne è stata raggiunta da Apollo, ma nello stesso istante la ninfa vede esaudita la sua preghiera al padre e comincia la metamorfosi.

lo stile

  • Dinamismo e Movimento: Bernini era maestro nel catturare il dinamismo e il movimento nelle sue sculture. Le sue opere sembrano essere congelate in momenti di azione e espressività.
  • Realismo e Dettagli Anatomici: Le sculture di Bernini sono caratterizzate da un notevole realismo e da dettagli anatomici accurati. La sua abilità nel modellare il marmo conferiva vita alle figure.
  • Espressività Emotiva: Bernini era abile nel comunicare emozioni attraverso le sue opere. I volti e le pose delle sue sculture trasmettono intensità emotiva, che contribuisce alla potenza viscerale delle sue creazioni.
  • Integrazione dell’Arte e dell’Architettura: Bernini eccelleva nell’integrare l’arte scultorea con l’architettura. I suoi progetti architettonici erano spesso concepiti con sculture e elementi decorativi che si fondevano organicamente con l’intero ambiente.
  • Uso Creativo dei Materiali: Bernini sfruttava creativamente il marmo, donando alle sue sculture una sensazione di leggerezza e fluidità che sfidava le caratteristiche fisiche del materiale.

committenza

La Verità di Gian Lorenzo Bernini, esclusiva nella sua creazione poiché non frutto di una commissione esterna, emerge come una delle opere meno conosciute nella Galleria Borghese. L'artista, in un periodo di difficoltà personale legato alla preferenza di Papa Innocenzo X dell’artista Borromini. L'opera avrebbe dovuto far parte di un complesso scultoreo, con la figura del Tempo, ma il progetto rimase incompiuto.

Gange

Il Gange, realizzato da Claude Poussin nel 1651 e che ha tra le mani un remo, indicando che le sue acque sono navigabili.

Anchise

  • Enea sostiene sulle spalle l'anziano padre.
  • Tiene con la mano sinistra l’urna contenente le ceneri dei loro antenati, e raffigura una scena che rimanda alla patria abbandonata. Mentre la mano destra è poggiato sulla spalla del figlio.
  • Pelle: rugosa e avvizzita, la sua anzianità è accentuata con le gambe paralizzate e con la schiena incurvata dall’età

medusa di caravaggio

  • Facciamo un passo indietro e vediamo la storia di Medusa: Caravaggio scelse di ritrarre l’esatto istante in cui venne decapitata, ed a causa del forte terrore e dolore, sta urlando, mostrando un’espressione che rappresenta perfettamente la sua situazione
  • A causa di un gioco di ombre la testa sembra fluttuare.

Enea

  • Enea sostiene sulle spalle l'anziano padre.
  • Curiosità: Bernini per Enea riprese il Cristo scolpito da Michelangelo in Santa Maria sopra Minerva.
  • Pelle: tesa a rivestire i muscoli dell’adulto

Nilo

Il Nilo, realizzato nel 1650 da Giacomo Antonio Fancelli. Questo personaggio si copre la faccia con un panneggio; questo gesto simboleggia che le sue sorgenti erano sconosciute (sarebbero state scoperte soltanto nel 19° secolo).

Danubio

Il Danubio è del 1650 ed è stato realizzato da Antonio Raggi: è girato e sta indicando uno stemma della famiglia Pamphili (la famiglia del Papa), indicando il loro prestigio nel mondo.

Rio della Plata

Il Rio della Plata, opera di Francesco Baratta nel 1651. Lui ha un sacco di monete d’argento che ricordano il colore delle sue acque.

La fine della protezione di Urbano VIII

Ma la fortuna di Bernini era destinata a finire. Nel 1644 papa Urbano VIII morì, lasciando il posto a papa Innocenzo X, ossessionato dal volersi liberare di tutto ciò che ricordava il pontificio appena passato. Compreso, ovviamente, Bernini. Gli fu preferito il coetaneo, altrettanto eccezionale, Francesco Borromini, che fu incaricato di occuparsi della fontana di Piazza Navona. Bernini, però non si arrese e nel 1647 si mise in contatto con Donna Olimpia, la cognata di Innocenzo X, ottenendone i favori grazie al suo carisma e alle sue idee. La donna, che veniva soprannominata “la papessa” per il forte ascendente che aveva sulle decisioni del cognato, studiò con interesse il progetto del Bernini per la fontana di Piazza Navona e lo presentò al papa convincendolo a sostituire Borromini. Ci riuscì e così Bernini gli soffiò la commessa per la Fontana dei Quattro Fiumi.

Intervenne Giove, che ottenne il permesso di far tornare per metà dell’anno la figlia sulla terra, per poi passare l’altra metà nel regno di Plutone. È così che ogni anno, in primavera, la terra si copre di fiori per poi addormentarsi di nuovo in autunno

lA LEGGENDA

L’opera ci racconta una storia presa dalle Metamorfosi, antico poema del poeta romano Ovidio: la bella Proserpina, figlia di Giove e Cerere, dea della fertilità, fu notata da Plutone, signore degli inferi che la volle a tutti i costi come sposa. Così, un giorno, la rapì e quando lo venne a sapere Cerere, questa provocò una grave carestia sulla terra.

Ascanio

  • E' posizionato dietro al padre, che molto probabilmente descrive la paura e il dispiacere di abbandonare la propria patria
  • Ascanio sorregge il fuoco eterno di Vesta.
  • Pelle: morbida e delicata

le caratteristiche

  • Movimento e Dinamicità: catturare il movimento e l'azione in modo più evidente rispetto al rigore geometrico del Rinascimento.
  • Espressività Emotiva: un’intensità emotiva e drammaticità, perché gli artisti cercavano di evocare emozioni forti negli spettatori.
  • Dettagli Ornamentali: Ornamenti elaborati e dettagli decorativi caratterizzano molte opere barocche, sia nell'architettura che nelle arti visive.
  • Illusione e Effetti Ottici: Gli artisti barocchi spesso ricorrevano a illusioni ottiche e effetti prospettici per coinvolgere lo spettatore in modo attivo.