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CINEMA NEOREALISTA

Rosario Barbato

Created on December 4, 2023

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Transcript

Cinema in Italia

La stagione del Neorealismo

INIZIO

INDIce

Introduzione storica

Cinema Neorealista

Gli Autori

INTRODUZIONE STORICA

Il neorealismo fu un movimento culturale che si sviluppò in Italia tra il 1945 e il 1951 .La resistenza italiana aveva contribuito a liberare l’Italia dal fascismo e dall’occupazione tedesca.

Nel popolo era nato un nuovo sentimento di speranza che animava le menti ed infondeva fiducia nel futuro. Si formò la coscienza civile di volere raccontare e testimoniare tutte le infamie della guerra, le atrocità dei campi di sterminio, ma anche le azioni ed i fatti di quanti avevano agito con coraggio.

Il neorealismo fu un'esplosione di libertà, che segnò una rottura col passato e rappresentò la scoperta dell'Italia reale e dei disastri della guerra.Rivalutò l'uomo contemporaneo nel suo esistere quotidiano nella vita, nella società e nella storia.

Questo clima di speranza e di rinnovamento si diffuse nell'ambito cinematografico.

Durante la guerra erano stati danneggiati gli studi cinematografici di Cinecittà, che erano la sede della maggior parte delle produzioni. Inoltre le truppe americane avevano approfittato per assicurarsi il dominio del mercato cinematografico.

Le risorse economiche erano molto ridotte. Nonostante ciò, nacquero pellicole di enorme valenza culturale, tanto da affermarsi in campo internazionale.

A partire dal 1947 i partiti politici di sinistra furono allontanati dal governo, portando ad un netto cambiamento del clima politico. Le forze moderate cominciarono a richiedere e a favorire un cinema di evasione e questo provocò molteplici attacchi al cinema neorealistico.

La "Legge Andreotti" nel 1949 stabiliva aiuti statali all'industria cinematografica al controllo governativo: al film poteva essere negata la licenza di esportazione se "diffamavano l'Italia". Diverse pellicole, tra cui Ladri di biciclette, furono censurate.

“Non sono un pessimista; accorgersi del male dove esiste, a mio parere, è una forma di ottimismo.”

Roberto Rossellini

Cinema Neorealista

Un evento straordinario

Siamo negli anni del secondo dopoguerra (1943-1952)

esso creò un diverso approccio al cinema di finzione, innovando il modo di raccontare storie e aggiungendo un NUOVO SGUARDO sul reale, diventando un emblema della modernità cinematografica.

L'INIZIO DEL MOVIMENTO NEOREALISA NEL CINEMA

Negli anni Cinquanta il nostro Paese stava affrontando i gravi problemi lasciati in eredità dalla Seconda guerra mondiale, era economicamente distrutto e colmo di tensioni politiche.

Il termine ‘Neorealismo’ venne utilizzato per la prima volta proprio in riferimento a Ossessione di Luchino Visconti (1943). Essendo un regista teatrale, nei suoi film includeva sfarzose scenografie e costumi, e una marcata recitazione. Visconti inoltre ricorreva spesso a riprese ricche di zoom e panoramiche.

Il cinema di rossellini

Rossellini utilizzava invece uno stile volutamente antispettacolare. Il suo film più celebre è senza dubbio Roma città aperta (1945), considerato il manifesto Neorealista che permise al movimento di raggiungere una notorietà internazionale. Nei successivi film, Paisà (1946) e Germania anno zero (1947), utilizzò attori non professionisti che riprese semplicemente posizionando una cinepresa al centro della piazza. Gli attori utilizzano il dialetto e indossano abiti molto semplici. L’obiettivo del regista era quello di riportare all’attenzione della società, che ai suoi occhi era in disfacimento, i valori fondamentali dell’umanità: l’attenzione verso il prossimo e la conoscenza di sè stessi. Il suo stile, che si caratterizza per la commistione di toni, ellissi, narrazione episodica e finali aperti, lo condurrà verso il cinema moderno.

L'essenza del NEOREALISMO NEL CINEMA

Il mondo viene mostrato per quello che è, come una cosa in cui ci si imbatte, una realtà che si incontra quasi per caso, appunto realista. Un fatto, che è anteriore al senso e che si impone come un frammento di realtà bruta nella sua ambiguità ed eterogeneità.

LA NOVITà

si distinsero seccamente dalla produzione precedente italiana e mondiale. Erano girati non nei teatri di posa, ma anche nelle strade e nelle campagne.

Per la prima volta i protagonisti erano degli operai, dei contadini, degli adolescenti, dei pensionati. Vennero impiegati in alcune pellicole anche attori non professionisti.

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Proponevano storie che raccontavano le vicende attraversate dall'Italia, la resistenza partigiana, le condizioni sociali delle classi più povere.

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Non erano film di evasione, ma descrivevano criticamente la situazione difficile attraversata dall'Italia, in un modo così fedele alla realtà che alcuni di quei film possono oggi essere visti come documentari di un'epoca.

caratteristiche del neorealismo

I bambini occuparono un ruolo di grande importanza ma non solo di partecipazione, perchè essi riflettono ciò che "dovrebbero fare i grandi"

La scelta di una lingua antiletteraria e frequente ricorso al dialogo, per riprodurre le modalità del linguaggio parlato.

I film sono generalmente girati con attori non professionisti; le scene sono girate quasi esclusivamente in esterno, per lo più in periferia e in campagna;

"Oggettività della rappresentazione", ottenuta attraverso documenti e testimonianze di fatti realmente accaduti

NEOREALISMO CONTRO LA POLITICA

Dopo vari anni dalla diffusione del Neorealismo, ci furono vari problemi. Uno degli episodi più importanti è l'emblematico episodio di Vittorio Mussolini che, dopo aver visto Ossessione di Visconti, era uscito dalla sala urlando "Questa non è l'Italia!".Anche la chiesa cattolica condannò molti film per l'anticlericalismo e per come venivano trattati argomenti come il sesso, mentre la sinistra non accettava la visione pessimistica e la mancanza di un'esplicita dichiarazione di fede politica. Nel 1949 fu emanata una legge, presentata dall'allora sottosegretario allo spettacolo Giulio Andreotti, che doveva sostenere e promuovere la crescita del cinema italiano e al contempo frenare l'avanzata dei film americani ma anche gli imbarazzanti eccessi del neorealismo. A seguito di questa norma, prima di poter ricevere finanziamenti pubblici, la sceneggiatura doveva essere approvata da una commisione statale. Inoltre se si riteneva che un film diffmasse l'Italia poteva essere negata la licenza di esportazione, insomma era nata una sorta di nuova censura preventiva.

temi principali

  1. La lotta e la Sopravvivenza: molte opere neorealiste hanno rappresentato la lotta quotidiana per la sopravvivenza in un paese dove la carestia, la povertà e la disoccupazione erano all'ordine del giorno;
  2. La critica Sociale: il Neorealismo ha spesso messo in luce le ingiustizie sociali, la disuguaglianza e la corruzione;
  3. La Solidarietà: uno dei temi centrali del Neorealismo è l'importanza della comunità e della solidarietà tra le persone;
  4. Il paesaggio urbano e rurale: il contesto in cui si muovono i personaggi è fondamentale. Le città bombardate, le campagne desolate, le strade e i paesaggi diventano spesso simboli delle vite spezzate e delle speranze perdute, ma anche luoghi di rinascita e di nuovi inizi;
  5. La speranza e la disillusione: nonostante la rappresentazione nuda e cruda della realtà, molte opere neorealiste contengono al loro interno un sottile filo di speranza. Questa speranza, però, è spesso temperata da una profonda sensazione di disillusione, dovuta alla consapevolezza della difficoltà del periodo;
  6. Il ruolo della donna: molti autori neorealisti hanno iniziato a esplorare il ruolo delle donne nella società italiana, mostrando la loro forza, determinazione e le sfide che dovevano affrontare in una società patriarcale.

I film, quindi, riflettono i cambiamenti nei sentimenti e le condizioni di vita: speranza, riscatto, desiderio di lasciarsi il passato alle spalle e di cominciare una nuova vita.

LUCHINO Visconti(1906-1976)

La carriera cinematografica di Visconti ha inizio nel 1936 a Parigi, come assistente alla regia e ai costumi per Jean Renoir . In questo clima Visconti entra in contatto con alcuni militanti antifascisti e attraverso lo stesso Renoir, convinto comunista, si avvicina alle posizioni della sinistra. Al fianco del grande regista francese Visconti contribuisce alla realizzazione di Verso la vita (1936) e di Una gita in campagna (1936). Visconti in seguito riconoscerà sempre l'influenza del realismo di Renoir e del cinema francese degli anni trenta Dopo la scomparsa della madre si stabilisce definitivamente a Roma e l'incontro con i giovani intellettuali della rivista Cinema sarà fondamentale.

In questo momento si avvicina all'illegale Partito Comunista Italiano . Da questo gruppo nasce una nuova idea di cinema abbandonando le melense commedie del cinema dei telefoni bianchi ambientate in ville lussuose, racconta realisticamente la vita e i drammi quotidiani della gente. Su queste basi, insieme a Giuseppe De Santis, nel 1942 Visconti rilascia il suo primo film: Ossessione (1943), ispirato al romanzo Il postino suona sempre due volte di James Cain. Protagonisti sono Clara Calamai e Massimo Girotti;il film però ebbe distribuzione discontinua e tormentata in un'Italia sconvolta dalla guerra.

Nel 1948,in seguitoto alla sua partecipazione alla Resistenza, torna dietro la macchina da presa realizzando un film polemico e crudo, che denuncia apertamente le condizioni sociali delle classi più povere, La terra trema, adattamento dal romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga, di stampo quasi documentaristico. È uno dei pochi film italiani interamente parlati in dialetto noonchè il primo nel cinema italiano . Nel 1950 vi fu una seconda edizione del film doppiata in lingua italiana.

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VITTORIO DE SICA (1901-1974)

Tra i cineasti più influenti della storia del cinema, è stato inoltre attore di teatro e documentarista. È considerato uno dei padri del neorealismo e uno dei maggiori registi e interpreti della commedia all'italiana riconosciuto a livello internazionale con "artista completo".

I suoi film sono considerati tra i migliori della cinematografia mondiale, affrontano tematiche di denuncia sociale e politica, inquadrando la realtà povera di un’Italia ancora sofferente dalla guerra.

A partire dal 1943, con I bambini ci guardano (tratto dal romanzo Pricò del commediografo e narratore Giulio Cesare Viola) iniziò, insieme a Zavattini ad esplorare le tematiche neorealiste dove i bambini assumevano un ruolo chiave. Dopo un film a carattere religioso realizzato nella Città del Vaticano durante l'occupazione della capitale, La porta del cielo (1944), il regista firmò, uno dietro l'altro, quattro grandi capolavori del cinema mondiale, che sono pietre miliari del neorealismo cinematografico italiano: Sciuscià (1946); Ladri di biciclette (1948), ricavato dal romanzo omonimo di Luigi Bartolini; Miracolo a Milano (1951), tratto dal romanzo Totò il buono dello stesso Zavattini; Umberto D. (1952). I primi due ottennero l'Oscar al miglior film in lingua straniera e il Nastro d'argento per la migliore regia. Nonostante ciò, alla presentazione di Sciuscià in un cinema milanese il regista venne accusato da uno spettatore presente in sala di rendere una cattiva immagine dell'Italia.

Sciuscià

Vittorio De Sica (1946)

8/10

Due giovanissimi sciuscià napoletani sognano di comperare un cavallo bianco tutto per loro e, per averlo, s'invischiano in un lavoretto per adulti che li porta in un carcere minorile.

«L'alta qualità di questo film, mostrata con eloquenza in un paese ferito dalla guerra, è la prova per il mondo che lo spirito creativo può trionfare sulle avversità.

Percentuale di utenti a cui è piaciuto questo film: 88%

. »

roberto rossellini(1906-1977)

Entrò a far parte del mondo del cinema in età giovanissima; attraverso i suoi film l'Italia riacquistò quel credito che con la parentesi fascista aveva perduto.

Il suo primo film da regista, La nave bianca (1941) venne sponsorizzato dal centro per la propaganda audiovisiva del Dipartimento della Regia Marina, ed è il primo lavoro della cosiddetta Trilogia della guerra fascista di Rossellini, assieme a Un pilota ritorna (1942) e L'uomo dalla croce (1943). Con la fine del regime fascista nel 1943, a soli due mesi dalla liberazione di Roma, Rossellini stava già preparando Roma città aperta su un soggetto di Sergio Amidei . Questo film drammatico non ebbe un successo immediato in Italia, anzi fu un successo di ritorno dagli Stati Uniti e dalla Francia. Rossellini aveva così iniziato la sua Trilogia neorealista e antifascista , il secondo titolo della quale fu Paisà, girato in sei episodi con attori non professionisti tra Napoli, Maiori in Costiera Amalfitana. Terzo film della Trilogia neorealista fu Germania anno zero (1948), e girato nel settore francese di Berlino. Anche qui, Rossellini preferì degli attori non-professionisti, ma non fu in grado di trovare una faccia che ritenesse "interessante". Rossellini posizionò una cinepresa nel centro di una piazza, come aveva già fatto per Paisà, ma fu sorpreso del fatto che nessuno si avvicinasse per guardare. I due film sono riflessioni amare sulle condizioni dell'Italia martoriata dall'avanzare della guerra e sulla crisi dei valori nella Germania del dopoguerra. Come dichiarò in un'intervista: "Al fine di creare realmente il personaggio che uno ha in mente, è necessario che il regista si impegni in una battaglia con i suoi attori, che normalmente finisce con la sottomissione ai loro desideri. Siccome non voglio sprecare le mie energie in questo tipo di battaglia, io uso attori professionisti solo occasionalmente".

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SITOGRAFIA

https://www.raicultura.it/cinema/articoli/2020/05/Il-Neorealismo-f265f884-71e2-4c33-89b3-6020c30265b6.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Neorealismo_%28cinema%29

https://www.apav.it/mat/tempolibero/cinemaematematica/guerrasocieta/neorealismo.pdf

https://www.skuola.net/appunti/cinema/neorealismo-cinema-caratteristiche.html

https://www.cinescuola.it/storia/storia-del-cinema-italiano/il-neorealismo/#:~:text=I%20film%20neorealisti%20si%20distinsero,sociali%20delle%20classi%20pi%C3%B9%20povere

Grazie!

Barbato Rosario, Cimmino Raffaele, Sepe Lorenzo, Martina Valla