Omofobia e Omosessualità
Laura Fischetti, Virgilia Ciarelli, Martina Spagnuolo e Rita Francesca Grilli 2F
COS'E'?
la paura irrazionale, l’intolleranza e l’odio nei confronti delle persone omosessuali da parte della società eterosessista. Il termine “omofobia”, di etimologia greca, utilizza il suffisso “fobia”, sinonimo di paura, insieme al prefisso “omo”, trasformandosi nell’abbreviazione di “omosessuale”.
In genere il termine clinico “fobia” indica una paura, un’incapacità, un limite personale, che il singolo individuo si trova a vivere . Nel caso dell’omofobia ci troviamo di fronte a una “fobia operante come un pregiudizio”. Tale caratteristica implica che gli effetti negativi siano avvertiti non solo (da colui che ne è affetto, quanto da coloro verso cui questo pregiudizio è rivolto: le persone omosessuali. È importante ricordare che non si nasce omofobi; lo si diventa attraverso l’educazione, i messaggi, diretti e indiretti, che la famiglia, la politica, la Chiesa e i media, ci trasmettono. Fin da bambini tutti noi acquisiamo convinzioni e valori che ci vengono presentati come assolutamente giusti e legittimi. Molto prima, dunque, di avere una reale comprensione di cosa significhi la parola omosessualità, ereditiamo, da una cultura omofoba, la convinzione che essere gay sia qualcosa di assolutamente sbagliato, innaturale e contrario alle norme del vivere comune.
Molto dipende anche dal posto antropologico in cui nasciamo e cresciamo. Nei paesi a prevalenza cattolica come l’Italia (non a caso uno dei pochi paesi occidentali dove ancora non c’è alcun riconoscimento delle coppie dello stesso sesso), la Chiesa esercita un’alta ingerenza sulle famiglie, sulla politica e sulla capacità legislativa conseguente.
psicologa che spiega l'omosessualità:
L'
omosessualità è un orientamento sessuale che comporta l'attrazione emozionale, romantica e/o sessuale verso individui dello stesso sesso. Nella definizione di orientamento sessuale, l'omosessualità viene collocata nel continuum etero-omosessuale della sessualità umana,e si riferisce all'identità di un individuo sulla base di tali attrazioni e dell'appartenenza a una comunità di altri individui che condividono le stesse.
ALCUNE CONSEGUENZE...
Molte persone omosessuali nascondono i loro veri sentimenti e attività a causa della paura della disapprovazione altrui e della violenza; vengono comunemente definiti repressi. Il dichiarare apertamente il proprio orientamento viene definito coming out (dall'inglese “venire fuori”). I tentativi di emancipazione dell'omosessualità, così come oggi vengono riconosciuti, ebbero inizio negli anni sessanta del 1800; mentre nel XX secolo, dalla metà degli anni cinquanta si ebbe un'accelerazione con l'aumento della visibilità, dell'accettazione e dei diritti civili per lesbiche, gay e bisessuali. Ciononostante, l'omofobia persiste e ha un impatto forte soprattutto sui giovani, potendo causare all'individuo difficoltà di socializzazione anche con conseguenze gravi, fino al suicidio. Molti sonbo i ragazzi intervistrati che raccontano come la loro vitra è cambiata e diu comne sia difficile dopo il coming-out:
DUE DELLE NOSTRE OPINIONI
1) Penso che l’omosessualità sia una cosa normale perché che sia uomno e donna, tra due uomini o tra due donne è pur sempre amore. Penso sia una cosa normale perché come ha diritto una ragazza o ragazzo etero di amare, questa possibilità la deve avere anche una persona omosessuale, anche perchè credo sia squallido far si che un etero che giudichi o che aggredisca un omosessuale solo per la libertà di essere se stesso. A mio parere solo la parola a distingue il genere ma ribadisco che l’amore è lo stesso in entrambi i casi.
2) Io anche sono pro all omosessualità perché penso che ognuno di noi è libero di essere quello che vuole senza che nessuno privi la libertà all'altra persona anche perché sono persone che danno pur sempre il proprio amore indipendentemente dal sesso dell'altra persona
omofobia
Laura Fischetti
Created on December 6, 2023
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Omofobia e Omosessualità
Laura Fischetti, Virgilia Ciarelli, Martina Spagnuolo e Rita Francesca Grilli 2F
COS'E'?
la paura irrazionale, l’intolleranza e l’odio nei confronti delle persone omosessuali da parte della società eterosessista. Il termine “omofobia”, di etimologia greca, utilizza il suffisso “fobia”, sinonimo di paura, insieme al prefisso “omo”, trasformandosi nell’abbreviazione di “omosessuale”. In genere il termine clinico “fobia” indica una paura, un’incapacità, un limite personale, che il singolo individuo si trova a vivere . Nel caso dell’omofobia ci troviamo di fronte a una “fobia operante come un pregiudizio”. Tale caratteristica implica che gli effetti negativi siano avvertiti non solo (da colui che ne è affetto, quanto da coloro verso cui questo pregiudizio è rivolto: le persone omosessuali. È importante ricordare che non si nasce omofobi; lo si diventa attraverso l’educazione, i messaggi, diretti e indiretti, che la famiglia, la politica, la Chiesa e i media, ci trasmettono. Fin da bambini tutti noi acquisiamo convinzioni e valori che ci vengono presentati come assolutamente giusti e legittimi. Molto prima, dunque, di avere una reale comprensione di cosa significhi la parola omosessualità, ereditiamo, da una cultura omofoba, la convinzione che essere gay sia qualcosa di assolutamente sbagliato, innaturale e contrario alle norme del vivere comune. Molto dipende anche dal posto antropologico in cui nasciamo e cresciamo. Nei paesi a prevalenza cattolica come l’Italia (non a caso uno dei pochi paesi occidentali dove ancora non c’è alcun riconoscimento delle coppie dello stesso sesso), la Chiesa esercita un’alta ingerenza sulle famiglie, sulla politica e sulla capacità legislativa conseguente.
psicologa che spiega l'omosessualità:
L'
omosessualità è un orientamento sessuale che comporta l'attrazione emozionale, romantica e/o sessuale verso individui dello stesso sesso. Nella definizione di orientamento sessuale, l'omosessualità viene collocata nel continuum etero-omosessuale della sessualità umana,e si riferisce all'identità di un individuo sulla base di tali attrazioni e dell'appartenenza a una comunità di altri individui che condividono le stesse.
ALCUNE CONSEGUENZE...
Molte persone omosessuali nascondono i loro veri sentimenti e attività a causa della paura della disapprovazione altrui e della violenza; vengono comunemente definiti repressi. Il dichiarare apertamente il proprio orientamento viene definito coming out (dall'inglese “venire fuori”). I tentativi di emancipazione dell'omosessualità, così come oggi vengono riconosciuti, ebbero inizio negli anni sessanta del 1800; mentre nel XX secolo, dalla metà degli anni cinquanta si ebbe un'accelerazione con l'aumento della visibilità, dell'accettazione e dei diritti civili per lesbiche, gay e bisessuali. Ciononostante, l'omofobia persiste e ha un impatto forte soprattutto sui giovani, potendo causare all'individuo difficoltà di socializzazione anche con conseguenze gravi, fino al suicidio. Molti sonbo i ragazzi intervistrati che raccontano come la loro vitra è cambiata e diu comne sia difficile dopo il coming-out:
DUE DELLE NOSTRE OPINIONI
1) Penso che l’omosessualità sia una cosa normale perché che sia uomno e donna, tra due uomini o tra due donne è pur sempre amore. Penso sia una cosa normale perché come ha diritto una ragazza o ragazzo etero di amare, questa possibilità la deve avere anche una persona omosessuale, anche perchè credo sia squallido far si che un etero che giudichi o che aggredisca un omosessuale solo per la libertà di essere se stesso. A mio parere solo la parola a distingue il genere ma ribadisco che l’amore è lo stesso in entrambi i casi.
2) Io anche sono pro all omosessualità perché penso che ognuno di noi è libero di essere quello che vuole senza che nessuno privi la libertà all'altra persona anche perché sono persone che danno pur sempre il proprio amore indipendentemente dal sesso dell'altra persona