Giotto tra gotico e rinascimento
Alessia Bisotti, Katerina Toshkallari
Indice
1. Presentazione artista 2. Alla scoperta delle opere dell'artista 3. Basilica di Assisi 4. Cappella degli Scrovegni
Giotto di Bondone
Giotto di Bondone, o più semplicemente Giotto (1267 -1337) fu un celebre pittore, scultore e architetto italiano, attivo a cavallo tra il Duecento e il Trecento.Fu una figura di riferimento per i suoi contemporanei, un'artista straordinariamente proficuo, che ispirò col suo lavoro la nascita dell’Umanesimo ed è oggi uno tra i maestri dell'arte italiana. Con Giotto, la storia dell'arte occidentale trova la prima figura di pittore circondato da un alone quasi mitico, il suo iter, infatti è solo supponibile e non noto. Si pensa che il padre, dopo aver notato le sue qualità, decise di mandarlo presso la bottega di un pittore a Firenze, molto probabilmente Cimabue. Di ciò, però non si può essere sicuri perchè appunto non esitono documenti che possono testimoniarlo, quindi si sono fate deduzioni solo in base a ragioni di stile e tecnica. Si ha ragion di credere che " Giotto" sia solo un soprannome e non si hanno informazioni sicure neanche su i suoi esordi e collaborazioni; si sa però che fu un artista molto ambito e ricevette incarichi da corti, signori e dalla committenza papale.
Lo sapevi?
Alla scoperta delle opere
Giotto, intorno al 1290 a Firenze, realizza la splendida e grande Croce di Santa Maria Novella, che rompe con la tradizione pittorica precedente: il Cristo di Giotto non è più un'icona, ma un uomo crocifisso. Sempre a Firenze realizza il Polittico di Badia (1301-1304) oggi conservato alla Galleria degli Uffizi. Tra le opere fiorentine di Giotto troviamo la Madonna di Ognissanti, conosciuta anche come la Maestà degli Uffizi, che raffigura perfettamente il nuovo stile dell'artista con volumi e forme plastiche e contrasti chiaro-scuri, e gli affreschi nella Basilica di Santa Croce.
Tra le sue opere più conosciute ci sono sicuramente i primi affreschi di Assisi raffiguranti le Storie di San Francesco e Le Storie di Isacco nella Basilica Superiore e quelli successivi nella Basilica Inferiore e gli affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova, dove sono raffigurate le storie di Anna e Gioacchino, di Maria, di Gesù, Allegorie dei Vizi e delle Virtù e il Giudizio Universale
Questi luoghi sono stati veri e propri laboratori da cui prese il via una rivoluzione artistica che influenzò tutta la successiva storia dell’arte e anticipò i movimenti dell’Umanesimo e del Rinascimento.
Basilica di Assisi
Giotto di Bondone i giunge ad
Assisi, nell' ultimo decennio del 200 per lavorare alla decorazione della basilica superiore, con l'intento di rendere realistiche le scene dipinte.
Giotto avrebbea ffrescato la Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi intorno agli anni Novanta del XIII
sec. Usiamo il condizionale poiché a chi spetti la paternità dei celebri affreschi è stato a lungo e tutt’oggi
è argomento di discussione, i cui poli sono due: il primo attribuisce la pitture a fresco delle scene di vita francescane al pittore toscano, il secondo a Pietro Cavallini.
Qui,Giotto dipinse le celebri Storie di San Francesco tra il 1290 e il 1295. Dalla
parte perpendicolare al transetto destro e via via lungo la navata, il ciclo pittorico è costituito da ventotto
scene, rappresentanti la vita del santo, suddivise in tre gruppi, a cui corrispondono 28 riquadri, tre per ogni
campata con l'eccezione della più ampia campata dell' ingresso che ne contiene quattro; 28 episodi raccontati
sulla base della “Legenda maior di San Bonaventura da Bagnoregio”, l'unica biografia ufficiale di San
Francesco, distinta dalla “Legenda minor” , dalla quale sono tratte le didascalie, i “tituli”. San
Francesco viene immaginato da Giotto in luoghi ben precisi
Sui versanti stilistico e tecnico, i 28 riquadri sintetizzano i caratteri della pittura giottesca
- l'artista è attento a collocare scene e personaggi all'interno di uno spazio il
più realistico possibile, edifici ed elementi urbani svolgono la funzione di
quinte architettoniche che definiscono la profondità e accennano alla
prospettiva; invece la sua capacità di dipingere con moderna sensibilità
prospettica è evidente nel “Presepe di Greccio”,
- da un affresco all'altro, il paessaggio si arricchisce di molteplici variazioni
- Gli episodi sono collocati come all' interno di scatole, che circoscrivono lo
spazio ed ospitano i personaggi
- grandissima attenzione alle espressioni del viso, posizione dei corpi e alla gestualità
- sugli sfondi torna la rappresentazione della vita comune semplice e comprensibile a tutti
- scompare l'utilizzo massico dell'oro
- i personaggi acquisiscono movimento
Cappella degli Scrovegni
La Cappella degli Scrovegni è il capolavoro ad affresco di Giotto meglio conservato al mondo e la massima espressione del suo genio creativo che in nessun altro luogo genererà un’opera d’arte di così alto pregio. Nell’ambito della serie la Cappella degli Scrovegni costituisce il modello per eccellenza per quanto riguarda l’innovazione della ricerca spaziale, con le prime rivoluzionarie rappresentazioni di tipo prospettico, nella resa degli stati d’animo dell’uomo, la tecnica dell’affresco e l’unico esempio di committenza borghese, privata e laica.
Il ciclo pittorico, completato da Giotto nei primi mesi del 1306, si dispiega sull’intera superficie interna della Cappella e si compone:
Giudizio Universale
14 vizi e virtù
25 episodi della vita di Gesù Cristo
14 episodi della vita di Maria
Fonti
L'artista
Alla scoperta delle opere
Cappella degli Scrovegni
Basilica di Assisi
Dove si trova?
Dove si trova
In questa scena Cristo, appena risorto, allontana da sé la Maddalena che vorrebbe toccarlo per assicurarsi che sia lui.
Elementi di novità
Giotto fu un maestro di una nuova arte pittorica grazie all'adozione di diverse novità:
- l’utilizzo della prospettiva intuitiva negli edifici,
- l’attribuzione ai suoi personaggi di diverse posture e di diverse espressioni,
- la restituzione del senso di profondità tramite il chiaroscuro.
Giotto, inoltre, si separò dallo sfondo dorato di eredità bizantina, sostituendolo con cieli azzurri e architetture nello sfondo aumentando così la resa spaziale, e separò i riquadri delle scene con delle architetture fittizie.Per la sua inclinazione naturalista e realista, non ripropose più una rappresentazione gerarchica dei personaggi: tutti quanti hanno una dimensione tra loro congruente rispetto alla scienza e all’azione della scena.
Modelli
Giotto si rifaceva all’arte gotica imparata da Cimabue e conosceva profondamente i modelli bizantini, come il Christus patiens reintrodotto da Giunta Pisano. Un altro riferimento artistico importante è quello di Arnolfo di Cambio (1240c-1300/1310), da cui riprese la solidità classicheggiante. Riguardo il suo pensiero, Giotto fu senza dubbio influenzato dall’impronta del movimento francescano per cui lavorò diverse volte. La loro lettura della Bibbia diventò per lui esemplare.
Cosa dissero su di lui
Viene molto stimato fra i suoi contemporanei:
- Giovanni Boccaccio nel Decameron lo definisce come “il miglior dipintor del mondo”
- Giovanni Villani (cronachista) sottolinea lo straordinario realismo della sua pittura.
- Dante nel Purgatorio dice che la sua pittura ha superato addirittura Cimabue considerato il
più grande pittore dai suoi contemporanei.
- Cennino Cennini (pittore e letterato) lo definì come colui che “rimutò l’arte del dipingere di
greco in latino e ridusse al moderno.”
Gli viene riconosciuta la rottura fra la tradizione medievale di origine bizantina
(greca) per andare verso esempi classici di naturalismo romano ( latino).
CURIOSITà
Giotto era una persona piuttosto insolente. Secondo Vasari dopo che “un rude artigiano” gli commissionò uno scudo con uno stemma, il pittore lo fece dipingere ad un apprendista. Nel momento di ritirare l’ordine, l’artigiano si infuriò e Giotto gli rispose per le rime. Finirono in tribunale e Giotto costrinse l’artigiano a pagarlo.
Giotto era molto brutto di aspetto. Così traspare chiaramente dalla novella dedicata da Boccaccio al pittore: «Ma quantunque la sua arte fosse grandissima, non era egli per ciò né di persona né d’aspetto in niuna cosa più bello che fosse messer Forese» che era descritto «essendo di persona piccolo e sformato, con viso piatto e ricagnato».
Molto importante in questo ciclo di affreschi ai lati dell’arco trionfale, sono i due finti spazi architettonici che costituiscono una novità assoluta, i cosiddetti coretti. Sembra che Giotto voglia aprire l’arco che ci conduce all’altare per farci vedere qualcosa che sta oltre questo spazio. Si tratta di due stanze vuote senza figure, coperte da volte a crocera, che consentono al maestro di dimostrare la propria abilità nella resa dello spazio, una “prospettiva” per certi versi ancora empirica e intuitiva, che l’artista concepisce pienamente solo a Padova.
comparazione tra i diversi personaggi
Presentazione Giotto
TOSHKALLARI KATERINA
Created on December 10, 2023
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Giotto tra gotico e rinascimento
Alessia Bisotti, Katerina Toshkallari
Indice
1. Presentazione artista 2. Alla scoperta delle opere dell'artista 3. Basilica di Assisi 4. Cappella degli Scrovegni
Giotto di Bondone
Giotto di Bondone, o più semplicemente Giotto (1267 -1337) fu un celebre pittore, scultore e architetto italiano, attivo a cavallo tra il Duecento e il Trecento.Fu una figura di riferimento per i suoi contemporanei, un'artista straordinariamente proficuo, che ispirò col suo lavoro la nascita dell’Umanesimo ed è oggi uno tra i maestri dell'arte italiana. Con Giotto, la storia dell'arte occidentale trova la prima figura di pittore circondato da un alone quasi mitico, il suo iter, infatti è solo supponibile e non noto. Si pensa che il padre, dopo aver notato le sue qualità, decise di mandarlo presso la bottega di un pittore a Firenze, molto probabilmente Cimabue. Di ciò, però non si può essere sicuri perchè appunto non esitono documenti che possono testimoniarlo, quindi si sono fate deduzioni solo in base a ragioni di stile e tecnica. Si ha ragion di credere che " Giotto" sia solo un soprannome e non si hanno informazioni sicure neanche su i suoi esordi e collaborazioni; si sa però che fu un artista molto ambito e ricevette incarichi da corti, signori e dalla committenza papale.
Lo sapevi?
Alla scoperta delle opere
Giotto, intorno al 1290 a Firenze, realizza la splendida e grande Croce di Santa Maria Novella, che rompe con la tradizione pittorica precedente: il Cristo di Giotto non è più un'icona, ma un uomo crocifisso. Sempre a Firenze realizza il Polittico di Badia (1301-1304) oggi conservato alla Galleria degli Uffizi. Tra le opere fiorentine di Giotto troviamo la Madonna di Ognissanti, conosciuta anche come la Maestà degli Uffizi, che raffigura perfettamente il nuovo stile dell'artista con volumi e forme plastiche e contrasti chiaro-scuri, e gli affreschi nella Basilica di Santa Croce.
Tra le sue opere più conosciute ci sono sicuramente i primi affreschi di Assisi raffiguranti le Storie di San Francesco e Le Storie di Isacco nella Basilica Superiore e quelli successivi nella Basilica Inferiore e gli affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova, dove sono raffigurate le storie di Anna e Gioacchino, di Maria, di Gesù, Allegorie dei Vizi e delle Virtù e il Giudizio Universale
Questi luoghi sono stati veri e propri laboratori da cui prese il via una rivoluzione artistica che influenzò tutta la successiva storia dell’arte e anticipò i movimenti dell’Umanesimo e del Rinascimento.
Basilica di Assisi
Giotto di Bondone i giunge ad Assisi, nell' ultimo decennio del 200 per lavorare alla decorazione della basilica superiore, con l'intento di rendere realistiche le scene dipinte.
Giotto avrebbea ffrescato la Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi intorno agli anni Novanta del XIII sec. Usiamo il condizionale poiché a chi spetti la paternità dei celebri affreschi è stato a lungo e tutt’oggi è argomento di discussione, i cui poli sono due: il primo attribuisce la pitture a fresco delle scene di vita francescane al pittore toscano, il secondo a Pietro Cavallini.
Qui,Giotto dipinse le celebri Storie di San Francesco tra il 1290 e il 1295. Dalla parte perpendicolare al transetto destro e via via lungo la navata, il ciclo pittorico è costituito da ventotto scene, rappresentanti la vita del santo, suddivise in tre gruppi, a cui corrispondono 28 riquadri, tre per ogni campata con l'eccezione della più ampia campata dell' ingresso che ne contiene quattro; 28 episodi raccontati sulla base della “Legenda maior di San Bonaventura da Bagnoregio”, l'unica biografia ufficiale di San Francesco, distinta dalla “Legenda minor” , dalla quale sono tratte le didascalie, i “tituli”. San Francesco viene immaginato da Giotto in luoghi ben precisi
Sui versanti stilistico e tecnico, i 28 riquadri sintetizzano i caratteri della pittura giottesca
Cappella degli Scrovegni
La Cappella degli Scrovegni è il capolavoro ad affresco di Giotto meglio conservato al mondo e la massima espressione del suo genio creativo che in nessun altro luogo genererà un’opera d’arte di così alto pregio. Nell’ambito della serie la Cappella degli Scrovegni costituisce il modello per eccellenza per quanto riguarda l’innovazione della ricerca spaziale, con le prime rivoluzionarie rappresentazioni di tipo prospettico, nella resa degli stati d’animo dell’uomo, la tecnica dell’affresco e l’unico esempio di committenza borghese, privata e laica. Il ciclo pittorico, completato da Giotto nei primi mesi del 1306, si dispiega sull’intera superficie interna della Cappella e si compone:
Giudizio Universale
14 vizi e virtù
25 episodi della vita di Gesù Cristo
14 episodi della vita di Maria
Fonti
L'artista
Alla scoperta delle opere
Cappella degli Scrovegni
Basilica di Assisi
Dove si trova?
Dove si trova
In questa scena Cristo, appena risorto, allontana da sé la Maddalena che vorrebbe toccarlo per assicurarsi che sia lui.
Elementi di novità
Giotto fu un maestro di una nuova arte pittorica grazie all'adozione di diverse novità:
Giotto, inoltre, si separò dallo sfondo dorato di eredità bizantina, sostituendolo con cieli azzurri e architetture nello sfondo aumentando così la resa spaziale, e separò i riquadri delle scene con delle architetture fittizie.Per la sua inclinazione naturalista e realista, non ripropose più una rappresentazione gerarchica dei personaggi: tutti quanti hanno una dimensione tra loro congruente rispetto alla scienza e all’azione della scena.
Modelli
Giotto si rifaceva all’arte gotica imparata da Cimabue e conosceva profondamente i modelli bizantini, come il Christus patiens reintrodotto da Giunta Pisano. Un altro riferimento artistico importante è quello di Arnolfo di Cambio (1240c-1300/1310), da cui riprese la solidità classicheggiante. Riguardo il suo pensiero, Giotto fu senza dubbio influenzato dall’impronta del movimento francescano per cui lavorò diverse volte. La loro lettura della Bibbia diventò per lui esemplare.
Cosa dissero su di lui
Viene molto stimato fra i suoi contemporanei:
- Giovanni Boccaccio nel Decameron lo definisce come “il miglior dipintor del mondo”
- Giovanni Villani (cronachista) sottolinea lo straordinario realismo della sua pittura.
- Dante nel Purgatorio dice che la sua pittura ha superato addirittura Cimabue considerato il
più grande pittore dai suoi contemporanei.
- Cennino Cennini (pittore e letterato) lo definì come colui che “rimutò l’arte del dipingere di
greco in latino e ridusse al moderno.”
Gli viene riconosciuta la rottura fra la tradizione medievale di origine bizantina (greca) per andare verso esempi classici di naturalismo romano ( latino).CURIOSITà
Giotto era una persona piuttosto insolente. Secondo Vasari dopo che “un rude artigiano” gli commissionò uno scudo con uno stemma, il pittore lo fece dipingere ad un apprendista. Nel momento di ritirare l’ordine, l’artigiano si infuriò e Giotto gli rispose per le rime. Finirono in tribunale e Giotto costrinse l’artigiano a pagarlo.
Giotto era molto brutto di aspetto. Così traspare chiaramente dalla novella dedicata da Boccaccio al pittore: «Ma quantunque la sua arte fosse grandissima, non era egli per ciò né di persona né d’aspetto in niuna cosa più bello che fosse messer Forese» che era descritto «essendo di persona piccolo e sformato, con viso piatto e ricagnato».
Molto importante in questo ciclo di affreschi ai lati dell’arco trionfale, sono i due finti spazi architettonici che costituiscono una novità assoluta, i cosiddetti coretti. Sembra che Giotto voglia aprire l’arco che ci conduce all’altare per farci vedere qualcosa che sta oltre questo spazio. Si tratta di due stanze vuote senza figure, coperte da volte a crocera, che consentono al maestro di dimostrare la propria abilità nella resa dello spazio, una “prospettiva” per certi versi ancora empirica e intuitiva, che l’artista concepisce pienamente solo a Padova.
comparazione tra i diversi personaggi