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Il crollo dell'impero romano d'Occidente
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Transcript
LA CADUTA DELL'IMPERO ROMANO D'OCCIDENTE
Gabriele Puglisi 2AS
Contesto storico
Un periodo nel quale il cristianesimo è ormai la religione ufficiale dell’impero, che adesso è anche dislocato verso l’oriente.
Invasioni
Le popolazioni germaniche superano il limes romano. Le tensioni causano guerre. Nel 382, Teodosio permette ai germani di entrare nell'impero.
Il crollo di Roma
Divisione dell'impero
Dopo la morte di Teodosio nel 395, l'impero romano viene diviso tra i suoi figli Onorio e Arcadio . A causa delle invasioni barbariche, l'Occidente è indebolito.
Il sacco di Roma
I confini del Limes crollano. Nel 410, Roma viene Saccheggiata. Gli Unni invadono Gallia e Italia. Nel 452, papa Leone I convince Attila a ritirarsi.
Il crollo dell'impero d'occidente
L'ultimo imperatore d'Occidente: Romolo Augustolo, viene deposto nel 476 da Odoacre segnando la fine ufficiale dell'impero romano d'Occidente.
Costantinopoli
Contesto storico
Dislocazione dell’impero verso l’oriente
È un periodo nel quale l’impero comincia a dislocarsi verso l’oriente in seguito al sistema tetrarchico di Diocleziano (284-305), dal suo successore Costantino (306-337) viene fondata una nuova città: Costantinopoli (attuale Istanbul).
Il cristianesimo
Con l’editto di Milano (313) e il successivo editto di Tessalonica (380) ormai il cristianesimo prende il sopravvento e la chiesa comincia ad essere un organo importante anche per le decisioni politiche.
Invasioni
Gli Unni
Alla fine del IV secolo gli Unni, popolazioni provenienti dalle steppe asiatiche, a causa di cambiamenti climatici, si dirigono verso sud creando un effetto domino che porta popolazioni germaniche a dirigersi verso il limes.Questa volta non si limitano a saccheggiare città ai confini del limes, ma lo superano per stabilirsi in nuovi territori.
La battaglia di Andrianopoli
I pregiudizi dei Romani e le differenze religiose ostacolano l’integrazione e la convivenza dei due popoli. Ad Adrianopoli, nel 378 scoppia una guerra tra Romani e Visigoti, dove questi ultimi annientano le legioni guidate dall’imperatore Valente.In seguito l’imperatore Teodosio (379-395), nel 382, concede ai germani di entrare nell’impero, a patto che avrebbero difeso i confini del limes.
La divisione dell'impero
La morte di Teodosio
In seguito alla morte di Teodosio (395) il governo viene diviso tra i suoi due figli: l’impero romano d’Occidente, con capitale Ravenna viene affidato ad Onorio e l’impero romano d’Oriente, con capitale Costantinopoli viene affidato ad Arcadio. Non è una separazione solo politica, ma anche economica e sociale, poiché in seguito alle invasioni barbariche, la parte occidentale è notevolmente indebolita e impoverita, mentre l’Oriente è molto più solido e prospero. La guida del governo dell’impero d’Occidente è affidata al generale Stilicone, poiché Onorio è ancora un bambino. Stilicone batte i visigoti salvando alcune città in Val Padana, ma nel 406 alcune popolazioni germaniche invadono parte della Gallia e della Spagna.
Il sacco di Roma
Lo shock dei cittadini
Nel 408 Onorio fa uccidere Stilicone, i confini del Limes cadono successivamente al congelamento del fiume Reno e nell'anno 410 i Visigoti guidati dal re Alarico riescono a raggiungere e saccheggiare Roma per tre giorni. Questo episodio è traumatico per i cittadni romani, i quali sono consapevoli di vivere in una delle città più forti del mondo, che si ritrova in rovina in poco tempo.
Gli Unni giungono in Italia
Successivamente al sacco di Roma gli Unni giungono in Gallia e in Italia, la difesa dell'impero è affidata esclusivamente al generale Ezio, che nel 451 respinge gli Unni nella battaglia dei Campi Catalunici. Solo un anno dopo Attila fa ritorno in Italia ma prima di giungere in Lazio si presenta nel suo accampamento papa Leone I, che con le sue parole induce Attila a fare ritorno in Pannonia.
Il crollo d'occidente
L'ultimo imperatore d'Occidente
Dopo un ulteriore saccheggio di Roma da parte dei Vandali nel 455 si succedono in 20 anni una decina di imperatori differenti. L'ultimo è Romolo Augustolo, salito al trono nel 475 a soli 13 anni.Nel 476 Odoacre, un generale barbarico depone Romolo Augustolo e invia le insegne militari a Costantinopoli, proclamandosi rex gentium Italie (Re dei popoli che vivono in italia). Questo avvenimento segna ufficialmente la fine dell'impero romano d'Occidente.
La caduta silenziosa
La data del 476 può essere definita simbolica, poiché nel corso di questo anno viene deposto l'ultimo imperatore, ma già da parecchio tempo l'impero romano d'Occidente può essere definito come crollato.Per i cittadini romani, infatti, dopo il crollo non cambia lo stile di vita, poiché ormai da tempo gran parte dell'impero era già invaso da popoli germanici. Già anni prima, l'impero ha dimostrato di non riuscire a fronteggiare i nemici, come avviene per il sacco del 410.
Il crollo d'occidente
Cause
Possiamo definire molteplici le cause del crollo dell'impero d'Occidente, e variano a seconda dei punti di vista. Ad esempio:Gli storici italiani e francesi dell'ottocento attribuiscono la colpa alle invasioni barbariche, mentre quelli tedeschi dello stesso periodo vedono nelle invasioni barbariche un'ondata di rinnovamento;Gli storici marxisti attribuiscono la colpa principale alla crisi economica; Attualmente non si attribuisce la causa ad un solo fattore, ma il crollo dell'impero è la conseguenza di più fattori collegati.
Conseguenze
Il periodo successivo alla deposizione di Romolo Augustolo vede lo stabilizzarsi di nuovi regni (detti regni latino-germanici o romano-barbarici), che si formano a partire dalle ex province romane dipendenti dall'Impero.Durante questo periodo tutti i poteri vengono attribuiti al re.
Le cause del crollo
In realtà il ruolo dei popoli germanici non è centrale, le tribù sono meno numerose di quel che si creda (80-100.000 unità considerando donne, bambini e anziani), infatti molto probabilmente l'impero del II secolo sarebbe stato tranquillamente in grado di respingere gli attacchi.
Il problema è in realtà la debolezza dell'impero, con un'economia ormai scarsa, esercito meno numeroso e non più in grado di difendere i confini. Per trovare una causa vera e propria dobbiamo quindi ripartire dal tempo dell'apogeo dell'impero.