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ARTE ETRUSCA E ROMANA

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Created on December 6, 2023

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Transcript

Etruschi e Romani

Gli Etruschi

Gli Etruschi si pensa che fossero una popolazione proveniente dall'Asia Minore e molti storici li definiscono "autoctòni" ovvero provenienti dal luogo in cui vi hanno lasciato dei materiali reperibili.In Italia questi reperti sono presenti prevalentemente in Toscana

A partire dal IX secolo a.C gli etruschi iniziarono a dare luogo ad insediamenti la cui collocazione aveva finalità ben precise: -Presso i corsi d'acqua per favorire le attività agricole -All'incrocio di vie di comunicazione o in cima ad alture per controllare i territori circostanti. I primi centri abitati erano costituiti da capanne a pianta circolare e ovale dapprima e successivamente anche a pianta rettangolare.Le capanne avevano una struttura in legno rivestita da paglia resa impermeabile con l'argilla,anche il tetto veniva ricoperto con i medesimi materiali e fermato con grossi rami appoggiativi sopra

Architettura etrusca

Dell'architettura religiosa etrusca restano scarse tracce.I templi,infatti,al contrario di quelli egizi, non sono stati conservati poichè,a eccezione dei basamenti in pietra,venivano costruiti con materiali deperibili (legno,terracotta) che ,con il tempo, non sono durati.Tuttavia siamo a conoscenza delle caratteristiche principali dei templi etruschi grazie alle testimonianze dello scrittore e architetto romano Vitruvio.

Il tempio

L'arco

L’ingresso nella città etrusche avveniva mediante il passaggio sotto alle porte, che potevano essere da 4 a 7. La novità rispetto alle strutture greche fu che la porta non presentava un sistema trilitico, cioè con architrave, ma un sistema con arco semicircolare.Un’importante testimonianza di ciò è rappresentata dalla Porta dell’Arco a Volterra.Probabilmente gli Etruschi conobbero l’arco dai Babilonesi.Gli elementi verticali su cui poggia l’arco si chiamano “piedritti”. La parte interna dell’arco, quella visibile a chi passa sotto, si chiama “intradosso”, mentre quella esterna “estradosso”; l’arco stesso è costituito da vari blocchi a forma di piramide tronca, detti “conci”; per la costruzione si partiva dai piedritti, poi si saliva da entrambi i lati posizionando i conci; l’ultimo concio che veniva posizionato era quello centrale, detto “concio in chiave di volta”,che serviva per sostenere il pèeso dei conci sui piedritti e per reggere l'intera strutturaLa Porta dell’Arco di Volterra risale al IV secolo a.C.

La colonna etrusca

La più antica codifica degli ordini architettonici a noi pervenuta è opera del romano Vitruvio che, nel suo trattato, codificò e descrisse cinque ordini architettonici, distinguendoli in tre principali (dorico, ionico e corinzio) e due secondari (composito e tuscanico).Le colonne etrusche sono in stile tuscanico.

Tombe

Tomba ipogea
Tomba a edicola
Tomba a tumulo

Scultura

La scultura etrusca era fortemente collegata alla religione. Tutte le decorazioni plastiche degli etruschi avevano infatti una destinazione funeraria, perchè dovevano accompagnare il defunto nell’oltretomba. Gli oggetti dunque erano offerte votive per onorare gli dei, oppure erano destinati a riempire le tombe o ancora servivano per decorare i templi. Il materiale privilegiato era il bronzo; il marmo non era utilizzato ed un altro materiale molto spesso usato era la terracotta dipinta.

I canopi

Tra gli oggetti maggiormente realizzati troviamo i vasi canopi, che servivano a conservare le ceneri dei defunti, ed i sarcofagi, che si svilupparono nel periodo di maggior splendore per l’arte etrusca, cioè intorno al VI secolo a.C.

Bucchero

Sarcofagi

I sarcofagi si componevano di una cassa con una lastra sovrapponibile, che serviva da coperchio. La cassa all’inizio era a facce lisce e poi cominciò ad essere decorata; il coperchio invece rappresentava il defunto o due coniugi. Questa fu un’originale creazione etrusca. Questi sarcofagi potevano contenere anche più di un corpo, ma servivano fondamentalmente come cinerari.

Sarcofago degli sposi

Statue

Chimera d'Arezzo
Arringatore
Lupa capitolina
Apollo di Veio

Pittura etrusca

Gli etruschi decoravano le pareti delle loro tombe usando la tecnica degli affreschi.La pittura etrusca non è una pittura realistica e difatti le figure umane vennero rappresentate per molto tempo in modo simbolico.Le maggiori rappresentazioni le troviamo nella necropoli di Tarquinia.

Arte romana

L'arte romana

Per iniziare un riassunto sull’arte romana bisogna notare il fatto che a differenza di quanto avvenne per le civiltà greca ed etrusca, per quanto riguarda la civiltà romana abbiamo da subito numerose notizie storiche sulla sua espansione che portò i Romani a controllare il Mediterraneo, mentre le prime notizie sui reperti artistici si hanno solo a partire dall’epoca repubblicana. Probabilmente questo fatto è legato all’iniziale disprezzo dei Romani per l’arte, ritenuta un’attività poco nobile, da riservare solo agli schiavi o comunque ai cittadini più umili.

I Romani erano un popolo concreto, abituato a combattere, a costruire opere di pubblica utilità, e in un primo momento della loro storia non vedevano di buon occhio discipline come arte, filosofia e letteratura, ritenute pericolose perdite di tempo che, abituando gli uomini al lusso, avrebbero condotto alla decadenza dei costumi. Queste idee cominciarono a cambiare quando la civiltà romana entrò in contatto con la grande civiltà dell’ Antica Grecia dopo le le conquiste, della Magna Grecia, della Sicilia, dell’Asia Minore e della Grecia stessa. Come bottino di guerra giunsero a Roma un gran numero di statue, quadri e altri oggetti che fecero comprendere ai Romani il valore dell’arte: ad esempio un edificio, oltre a essere solido e funzionale, poteva testimoniare la grandezza e la potenza di Roma anche tramite l’arte e la bellezza.

Architettura e urbanistica a roma

Per la costruzione di acquedotti, ponti, porte cittadine e archi di trionfo, i romani impiegano l’arco a tutto sesto (“sesto” è l’antico nome del compasso), una tecnica appresa dagli etruschi. Dall’arco derivano le diverse tipologie di coperture a volta, adatte ad ambienti differenti, spesso anche molto vasti.

Coperture a volta

  • La volta a botte è la copertura più semplice, prodotta dalla successione di più archi a tutto sesto sostenuti da due muri laterali sui quali si scarica il peso della struttura. Era utilizzata per coprire spazi rettangolari.
  • La volta a crociera nasce dall’intersezione a 90° di due volte a botte uguali:
era adatta a coprire ambienti quadrati. Il peso si scarica sui quattro sostegni angolari.
  • La cupola è la copertura emisferica che poggia su una base circolare. E’ formata da blocchi di pietra che si sorreggono l’uno con l’altro.
Acquedotti e ponti
Materiali e tecniche

Terme di Traiano

I Romani chiamavano terme i grandi complessi dei bagni pubblici che consentivano a tutti i cittadini,persino ai più poveri, di usufruire dei servizi essenziali per l'igiene personale
L'ordine preferito dai Romani per l'architettura templare fu il corinzio,solo poche olte sostituito dal dorico o dallo ionico. Tra gli schemi greci gli esempi più notevoli a cui si fere ricorso,in particolare a Roma,furono: -Il tempio periptero circolare -Il tempio prostilo -Il tempio pseudoperiptero -Il tempio periptero su alto podio -Il tempio periptero su crepidoma -Il tempio periptero senza la parte posteriore

Tempio romano

Il Pantheon (dal greco “pan” tutto e “thèos” divinità) era un tempio dedicato a tutti gli dèi, fatto erigere dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 125 d.C., sulle rovine di uno più antico andato distrutto in un incendio. Nel 609, il Pantheon venne trasformato in basilica cristiana. Il Pantheon si differenzia dagli altri templi, concepiti per essere visti solo dall’esterno, per l’importanza che assume il suo grande spazio interno, aperto ai fedeli che possono assistere direttamente ai riti. L’esterno. La facciata è composta da un profondo pronao sostenuto da file di colonne corinzie di granito egizio. La struttura rettangolare del pronao è addossata all’edificio circolare della cella, sormontato da una cupola appena visibile. L’interno. La cella è a pianta cilindrica; la parete, spessa più di 6 metri, è rivestita da preziosi marmi policromi. Lungo di essa si aprono sei nicchie e l’abside. La cupola. La cupola emisferica è ancora oggi la più grande al mondo; il suo diametro di oltre 43 metri è uguale all’altezza massima dell’edificio. Grazie a queste perfette proporzioni lo spazio interno può essere idealmente inscritto in una sfera. La cupola è stata costruita con una colata unica di calcestruzzo all’interno di una gigantesca struttura di legno. Per ridurne il peso, il suo spessore diminuisce progressivamente verso l’alto, mentre la malta è stata mescolata a frammenti di materiali diversi: più pesanti alla base e più leggeri nella parte superiore. Internamente la cupola è ornata da cinque file concentriche di cassettoni (detti lacunari). Al centro vi è una grande apertura detta oculo, dal diametro di 9 metri, che costituisce l’unica fonte di luce dello spazio interno.

Il Pantheon

Com’è nato. La costruzione dell’anfiteatro (che significa “teatro doppio”) Flavio iniziò nel 70 d.C. per volere dell’imperatore Vespasiano e si concluse nell’80, quando venne inaugurato da suo figlio Tito con cento giorni di festeggiamenti e spettacoli. L’imponente edificio, il più grande anfiteatro dell’antichità, è conosciuto con il nome di Colosseo perché si trovava nei pressi di una colossale bronzea di Nerone, vicino ai Fori imperiali. Quali funzioni svolgeva. Il Colosseo poteva ospitare fra 40 e 70000 spettatori che, nell’arco della giornata, assistevano a un susseguirsi di spettacoli: lotte di gladiatori, combattimenti tra uomini e belve, persino battaglie navali in occasione delle quali veniva allagato l’anfiteatro. Gli spettacoli erano offerti da imperatori o uomini in vista per guadagnarsi il favore del popolo. L’esterno. L’anfiteatro ha una forma ovale. La facciata è disposta su quattro livelli: i primi due sono ad arcate che davano luce ai corridoi interni, mentre l’ultimo livello ha piccole finestre che si alternavano a scudi di bronzo dorato. Gli archi sono separati da semicolonne di ordine dorico al piano terra, ionico al primo piano, corinzio al secondo. L’interno.Il pubblico entrava dalle arcate al piano terra e accedeva alle gradinate attraverso ingressi detti vomitoria. Il peso delle gradinate, che erano rivestite di marmo, era sostenuto dalle gallerie sottostanti con volte a botte.

Il Colosseo

L’arena. Al centro c’era l’arena (anch’essa di forma ellittica) dove si svolgevano gli spettacoli; era pavimentata con assi di legno ricoperte da un sottile strato di sabbia. Al di sotto correva una rete di gallerie e strutture di servizio che comprendevano gli ambienti per i gladiatori, le gabbie degli animali e i montacarichi che portavano le belve direttamente nell’arena con effetti spettacolari. L’arena era separata dal primo livello di gradinate tramite il podium, un muro alto circa 4 metri che fungeva da barriera protettiva. Il livello più vicino all’arena era riservato ai personaggi di rango più elevato, mentre due palchi erano per l’imperatore e gli alti dignitari; le donne e gli schiavi sedevano all’ultimo piano.I materiali. La costruzione è realizzata da travertino, blocchi in tufo, mattoni, mentre le volte a botte delle gallerie sono in calcestruzzo.

L'arena

La domus

La casa romana

Realizzate in mattoni o calcestruzzo, le Domus contavano due accessi: un’entrata esterna, l’ostium, che si affacciava sulla strada e che, tramite un corridoio denominato vestibulum, portava ad un cortile dotato di lucernario, e l’atrium, l’ingresso principale della Domus, situato proprio in questo cortile. L’uscita posteriore era invece denominata porticum. Le stanze della Domus erano illuminate dalla luce solare che filtrava attraverso un vano nel soffitto spiovente verso l’interno, il compulvium; da questa apertura scendeva anche l’acqua piovana che veniva raccolta in una cisterna rettangolare, l’impulvium, situata al centro dello spazio sottostante.

Dall’atrium, spesso di forma rettangolare, si poteva quindi accedere alle diverse stanze della Domus romana: la più importante era il tablinum, una sala in cui il padrone di casa era solito ricevere visitatori, clienti, amici. Oltre allo studio e alla bibliotheca del signore, quest’ala comprendeva il solarium e, soprattutto, l’oecus, un’ampia sala destinata ai banchetti delle occasioni solenni. Arredato con immagini degli antenati ed oggetti di lusso, il tablinum era il nucleo della Domus. Intorno all’atrium erano inoltre disposte le camere da letto, i cubicola, mentre accanto al tablinum si apriva il triclinium, la sala da pranzo dove la famiglia era solita bere e mangiare sdraiata sui letti, e il larario, la stanza dedicata alla preghiera e al culto degli dèi.

Le Insulae erano dei palazzi alti e sconnessi che arrivavano oltre i venti metri d’altezza, con una base intorno ai 300 metri quadri. Di forma quadrangolare, dotati di un cortile interno spesso porticato, presentavano solitamente una struttura in legno, solo qualche volta in muratura. Attaccati tra di loro, tanto che a volte i nuovi edifici si appoggiavano sulle strutture perimetrali di quelli vecchi, i caseggiati erano composti in media da cinque o sei piani ma in età imperiale aumentarono anche fino a dieci. All’interno, l’Insula conteneva diversi appartamenti, i cenacula, a loro volta suddivisi in piccoli ambienti. La mole e la struttura dell’Insula erano dovute principalmente alla necessità di fornire alloggio ad una popolazione sempre crescente su un territorio da sfruttare sempre meno esteso.

Insulae

La villa romana

Il palazzo imperiale

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