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Presentazione Machiavelli
nicole.marasciulo
Created on December 6, 2023
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Transcript
Niccolò
machiavelli
"Il Principe"
inizio
6. Pensiero politico
indice
La crisi in Italia;
La costruzione di un nuovo stato forte;
Lo Stato e il bene comune;
Classifica delle forme di governo;
Il metodo dell'indagine e la verità effettiva delle cose;
1. Vita
La concezione naturalistica e pessimistica dell'uomo;
2. Epistolario
Binomio virtù-fortuna;
Pessimismo;
3. "Il Principe"
La figura del principe:-Modi di comportarsi-Metafora animalistica -La principale virtù -I due tipi di comportamento _
4. Struttura
5. Lingua e stile
vita
Niccolò Machiavelli, nato nel 1496 a Firenze, fu un influente pensatore politico, diplomatico e scrittore del Rinascimento italiano. La sua vita, intrisa di cambiamenti politici e storici, riflette la complessità del contesto storico-politico in cui visse. Per 14 anni ottenne delle responsabilità nell'ambito della politica interna, estera e militare. Durante questi anni, visse l’esperienza diretta della realtà politica-militare dalla quale trasse successivamente spunto per riflessioni che costituirono la base della sua produzione letteraria. Fu coinvolto nelle tumultuose vicende politiche della sua epoca: con la caduta della Repubblica, vi fu il ritorno dei Medici a Firenze e questo comportò il suo licenziamento; fu accusato di congiura anti-medicea per via del suo passato repubblicano e fu torturato e imprigionato nel 1513. Si ritirò, perciò, ad un esilio privato nel 1512, durante il quale intraprese L’ATTIVITÀ INTELLETTUALE nel suo podere dell’Alberghaccio. Durante questo periodo scrisse diverse opere, quali: “I Discorsi”, “La Madragola” e la sua opera principale “Il Principe” (dedicata ai Medici per cercare un riavvicinamento). Ottenne successivamente incarichi militari e diplomatici che mantenne fino al 1527, quando i Medici furono nuovamente cacciati e vi fu l’affermazione della Repubblica. Morí all’improvviso nel 1527.
Epistolario
Machiavelli scrisse delle lettere “ familiari” per amici e conoscenti, nelle quali intraprese con loro un colloquio libero e con argomentazioni varie. Molto importanti tra queste è la “Lettera a Francesco vettori del 10 dicembre 1513”, poiché essa testimonia l’avvenuta stesura dell’opera del "Principe" e descrive il disprezzo del poeta verso il suo esilio. Attraverso il racconto della sua vita quotidiana.
"Il Principe"
Opera più celebre di Machiavelli, scritta nel 1513.Essa rappresenta una pietra miliare nella filosofia politica del Rinascimento. In quest'opera, Machiavelli analizza il potere politico durante la sua epoca, sottolineando la necessità, per i governanti, di adottare strategie, anche amorali, per mantenere e fortificare lo Stato.
STRUTTURA
CAP. I-XI: tipi di principato e mezzi per conquistarlo e mantenerlo; CAP. XII-XIV: problema delle milizie, le quali erano diventate mercenarie; CAP. XV-XXIII: modi di comportarsi del principe con sudditi e amici; CAP. XXIV: "ignavia" dei principi, ovvero la causa del perché i principi hanno perso lo Stato; CAP. XXV: binomio virtù e fortuna; CAP. XXVI: esortazione ad un principe nuovo;
Opera breve costituita da 26 capitoli con titoli in latino.
LINGUA E STILE
PENSIERO POLITICO
L’originalità del pensiero politico di Machiavelli si riflette sullo stile: -prosa chiara, agile e immediata; -periodi energici incalzanti e incisivi; -lessico vario e libero; -metafore immagini e paragoni.
Il suo pensiero politico è dato dal rapporto diretto con la REALTÀ "così com'è". Durante i suoi 14 anni di attività politica egli accumuló esperienza politica, che mise a disposizione dei Medici attraverso l’opera “Il Principe” dedicata proprio a Lorenzo de Medici.
Lo scrittore voleva dare lui la possibilità di capire LE LEGGI in "brevissimo tempo” per poi essere applicate nella pratica, ovvero nella costruzione di un NUOVO STATO FORTE.
Machiavelli è per questo considerato il fondatore del moderno linguaggio della prosa scientifica.
La crisi in italia
La crisi politica-militare-morale dell’Italia, frammentata in Stati nazionali, fu molto evidente dopo la morte di Lorenzo detto “il magnifico” .
Egli aveva creato stabilità tra gli Stati italiani.
LA COSTRUZIONE DI UN nUOVO STATO FORTE
Per poter raggiungere i propri obiettivi, il principe deve utilizzare mezzi che vanno anche contro la morale: ovvero comportamenti immorali e crudeli contrari all’etica morale. Pertanto, l’agire politico dell’uomo deve essere valutato secondo principi propri, in quanto politica e morale sono criteri autonomi Ciò che è bene moralmente può essere dannoso politicamente e viceversa.
Secondo Machiavelli, era necessaria la formazione di un nuovo Stato forte attraverso una MODERNA SCIENZA POLITICA. Rivendica l’autonomia dell’azione politica dalla morale, in quanto, il politico deve avere come scopo:
Il benessere dei cittadini Il mantenimento dello Stato
Secondo Machiavelli, inoltre, tutte le istituzioni sono destinate a degenerare: -LA MONARCHIA degenera in tirannide; -L'ARISTOCRAZIA degenera in oligarchia; -LA DEMOCRAZIA degenera in anarchia; L’unica istituzione stabile e duratura è LO STATO MISTO a base popolare e a struttura sociale gerarchica, fortemente centralizzato per le decisioni importanti.
lo stato e il bene comune
Per la salvaguardia della convivenza civile sono necessarie: -Virtù civili: l’amore per la patria, l’amore per la libertà, la solidarietà e l'onestà; -Istituzioni: la religione come strumento di governo; le buone leggi come fondamento per il vivere civile; le milizie come forza dello Stato.
La REPUBBLICA è la forma che meglio può garantire continuità secondo Machiavelli.
CLASSIFICAZIONE DELE FORME DI GOVERNO
LO STATO
Si divide in repubbliche e principati Divisi a loro volta in ereditari e nuovi I nuovi, a loro volta, divisi in: -del tutto nuovi /misti -virtù / fortuna -acquistati con le armi altrui / acquistati con le armi proprie - vivere sotto un principe / essere liberi
Machiavelli classifica le forme di governo attraverso due metodi: -METODO INDUTTIVO: basato sulla realtà concreta e verificabile; -METODO DILEMMATICO: il quale suddivide un concetto in due diversi dilemmi;
Il metodo dell'indagine
La conoscenza è data dall’esperienza:
Il metodo dell'indagine parte dall’esperienza, ovvero ha inizio attraverso l’osservazione diretta della realtà “così com’è”. Egli guarda alla VERITÀ EFFETTIVA DELLE COSE e non all’immaginazione di esse. Il suo scopo è scrivere un’opera “ utile a chi la intende”: lo scrittore voleva dare al principe uno strumento efficace per la politica “ reale”.
1: “Lunga esperienza delle cose moderne”,ovvero la realtà concreta, i cui dati vengono ricavati tramite l’esperienza; 2: “Lezioni delle antique”, ovvero egli considerava gli antichi come un modello da imitare in quanto nei loro libri vi è l’esperienza e la lezione che si può applicare al presente poichè i comportamenti degli uomini sono uguali nel tempo e in tutti i luoghi.
Ma la sua è una...
Da ciò deriva la sua...
CONCEZIONE NATURALISTICA DELL'UOMO
VISIONE PESSIMISTICA
della natura umana
Le leggi che regolano il comportamento politico degli uomini sono uguali e costanti sempre. Hanno validità universale.
L’uomo è un essere morale, e pertanto, possiede interessi materiali. L'uomo è egoista, malvagio e volubile. Le leggi della convivenza umana sono dure: il principe non può seguire sempre l’ideale e la virtù, ma deve anche sapere essere “non buono”.
PRINICIPIO DI IMITAZIONE
Essendo l’uomo uno dei fenomeni naturali, esso è immutabile e, pertanto, ogni campione è uguale.
Distinzione tra:
PRINCIPE colui che usa “cattivi” metodi per il bene pubblico.
TIRANNO persona crudele che utilizza metodi crudeli per il solo vantaggio personale.
Ma... Lo scrittore lascia uno spazio alla libertà, perché la realtà può mutare a seconda di come l’uomo usa le sue virtù.
Binomio virtù e fortuna
LA FORTUNA
LA VIRTU'
La virtù è un complesso di varie qualità, quali la conoscenza delle leggi dell’agire politico, la capacità di applicarle e la capacità di metterle in pratica. Ma, l’uomo nell’agire ha dei limiti imposti dalla fortuna.
La fortuna è una forza casuale che l’uomo non può controllare ma può fronteggiare, tramite l’occasione, grazie alle sue virtù.
Virtù e fortuna sono una condizione necessaria ma non sufficiente in quanto in assenza dell’occasione la virtù del principe non può mostrarsi e senza una virtù che la sappia cogliere, l’occasione è vana.
-Virtù dell’eccezionalità del singolo, ovvero brillare in momenti di eccezionale gravità;-Virtù del buon cittadino, ovvero colui che opera nelle istituzioni dello Stato.
PESSIMISMO
Ma, chi conquista il principato grazie alla sua virtù, ovvero senza la fortuna, ha maggiore difficoltà nell’acquistarlo ma più facilità nel mantenerlo. Subentra, perciò, un margine di iniziativa dell’uomo nei confronti della fortuna, in quanto l’uomo ha spazio per agire e per imporre la propria volontà.
Esiste il fattore della casualità, incontrollabile per l’uomo in quanto egli è un essere volubile.
CONCEZIONE EROICA E COMBATTIVA DELLA VITA
Essa è causa dello sdegno dell'autore verso i contemporanei: per Machiavelli non bisogna mai rinunciare a lottare contro la fortuna.
FIGURA DEL PRINCIPE
MODI DI COMPORTARSI DEL PRINCIPE
Il principe ha il compito di costruire uno Stato forte. Per poterlo fare, egli deve confrontarsi con la realtà concreta e con le sue leggi effettive.
NOVITA': Machiavelli non ricerca "l'deale"
Dal principe cap. XV: “Ma senso l’intento mio scrivere cosa utile a chi la intende, mi è parso più conveniente andare dietro alla verità effettuale della cosa che alla immaginazione di essa”.
L'uomo è:
METAFORA ANIMALISTICA
ISTINTO
Parte irrazionale che l'uomo deve saper usare alla necessità.
RAGIONE
Parte razionale che consiste nel governare attraverso le leggi.
Il principe deve saper usare LA BESTIA e L’UOMO, la volpe e il leone, l’astuzia e la violenza. L’uomo deve sapere essere sia volpe, quindi saper difendersi dai lacci, sia leone, poiché deve avere la forza per sbigottire i lupi.
Il fine è vincere e mantenere lo Stato.
BINOMIO APPARENZA REALTA'
LA DUTTILITA'
La duttilità è la principale virtù del principe. Essa è la capacità di adattarsi a cambiamenti, a situazioni nuove e ai tempi. La causa del fallimento del principe è proprio l’incapacità di mutare il verso del proprio operato.
Il principe deve saper: -dissimulare la realtà; -assimilare la virtù; Nella politica non è necessario avere certe virtù, ma parere di averle; ciò è possibile perché gli uomini giudicano in base all’apparenza.
I DUE TIPI DI COMPORTAMENTI DEL PRINCIPE
DONNA= FORTUNA
IL RISPETTO
L'IMPETO
Subentra la personificazione della fortuna come donna, in quanto la donna è l'espressione dell’irrazionalità. La fortuna, essendo donna, deve essere abbattuta per essere sottomessa.
L'ISTINTO LA RAZIONALITA'
PRUDENZA
Il principe deve saperli usare entrambi e passare dall’uno all’altro.Ma, essendo la natura umana rigida, l’uomo è poco duttile in quanto è rigido nei suoi comportamenti e non sa adattarsi alle situazioni. Pertanto, è preferibile che l’uomo sia impietoso poichè così ha maggiori possibilità di affrontare la fortuna.
fine!
Lavoro di Nicole Marasciulo
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