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Presentazione lavagna
Giuseppe Berlino
Created on December 10, 2023
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Transcript
Presentazione
Collegamenti e differenze tra il mito di Apollo e Dafne, la scultura, e la lirica "La pioggia nel pineto" di Gabriele D'Annunzio
Benedetta Berlino 2 AM
inDICE
Mito di Apollo e Dafne
Apollo e Dafne
Ciò che hanno in comune
La pioggia nel pineto
Chiusura
Le differenze
MITO DI APOLLO E DAFNE
OVIDIO
apollo e dafne
Il mito di Apollo e Dafne è un racconto naturalistico che spiega come sia nato l’alloro, ma in buona parte tratta i comportamenti degli dei, immortali eppure così simili agli umani quando si tratta di sentimenti...
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APOLLO E DAFNE
SCULTURA DI BERNINI
APOLLO E DAFNE
La scena rappresenta un tentativo di stupro, ed è spettacolare e terribile al tempo stesso. Apollo è colto nell'istante in cui sta terminando la sua corsa, resa con un dinamismo sino ad allora sconosciuto alla tradizione scultorea; nel marmo, infatti, il dio è appena riuscito a raggiungere Dafne, e la sfiora leggermente con la mano sinistra, forse con l'intento di abbracciarla.
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la pioggia nel pineto
GABRIELE D'ANNUNZIO
LA PIOGGIA NEL PINETO
I due vengono sorpresi da un’improvvisa pioggia estiva e al cadere delle prime gocce il poeta sente di diventare un tutt’uno con la natura. Egli tende ad ascoltare il rumore della pioggia e invita Ermione a fare lo stesso: i due personaggi diventano dunque parte integrante della natura.
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CIò CHE HANNO IN COMUNE
ciò che hanno in comune
La metamorfosi
Ermione si trasforma in una creatura erborea come anche Dafne
La musicalità e l'amore
La graduale transizione dall'umano al vegetale
LE DIFFERENZE
LE DIFFERENZE
Nella lirica si parla di suoni, rumori e silenzi, mentre nella scultura c'è solo lo stupore di Apollo nel vedere la sua donna trasformarsi in un albero.
Nella lirica c'è amore da parte di entrambi, ma non possiamo dire lo stesso del mito.
La lirica è più lenta rispetto al movimento espresso nella scultura, che per poter essere compresa bisogna girarci intorno e capire cosa sta realmente succedendo
Grazie per l'attenzione
Il pathos della scena è enfatizzato non solo dal dinamismo sia fisico che psicologico di Apollo e Dafne, ma anche dall'alternanza di pieni e vuoti, dai giochi di luce e di ombra, e dall'attenzione alla resa delle superfici diversamente trattate, così da poter imitare nella stessa materia marmorea la scabrosità della corteccia, la consistenza rocciosa del terreno, la morbidezza del volto di Dafne e l'aspra freschezza del fogliame. Notevole anche il perfetto equilibrio delle parti dell'opera, che si estendono nello spazio senza compromettere l'equilibrio, secondo un gioco di avvicinamenti e distacchi.
Il vero messaggio nascosto nel mito tocca però anche una corda diversa: quella dell'amore non ricambiato. Inutile, dice il mito, amare qualcuno che non ricambia: qualunque sia la scelta che l'altra persona farà di fronte ai nostri sentimenti, deve essere rispettata senza ammettere violenza.
Il tema centrale della lirica quindi è quello della metamorfosi: il poeta e la donna amata si fondono gradualmente con lo spirito stesso del bosco. La fusione panica viene presentata gradualmente e in crescendo.