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Fair Play

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Created on December 6, 2023

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Transcript

Il Fair Play

"Per ogni individuo, lo sport è una possibile fonte di miglioramento interiore." -Pierre de Coubertin

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Il fair play significa...

Fair play significa molto di più che il semplice rispetto delle regole. Esso incorpora i concetti di amicizia, di rispetto degli altri e di spirito sportivo. Il fair play è un modo di pensare, non solo un modo di comportarsi. Esso comprende la lotta contro l'imbroglio, contro le astuzie al limite della regola, la lotta al doping, alla violenza (sia fisica che verbale), a molestie sessuali e abusi verso bambini, giovani o verso le donne, allo sfruttamento, alla diseguaglianza delle opportunità, alla commercializzazione eccessiva e alla corruzione. Il fair play é un concetto positivo. Il Codice riconosce lo sport quale attività socio-culturale che arricchisce la società e l'amicizia tra le nazioni, a condizione di essere praticata lealmente. Lo sport viene anche riconosciuto quale attività che - praticata in modo leale - offre agli individui l'opportunità di conoscere se stessi di esprimersi e di raggiungere soddisfazioni, di ottenere successi

le Olimpiadi e lo sport moderno

Pierre de Coubertin (1863-1937), fondatore dei Giochi olimpici moderni era convinto che lo sport possa aiutare gli uomini a superare il loro limiti, ma anche ad avvicinarsi e a capirsi meglio, indipendentemente dalle differenze. Per questo motivo difendeva i valori umanistici, divenuti indissociabili dall’Olimpismo: rispetto dell’avversario, amicizia fra i popoli e soprattutto il fair play, un codice di condotta utile sia nello sport che nella vita in generale Un' atleta fair play agisce secondo le regole, comportandosi educatamente e con rispetto nei confronti dei suoi rivali. Questo comportamento non è sempre facile da applicare, sia per i bambini sia per gli adulti, ciononostante è possibile apprenderlo attraverso spunti di riflessione, attività ludiche e giochi di ruolo. Tutti questi principi figurano infatti nella Carta olimpica, un documento che fissa le regole e i grandi principi dei Giochi Olimpici. Nella Carta si legge: «ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair play.»

Gli Anelli Olimpici

i cinque anelli intrecciati posti su uno sfondo bianco simboleggiano l’unione e l’amicizia tra i popoli dei cinque continenti, da cui provengono gli atleti

La staffetta della Torcia Olimpionica

questa staffetta esiste dal 1936. La fiamma viene trasportata da Olimpia (Grecia), culla storica dei Giochi Olimpici, fino alla città che ospita l’edizione in questione. La fiamma viene portata su una torcia, che passa di mano in mano su un percorso di migliaia di km, lungo il quale si alternano tedofori di ogni nazionalità. È un bel simbolo di pace e di armonia fra i popoli del mondo intero.

giuramento olimpico

in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi, un atleta pronuncia il giuramento a nome di tutti i partecipanti, promettendo di rispettare le regole: «A nome di tutti i concorrenti, prometto che prenderò parte a questi giochi olimpici rispettando e osservando le regole che li governano, impegnandomi nel vero spirito della sportività per uno sport senza doping e senza droghe, per la gloria dello sport>>

Esempi di fair play nello sport

Alex Zanardi

Eugenio Monti

i fratelli Brownlee

Mihajlovic

Gino Bartali e Francesco Copppi

Gianmarco Tamberi e Mutaz Barshim

Alex Zanardi

Siamo a Venezia (2012), Eric Fontanari, un ragazzo di 17 anni tetraplegico nel corso della “Venice Marathon” si trova al 25 esimo chilometro ed accusa dei problemi a causa di alcuni scompensi fisici. A seguito delle sue difficoltà, l’amico e collega Alex Zanardi cerca di spronarlo. Quando si rende conto che il diciassettenne non è in grado di arrivare a destinazione, sgancia la ruota anteriore della handbike di Eric e con una corda decide di trainarlo. Con varie difficoltà arrivano vicino alla meta, poi Alex aiuta il 17enne a tagliare il traguardo. Un momento molto commovente ma anche di grande dimostrazione di forza e di buona volontà. La solidarietà espressa da Zanardi nei confronti di Fontanari ha davvero lasciato il segno nel mondo sportivo, anche in quello non paraolimpico.

i fratelli Brownlee

In Messico nel 2016 sull’isola di Cozumel, il triatleta Jonathan Brownlee, sta cercando di vincere l’ultima tappa del World Series di Triathlon. Purtroppo, però, nel corso dell’ultima parte, quando è a pochi metri dalla linea di arrivo, subisce un colpo di calore e gli si annebbia la vista. In suo soccorso arriva suo fratello Alistair che lo accompagna abbracciandolo e sostenendolo fino al traguardo. Sicuramente un gesto bellissimo che ha reso, tra l’altro, molto orgogliosi anche i loro genitori. Anche in questo caso, il legame di sangue, ma anche quello tra sportivi, ha avuto la meglio rispetto a qualunque medaglia si potesse conquistare. I due fratelli salgono poi sul podio e si aggiudicano il secondo ed il terzo posto.

Gino Bartali e Fausto Coppi

Ci si trovava alla tappa del Tour de France del 1952, tra Losanna e l’Alpe d’Huez, e si era giunti verso il passo del Col du Galibier in una gara accesissima. I due atleti stanno faticando tantissimo per mantenere le loro posizioni. In quel momento di testa a testa uno dei due ciclisti beve e si accorge che il suo antagonista non ha una borraccia con sè. Allora decide immediatamente di condividere con lui la sua acqua, in un gesto che viene immortalato dal fotografo Carlo Martini. Questa foto passerà alla storia, in quanto in essa non si vedono solo due giganti del ciclismo: sono prima di tutto due uomini che si aiutano in un momento di bisogno. Essi sono consapevoli delle loro capacità atletiche e sanno anche che la vera vittoria si ottiene quando tutti gli atleti gareggiano ad armi pari.

Mihajlovic

l-allenatore Mihajlović, prima di una partita nel 2013 utile alla qualifica dei Mondiali, nonostante l allenatore croato Igor Stimac aveva augurato la morte alla sua famiglia e fra i due non vi era mai stato buon sangue, decise di abbracciarlo. Questo fu un gesto tanto eclatante che il pubblico tra ambedue le tifoserie fu così commosso che, benche molti non rammentano l’esito della partita, tutti ricordano quell’abbraccio. Mihajlović ricevette infatti il Premio Internazionale Fair Play Menarini nel 2021 a Castiglion Fiorentino, anche per la tenacia con cui affrontava la malattia che lo ha portato via ed inducendo gli altri a seguire il suo esempio.

Eugenio Monti

Il Bobbista Eugenio Monti alle Olimpiadi di Innsbruck del 1964 non esita un istante a prestare un pezzo di ricambio per il bob alla squadra britannica sua avversaria, permettendole di aggiudicarsi l'oro mentre egli giunse terzo, commentando il tutto a fine gara semplicemente complimentando la bravura dimostrata degli inglesi. Per questo suo gesto ricevette la medaglia “De Coubertin”, ed a lui fu dedicata la pista olimpica di bob di Cortina d'Ampezzo.

Gianmarco Tamberi e Mutaz Barshim

Una delle storie Olimpiche più emozionanti dei Giochi del 2021 a Tokyo: due atleti e la loro amicizia, combo essenziale ma che è arrivata dritta al cuore degli appassionati di ogni parte del mondo. Il qatariota Mutaz Essa Barshim e l'italiano Gianmarco Tamberi hanno condiviso la medaglia d'oro nel salto in alto maschile, ciascuno scegliendo di rinunciare al salto che avrebbe reso esclusivo il gradino più alto del podio. Il risultato è stato il primo podio congiunto nell'atletica leggera in più di un secolo.

Grazie per la visione

crediti: simone Cufino alfredo Paglionico edoardo Meo andrea Tufano