Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

INNO ALLA GIOIA

Chiara

Created on December 6, 2023

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Tarot Presentation

Vaporwave presentation

Women's Presentation

Geniaflix Presentation

Shadow Presentation

Newspaper Presentation

Memories Presentation

Transcript

lavoro di chiara baroffio e aurora dodaj

INNO ALLA GIOIA

Ludwing van Beethoven

INDICE

OPERA

ANALISI DELLA MUSICA

BIOGRAFIA

TIMBRO E STRUMENTAZIONE

ANALISI DEL CONTESTO EMOTIVO

CONTESTO

IMPATTO DELL'ASCOLTO

STRUTTURA

CONCLUSIONE E RIFLESSIONE

OPERA

Abbiamo scelto l'Inno alla Gioia perché secondo noi trasmette sensazioni di gioia, di umanità e di speranza, trasmette anche un messaggio importante, perché invita l'umanità a procedere nel suo cammino, come un eroe che marcia verso la vittoria.Inoltre rappresenta un'importante simbolo per l'Europa in quanto è il suo inno. L'Inno alla gioia è un'ode composta dal poeta e drammaturgo tedesco Friedrich Schiller nel 1785 ed è conosciuta in tutto il mondo grazie a Ludwig van Beethoven quando la utilizzò come quarto e ultimo movimento della sua Nona Sinfonia.

BIOGRAFIA

Nasce il 17 dicembre 1770, da una famiglia i umili origini, ma con una tradizione musicale da almeno due generazioni. Si dimostra subito un bambino prodigio e a 14 anni si guadagna da vivere come suonatore di corte. Alla fine del XVIII secolo, Vienna era la capitale della musica occidentale e rappresentava il luogo ideale per un musicista desideroso di fare carriera. Al suo arrivo, a soli 22 anni, aveva già composto un buon numero di opere minori. Il suo maestro, Haydn, era geloso del suo talento e non tardò a irritarsi dinanzi all'indisciplina e all'audacia musicale di Beethoven, che forse iniziava a sentire soffocare il suo estro compositivo. Nonostante una stima reciproca Haydn non ebbe mai con Beethoven una relazione di profonda amicizia. Tuttavia, esercitò un'influenza profonda e duratura sull'opera di Beethoven, che più tardi ebbe modo di riconoscere tutto ciò che doveva al suo insegnante. Dopo la partenza di Haydn per Londra Beethoven proseguì studi sporadici con diversi altri professori fra cui il compositore Johann Schenk. Nel 1796 Beethoven intraprese un giro di concerti che lo condusse da Vienna a Berlino e la sua attività creatrice si intensificò. Quell’anno segnò anche una svolta nella vita del compositore, in quanto prese atto della sua sordità e sebbene tentasse di arginarne il peggioramento con delle cure, la stessa gradualmente divenne totale. Si chiuse quindi in un rassegnato silenzio fino al termine della sua vita per non rivelare in pubblico questa realtà vissuta in maniera drammatica.

Tuttavia consapevole che la sordità avrebbe distrutto la sua carriera pubblica di pianista, si dedicò con nuovo slancio alla composizione tentando di sfuggire ai pensieri che lo tormentavano. In una lettera indirizzata ai fratelli espresse tutta la sua tristezza e la fede nella sua arte. Questo fu un periodo di fertile attività compositiva, infatti compose la sonata per violino n. 5 (conosciuta c2ome La primavera), la sonata per pianoforte n. 14 e molto altro. Nel 1825 a Vienna eseguì la Nona sinfonia in cui musica l’Inno alla Gioia e solo alla fine dell’esecuzione si accorge di come il pubblico fosse commosso e entusiasta di un brano su cui ha lavorato per 9 anni e per il quale ci teneva a completare con le note il significato profondo della poesia di Schiller.Per quanto riguarda la vita privata il compositore ebbe tenui relazioni con numerose donne, generalmente sposate, ma non conobbe mai quella felicità coniugale alla quale aspirava e della quale dedicò una composizione (Fidelio). Morì a Vienna a seguito di una polmonite nel 1826.

CONTESTO

Beethoven è l'ultimo musicista del periodo del Classicismo musicale, caratterizzato da uno stile sereno e controllato in cui tutti gli elementi della musica sono equilibrati e in cui la melodia è semplice e scorrevole, non per forza legata a un raffinato sviluppo armonico. Tuttavia introduce uno stile innovativo per quanto riguarda la sinfonia. Vuole creare ogni volta un'opera unica e irripetibile. In questo senso lo si può definire un compositore moderno. Vienna era fin dalla fine del 1700 il centro musicale più importante dell'occidente e proprio a Vienna nel 1825 musicò l'Inno alla Gioia del poeta tedesco Friedrich Schiller, con il tentativo di completare il significato profondo di questa ode attraverso le note. Questa poesia voleva e vuole essere un simbolo universale di unità e fratellanza tra gli uomini.

STRUTTURA

Il brano è una sinfonia è divisa in quattro movimenti. Tuttavia, Beethoven modifica la tipica struttura della sinfonia classica, cioè colta e sacra, inserendo per la prima volta uno scherzo prima del movimento lento dando così maggior equilibrio all'opera.

ANALISI DELLA MUSICA

Il brano ha un ritmo marziale formato da semiminima e pausa di croma seguita da croma. Ed è formato da una melodia principale che ritorna molte volte. Si parte da presto; Allegro assai (Alla marcia); Andante maestoso; Allegro energico, sempre ben marcato.

TIMBRO E STRUMENTAZIONE

L'Inno alla Gioia è musicato da un'orchestra composta da 1 ottavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 1 controfagotto, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, timpani, piatti, triangolo, grancassa e archi, un coro (soprani, contralti, tenori, bassi) e dei solisti (soprano, mezzosoprano, tenore, baritono). L'insieme degli strumenti fornicse un'atmosfera armoniosa, spensierata, allegra e di pace.

ANALISI DEL CONTESTO EMOTIVO

Le sensazioni che provo durante l’ascolto sono di ispirazione di un momento felice e gratitudine per quello che ho.La potenza e la bellezza della musica riescono a trasmettermi un senso di connessione e unità tra passato e presente e tra le persone. L’Inno alla Gioia mi fa pensare a momenti, passati o futuri, di trionfo, di celebrazione della vita e di solidarietà umana, dove tutti possono essere felici e condiviere un momento allegro e spensierato. Mi richiama immagini di persone unite ed in festa, di vittorie condivise e di un’umanità che cerca la felicità e la realizzazione comune.

IMPATTO DELL'ASCOLTO

Secondo me ascoltando questo brano si generano gli stessi sentimenti e le stesse emozioni provate nel 1825 dai primi ascoltatori a Vienna. La stessa commozione di allora, Beethoven, la potrebbe vedere ancora oggi e commuoversi per l'impatto emotivo che genera la sua musica e lode di Schiller.Il messaggio che vuole trasmettere sono i valori dell'UE, l'umanità e la speranza devono essere sempre presenti nella vita di ognuno di noi e sono valori che devono essere portati avanti nel tempo. Questo, penso che sia, il motivo per cui sia stato scelto come inno per rappresentare l'Europa

UE

BAMBINI

ORCHESTRA

CONCLUSIONE E RIFLESSIONE

Secondo me, l’Inno alla Gioia è un’esperienza emotiva completa, che connette il presente con il passato e offre una visione positiva per il futuro. Nonostante quest’opera sia stata scritta secoli fa, il messaggio che trasmette è un messaggio attuale, che dovrebbe essere trasmesso alle generazioni future. La musica può trasmettere e tramandare valori senza tempo, ed è un linguaggio universale che supera confini, culture e lingue.

GRAZIE PER L'ATTENZIONE

Chiara e Aurora