Un grande ritratto è sempre un ritratto del pittore più che un ritratto del modello. Samuel Buttler
Gustav Klimt - Giovanni Segantini - Gustave Courbet - Francis Bacon - Alexej von Jawlensky
Gustav Klimt
Ritratto di Adele Bloch-Bauer I
1907. Olio su tela, 138×138 cm.Neue Galerie New York
Giovanni Segantini
Ritratto di Carlo Rotta
1897 olio su tela, 121 cm x 201 cm Ospedale Maggiore, Milano
Gustave Courbet
Autoritratto (uomo disperato)
1843-1845 olio su tela, 45 x 54 cmConseil Investissement Art BNP Paribas, Parigi
Francis Bacon
Ritratto di George Dyer in uno specchio
1968, olio su tela, 198 x 147 cm. Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza
Le Avanguardie
Con lo sviluppo delle Avanguardie e dell’Arte astratta le opere diventarono progressivamente anti-naturalistiche. Gli artisti interpretarono quindi l’identità del loro modello facendo ricorso più alle caratteristiche del carattere del personaggio. Non era infatti possibile riprodurre realisticamente le fattezze del viso e del corpo con lo stile cubista o espressionista. In alcuni casi il ritratto diventò infine un segno o una composizione di colori informale.
Alexej von Jawlensky
ritratto del ballerino Alexander Sacharoff,
1897 olio, 121 cm x 201 cm Lenbachhaus, Monaco di Baviera
Giovanni Segantini (Arco, 1858 – Monte Schafberg, 1899) è stato uno dei pittori più importanti del simbolismo. La figura di questo artista è strettamente legata al territorio svizzero, dove trascorse una buona parte della sua breve vita (morì a soli 41 anni stroncato da una peritonite). La sua opera è caratterizzata da tematiche di tipo rurale e bucolico, dapprima in chiave verista, raffigurando scorci e scene di vita campestre della Lombardia, poi dedicandosi al naturalismo ispirato dalla scuola di Barbizon, e infine virando verso il simbolismo, utilizzando quindi la natura come allegoria per presentare alcune riflessioni e messaggi.
Il passaggio graduale al simbolismo coincide anche con un cambio di tecnica importante, ovvero a poco a poco Segantini abbandona i colori mischiati tra di loro per introdurre la tecnica divisionista. Oggi, Segantini è considerato uno dei principali pittori divisionisti italiani.
Autoritratto, 1895, Carboncino con polvere d’oro e tracce di gesso su tela, 58,5 x 49,5 cm. St. Moritz, Museo Segantini
Alexander Sacharoff (1886 – 1963) fece il suo debutto come ballerino solista all'Odeon di Monaco. Con il suo aspetto androgino, ha semplicemente scioccato il pubblico. Le sue performance erano percepite come "perverse e immorali".
Il ballerino di origine ucraina arrivò a Monaco nel 1905 divenne membro della "Associazione dei Nuovi Artisti di Monaco" e collaborò con il pittore Wassily Kandinsky e il compositore Thomas von Hartmann alla realizzazione di un'opera d'arte sinestetica.
Studio per il ritratto di Adele Bloch-Bauer I (1903)Klimt fu un grande e instancabile disegnatore. Secondo il maestro il disegno doveva essere la pratica quotidiana di ogni artista. Amava moltissimo il linguaggio lineare e i suoi disegni sono realizzati con una moltitudine di linee morbide e sinuose che creano i contorni. Nel caso del ritratto di Adele Bloch-Bauer I Klimt realizzò quasi cento studi per rappresentare al meglio l’amica mecenate.
Courbet si ritrae disperato, con la bocca un po’ aperta e gli occhi spalancati verso lo spettatore. Le mani sono “intrappolate” tra i capelli, dimostrando il suo nervoso. Un ritratto carico di tensione.
L’uomo disperato è un autoritratto tra i più celebri e noti di Gustave Courbet. Courbet affonda le mani nei capelli, spalanca gli occhi e colora le sue guance di rosso. Inoltre si dipinge con la bocca socchiusa e le vene del collo pulsanti. Tutto in lui è teso e l’immagine assume il valore di uno studio di realtà. L’immagine che vuole tramandare di se stesso è quella di un giovane artista in tumulto che non accetta di rappresentarsi con una posa tradizionale e banale. Vuole infatti esprimere una disperazione intellettuale ed esistenziale.
Gustave Courbet nacque a Ornans in Francia, nel 1819, da una famiglia di agricoltori benestanti.
È considerato il principale esponente del movimento artistico del Realismo, affermatosi nella seconda metà dell'Ottocento in Francia, successivamente al Romanticismo.
Il Realismo non si limitò a rappresentare la natura in modo verosimile ma il mondo nella sua complessità sociale, con la volontà di rinnovare l'arte e liberarla dalle convenzioni accademiche. Courbet, considerato un pittore ribelle e anticonformista, pose l'attenzione sui personaggi umili come lavoratori e contadini e su episodi della vita di tutti i giorni. L'anno successivo fece scalpore al Salon con Funerale a Ornans, adottando le tradizionali misure di un quadro storico per rappresentare un episodio della vita di tutti i giorni, un anonimo funerale di provincia. L'opera è considerata il manifesto della pittura realista.
Francis Bacon, Three Studies for Portrait of George Dyer (on light ground), 1964.
Analisi dell'opera: Ritratto e Auto
Carmen De Metrio
Created on December 5, 2023
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Transcript
Un grande ritratto è sempre un ritratto del pittore più che un ritratto del modello. Samuel Buttler
Gustav Klimt - Giovanni Segantini - Gustave Courbet - Francis Bacon - Alexej von Jawlensky
Gustav Klimt
Ritratto di Adele Bloch-Bauer I
1907. Olio su tela, 138×138 cm.Neue Galerie New York
Giovanni Segantini
Ritratto di Carlo Rotta
1897 olio su tela, 121 cm x 201 cm Ospedale Maggiore, Milano
Gustave Courbet
Autoritratto (uomo disperato)
1843-1845 olio su tela, 45 x 54 cmConseil Investissement Art BNP Paribas, Parigi
Francis Bacon
Ritratto di George Dyer in uno specchio
1968, olio su tela, 198 x 147 cm. Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza
Le Avanguardie
Con lo sviluppo delle Avanguardie e dell’Arte astratta le opere diventarono progressivamente anti-naturalistiche. Gli artisti interpretarono quindi l’identità del loro modello facendo ricorso più alle caratteristiche del carattere del personaggio. Non era infatti possibile riprodurre realisticamente le fattezze del viso e del corpo con lo stile cubista o espressionista. In alcuni casi il ritratto diventò infine un segno o una composizione di colori informale.
Alexej von Jawlensky
ritratto del ballerino Alexander Sacharoff,
1897 olio, 121 cm x 201 cm Lenbachhaus, Monaco di Baviera
Giovanni Segantini (Arco, 1858 – Monte Schafberg, 1899) è stato uno dei pittori più importanti del simbolismo. La figura di questo artista è strettamente legata al territorio svizzero, dove trascorse una buona parte della sua breve vita (morì a soli 41 anni stroncato da una peritonite). La sua opera è caratterizzata da tematiche di tipo rurale e bucolico, dapprima in chiave verista, raffigurando scorci e scene di vita campestre della Lombardia, poi dedicandosi al naturalismo ispirato dalla scuola di Barbizon, e infine virando verso il simbolismo, utilizzando quindi la natura come allegoria per presentare alcune riflessioni e messaggi. Il passaggio graduale al simbolismo coincide anche con un cambio di tecnica importante, ovvero a poco a poco Segantini abbandona i colori mischiati tra di loro per introdurre la tecnica divisionista. Oggi, Segantini è considerato uno dei principali pittori divisionisti italiani.
Autoritratto, 1895, Carboncino con polvere d’oro e tracce di gesso su tela, 58,5 x 49,5 cm. St. Moritz, Museo Segantini
Alexander Sacharoff (1886 – 1963) fece il suo debutto come ballerino solista all'Odeon di Monaco. Con il suo aspetto androgino, ha semplicemente scioccato il pubblico. Le sue performance erano percepite come "perverse e immorali". Il ballerino di origine ucraina arrivò a Monaco nel 1905 divenne membro della "Associazione dei Nuovi Artisti di Monaco" e collaborò con il pittore Wassily Kandinsky e il compositore Thomas von Hartmann alla realizzazione di un'opera d'arte sinestetica.
Studio per il ritratto di Adele Bloch-Bauer I (1903)Klimt fu un grande e instancabile disegnatore. Secondo il maestro il disegno doveva essere la pratica quotidiana di ogni artista. Amava moltissimo il linguaggio lineare e i suoi disegni sono realizzati con una moltitudine di linee morbide e sinuose che creano i contorni. Nel caso del ritratto di Adele Bloch-Bauer I Klimt realizzò quasi cento studi per rappresentare al meglio l’amica mecenate.
Courbet si ritrae disperato, con la bocca un po’ aperta e gli occhi spalancati verso lo spettatore. Le mani sono “intrappolate” tra i capelli, dimostrando il suo nervoso. Un ritratto carico di tensione.
L’uomo disperato è un autoritratto tra i più celebri e noti di Gustave Courbet. Courbet affonda le mani nei capelli, spalanca gli occhi e colora le sue guance di rosso. Inoltre si dipinge con la bocca socchiusa e le vene del collo pulsanti. Tutto in lui è teso e l’immagine assume il valore di uno studio di realtà. L’immagine che vuole tramandare di se stesso è quella di un giovane artista in tumulto che non accetta di rappresentarsi con una posa tradizionale e banale. Vuole infatti esprimere una disperazione intellettuale ed esistenziale.
Gustave Courbet nacque a Ornans in Francia, nel 1819, da una famiglia di agricoltori benestanti. È considerato il principale esponente del movimento artistico del Realismo, affermatosi nella seconda metà dell'Ottocento in Francia, successivamente al Romanticismo. Il Realismo non si limitò a rappresentare la natura in modo verosimile ma il mondo nella sua complessità sociale, con la volontà di rinnovare l'arte e liberarla dalle convenzioni accademiche. Courbet, considerato un pittore ribelle e anticonformista, pose l'attenzione sui personaggi umili come lavoratori e contadini e su episodi della vita di tutti i giorni. L'anno successivo fece scalpore al Salon con Funerale a Ornans, adottando le tradizionali misure di un quadro storico per rappresentare un episodio della vita di tutti i giorni, un anonimo funerale di provincia. L'opera è considerata il manifesto della pittura realista.
Francis Bacon, Three Studies for Portrait of George Dyer (on light ground), 1964.