Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Reuse this genially

Ricerca sulla Piscina Mirabilis

Alessandro

Created on December 7, 2023

Presentazione sul lavoro svolto riguardo la Piscina Mirabilis di Bacoli

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Akihabara Connectors Infographic

Essential Infographic

Practical Infographic

Akihabara Infographic

The Power of Roadmap

Artificial Intelligence in Corporate Environments

Interactive QR Code Generator

Transcript

II

piscina mirabilis

III

La Piscina Mirabilis è la più grande e monumentale cisterna di acqua potabile mai costruita dagli antichi romani. Aveva la funzione di approvvigionare le riserve idriche di numerose navi appartenenti alla Classis Misenensis della Marina militare romana, un tempo ormeggiata nel vicino porto di Miseno. La cisterna, nota anche come “la Cattedrale dell’acqua” per ampiezza e maestosità, si trova nell’antica Bauli, nome che gli antichi romani diedero all’odierna città di Bacoli.

IV
VI

A cura di Barone Martina, de Luca Giulia, Molfese Alessandro e Santoro Paolo.

Consigli per visitarla

La Piscina Mirabilis è visitabile tutti i giorni tranne il lunedì. È consigliabile evitare la visita nel tardo pomeriggio per la scarsa illuminazione. Inoltre è consigliato dotarsi di scarpe comode e fare attenzione nel muoversi a causa della pavimentazione umida e scivolosa. Al di fuori dei periodi estivi munirsi di copri spalla per la bassa temperatura presente all'interno della cisterna. La Piscina Mirabilis si può raggiungere in auto ma non è possibile parcheggiare l'auto nei dintorni.

Una grande cisterna d'acqua

La struttura fu scavata interamente nel banco tufaceo di Bacoli: la costruzione ha pianta rettangolare e misura metri 70 x 25,50, con 15 metri di altezza: riusciva pertanto ad immagazzinare un notevole volume di 12,600 metri cubi d’acqua. Gli spazi interni sono divisi in cinque navate lunghe e tredici corte, con quattro file di dodici pilastri cruciformi che ne sorreggono la volta a botte. La struttura è provvista di due ingressi ed una di esse è attualmente chiusa. L'unica delle due che tutt'ora permette l'accesso alla navata è la scalitanata nord occidantale grazie ad una gradinata metallica. Sulla sommità aperture garantivano l’estrazione dell’acqua attraverso macchinari, che la immettevano poi nei canali di distribuzione secondari. Il rivestimento interno è in cocciopesto, in romano “opus signinum” – ovvero una miscela impermeabile di calce e polveri di laterizi. In mezzo alla navata centrale c'è una vasca profonda 1,10m( piscina di Limaria). All'esterno della piscina Mirabilis Sono presenti 12 ambienti adibiti al deposito di utensili e attrezzatura idraulica.

La storia

La piscina Mirabilis è stata costruita in età augustea, rappresentava il punto terminale dell'acquedotto romano del Serino voluto dall'imperatore Augusto: l'acqua giungeva a Bacoli in un percorso lungo 96km ma il motivo principale della sua costruzione era per rifornire d'acqua la più imponenente e importante flotta romana, che stanzionava presso il porto di Misenum. La piscina Mirabilis era già una famosa meta turistica nel XVIII Secolo. Dopo il "Grand Tour", fu una delle mete fisse per i viaggiatori europei. All'interno è infatti possibile scorgere numersi graffiti appartenenti ad uomini illustri dell'epoca. Tra i famosi visitatori vi sono stati inoltre Mozart, Goethe e Dumas.

Ristrutturazione

La cisterna non venne più utilizzata a partire dal V secolo a causa della distruzione dell’Acquedotto Augusteo e rimase del tutto abbandonata, svuotata dell’acqua che conteneva. I primi lavori di restauro, che richiesero innanzitutto lo scavo del monumento, avvennero tra il 1910 e il 1926. In tale occasione fu eseguito anche un consolidamento delle pareti e della volta della prima navata. Un altro intervento, nel 1936, servì alla ricostruzione di alcune parti mancanti delle volte. In ultimo, nel 2007, fu ripristinata l’impermeabilizzazione della terrazza al di sopra della cisterna.

Materiali utilizzati

Vengono utilizzate: scaglie di tufo grezzo, acqua dolce di calce idratata e cocciopesto, quest'ultimo caratterizato da una miscela di calce, pozzolana e una parte formata da piastrelle, mattoni e ceramica frantumati, in grado di conferire idraulicità alla calce.