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il sergente della neve

Matteo Vigolo

Created on December 5, 2023

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Transcript

Il Sergente nella neve

di Mario Rigoni Stern

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Scaletta

-Cenni sull'autore-Personaggi essenziali -Trama -Elementi che mi hanno colpito -Perchè raccomando la lettura di questo libro

Mario Rigono Stern

Mario Rigoni Stern è nato nel 1921 ad Asiago. Mario lavora nella botega di famiglia, fino a quando nel 1938 si arruola volontariamente nella scuola militare di alpinismo ad Aosta. Da militare combatte in Francia, in Albania, in Grecia e in Russia (dove per l'appunto scriverà il suo racconto di guerra). Dopo l'armistizio italiano Rigoni viene messo nei campi di concentramento da i suoi precedentemente alleati nel 1943 e nel 1945 torna a casa a piedi liberato dai Russi.

+ info

Personali Essenziali nel libro

Mario Rigoni Stern

Antonelli

Giuanin

Trama

Il protagonista (Rigoni), si trova in un caposaldo posizionato vicino al fiume Don. Lo scopo del caposaldo è mantenere a bada i soldati russi. I russi al'inizio facevano pochi attacchi. Man mano che passava il tempo, però, gli attacchi russi si facevano più frequenti e le munizioni del caposaldo iniziavano a scarseggiare. Quindi questo portò Rigoni e tutti i soldati dei caposaldi vicini ad una fuga durante la notte. Rigoni era un sergente e ora comandava il suo plotone “Vestone” in quanto era morto un ufficiale. durante il cammino muoiono un sacco di persone, per il freddo e la neve. Andando avanti trovarono un isba (casette tipiche russe fatte di legno) dove si accampano per sopperire al freddo e per passare la notte. Da qui si susseguono innumerevoli camminate attraverso la fredda steppa russa. In alcune di queste camminate ci sono degli scontri dove Rigoni mantiene la freddezza e il coraggio, riuscendo a salvare sé stesso e alcuni dei suoi compagni. Il romanzo finisce quando finalmente Rigoni e i pochi amici che gli sono rimasti, arrivano in un caposaldo tedesco dove si lavano e mangiano.

Data importante del racconto

Il 26 Gennaio 1943, muoiono quasi tutti gli amici di Rigoni nel tentativo di prendere un villaggio russo. Per un breve periodo il protagonista si ritrova a sparare da solo contro i russi. Infine riescono a prendere il villaggio assieme ai rinforzi tedeschi e si rincomincia a camminare.

Elementi che mi hanno colpito

Nel seguente racconto mi ha colpito quando:

Il 26 gennaio, rimane solo in un villaggio pieno di russi e combatte. Ha ucciso molti russi ma non ha mai avuto pietà o accennato a dei rimorsi per le persone che ha ucciso. L’episodio che però mi ha colpito di più in questa lettura è stato quello in cui entra in una casa e rimane sbalordito nel vedere due soldati russi che mangiavano, ma chiede loro da mangiare. Tutti nella casa rimangono stupiti ma non fanno niente, rimangono solo in silenzio. Poi il protagonista finisce di mangiare, ringrazia e va via. A sua detta quello non era un episodio, era un modo di vivere, un costume che dovrebbe essere adottato da tutti, nel quale tra uomini ci si rispetta come un'unica razza e ancora meglio, come fratelli.

Mario Rigoni Stern

Il sergente maggiore del 55° battaglione, chiamato il Vestone. Durante questa guerra aveva 21 anni, quasi 22. Una persona molto coraggiosa, a differenza di quasi tutti gli altri soldati che combattono. Infatti, numerose volte si è buttato tra i proiettili e i colpi di mortaio pur di eseguire gli ordini, oppure ha sparato e lanciato granate ai nemici che gli capitavano davanti. Sapeva comandare, aveva fiducia nei propri uomini e essi avevano fiducia in lui. Delle sue origini non si sa molto, veniva da un paese del nord e aveva una fidanzata che lo aspettava a casa.

Antonelli

Un soldato del battaglione del protagonista.

Uno tra i pochi che alla fine della storia è sopravvissuto. È sempre stato vicino a Rigoni, bestemmiando per ogni minima cosa che andava storta. Secondo il protagonista era proprio questo bestemmiare che lo faceva andare avanti e lo rendeva forte davanti ai pericoli. Solo nella battaglia al villaggio del 26 gennaio i due si dividono, per poi rincontrarsi sani e salvi al caposaldo tedesco. Antonelli era tra i migliori amici di Rigoni, si sono sempre aiutati a vicenda nelle battaglie, nel camminare, nella tristezza.

Giuanin

Un soldato del battaglione del protagonista

Un soldato che aveva una stima immensa per il suo sergente maggiore e lo considerava un saggio che sapeva tutto su come sarebbe andata a finire la guerra, su chi sarebbe morto ecc. Gli faceva domande del genere ogni volta che si trovavano soli o lo portava in disparte e gli chiedeva sempre “Ghe riverem a baita?”. Rigoni gli rispondeva sempre di sì e per Giuanin si sarebbe avverato sul serio. Le poche volte in cui Giuanin non domandava se sarebbero arrivati a casa a Rigoni, esso si preoccupava perché era una cosa strana. Il 26 gennaio 1943 Giuanin muore per portare le munizioni a Rigoni. Una perdita molto triste sommata a tutte le altre per il protagonista quel giorno.

Da dove proveniva il soprannome Stern?

Stern proviena dalla sua famiglia che era formata da commercianti